I migliori video porno gratis |
|
|
|
|
Pubblicato : 31-08-2010 |
Autore : Signorina M
Categoria : Autoerotismo | Totale Visualizzazioni
: 7451 | Votazione :     
|
|
|
Era notte ma la calda serata estiva teneva svegli oltre l’orario consueto. Era una delle ore della giornata che preferiva, sospesa fra i rumori della sera ed il silenzio delle strade ormai vuote. Era tornata a casa da poco, troppo presto per dormine, aveva deciso di dedicarsi qualche istante al lavoro dell’indomani. Una birra ghiacciata e il sottofondo di YouTube - sarebbe andata avanti per ore, o fino a che il sonno l’avesse colta davanti allo schermo. La casa in penombra l’avvolgeva e la faceva sentire protetta, smossa da qualche alito di vento e dall’intimità della solitudine. Batteva sui tasti distrattamente alla ricerca di qualche idea che l’indomani in ufficio e sopraffatta dal caos non sarebbe arrivata in tempo. Si fermava a pensare, la mente vagava fra un riga e la successiva e si distraeva indulgendo in pensieri poco professionali. Indossava ancora la vestaglia nera che le aveva regalato, trasparente e ricamata sul seno, provocante ma non aggressiva. La portava come un abbraccio, le faceva compagnia e soprattutto le stava bene, ed indugiava a guardarsi nello specchio. La leggerezza del tessuto lasciava intravedere l’arco che le segnava i glutei e faceva percepire il pelo nero fra le sue cosce. Nell’oscurità il bianco della sua schiena sembrava ancora meno abbronzato a contrasto con il raso dei profili e tutto il suo corpo appariva quasi spettrale. Mollemente appoggiata sulla sedia davanti al Pc, le gambe nude sollevate vicino allo schermo, muoveva lentamente il mouse mentre faceva zapping fra un sito e l’altro. Era contenta di questa tranquillità estrema, ma non poteva fare a meno di pensare con un brivido al una mano che la sfiorava, ad una presenza dietro le spalle, ad una visita improvvisa che potesse sottrarla al lavoro. La notte era il momento del giorno in cui si sentiva fiera della sua indipendenza, e al tempo stesso il momento in cui si meravigliava fremere alla ricerca del calore di un altro corpo. E così, cullata dal vento, con la testa reclinata verso una spalla, aveva cominciato istintivamente ad accarezzarsi un capezzolo e la curva del seno. La mano infilata sotto le rose del vestito, senza scoprire la pelle, leggermente. Si toccava sollevando leggermente il peso del suo seno tondo, dal basso verso l’alto, lasciando due dita libere per stringere leggermente la piccola punta rosa. La spallina sottile era scivolata giù dalla spalla e la sua pelle era liscia e rinfrescata da una breve doccia serale. Si era infilata il vestito senza asciugarsi per godere di un attimo di refrigerio nell’afa milanese, e il pelo del suo pube era ancora umido e arricciato. Dal seno spostò la mano lentamente verso il basso, per andare a tastare le cosce dal ginocchio su verso la zona bagnata in mezzo alle sue gambe. Sentiva un dolce calore che la invadeva e la rendeva languida, mentre il pensiero dell’indomani era ormai svanito in mezzo alle immagini di una notte precedente. Non ricordava molto, stranamente le inquadrature delle sue notti passate sapevano rimanerle impresse per settimane, fotografava le situazioni in modo totalmente visivo e ripercorreva quei momenti come un album di foto proibito. Quel venerdì forse era troppo stanca, o troppo ubriaca, o troppo concentrata sulle sensazioni del corpo piuttosto che sulla voglia voyeuristica di guardarsi mentre veniva scopata. Il motivo non lo sapeva, ma di quella notte le rimaneva solo il ricordo della sua figa bagnata, di venir penetrata mentre sollevava le gambe fin sopra la testa e del sapore dolce di lui che le godeva in bocca. Mentre ad occhi chiusi la mano le scivolava su e giù toccando leggermente le sue labbra, le emozioni le arrivavano da dentro ed erano solo fisiche, epidermiche, naturali. Si leccò due dita della mano sinistra e cominciò a strusciarle avanti ed indietro lungo la scriminatura che segnava la porta alla sua zona più nascosta. Senza fretta poteva soffermarsi su ogni ricordo, odore, spinta che l’aveva fatta godere e sentirsi di nuovo avvolta da tutto quel turbinio. Gli occhi le si chiudevano lentamente, le labbra si aprivano senza volerlo, le dita si insinuavano lentamente a toccare angoli lisci e scivolosi. Si leccò ancora le dita, sapeva di mare, e proseguì giocherellando con il grilletto e poi scivolando lungo la punta del suo clitoride fino in mezzo alle labbra, fremendo ad ogni gesto. La mente la riportava indietro, o in avanti, e si ritrovava a rotolare fra le lenzuola, costretta dal suo corpo e piena del suo cazzo duro, abbandonata alle emozioni che le crescevano dentro, che dalla figa si espandevano per tutto il corpo, le riempivano il petto e le arrivavano fino alla gola, lasciandola in silenzio mentre veniva.
|
|
ASCOLTA E RACCONTA STORIA DAL VIVO
|
|
Racconto a Caso |
Autore : MOKKO
DURANTE UNA PAUSA LAVORO PER UNA BIRRA UNA COPPIA IN UN BAR MI CHIESE DI ACCENDER LORO UNA SIGARETTA... |
|
|
Solo Gratis |
|
Statistiche |
| » Totale Racconti |
966
|
| » Totale Autori |
2553
|
|