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Finalmente avevo finito, diplomato ragioniere, non ce la facevo più, frà l'altro era scoppiato un caldo tremendo, ed ora le vacanze, al fresco, una capanna sopra i 2000 metri, parto il primo lunedì, arrivo in una baita sopra i 2400 metri, c'è un fresco stupendo, prendo la mia camera e mi butto sul letto, guardo l soffitto di legno, pareti di egno, tutto di legno, dà un sentore di intimo che mi piace molto.
Lagiornata passa tranquilamente, paesaggio stupendo, belle camminate all'aria fresca, verso sera le prime nuvole.
Di notte succede l'inferno, sembra che il temporale sia sopra il tetto, lampi, uoni, un casino, un rumore incredibile e purtroppo il tenmporale e quindi il rumore è per tutta la notte.
La mattina dopo rincoglionito per la notte insonne non mi accorgo di aver messo pantaloncini e camicia rosa, faccio colazione e poi esco visto la bella giornata a fare due passi, una persona cosciente avrebbe messo gli scarponcini visto l'erba ancora umida, ma ero rincoglionito quindi ho messole scarpe da ginnastica, prendo uno dei tanti sentieri, c'è un silenzio incredibile intervallato da rumori di uccelli e da qualche altro fruscio, vicino a me c'è una piccola scarpata, ma cerco di stare attento, ma lincidente è dietro le spalle, un momento di disattenzione, le scarpe da ginnastica che sivolano e quindi scivolo nella scarpata, una scarpata per fortuna non profondissima, piena di foglie e di erba, scivolo, scivolo fin quando finalmente mi fermo all'infuori di una cascina, uno sgabbiotto dov si tiene il fieno, il mio piede tocca con forza la porta che si apre, io cerco di alzami, cerco di pulirmi, ho il viso rosso e pure la coscia della gamba destra, ma mentre mi ripulisco spunta un uomo, piuttosto giovane, diciamo sui 30 anni, alto, grosso, pieno di muscoli, mi guarda incuriosito e poi scoppia a ridere"ma guarda che bella fighettina abbiamo qua, poverina, ti sei fatta male?poverina!vieni che ti dò una mano, ti dò una ripulita", mentre diceva queste cose mi aveva preso per un braccio e portato dentro lo sgabbiotto, io cerco di trattenermima visto la mia esilità lui ha ben presto ragione e così mi trovo dentro, lui mi gira attorno, mi palpa il sedere, io se possibile divento ancora più rosso"ma guarda la signorina, è timida, guarda come sei arrossita, ma io non sono l'orco, voglio solo divrtirmi un pò con te, hai un culo bellissimo", e sue mani palavano ormai il mio culo con decisione e prepotenza, la sua mano destra era entrata fra il pantalone e la pelle ed un dito mi aveva prenetato, io mi tradii subito emettendo un leggero gemito di piacere, lui insistiva e ne mise du, poi tre, io ormai ero in preda al godimento, i miei gemiti si susseguivano uno dietro l'altro sempre più forti, lui capiva il mio godimento, la mia eccitazione e proseguiva il trattamento "Ma guarda questa troietta che culo largo che hai, ne hai già presi tanti, piccola troietta", e sempre con tre ditanel mio culo iniziò a baciarmi con sempre più forza, mi aveva spinto sulle palle di fieno, mi aveva tolto le dita dal culo, mi aveva abbracciato forte e mi stava baciando con forza, a sua lingue era già entratanella mia, quando ho iniziato a rispondere alla sua foga, rispondevo ai baci e le mie gambe avevano circondato le sue costringendolo a stare stretto a me, lui capì subito che mi stavo dando a lui, ha estratto il suo uccello, io lo preso fra le labbra, ho iniziato a leccarlo lentamente su e giù laxciandogli tanta saliva per una bella camicia, gli presi in bocca anche le palle, le succhiai con voluttà, poi ricominciai a leccarle quell'asta che si era indurità, ora era un cazzo di 20cm. ma largo, circa 8., poi lo presi in bocca, aveva un bel profumo di selvatico, sapeva un pochino di piscio, ma non dava fatidio perchè ormai ero anch'io voglioso di sesso, lo succhiai e ucchiai, stringendolo fra le mie labbra prima di farlo uscire, avevo le sue mani sulla mia testa, il mio pompino lo stava mandando in estasi, l'uccello ora era diventato durissimo, lui allora mi tolse l'uccello dalla bocca, mi prese le gambe da dietro le sue e se le mise sulle spalle e con una leggerissima spinta mi entrava dentro, si fermo un momento, mi guardò in viso"Ma hai un culo veramente aperto, ma da quando lo prendi in culo?", "Da quando avevo 12 anni""Allora sei proprio una vera troia, una dolcissima e bellissima troia da monta", "Si, mi piace essere scopata, dai scopami, scopami, ti voglio dentro di me, scopami dai, sii""Si, adesso troietta ti scopo, sei una troietta bellissima e ti voglio fare mia", iniziò subito a scoparmi con un ritmo intensissimo, il mio corpo era sballottato dai sui colpi, più di una volta dovette stringere le su braccia sulle mie gamne per tenermi fermo, ogni tanto scendeva a baciarmi, sempre con molta dolcezza, sentivo il suo uccello pronto, lo sentivo gonfiarsi, gonfiarsi e difatti poco dopo mi sentii riempire da tanti fiotti di sperma densa, calda, lui mi è uscito subito ed io senza che lui mi disse nlla mi attaccai a quell'uccello e lo ripulii perfettamente.
Alla fine lui mi strinse il viso fra le sue mani e mi diede un leggero bacio sulla bocca,"Ma come ti chiami bella fanciulla", "Ivano""No tu sei Rossana, tu sei femmina, più femmina di tante donne, sei calda, sensuale, appassionata ed io vorrei vederti ancora e ancora dove sei adesso?", "Sono nella baita nel paese sotto il tuo, sono qui per le vacanze, oggi è il primo giorno", "Che bello, allora possiamo vedervci tutti i giorni, dai, ti và anche te, noo?", "No, voglio tornare anch'io da te, mi piaci anche tu, e voglio ancora essere tua, ma tu come ti chiami?", "Bene, io mi chiamo Raffaele e cos' ci vediamo domani, ora devo lavorare":
Ci siamo mesi a posto, ho messo a posto il pantaloncino, la camicetta era un pò sporca, ma con uno straccetto bagnato divenne quasi pulita, ci siamo abbracciati e me ne sono andato.
I giorni seguenti ero sempre da lui al primo pomeriggio, facevamo l'amore anche tre volte, mi prendeva in diverse posizioni, mi regalò un vestito lungo tutto rosa da femmina con spacchi laterali.
Fù una vacanza bellissima, puiena di sesso, di sperma, di amore, di passione, ero la sua fidanzatina segreta, la mattina della mia partenza mi venne incontro e mi chiese di tornare l'anno prossimo, o nche prima se potevo, io gli risposi che sicuramente d'estate sartei tornata da lui, ma avrei chiesto a mio padre se potevo venire, anche per pochi giorni pure durante l'anno.
Il nostro amore durò 5 bellissimi anni, poi lui si sposò con una ragazza del posto. |