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Mia cugina Linda aveva superato i 35 anni e non aveva mai avuto un ragazzo o una relazione, almeno per quello che sapevo. Non era affatto brutta: era piccolina ma ben proporzionata: Gli occhi di un verde intenso, il corpo era armonioso e curvilineo. I seni di media grandezza sembravano due mele tonde segnate in punta da due capezzoli ben evidenti, ma la parte più interessante era il suo lato B che definirei con una sola parola: perfetto.
Faceva una vita sociale molto aperta, praticava molti hobby e sport, sia in palestra che all'aperto. Speso si accompagnava a comitive ma mai un compagno stabile o passeggero: Malgrado il suo carattere allegro e simpatico Linda forse si rendeva sgradevole per la sua voce eccessivamente nasale che non era migliorata neppure dopo un intervento chirurgico al naso.
Con me e mia moglie di cui è cugina carnale aveva un bel rapporto. Ci consultava per consigli sugli studi e spesso le abbiamo dato qualche aiutino; apprezzava molto che ci ricordavamo sempre del suo compleanno con regalini che gradiva moltissimo.
Da quando aveva superato i 30 anni si era un pò chiusa nel carattere; prima delusa, poi rassegnata e spesso, negli ultimi tempi, anche triste.
Una mattina di fine giugno di questa estate, stanco della solita calca in spiaggia, mi ero spostato di qualche chilometro oltre, verso una spiaggetta isolata circondata da un boschetto di pini marittimi e arbusti di macchia mediterranea. Avevo portato con me il quotidiano e un libro: mi godevo un caldo sole alternandolo con brevi bagni ristoratori.
Tornando sulla spiaggia da uno dei frequenti bagni fui distratto dall'avvicinarsi con passi di corsa non molto veloce di una donna in bikini.
Mi incuriosì il fatto che da sola una ragazza si fosse spinta sino a quella spiaggetta che distava dagli stabilimenti e dai chioschi qualche chilometro. Quando ci dividevano solo poche decine di metri riconobbi Linda: i suoi seni ballonzolavano al ritmo della corsa, la salutai, mi riconobbe, sorrise e fece cenno che si sarebbe fermata al ritorno, preoccupata forse di mantenere il ritmo.
Cercai di riprendere la lettura, ma la seguii con lo sguardo mentre allontanava dalla mia vista quel suo splendido culetto. Non riuscivo a concentrarmi nella lettura: da tempo non la vedevo al mare e in bikini.
Dopo alcuni minuti la vidi ritornare sempre di corsa, rimasi seduto fingendo indifferenza. Si fermò davanti a me, mi alzai per salutarla e ci scambiammo baci sulle guance. Era sudata e dal bikini umido erano bene in vista due grossi capezzoli che chiudevano quelle magnifiche mele che erano i suoi seni. Dopo i primi convenevoli mostrò la sua solita tristezza; confessò di sentirsi ormai una donna destinata a restare sola. La incoraggiai dicendole che sbagliava ada abbattersi e che invece doveva valorizzare meglio il suo corpo che trovavo splendido.
Sorrise con un pò d'amarezza e mi disse che la prendevo in giro. Colsi l'occasione per darle coraggio e fiducia in sè stessa.
Fissandola in viso le feci notare che aveva gli occhi verde smeraldo come il mare quando è puro e bello come quello che avevamo davanti; rispose che i giovani raramente guardano gli occhi.
La presi per le mani e continuando a guardarla le confessai quello che avevo sempre pensato: "i tuoi seni, anche se non molto grandi, sono un piccolo capolavoro, sembrano due mele renette, sode e rotonde e, se mi posso permettere, non possono essere chiusi meglio in punta da due capezzoli così pronunciati ed eccitanti".
Arrossì al mio complimento abbassando i suoi occhi dal mio volto al torace che le stav proprio di fronte per la mia maggiore statura e per il naturale declivio della sabbia verso il bagnasciuga. Lanciai rapidamente lo sguardo oltre la sua persona: non c'era anime viva a vista; ne approfittai per proseguire nell'esaltazione delle sue fattezze.
"E poi tu forse non ti rendi conto della bellezza del tuo lato B ! E' semplicemente stupendo; è impossibile che nessuno, anche un'amica, te l'abbia mai detto. Forse non ti sei mai guardata allo specchio o forse... " e rimasi in silenzio per osservare la sua reazione.
"Forse, che cosa ?" mi chiese incuriosita dall'argomento che si faceva più delicato. Sospirai per un pò per aumentare la curiosità e il suo crescente interessamento. "Forse, ripresi, oltre a non esserti mai osservata, specialmente nuda dopo una doccia, non lo hai mai valorizzato abbastanza". La girai leggermente di fianco in modo che il suo culetto fosse meglio osservabile e le confessai: "la rotondità dei tuoi glutei è semplicemente perfetta, per dimensioni e forma. Alla fine della colonna vertebrale due piccole fossette segnano il passaggio dalla zona lombare alla polpa carnosa; due archi, visibili a chi apprezza, indicano l'inizio delle natiche, due amni appoggiate da dietro ai tuoi fianchi segnerebbero l'armoniosa corrispondenza delle misure delle sode calotte e del canale che le separa e arricchisce di un fascino eccitante".
Per tutto il tempo in cui le avevo espresso questi complimenti avevo accompagnato le parole con i movimenti delle mie mani sulle parti che avevo indicato esplicitamente. Non avevo mai parlato con tanta confidenza e spudoratezza; lei mi aveva ascoltato in assoluto silenzio, la sua epidermide aveva però indicato, al tatto delicato delle mie mani e alla mia esperienza, che non era rimasta insensibile alle mie parole e soprattutto alle mie carezze.
Non aveva più trovato il coraggio di fissarmi negli occhi che invece puntava sul mio petto segnato da qualche pelo bianco in mezzo ad un piccolo ciuffo di peli scuri; ogni tanto puntava il suo sguardoa terra. Credo che in quelle occasioni aveva notato il rigonfiamneto del mio slip per un'eccitazione che non riuscivo a trattenere e di cui non mi ero reso conto.
Il suo volto aveva attraversato reazioni sempre diverse: sorpresa prima, incuriosita, interessata, compiaciuta e infine anche eccitata. Quando il suo sguardo puntato sul mio slip mi rese cosciente della mia eccitazione, notai che i suoi occhi si erano illuminati ancora di più, la guardai intensamente negli occhi, poi più giù sui seni, sui fianchi sino a notare che macchie di umore bagnavano il suo slip. Forse intuì la mia percezione e per toglierla d'impaccio le proposi di fare un bagno in mare, dove riprendemmo la chiacchierata confidenziale e la rimproverai dolcemente che oltre al modello anche il colre del bikini non esaltava affatto il suo culetto. Lo chiamai proprio così; a quel punto Lindami sorprese con una reazione improvvisa: "secondote, Marcolì (non mi aveva mai chiamato con questo vezzeggiativo !) per attirare i maschi dovrei indossare qualche volgare perizoma oppure mostrare il mio culo" e così dicendo, abbassò vistosamente lo slip mostrandomi quello splendore, anche se un pò coperto dalla limpida superficie del mare.
Le risalii lo slip, sfiorandole la pelle morbidissima e con il tono più dolce possibile le dissi:"non arrabbiarti, intanto il colore rosso vivo non esalta l'abbronzatura perfetta della tua pelle e poi questo triangolo di stoffa, ampio e regolare, copre e mortifica, invece di esaltarla, la bellezza perfetta del tuo culo". L'abbracciai perchè capisse che le mie parole non erano rimprovero, ma affetto e comprensione per una bellezza non apprezzata da lei stessa e dagli altri. Ricambiò il mio abbraccio con slancioimprovviso, circondò i miei fianchi con le braccia, sentì la durezza della mia virilità e mi lasciò diversi baci sul torace e sui capezzoli.
Ritornammo in spiaggia, anzi verso il boschetto dove, senza aggiungere parole che sarebbero state di troppo nella nostra segreta intesa, si distese a pancia in giù mostrando orgogliosa l'oggetto maggiore del mio desiderio.
Mi chinai su di lei, ripresi a carezzarle il suo bacino, baciai le fossette che avevo esaltato, segnai con le dita gli archi che delimitavano l'inizio delle natiche, sfiorai i glutei esaltando con i gesti la rotondità armoniosa, le sfilai lo slip e con le punta delle dita segnai il contorno ideale che avrebbe meglio, molto meglio esaltato la stupenda belle zza del suo culo. La sua pelle ad ogni sfioramento silenzioso delle dita s'increspava di sottili eruzioni, le sue cosce vibravano vistosamente di desiderio.
Baciai più e più volte le sue natiche, sfiorai e leccai la fessura che delimitava gli emisferi di carne, li allargai per godere anche con gli occhi di quello splendore irripetibile. Mi accostai ancor di più al suo corpo, avvertì il mio cazzo, caldo e duro, ed ebbe un vistoso brivido.
Le sussurrai alle orecchie che baciai delicatamente se era ancora vergine; girandosi quasi di stacco sorrise e aggiunse: "non fino a questo punto !". Palpandole pesantemente i glutei le confessai che mi riferivo al suo culetto; allora abbasso lo sguardo, strinse le labbra e chinò il capo ammettendo di essere ancora vergine sul lato B.
Era quello che volevo sentirmi dire: sfilai rapidamente il mio slip, le allargai le cosce, spennellai a lungo il mio poderoso cazzo sulla fessura, mi soffermai spesso sul buchetto, lo leccai avidamente e a lungo, vi infilai delicatamente un dito, ne allargai l'entrata vi appoggiai infine il glande già umido di liquido preseminale, le chiesi più dolcemente che potei se mi voleva dentro: annuì con la testa inghiottendo saliva e un lungo interno respiro. Pressai finalmente con la punta sull'orifizio; si opponeva, forzai un pò, poi sempre con più forza. Ad un mio ordine sollevò il culetto verso di me per offrirlo meglio al mio cazzo, diedi un'ultima spinta poderosa e infine lo sentii scivolare delicatamente dentro di lei.
Un calore dolcissimo lo accolse dentro di lei, parve che si aprisse al mio desiderio il paradiso della passione finalmente soddisfatta.
A poco a poco allungai la presenza possente della mia mazza dentro il suo culetto, troppo bello e forse anche troppo piccolo per il cazzo che voglioso la perforava tra qualche lamento di piacere e allungava lo sfintere tra mugolii sempre più espliciti. Infine godendo apertamente mi confessò qusi con rabbia: "Marcolì, sfondami ancora, tu l'hai scoperto e tu lo meriti".
Altre volte, frequenti, Linda è tornata in quella spiaggia: è stato un piacere eccezzionale per entrambi; le ho regalato una culotte brasiliana di colore giallo forte che esalta il suo culetto e la sua eccitazione.
Ora Linda non è più triste. |