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Pubblicato : 25-11-2016 | Autore : Scorpione
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 478 | Votazione :


  
Scorpione
racconti porno riguardanti incesti, donne mature, situazioni intriganti

Mi sono risposato con mia suocera

 

Mi chiamo Alberto, vivo in provincia di Torino, fino al 2000 ero sposato con Sabrina, ragazza vivace e un po’ libertina, lei 25 anni bionda seno prosperoso, ma purtroppo per i miei gusti aveva un caratteraccio, che prima del matrimonio non si era mai evidenziato.

Comunque nel 2000 dopo  quattro anni di matrimonio, di comune accordo abbiamo optato per la separazione.

Lei a 25 anni, era convinta di rifarsi una vita, visto che i corteggiatori non le mancavano, in quanto a me, felice di riacquistare la tranquillità che avevo prima di condividere la vita con Sabrina.

Nel maggio del 2001, mentre cenavo mi arriva una telefonata di Marta, mia ex suocera, che piangente mi chiede se il giorno dopo posso passare da lei, che mi deve parlare, visto i buoni rapporti che ho sempre avuto acconsento.

Il mattino seguente alle 9.00 sono davanti all’ingresso,  neanche il tempo di suonare il campanello che mi apre la porta e piangendo mi dice:

“Accomodati, devo parlarti di cose mie”

La osservo attentamente, la vedo stanca, sciupata e cosa strana trasandata, così com’era non me la ricordavo, quindi chiesi:

“Marta cosa succede?”

“Sai, io ho già sofferto quando vi siete separati tu e mia figlia, ma non avrei mai pensato di dover separarmi anch’io da mia marito!”

“Ma cosa dici?”

“Già Bruno, ha chiesto la separazione, dice che si è innamorato della sua segretaria, che lui ha bisogno di avere della gioventù accanto”

“Adesso Bruno dov’è?”

“Da ieri si è trasferito a vivere nel capoluogo con la sua nuova donna”

“Scusa e Sabrina cosa dice?”

“Sabrina da quando ha ottenuto la separazione, non pensa ad altro che ha passare da un ragazzo all’altro”

“Marta se posso esserti utile, chiedi pure?”

“Alberto, come sai io non ho parenti e visto che Sabrina è più interessata all’amore che ad altro, avrei bisogno se una volta alla settimana, tu potessi accompagnarmi a fare le spese a Torino, visto che non ho mai preso la patente”

“Se ti accontenti di andare di sabato, per me non ci sono problemi”

“Il sabato per me va benissimo”

La salutai e la tranquillizzai che sabato alle 10.00 sarei stato da lei.

Alla sera mi telefonò, per parlare un po’, sembrava sempre malinconica, cercai di sollevarla moralmente, ma certo la separazione per era lei una botta tremenda.

Difficile assorbire che una ragazza dell’età della figlia le avesse sedotto il marito.

La segretaria aveva 24anni, mentre Bruno era si un bel uomo, ma aveva 58 anni, certo la ragazza aveva fatto bene i suoi conti, anche perché Bruno era il titolare della fabbrica.

Marta aveva 44 anni, non era bellissima, ma per la sua età si difendeva egregiamente. Aveva una 4 di seno, capelli biondi, alta 1.75, occhi azzurri ed era leggermente sovra peso.

In un certo senso mi faceva tenerezza, pensare che si era quasi annullata per crescere la figlia e accudire la casa e il marito, perciò non mi dava alcun problema dedicarle il sabato, poi con mia suocera, sono sempre andato d’accordo, le poche volte che era presente quando discutevo con mia moglie, lei era sempre dalla mia parte.

Alle dieci del sabato ero di fronte alla sua abitazione, non si è fatta attendere, era già pronta, era vestita con non curanza, un paio di scarpe impolverate, una gonna stropicciata, calze che lasciavano intravvedere alcune smagliature e per finire una maglia economica e leggermente macchiata.

L’impressione che mi fece fu pessima, pensai addirittura che per lei il mondo fosse finito con l’abbandono del marito.

Non volevo ferirla, ma neanche mi piaceva fare una figuraccia, mentre eravamo a fare spese nei negozi.

Dopo dieci minuti di silenzio, dissi:

“Scusa Marta, vorrei dirti una casa, ma non vorrei che ti offendessi”

“Alberto dimmi pure, non mi offendo, perché so che quel che vuoi dirmi è per il mio bene”

“Beh volevo dirti che se pensi di riprenderti il marito, uscendo vestita in quel modo puoi scordartelo”

“Caro, il marito non penso minimamente a riprenderlo, una volta uscito di casa per sua scelta, per mia scelta non ci rientra più! Comunque hai ragione, non posso fare sfigurare te, che sei così gentile a farmi da cavaliere”

“Senti Marta, ci fermiamo al primo negozio e compriamo qualche indumento, così ti cambi subito”

“Ok, anche se non ho molti soldi con me!”

“Beh sia io che te abbiamo il bancomat”

Al primo negozio di abbigliamento ci siamo fermati, ha acquistato due camicette, una verde tenue e l’altra nera, una giacca blu e una gonna rossa che arrivava sotto il ginocchio a metà gamba.

Nel negozio di calzature si e provata molte scarpe optando per una scarpa con tacco otto, dopo di che su mia insistenza ci siamo fermati in un negozio di intimo dove ha preso un paio di calze in nylon azzurre, un reggiseno in tinta e un body color carne.

Dopo aver pagato ha chiesto se poteva usare un camerino per cambiarsi, ottenuto il consenso, si è recata nel camerino ed è uscita 20 minuti dopo una donna trasformata.

Le calze azzurre facevano risaltare due belle gambe che spuntavano da sotto alla gonna rossa, il reggiseno a balconcino metteva in evidenza un seno prosperoso,

e le scarpe col tacco slanciavano le gambe, se avesse avuto un po’ di trucco sarebbe stata il top per la sua età.

Giunti nei pressi dell’auto, salimmo per recarci a svolgere le commissioni , appena in auto guardando mia suocera, il mio membro incominciò a crescere, e le dissi:

“Marta vestita così sei una bellezza, sei anche meglio di tua figlia”

“Grazie, sei gentile, ma dici cose che non pensi”

“Le penso eccome! Se vuoi te le posso anche provare?”

“Voglio proprio vedere come fai?”

“Marta, non vorrei che però ti alterassi”

“No Alberto, non mi arrabbio certamente se un uomo mi fa dei complimenti”

Allora presi la sua mano sinistra e la portai sul membro, e le dissi:
“Tocca, così constati di mano l’effetto che mi fai”

“Ma Alberto non dirmi che ti faccio quest’effetto?”

“Marta, da quando sei uscita dal camerino il mio bastone ha continuato ha crescere”

“Certo che con un cazzo così a disposizione non capisco mia figlia”

“Non ti ho mai sentito parlare così sboccatamente”

“Devi sapere che nel momento che mi prende voglia di sesso, uso vocaboli molto volgari, che mi fanno arrapare e andare fuori di testa”

“Mi piacerebbe molto verificarlo di persona!”

“Ma cosa vuoi verificare, tu hai 28 anni mentre io sono una 44enne, brutta e malandata”

“Penso che se curassi di più il vestiario e ti truccassi leggermente daresti dei punti a tante giovani”

Il discorso continuò fin quando raggiugemmo il centro commerciale, dissi a Marta che l’avrei attesa in auto, mentre compiva gli acquisti.

Passarono circa due ore, erano le 13,00, quando la vidi spuntare dall’uscita del centro commerciale con un carrello pieno, pensai che si fosse comprata oltre che le cibarie per una settimana, anche qualche abito.

Quando arrivò dove avevo parcheggiato, scesi e gli dissi:

“Finalmente, incomincio ad aver fame, perciò carichiamo velocemente i viveri e i vestiti, che al primo ristorante ci fermiamo a pranzare!”

“Quali vestiti, ho già comperato questi mentre venivamo qui!” rispose.

Al che mi incazzai di brutto e gli dissi in malo modo:

“Marta, ti accompagno volentieri a fare le tue spese settimanali, ma come ti ho già detto ti voglio vestita decentemente, non voglio avere di fianco a me sia in auto che mentre si girano i negozi una donna di mezza età trasandata, che sembra una barbona, perciò adesso andiamo a pranzare e nel primo pomeriggio, prima di fare ritorno a casa, ti compro un po’ di vestiti, che voglio che ti metti il sabato quando veniamo a fare le spese. Ricordati che non accetto obiezioni, perciò o fai come ti dico oppure cercati un altro autista”

Marta, si mise a piangere e tra un sospiro e l’altro disse:

“Alberto, farò come vuoi! Ma io ormai sono una donna anziana e chi vuoi che mi guardi? Anche Bruno ha preferito una ragazza a me. Non servo più a niente e anche se volessi cercarmi un uomo, a chi vuoi che interessi?”

“Penso che se ti vestissi un po’ sexy e ti truccassi leggermente, avresti molte occasioni per trovarti un uomo, come ti ho già accennato mentre venivamo qua, magari anche più giovane”

“Tu dici così, perché ti faccio compassione!”

Eravamo ancora nel posteggio del centro commerciale, vi voltai verso di lei guardandola negli occhi, preso da tenerezza, allungai una mano facendole una carezza sulla guancia, poi per dimostrarle che era ancora attraente, portai la stessa mano sulla sua gamba sinistra e la mossi verso l’alto, nel mentre mi sporsi verso di lei baciandola sulla stessa guancia che le avevo appena accarezzato.

“Niente compassione, sei una donna desiderabile e diverse volte mentre con tua figlia eravamo da voi, ho pensato quanto eri meglio tu di lei”

Poi misi in moto e ci recammo in un ristorante a pranzare, Marta era triste, per tirarla su di morale, le presi una mano e la tenni nella mia, restammo mano nella mano per tutta la durata del pranzo, alla fine chiesi il conto al cameriere e dopo averlo saldato ci incamminammo al parcheggio, per poi andare a comperare il vestiario.

Appena usciti dal locale Marta disse:

“Alberto posso stare abbracciata a te?”

“Certo, anche se non capisco il motivo?”

“Sai quando al ristorante mi hai preso la mano, mi sono sentita meno sola! E mi è sembrato che avevo accanto una persona che mi vuole bene”

“Certo che ti voglio bene, lo sai che con te mi sono sempre trovato a meraviglia, al contrario che con tuo marito, lui non ha mai sopportato che avessi sposato Sabrina”

“Alberto ti correggo non mio marito, ma il mio ex marito. Poi lui è sempre stato innamorato di Sabrina, se fosse stato per lui, Sabrina sarebbe stata la sua donna, ha cercato in tutti i modi di farla andare a lavorare in fabbrica da lui, così da concupirla, ma a lei piace cambiare  ragazzo, come cambia vestito, mi dispiace dirlo, perché è mia figlia, ma la ragazza è una gran troia, non capisco come hai fatto a vivere con lei per quattro anni? Poi per quanto riguarda i soldi, Bruno soddisfa ogni suo capriccio”

“Beh ala fine siamo arrivati alla rottura, e adesso aspettiamo la separazione definitiva, poi chi se visto se visto”

“Allora vuol dire che non posso più contare su te, che una volta ottenuta la separazione, io e te non ci vediamo più?”

Lo disse con un tono di voce che sembrava terrorizzata, la guardai mentre guidavo e vidi che addirittura, le scendevano le lacrime dagli occhi.

“No Marta, per te ci sarò sempre, qualunque cosa tu abbia bisogno, potrai sempre contare su me! Spero solo che a tua figlia non dispiaccia che ci vediamo noi due”

“Sai se ho dovuto chiedere a te per fare le commissioni settimanali, vuol dire che a mia figlia non importa niente di me”

Nel mentre siamo nuovamente giunti al centro commerciale, dove dopo aver parcheggiato, siamo scesi e ci siamo recati a nei negozi di abbigliamento e intimo.

Marta non voleva comperare niente, ma insistetti e le feci prendere alcune camicette, due giacche, due o tre gonne, poi in un negozio di intimo acquistò una decina di calze. Finito di acquistare uscimmo e tornammo a casa di mia suocera.

Lei gentilmente mi invitò a cena, la ringraziai, ma declinai l’invito, perché avevo un appuntamento con una ragazza della quale ero interessato, pensavo che avrei potuto avere una relazione e non volevo perdere l’occasione.

La sera uscii con Roberta, andammo a cena, agli antipasti mi suonò il cellulare, era Marta che mi chiedeva se mi stavo divertendo, e che lei era sola e triste.

La rassicurai che il giorno dopo sarei andato da lei.

Quando arrivarono i primi, squillò nuovamente il telefonino, era ancora mia suocera, questa volta mi disse: 

“Ricordati che domani devi venire da me, ti aspetto” 

“Certo Marta, domani passo da te!”

Appena chiuso Roberta mi disse:

“Ehi non ti mancano certo le spasimanti”

“E’ mi suocera che si è appena separata dal marito e si sente sola” risposi.

La serata continuò, ma quando eravamo in attesa del dolce ecco che il cellulare si fa sentire.

“Pronto!”

“Ciao, Alberto, sono Marta, volevo solo dirti, quando rientri vai piano, non farmi stare in pensiero e per favore quando arrivi a casa telefonami, perché se no non riesco ad addormentarmi. Sai ti voglio bene come se fossi mio figlio”

“Va bene Marta quando arrivo ti telefono cosi poi addormentarti tranquilla”

Roberta mi guardò, facendo una smorfia, poi con ironia disse:

“Ma sei sicuro che sia tua suocera e non tua moglie?”

“Sicuro al 100%  la mia ex moglie sarà in giro con qualche spasimante”

Uscimmo e con la macchina mi diressi in un posto appartato, dove vanno le coppiette in cerca di intimità, e qui appena fermi, ecco che mia suocera mi chiama nuovamente.

“Pronto, Marta cosa succede?”

“Alberto, cos’ha quella che io non ho?

“Non saprei risponderti, non capisco la domanda!”

Poi non sentii più nessuna parola, solo un pianto e dei singhiozzi e le poche parole erano incomprensibili.

“Marta, se è così grave, vengo subito da te!”

Chiusi la comunicazione e Roberta molto alterata mi disse:

“Portami a casa e vai da lei, chiamami solo quando hai risolto i problemi con questa donna”

“Sai come ti ho detto si è appena separata e il marito è andato ha vivere con una di vent’anni più giovane”

“No caro, non hai capito, questa ti controlla, perché è gelosa marcia, ha paura di perderti, del marito non gliene importa un cazzo, questa vuole te e anche se eri sposato con sua figlia è innamorata di te. Per te farebbe qualunque cosa, e non sopporta che ci sia nessuna vicino a te se non lei”

Accompagnai Roberta a casa, appena partito Marta mi telefonò nuovamente:

“Tesoro sono in agitazione, sei già arrivato a casa?”

“No Marta, adesso prima di andare a casa, vengo da te così ti tranquillizzi”

“Caro ti aspetto, fai attenzione, vai piano”

“Certo non preoccuparti”

Mezz’ora dopo ero a casa sua, superato il cancello della villa la vidi uscire dalla porta, appena sceso dall’auto mi corse incontro e mi abbracciò e baciò:

“Tesoro come sono contenta di vederti, senza di te mi sentivo persa”

“Marta, io ti voglio bene, ma ti ricordo che non sei mia madre ne mia moglie”

“Si lo so! Ma ti voglio bene come un figlio”

“Ok, ma ero con un amica, speravo in una serata movimentata, ma tu mi hai tempestato di chiamate”

“Scusa, ma io ero preoccupata”

“Marta, non è che sei un po’gelosa”

“Beh un po’ si, vedi sei più presente te di mia figlia e ho paura di perderti, che quella ti faccia innamorare e tu non abbia più tempo per me”

“Marta per te ci sarò sempre”

Si rimise a piangere e mi abbracciò, mi fermai con lei, aspettai che si addormentasse, poi andai a casa, la mattina alle 7,00 suonava il telefono ed era di nuovo Marta, che non vedendomi, si era spaventata.

Mi invitò a pranzo. La domenica la trascorsi con lei, alla sera tornai a casa, la settimana trascorse, tranquilla, sporadicamente Marta mi telefonava.

Ma il venerdì a incominciato dal primo pomeriggio, a tempestarmi di telefonate, ricordandomi che l’indomani dovevo accompagnarla a fare acquisti.

Il sabato mattina mi sono recato a casa sua, per accompagnarla a fare la spesa, mi sono trovato davanti una donna trasformata, camicetta giallo pallido con due bottoni non chiusi che lasciavano intravvedere il seno contenuto da un reggiseno a balconcino che metteva in evidenza un petto notevole, giacca color cammello sbottonata, gonna appena sotto al ginocchio, calze fumé e scarpe con tacco 10 che esaltavano le sue gambe, poi ho notato che era stata dalla parrucchiera, perché esibiva una permanente che la rendeva più giovanile e le unghie sia delle mani che dei piedi erano smaltate di un rosso fuoco, l’ovale del viso sfoggiava un trucco leggero che la rendeva più giovanile.

Alla mia vista era bellissima, non l’avevo mai vista così.

Marta mi venne incontro con andatura sicura, quando mi fu vicino, sorrise poi mi abbracciò e mi baciò sulle labbra, prendendomi di sorpresa, dopo pochi secondi mi disse:

“Ti piaccio così?”

“Sei magnifica, hai fatto un cambiamento radicale dalla settimana scorsa”

“Alberto, ho pensato che non potevo farti fare brutte figure e mi sono decisa. Poi a pensarci bene è inutile che pianga per l’abbandono di un marito che non mi merita e la trascuratezza di una figlia un po’ come dire puttana”

“Complimenti volevo che reagissi e così è stato”

“Ora devo cercarmi un amante pure io, come ha fatto Bruno”

“Finalmente ti sei tirata su, non meritavi di essere lasciata, sei una donna stupenda di carattere”   

Dopo una pausa di un paio di minuti disse:

“Andiamo! Durante il viaggio voglio parlarti!”

Così presi Marta sotto braccio e l’accompagnai all’auto, le aprii la parta desta e la feci accomodare, girai attorno alla vettura, salii e partimmo. Rimanemmo in silenzio per circa cinque minuti, poi Marta disse:

“Senti ho pensato che sono sola, anche tu sei solo, io sono stata lasciata da Bruno, tu ti sei separato da mia figlia, potremmo consolarci a vicenda”

“Cosa intendi per consolarci a vicenda?”

“Beh che so il Sabato per esempio, quando andiamo in città potremmo fermaci e la sera andare in qualche localino a cenare, poi fare qualche passeggiata. Anche la domenica potremmo vederci e fare qualche gita”

“Ok Marta, questo si può fare, però mettiamo in chiaro una cosa, per te il sabato per andare a comperare ci sarò sempre, ma se trovo una brava ragazza e decido di avere una relazione e magari un giorno risposarmi i nostri incontri saranno solo per la spesa”

“Certo ti capisco, io pensavo solo per un periodo, in modo da dimenticare un po’ i nostri consorti”

“Ok incominciamo da oggi, visto che siamo d’accordo”

Il mattino l’abbiamo trascorso in giro per negozi, dove Marta ha voluto che l’assistessi nell’acquisto dell’intimo, si comprò culottes, calze a rete e con la riga posteriore, giarrettiere e reggicalze, poi in un negozio d’abbigliamento acquistò due paia di jeans uno nero e uno azzurro attillatissimi e almeno tre mini gonne di cui una penso inguinale, poi soddisfatta visto che era mezzogiorno passato disse:

“Caro andiamo a pranzo, ho fame”

“Stupito del suo repentino cambiamento, non dissi niente e uscimmo dal negozio e con l’auto andammo al ristorante, il pomeriggio lo passammo passeggiando al Valentino, visitammo anche il castello medioevale, verso sera ci avvicinammo a casa fermandoci in una trattoria a cenare.

La cena perdurò fino alle 22.00 così quando uscimmo, decidemmo di rientrare e il giorno successivo avremmo fatto una gita a visitare le colline di Langa.

Arrivati a casa Marta mi stupì, gioiosa e sorridente disse:

“Alberto, potresti dormire qui così avanzi di farti 30km adesso e altrettanti domani, e nel mentre mi aiuti a portare in casa le borse”

Accettai anche perché ero stanco, Marta prese due borse e s’incamminò, così io presi le altre borse e la seguii, non avevo pensato che non mi ero portato il pigiama per la notte e nemmeno il cambio per l’indomani, perciò al momento di andare a letto dissi:

“Marta forse per stanotte è meglio che torni a casa, non ho portato niente per cambiarmi”

“Non preoccuparti qualcosa troveremo nell’armadio di Bruno, visto che qualcosa ha lasciato, tu dovresti avere la stessa taglia”

Prese un pigiama del ex marito e me lo porse, poi cerco e trovò slip, una maglia e un paio di pantaloni, me li diede li provai e dissi:

“Perfetti”

Mi fece accomodare nella stanza degli ospiti, poi mi salutò, il mattino successivo, venne a svegliarmi con una tazza fumante di caffè e subito disse:

“Dormiglione dobbiamo andare in gita, te lo ricordi”

Mi diede un bacio, poi scappò a prepararsi, quando la vidi restai abbagliato, come detto non era una bellezza, ma fra trucco e vestiti acquistati il giorno precedente faceva una figura magnifica.

“Ehi! Ma sei quella della settimana scorsa?” chiesi.

“Certo, solo un po’ più figa con gli aggiustamenti fatti”

Partimmo, passammo una bellissima giornata insieme, essere insieme a una donna di 44 anni vestita sexy, mi rendeva orgoglioso, l’inconveniente era che non avevo mai considerato Marta come la donna per me, ma passando la giornata fianco a fianco con lei, il mio cazzo era in perenne erezione.

La sera quasi mi spiaceva lasciarla sola, e salutandola con un bacio timidamente le dissi:

“Sai Marta, se non fossi stato il marito di tua figlia e non ci fossero 16 di differenza penserei a te come la donna per il mio futuro”

Detto questo mi abbracciò forte, mi baciò sulle labbra per un tempo interminabile, e quando si staccò:

“Amore mio, per me non conta la differenza d’età, nemmeno che sei stato il marito di mia figlia. Per me conta solo che la settimana scorsa con la tua ramanzina mi hai fatto innamorare”

La stinsi a me, ci baciammo come due innamorati, le nostre lingue duellarono per alcuni minuti, poi mi staccai da lei e dissi:

“Come la prenderanno tua figlia e il tuo ex marito quando sapranno che ci amiamo?”

“Per prima cosa trasferisciti qui, seconda cosa non me ne frega niente, il mio ex ha perso ogni diritto il giorno che è uscito dalla porta e per quanto riguarda mia figlia, che si fotta!”

“Come trasferirmi qui?”

“Si lascia il tuo alloggio, affittalo e vieni ad abitare qui! Quanto tempo ti va per trasferirti?”

“Domani posso trasferirmi”

Cosi il giorno dopo, portai tutta la mia roba a casa di Marta ed incominciammo la convivenza. La notte facemmo l’amore per un tempo infinito, ma non volle praticare ne quello orale ne quello anale. Il mattino successivo, mi preparò la colazione e mi disse:

“Amore devi sapere che il mio culetto è ancora vergine, non l’ho mai dato a nessuno, ma se avrai un po’ di pazienza prima o poi mi farò sverginare  da te. Per quel che riguarda il rapporto orale non l’ho mai praticato, perché mi faceva schifo ingoiare la sborra di  mio marito, però se tu mi insegni, con te lo farò”

L’abbracciai e la baciai con passione, le sere seguenti con pazienza le spigai come fare un pompino e che non era sempre necessario ingoiare la sborra, andammo avanti nella convivenza per cinque anni senza problemi, per quel che riguarda il sesso tradizionale e orale, ormai era lei che decideva se finire la pompa con l’ingoio o se finire segandomi e farsi schizzare sul corpo.

Nel 2006 Bruno interruppe il suo rapporto con l’amante, e cercò di tornare con Marta, ma lei non ne volle sapere, anzi volle concludere il rapporto, esigendo il divorzio e il mantenimento di tutti i benefit ottenuti all’atto della separazione.

Sabrina invece sembrava avesse trovato l’amore della sua vita, si era trasferita in un’altra città.

Ormai erano cinque anni che Marta era la mia donna, ci amavamo e lei era diventata molto disinibita, ora vestiva in modo spregiudicato, sempre gonne corte a volte addirittura inguinali, non disdegnava d’indossare calze a rete o con la riga posteriore.

Ormai si chiavava in tutti i modi e in tutti i posti , nelle gite domenicali non disdegnava farmi godere con una pompa, ma il culo lo manteneva vergine.

Un giorno ero tornato a casa in anticipo, sentii Marta al telefono con la figlia.

“Sabrina sai che amo tantissimo il tuo ex marito, per lui morirei. Per lui e solo per lui mi sono trasformata in una troia, ma ho sempre paura di perderlo, che una più giovane possa portarmelo via, com’è capitato con tuo padre. Ormai ho ottenuto il divorzio e sono libera, ma Alberto non mi ha mai chiesto di sposarlo. Non so come fare, se lo perdessi ne morirei, lui è l’unica mia ragione di vita”

Sentendo quelle parole, siccome non mi aveva sentito ne visto rientrare uscii, mi recai dal fioraio, comprai un bel mazzo di rose rosse, poi andai in oreficeria dove acquistai un anello e dopo un’ora rientrai.

Marta aveva finito la telefonata con la figlia, ed era seduta sul divano, con le gambe accavallate, indossava calze nere a rete e scarpe col tacco altissimo a spillo, mi fece eccitare,  la raggiunsi e le diedi il mazzo di fiori, la limonai per un apio di minuti, poi dissi:

“Cara, volevo dirti da un po’ di tempo, che mi sono innamorato di una donna bellissima, e che ho intenzione di sposarla. Il problema è che non so come dirtelo, perciò ti ho preso questo mazzo di rose rosse”

“Grazie! Ti amo talmente, che ti auguro ogni felicità per il tuo futuro. Quando ti trasferisci e a quando il matrimonio?” disse con le lacrime.

“Beh non mi trasferisco da nessuna parte e per la data del matrimonio volevo deciderla con te”

“Come sarebbe?”

“Beh penso che anche la sposa debba dire la sua!”

Nel mentre le consegnavo l’anello, scoppiò di gioia e mi baciò con molto trasporto.

“Amore, il giorno delle nozze manterrò la promessa che ti feci anni fa, la mia verginità anale sarà tua e solamente tua”

“No tesoro, non voglio forzarti, ma da te voglio altro”

“Dimmi cosa vuoi?”

“Visto che sei ancora fertile, voglio un figlio”

“Amore ho 50anni, e non vorrei avere un figlio con dei problemi”

“Quando sarai incinta faremo delle ecografie e delle visite specialistiche, e se ci saranno problemi potrai abortire”

“Ok! Come vuoi amore!”

Così nel 2009 ci sposammo e nel 2010  ad aprile nacque una sana e bellissima  bambina che chiamammo Stefania, nove mesi dopo la raggiunse un maschietto al quale mettemmo il nome Claudio.

Oggi dopo sedici anni io e mia moglie, che ormai ha 60 anni scopiamo giornalmente con soddisfazione reciproca, la mia ex moglie nonché figlia di Marta vive negli USA e si è realizzata nel lavoro come manager di un’importante colosso americano.

In quanto all’ex marito di Marta, ormai ultra settantenne si è risposato con una vedova ottantenne.

 




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    Racconto a Caso
Autore : marco.1956
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