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Pubblicato : 11-07-2011 | Autore : CornutoSottomesso
Categoria : Scambio Coppia | Totale Visualizzazioni : 22387 | Votazione :


  
CornutoSottomesso
Amo la letteratura ed i racconti erotici. Cosa ne pensi?

Anna avvertì un forte calore, che si diffondeva in tutto il suo corpo, non appena strinse il grosso pene di Antonio. Era così duro, turgido e vibrante; così vivo come non gli capitava più da tanti anni. Quel ragazzo tanto più giovane di lei e, soprattutto, così naturale e selvatico, era per lei una scoperta ed, un tuffo nel passato. Le ricordava un amore giovanile, ormai cancellato da venti anni di matrimonio con Piero. Anche con lui, come ora con Antonio, aveva provato quell'ebbrezza, si era sentita così donna, così desiderata; poi anni ed anni di routine. Sentiva Antonio vibrare come una corda di chitarra, poteva controllarne ogni movimento, dosarne il piacere, farlo soffrire e farlo godere. Con la mano sinistra ne raccolse i testicoli, stringendoli delicatamente, mentre con la destra volava rapida sul suo pen; voleva che lui apprezzasse fino in fondo la sua esperienza di donna quasi cinquantenne.

Ad Antonio non sembrava vero di trovarsi in quel letto così morbido, esageratamente profumato e caldo, con quella donna così sensuale e burrosa. Si vergognava quasi della sua evidente eccitazione, cercava di controllarla, ma non poteva riuscirci.
Le carezze esperte di Anna lo mandavano in delirio, lo facevano tremare, lo conducevano in un baratro oscuro di sensazioni mai provate. Fino al giorno prima, lei lo aveva comandato a bacchetta, gli aveva detto cosa dovesse fare, quali lavori di muratura dovesse svolgere nel suo appartamento. Ed ora, era lì, vicino a lei, alla pari.

Piero appoggiò l'orecchio alla parte della camera della sua camera da letto. Aspettava un suono, un segno, qualcosa. Gli sembrò di udire alcuni lamenti soffocati di Antonio, come un grido soffocato. Fu come una pugnalata per lui, un colpo al cuore.
Era un misto di gelosia e di eccitazione quella che provava: di disgusto per se stesso, ma allo stesso tempo, di sollievo. Anna, così bella, così attraente; Anna che tutti gli invidiavano, che tutti gli uomini sulla spiaggia se la divoravano con gli occhi.
Ora era di là, con quel muratore di trent'anni che nemmeno conoscevano, che il caso aveva portato in casa loro. Intenta a soddisfarlo, a farlo godere. 
Infilò la mano nei suoi pantaloni... il suo pene era duro, eccitato... era umiliante, tremendamente umiliante.

Quando Anna gli prese l'uccello in bocca, Antonio capì che non avrebbe resistito a lungo. Le labbra di Anna erano così voraci, lo inghiottivano, gli procuravano un tremito lungo tutta la schiena. Erano mesi che non vedeva una donna. La moglie lontana al suo paese, le puttane troppo care, le italiane così schifiltose.
Come poteva il marito cedergliela con tanta facilità? Come poteva? E dove era ora?
Aveva lasciato che per tutta a serata lei flirtasse con lui, senza battere ciglio. Li aveva osservati baciarsi con ardore sul divano, mentre si dava da fare a sparecchiare la tavola. Ma perchè? Con una donna tanto bella?

Anna pensò che al marito glielo aveva preso in bocca solo due volte. Poco prima di sposarsi, poi mai più. E lui aveva accettato. Non sapeva nemmeno lei perchè; sapeva solo che da lui non voleva essere usata.
L'aveva fatto con tutti i ragazzi che aveva avuto, non perchè le piacesse, ma perchè le piaceva l'effetto che aveva sugli uomini. Ma con Piero no, con Piero era diverso.
Il cazzo di Antonio nella sua bocca, gli ricordò quello di Filippo; un fidanzatino che aveva avuto a 15 anni, al paese dove si recava l'estate in vacanza, di qualche anno più grande di lei. La faceva ridere quel tipo; ce l'aveva sempre dritto, voleva sempre che lei gli facesse qualcosa. Che estate! Tre o quattro pompini al giorno, sempre tra i campi e dietro i cespugli.

Antonio prese Anna per i capelli, gli sfilò il pene dalla bocca, e la distese sul letto. Le slacciò il reggiseno, liberando i suoi grossi seni e le sfilò le mutandine. Poi, con fare deciso, la fece inginocchiare sul letto e la prese da dietro.

Anna rimase come interdetta da tanto desiderio. Il pene, la penetrò con forza, quasi ferendola. Poi, le mani callose di Antonio, cominciarono a strizzargli decisamente le tette. Una monta animale, senza rispetto, pochi minuti, nessuna pietà. Antonio si sciolse immediatamente, riempiendola del suo seme caldo, mugugnando come un animale ferito. Era tanto che non si sentiva donna, troppo.

Piero, guardò attraverso la porta della camera semichiusa. Non poteva vederli, questo no. Tuttavia, vide gli indumenti intimi di Anna sul pavimento, quei capi che lui gli comprava con tanto amore, gettati con disprezzo lì per terra. Sentì chiaramente il cigolio del letto, i versi di piacere dei due amanti.

Rimase lì fermo, fino a che il rumore non cessò. 




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