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Pubblicato : 29-07-2013 | Autore : poporno
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 2977 | Votazione :


  
poporno

Mia cugina Nicky era senza dubbio una bella ragazza. Non ci vedevamo spesso ma aveva un bel fisico magro, slanciato e con le curve al posto giusto. Il suo bel viso era incorniciato da dei capelli marroni scuro. L'unico problema (e non di poco conto) era che aveva otto anni in più di me e quando io ne avevo appena 19, lei era già sposata e aveva un figlio piccolo. 

Un giorno andammo a trovarla con la mia famiglia e notai che non stava proprio bene. Innanzitutto non sembrava molto felice perche suo marito non era mai in casa a causa del lavoro. Poi notai che non aveva ancora perso quei chili che aveva accumulato post-parto. Non era grassa ma aveva quella pancetta che prima non avrebbe mai permesso restasse ad appesantire il suo splendido fisico. Persino il culo non era più quello splendido culetto a forma di mandolino che prima faceva girare ogni passante in spiaggia. Non che fosse brutto ma non era più quello di una volta. 
Decisi che la mattina del giorno dopo sarei andato a trovarla e così feci. 
Bussai alla porta e mi venne ad aprire Nicky che mi disse stava dando la pappa al bambino. Lo lasciò in cameretta a giocare e ci sedemmo a tavola a parlare. Inizialmente era tutto un "sto bene, mi piace molto fare la mamma a tempo pieno" ma piano piano si aprì. Non era molto felice della sua vita coniugale perche suo marito non la toccava nemmeno con un dito da quando aveva partorito. Le donne hanno anche loro bisogno di sesso e di sentirsi desiderate. E Nicky restava una donna desiderabilissima anche dopo la gravidanza. La nostra conversazione fu interrotta dal bambino che piangeva per fare il riposino. Nicky si scusò e andò a mettere a nanna il piccolo. Io rimasi li a rimuginare su quanto mi aveva detto Nicky e decisi che il suo problema era facilmente risolvibile. Aspettai che uscisse dalla cameretta e poi mi piazzai dietro di lei, cingendole il busto e baciandole il collo. Le dissi che la volevo. 
"Dai, non possiamo..." disse lei, ma con la voce colma di desiderio. 
"Shhh... Prenditi questo momento per te." Le sussurrai all'orecchio. 
Mi rituffai nel suo candido collo, baciandolo e odorando il suo profumo da femmina. Intanto insinuai le mani sotto la maglietta a toccarle i seni. Aveva i capezzoli duri e dritti, desiderosi anche loro. Avvicinai il mio linguine al suo culo fino a farle sentire il mio cazzo eretto. Nel frattempo con le mani continuavo a strizzarle i capezzoli e le tette e con la bocca le baciavo il collo e le facevo dei succhiotti tremendi. Tra le gambe era un lago di desiderio. Distolsi una mano dal seno e la feci scendere in giù fino a sentire le mutandine mandide di umori e di desiderio. Mi feci condurre in camera dove mi fece sedere sul letto. Mi liberai velocemente dei jeans e delle mutande e restai li con il cazzo di fuori eretto in tutta la sua altezza. Lei era inginocchiata tra le mie gambe aperte a fissarlo. "Non mi ricordavo quasi più come fosse fatto" disse. Si tolse la camicetta, rimanendo in mutandine e con le sue splendide tette in fuori. Piano piano uniziò a ciuccarmi il cazzo, quasi a volersi godere ogni singolo istante. Sentivo la sua bocca che scendeva per tutta l'asta mentre con le mani mi esplorava le palle, tastandomele. 
La lingua sua lingua mi faceva impazzire. Mi bacio la punta della capella e li non resistetti e venni copiosamente. Lei da brava donna di casa ripulì tutto con la bocca. Poi prese il mio cazzo e se lo strofinò tra i seni. Le sue zizze erano fantastiche. Aveva una quarta naturale, morbida e profumata, con cui mi fece una splendida spagnola, facendomelo rizzare di nuovo subito. A quel punto toccava a me. La feci mettere seduta e le calai le mutandine con dolcezza. Aveva la fica leggermente pelosa e mi chiese scusa per non essersi depilata dicendo che fino a quel giorno non ne aveva visto il motivo da dopo il parto. Le dissi che non c'era problema e mi tuffai a lapparglela con ferocia. Sentivo l'odore degli umori e questo mi faceva eccitare sempre di più. Le infilai due dita dentro, strappandole un gridolino. Le feci uno splendido ditalino aiutandomi con qualche leccata qua e la. Aveva il viso contratto dal desiderio. 
"Voglio sentire dentro il tuo cazzo, lo voglio..." Si alzò e mi fece sedere al suo posto. Accennò ad una sega ma il cazzo era già ritto per conto suo, naturalmente. Si mise sopra di me a cavalcioni, pronta a cavalcarmi. Prese il mio cazzo in mano ma prima di infilarselo in quella caverna oleosa di desiderio e un po' pelosa che era la sua figa mi sussurrò nell'orecchio sorridendo:"Cerchiamo di non svegliare mio figlio, eh?". 
Poi lo infilò e iniziò a muoversi. Era fantastico. Sentivo i cigolii del letto e i nostri ansimi di eccitazione. La sua figa aderiva perfettamente al mio cazzo, tanto da sentire ogni suo punto, ogni suo pensiero. Mi trattenni dal venire il più possibile aspettando che lei raggiunse l'orgasmo. Quando ci arrivò non trattenne un grido di piacere e la sentii spingere al massimo e inarcare la schiena. Anch'io le venni dentro e sospirai "Oh Nicky... Siii..." 
Rimase sdraiata su di me per un po' con il mio cazzo oramai mollo dentro la fica. 
Poi iniziai a insinuarle un dito nel sedere. "Che ne dici, facciamo servizio completo?" le chiesi sorridendo. 
La girai e iniziai a bagnarle il buchino prima con gli umori della figa poi leccandola per bene. Mi disse che non c'era alcun problema per lei e che anzi il sesso anale le piaceva molto. "Vedi, quando ho tanta voglia di sesso e mio marito non c'è o è impotente uso questo." disse aprendo un cassetto e prendendo un vibratore dalla forma di pene e dalle dimensioni molto maggiori delle mie e di qualsiasi altro credo. Lo presi e glielo feci cucciare con forza. Dopodiché la misi a novanta e gli sbattei dentro il culo il mio cazzo. Aspettai che le chiappe prendessero bene la forma del cazzo e le infilai nella figa il vibratore attivandolo. Gridò dal piacere e dalla sorpresa. Poi iniziai a muovermi. Nicky non si tratteneva: "dai muoviti così, non avere pietà di me... Sfondami, distruggimi..!!" diceva a voce sempre più alta, tanto che fui costretto a tappargli la bocca con la mano e lei si mise a ciucciarmi tre dita con voracità e desiderio! Le venni nel culo e con la sborra che era uscita dal buco le bagnai la fighetta. 
Guardammo l'ora e scoprimmo che da li a poco sarebbe arrivato suo marito, e dovemmo salutarci, con la promessa di rivederci ancora.



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    Racconto a Caso
Autore : ziel80
Incesto.

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