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Pubblicato : 31-08-2011 | Autore : ziel80
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 16660 | Votazione :


  
ziel80

Mi fa male. Parte 5

Quella domeninca era passata così, dovevo riprendere le forze, avrei osato verso il tardo pomeriggio, ma una telefonata di mio padre avvertiva del suo presto ritorno. Ero cmq soddisfatto di come erano andate le cose, in camera mia avevo un pc con un file d'importanza capitale e la notte mi ero ammazzato ripetutamente  sul quel video.


Ora sono di fronte ad un'altra sfida.

Devo trovare un modo per rompere il velo della consuetudine, dell'ambitudinario e normale rapporto madre-figlio.
Dovevo sfondare quel falso imene che separava la vita normale da quello che facevamo entrambi di nascosto.


NOn è facile, nei giorni successivi non riuscivo a fare il porco così  all'imporvviso o tagliare di netto le abitudini di anni, anche se sapevo ed avevo le prove che entrambi eravamo giunti proprio al confine tra il normale e il perverso. Necessitava solamente un ulteriore passo per cambiare di netto e per sempre le nostre vite. Ne ero consapevole, superare certi limiti significava non tornare più indietro... ma nella mia mente era già stato tutto deciso dalla perversione del sesso proibito.

Non era affatto facile, cercavo di uscire dalla mia stanza con il cazzo in tiro per presentarmi con nonchalance di fronte a lei, ma mi bloccavo, mi imbarazzavo.. e il cazzo si ritirava quasi subito.
Attirare l'attenzione o affrontare certe tematiche non funzionava, mia madre era decisa ad non andare oltre e mantenere una falsa normalità durante il giorno, questa cosa mi faceva arrabbiare.

c'e' un' unica soluzione che mi avrebbe messo in una posizione dominante e di vantaggio. Dovevo beccarla sul fatto. Era da tempo, da quando credevo o speravo che lei mi spiava,  che cercavo un possibile modo per farlo e coglierla di sorpresa, ma non avevo molte idee...
Durante il resto della giornata tutto ritornava normale, fino ad ora non  c'erano state altre situazioni in cui poteva succedere qualcosa. Si..ok, avevo ormai la certezza che questo gioco di spie tra di noi la portava a una particolare cura del uo aspetto, nei suoi vestiti e anche atteggiamente, ma nnt di più. Mi restava solo quell'interludio del bagno. Quei brevi attimi di perversione, gli unici che potevo sfruttare. ma non era affatto facile.

L'ho vista, era cauta, cercava di attendere che mi trovassi sotto la doccia, in tal modo, anche se fossi corso in direzione della porta, lei avrebbe sempre avuto  tutto il tempo per scostarsi e allonntanarsi a sufficienza.


Non potevo neanche continuare così, al gioco " spiami che io ti spio", mi avrebbe fatto impazzire e non so neanche per quanto ancora sarebbe durato.
La soluzione  arrivò  guardando e riguardando il video...  mentre in quei giorni mi massacravo il cazzo , si accese una luce, una piccola speranza.
Quando lei mi ha spiato ,era scalza, avevo visto la posizione che assumenva, se lei ha l'abitudine, per non farsi sentire, di togliersi le scarpe o cibatte che siano,potevo allora  tendergli una tranello.


Dovevo  solo lasciare con un batuffolo di cotone un alone di olio per terra, leggero ma  sufficiente da farla scivolare al momento giusto, sapevo però che non avrei avuto molto tempo... se ne sarebbe accorta che per terra c'era dell'olio per quanto poco, dovevo essere rapido. Aspettare a suffcienza per permetterle di posizionarsi e poi...aprire velocemente la porta e se tutto funzionava a dovere, si sarebbe ritrovata con il cuolo per terra difronte alla porta del bagno, così non avrebbe avuto nessuna scusa.

Si dovevano ripetere solamente le condizioni giuste. Ma il tempo passava e le occasiano mancavano. Io continuavo a godere come un porco figlio degenerato con il mio video, ma non mi bastava, dovevo avere tutto il malloppo. Mi lascio in pace il cazzo per due giorni , non sarei  stato capace di aspettare oltre,e il terzo giorno mi creo le condizioni idonie.


La sera prima, dopo cena, innesceno una recitazione da oscar supportata da una accurata previa documentazione: una leggera intossicazione alimentare, con dolori , crapi e diarrea.Recitazione efficace grazie all'assunzione di un leggero lassativo. Mi sentivo un truffatore, loro apprensivi, io subdolo e bugiardo.

L'indomani continuo a fingere e a lamentare dolori, in quelle condizoini non potevo andare a scuola, anche se non dovevo  esagerare per non farli allarmare troppo. Mio padre ,dopo essersi accertato delle mie condizioni, mi saluta e va a lavorare. Mi setivo un po' un verme nei suoi confronti, ma in quel  momento non era il mio principale pensiero. Eravamo di nuovo soli. Io e mia madre per almeno 8 ore... In otto ore, potevo fargli di tutto.

Fingo per l'ultima  volta di stare male, ma mi reco in bagno per darmi invece una pulita e preparare la scena... prendo un batuffolo di cotone abbastanza impregnato di olio e lo passo sulle piastelle di color marrone di fronte alla porta del bagno.Un leggero strato  e neanche omegeneo, non doveva scivolare subito , era necessario che i suoi piedi ne fossero appena impregnati cosi da perdere l'aderenza  solo quando per la fretta si dovrà allontanare e alla svelta. L'olio non si vedeva, prendo  un asciugamano extra che userò, invece dell'accappatoi, attorno alla vita per sorprendere mia madre.

Mi accerto che le porte del corridoio siano tutte chiuse e socchiudo di più le persiane del salotto. Il corridoio si trova nella penombra. Ne accenderò le luci che mi permetteranno di vedere le ombre  filtrate da sotto la porta se qualcuno si avvicina. Per migliorare il risultato non dovevo accendere quelle del bagno.

Mi sembra tutto pronto, anzi quasi mi dimenticavo di posizionare di nuovo la fotocamera.Se tutto andrà per il verso giusto, questo sarà il video del secolo.

Si può iniziare... Strategia vincente non si cambia.


"Mamma, io mi vado a lavare" con una voce un pò smorzata e sommessa.
"come ti senti?"
"Non ti preoccupare. Inizio a stare meglio"
Come mi sento? tra un po' te ne accorgerai, anche se iniziavo un po' a preoccuparmi. E se scivolando si fosse fatta male sul serio? Non potevo fermarmi ora, desideravo troppo di coglierla in fallo, sul mio fallo.

Mi dirigo in bagno, accendendo le luci del corridoio. Mi spoglio e tengo pronto un asciugamano sulla sedia vicino alla porta.
Mi posiziono davanti allo specchio, con l'occhio guardo la luce filtraere da sotto la porta...
CAZZO... non si vedeva affatto bene, non c'era tutta quella differenza d'intensità necessaria. Vedovo a malapena un biancore, troppo poco per capire se qualcuno ci passa davanti.

Ero immobilizzato a fissare il bordo della porta con mille dubbi, quando, dopo poco, anche quel biancore sparì.
Mia madre aveva spento la luce del corridoio. Non sapevo dove esattamente fosse, ma lei era già nel corridoio e questo mi bastava , per il resto avrei rischiato, non avevo altra scelta, non avevo alcun modo di sapere quando esattamente lei si sarebbe posizionata.

Devo dargli solo pochi secondi, se ha il tempo di accorgersi di quella leggerissima platina d'olio se ne andrà... Inizio a toccarmi la cappella con il pollice e l'indice. E' proprio dura, non aspetta altro di essere spinta e strusciata su mia madre.
COntinuo a massaggiarlo e trattarlo rudemente, così ha da che guardare la porca. Lo tiro verso il basso e lo lascio andare. Per la durezza sbatte sulla mia pelle facendo rumore. Ora invece lo stiro e lo scappello per bene e lo tengo con forza bello stirato... questo è il momento di agire!

Cerco  di essere più veloce possibile, allungo il braccio, prendo l'asciugamanto e lo  avvolgo alla vita ,con lo spacco davanti, il cazzo torreggia sotto il tessuto, bastava girare ora la maniglia dato che non avevo chiuso a chiave, ma da dietro sento come un leggero lamento, mia madre era già lì. Sono eccitatissimo anche se la mente è un pò annebbiata dalla tensione e dall'ansia del momento...avrei rotto quel velo..mentre apro la porta sento un tonfo da dietro e mi ritrovo mia madre che mi guarda con uno sguardo terrorizzato e un pò dolorante.
AVeva le gambe leggermente divaricate, le mani sul pavimetnto. io avevo l'espressione falsamente stupita, e l'asciugamano ancora sulla  vita, ma che seguiva i contorni del cazzo bello duro e diritto.

"Mamma che stavi facendo?"

"Io..."  totalmente rossa

"Mi stavi spiando?"

"Oddio no, noo io..."  Stava cercando di accampare chissa quale scusa


"TU MI STAVI GUARDANDO NUDO?!?!"
"NO" cercò di gridarlo forte, ma ottenendo solo  un risultato misero, è atterrita.

"Allora che facevi dietro la porta?!" Nella mia mente scorrevano le immagini del suo orgasmo, non può più scappare, gli do il colpo di grazia.Sono davanti a lei a petto nudo con un solo piccolo asciugamano avvolto sulla vita e tenuto con le punte delle dita. I lembi si univano e un po'si sovrapponevano sul davanti, lasciando intravedere l'inguine e la peluria sottostante. Un  leggero movimento dell'asciugamanno e del bacino faccio spuntare fuori il cazzo. E' in completa erezione, parte della cappella di fuori.  Lo faccio anche ondulare contraendo i muscoli del basso addome.
Mi sento un porco, di fronte a lei con il cazzo di fuori e la cappella in vista,  me lo sarei menato subito per sburragli addosso senza pietà.


Lei lo  guarda con gli occhi sbarrati e la bocca aperta, non ha la forza di ribattere, è senza parole. Totalmente rossa,  sembra pietrificata.
Pochi secondi lunghi un'eternità. L'avevo proprio presa in contropiede, è venuta a spiarmi di nascosto , ma questa volta la paga. Credo che avesse le palpitazioni,respiro  profondo e veloce, addosso la paura di chi è stato colto in fragante, ho beccato una spiona, mia madre.
 
"Volevi vedere questo?!" Mi afferro il cazzo, stiro la pelle e con tutta la cappella di fuori e il cazzo in trazione, che più duro non si puo', lo punto nella sua direzione.
"NO" Si riprende un po',cerca di alzarsi e mettersi in piendi, ma tra l'olio,che stava facendo il  proprio dovere, e la sua agitazzione, i piedi continuavano a scivolare, l'unica posizione per potersene andare da lì è camminare  carponi.


Me la vedo che cerca di arrancare con quel culo in corridoio... butto l'asciugamano per terra, e mi avvicino.

Nudo, completamente nudo e con il cazzo duro in corridoi.Giravo così per casa solamente quando non c'era nessuno, mi andavo poi menare il cazzo praticamente da per tutto, ma in particolare in cucina,come fanno tutti i filgi che hanno una casa libera a disposizione. Non aveva la minima idea di quante volte ho sburrato per casa e poi lei camminava scalza sopra lo stesso pavimento malamentente pulito.
Ora invece una sensazione completamente diversa, completamente nudo ma con mia madre lì. Sono oltre la consuetudine,mi sento quasi disorientato tanto che il corridoio non mi sembrava più lo stesso, come se avesse tutta un'altra luce.



GLi sollevo quella gonna leggera. aveva  i collant , ma non gli slip.

"MAURO CHE FAI!!" si volta e  i suoi  occhi si fissano sul cazzo.
"ODDIO MAURO" cerca di  essere più veloce , di muoversi il  piu velocemente possibile, ma gli sono addosso.
Con un mano sulla vita la tengo ferma e con l'altra tengo il cazzo durissimo e glielo posiziono proprio in mezzo alle coscie,la mia cappella che tocca praticamente la fica di mia madre, una sensazione bellissima, sentivo il nylon ma anche il calore , la morbidezza della sua carne. Cerco di spingerlo più forte , la trave che avevo tra le mani regge, così da permettermi di forzare di più, spingo più forte che posso con la mia cappella a fare d'ariete.
"NOO BASTAA!"
SI divincola, non avevo una buona presa. Finisce comunque dispesa per terra.
Orami non mi stacco più e le resto addosso. Sollevo rapidamente quella gonnella in modo da lasciare quel culo coperto sono dai collant. Mi distendo completamente sopra mia madre in modo che la mia verga stia esattamente  in mezzo al culo.
Inizio ad muovere il bacino, me lo stavo menando con il suo culo che faceva da mano. Lei non si era mossa. Aveva gli occhi chiusi e la testa flessa sul pavimento con la bocca leggermenta aperta, respirava rapidamente ed affannosamente. Anche  lei doveva avere il cuore che scopiava. Sentivo il calore del suo corpo, delle sue coscie, del suo culo pastoso.

"Oddio, girati"NOn riuscivo a resistere più di tanto, dovevo smettere.
Dopo queste parole e come se si fosse risvegliata, inizia di nuovo a divincolarsi.

La tiro per una spalla e la faccio sdraiare sulla schiena. Gli salgo addosso. LEi cerca di liberarsi e strisciare via, ma le afferro le braccia e le tengo ferma per terra. E' forte ma io non ci vedo più per quanto sono arrapato.
Incastro le sue braccia tra le ginocchia e le gambe, praticamnte mi ritrovo seduto sulle sue tette. E' immobilizzata.
Ci fissiamo per un attimo negli occhi.
Era sconvolta ma c'era dell'altro, ne sono sicuro. Desiderava ma si tratteneva.
Mi afferro il cazzo e gli e lo mostro per bene, così vicino non l'aveva mai visto.Ma tra un po'...
La fisso negli occhi con uno sguardo un po' malvaggio:
"ORA TI SBURRO"
"NOOOO"
Appoggio una mano sul pavimento e mi chino davanti slla sua faccia, con l'altra tengo il cazzo con tutta la capeplla di fuori e inclinato nella direzione giusta. Il cazzo è a pochissimi centrimetri, tra un po'la tocco.
Non resisterò mai a lungo dioo... La punta è tutta bagnata.
Lei inizia a scuotere la testa a destra e sinista... Mi sentivo come  un violentatore,ma la mia vittima non potrà mai chiedere aiuto a nessuno.

"no, noo... ti prego" Non gridava più, erano quasi sussurri, il contatto, ma ormai è inevitabile.
La cappella inizia ad urtare il suo naso, a passare da guancia a guancia e dopo che gli passa prorpio sotto il naso, sul labbro superiore,smette di scuotere la testa e  resta immobile girata di lato.
Aveva una esperssione un pò corrucciata e il rossore in faccia le saliva dal petto.
LAscio la presa del mio cazzo e con la mano la costringo a girare la testa, stringo le ginocchia in modo che non possa più voltarla...
"Tieni mamma"
Lei alza lo sguardo e mi guarda negli occhi, è incredula, vorrebbe pietà, ma io gli spingo il cazzo sulle labbra.
Lei subito chiude la bocca e stringe le labbra , ma anche così era una senssazione divina.
Gli passavo la mia cappella durissima e rossa da canto a canto della bocca, gliela premevo con forza mentre lei mugulava e strizzava gli occhi. Non cercava più di scappare e con le mani si reggeva alle mie gambe.
Il bacino inizia ad  ondulare da solo, manacava pochissimo, quel movimento sollevava  di pochissimo il suo labbro superiore , se solo aprisse la bocca.... Ma orami non c'era più tempo.

I movimenti del mio bacino diventano più veloci e ritmici, cercando con la mano di tenergli la cappella sulle sue labbra serrate. ma si strofina dappertutto, sotto le narici sul mento, sulle guancie... Una scena quasi inreale, lo stavo facendo. Un contatto e una sensazione che nessun'altra mi avrebbe mai dato, una frenesia perversa.

Lei si lamenta ancora ma è completamente immobile questa volta...sta aspettando, sii aspetta.

Mi tiro tutta la pelle indietro e il cazzo inizia a pulsare, ad ogni pulsazione aumentava e diminuiva di volume, come un cuore che batte, e a pompare sburra sulla sua bocca. Schizzi poderosi che la fanno sulsultare ogni volta che la colpiscono.

Una sensazione incredibile, una persona puo' anche morire contento dopo questo.
Non so bene come, ma nelle ultime spinte si era  creata un apertura, una piccola fessura tra le labbra di mia madre... i denti erano ancora stretti, ma tenendogli premuto la punta della cappella, una paio di fiotti di sburra riescono ad ricoprirli.Bellissimo da sentire e vedere. Tutta densa e bianca sulla sua bocca, scivolava seguendo le sua labbra fino alle guancie, ne avrebbe assaggiato inevitabilmente anche il gusto.
Mentre sburro faccio scivolare con forza la cappela lungo la sua gancia salendo sù fino all'occhio che ricopro. Sollevo la cappella e inizio a menarlo di fronte la sua faccia, in modo che non si perdesse gli ultimi schizzi.

La osservavo così per qualche secondo, sfinito ed esausto. Aveva il respiro affannoso e gli occhi chiusi, strizzati. Respirava con il naso, che con il suo rumore segnava la velocità del suo respiro.
Quanta, quanta e tutta sulla sua faccia. Lo avevo desiderato e l'avrei fatto ancora.
I fumi dell'eccitazione iniziavano a svanire, mi discosto e la lascio libera, sdraiandomi per terra vicino a lei , osservando il soffito.
Restammo fermi così per paio minuti, in silenzio, immobili.
Mi madre dopo un po' si alza e pulendosi con un dito l'occhio, mi guarda disteso nudo per terra per qualche secondo. SI volta ed entra in bagno, sento l'acqua scorrere. Tutto era ancora molto vago, tutto mi sembrava ancora sfumato. Bellissimo.

Il cazzo era ormai un mollusco quando mia madre usci dal bagno...

Si era piazzata proprio di fronte a me e mi fissava, senza dire nnt.

Ci guardavamo negli occhi, non saprei proprio dire  cosa stesse pensando o provando.

"Si, cosa c'e'?" mi venne di dire questo. Per poco scoppiavo dal ridere.


"Mauro ma capisci cosa hai fatto a tua madre? lo capisci?" Cercava di mantenere il tono più severo possibile, ma non ci riusciva.

"Cosa devo capire?" Vediamo come l'imposta.

" io sono tua madre, cretino, non mi puoi fare questo, non sono la tua ragazza."

"Già, quindi è sbagliato che ti sburro addosso, ma tu puoi spiarmi dalla porta?"

"Io non ti stavo spiando, sono solo scivolata... tu invece mi hai praticamente violentato... ti potrei anche denunciare e mandarti fuori casa in chissa quale centro."

Aveva riaquistato vigore, nelle sue parole e nel suo tono si sentiva...

" già, tutto giusto, se non fosse..."
" se non fosse .. se non fosse cosa?"
" se non fosse che ho un filmato sul pc di te che godi come una troia mentre mi guardi dalla porta del bagno" NOn mi scappi, ormai non portra più nascondersi dietro nessuna falsa moralità.

Rimase così un pò stupefatta e  un po' smarrita, lo si leggeva sul suo volto. Era di nuovo rossa. Una preda caduta in trappola.

" mamma non ti preoccupare, non ne parlo con nessuno... se fai quello che ti dico io?"

Mi guardava come se avesse perso un pezzo della trama... ma l'autorità di genitore cerco di nuovo di emergere.
" io...io non mi faccio ricattare"
" tranquilla, ti piacerà, ho visto e rivisto come godevi,una cosa che neanche nei film porno più spinti"

Mentre dico questo mi alzo e mi avvicino a lei. Restiamo in silenzio uno di fronte all'altro.
Poi l'abbraccio, un vero abbraccio tra madre e figlio.Sincero. Le do un bacio sulla guancia e le dico:
"ho un po' di fame" dicendolo le passo la mano sul seno, aveva i capezzoli duri.
Lei si ritrae un po', ma mi permette ancora di toccarlo. La lascio andare in cucina...

Mentre la guardo allontanarsi, mi dirigo verso la libreria.
La fotocamera aveva registrato tutto.

Fine parte 5. 





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    Racconto a Caso
Autore : marco.1956
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