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Dopo
quel fantastico giorno non riesco più ad avere un rapporto anale con mia nonna.
Ogni qualvolta che mi posiziono dietro di lei e tento di penetrarle l’ano lei,
come un anguilla, si sottrae dall’abbraccio. Un giorno stufa dei miei tentativi
mi redarguisce.
“Mirko,
smettila di voler a tutti i costi chiavarmi nel culo. Il desiderio di impalarmi
lo hai soddisfatto. Adesso per potermi nuovamente inculare devi avere pazienza.
Al momento non mi va di farmi chiavare nel culo.”
Registro
la sua decisione. Non ha detto che non mi darà più il suo culo. Ha detto che
per il momento devo soprassedere. Come un cucciolo obbedisco. Ad una cosa però
non rinuncia ed è quella di farsi chiavare. Uno dei tanti giorni invece di
andare ad aspettarla nel villino vado in ufficio. Incontro mia zia che sta
uscendo da una delle stanze.
“Mirko
come mai da queste parti. È un secolo che non vieni a farci visita. Devi
parlare con tua madre? In questo momento è occupata con dei clienti. Ne avrà
per molto. Se posso esserti utile puoi dire a me.”
Guardo
verso la porta dell’ufficio di nonna. Jessica vede la direzione del mio
sguardo. Sorride. Con tono della voce appena percepibile mi fa:
“Ho
capito. Sei venuto per tua nonna. Sei talmente arrapato. Non potevi aspettare
che ti raggiungesse? Non mi guardare con quegli occhi carichi di sorpresa. Non
sono mica scema. Lo so che mia madre ti raggiunge nelle ore di pausa. Dai entra
le farai una piacevole sorpresa. Chiudetevi dentro. Farò in modo che nessuno
venga a disturbarvi.”
Ancora
una volta la mia bella zia viene in mio soccorso. La lascio e mi dirigo verso
la stanza occupata da mia nonna. Senza bussare entro e chiudo la porta alle mie
spalle dando una doppia mandata con la chiave. Nonna è intenta a guardare dei
fogli sparsi sulla sua enorme scrivania. Alza gli occhi e mi vede.
“Mirko,
amore, cosa ci fai qui. Ti serve qualcosa.”
Sono
dietro di lei. L’abbraccio e le palpo il seno.
“Sì
nonna mi servi tu. Ho una voglia matta di chiavarti. Non ce la facevo ad
aspettarti.”
“Vuoi
farlo qui. Ti rendi conto di quello che dici. Potrebbero sorprenderci. Sai che
scandalo ne nascerebbe. Non pensi che nella stanza di fronte c’è tua madre.”
“Jasmine
non preoccuparti. C’è tua figlia Jessica che terrà lontani da questo posto
eventuali scocciatori. Dai spogliati che ardo dal desiderio di mettertelo
dentro il ventre.”
“Sei
un porco. Ma ti amo proprio perché lo sei.”
Si
alza e va al centro stanza. Incomincia spogliarsi con lentezza. Lo fa come se
fosse una vera spogliarellista. Io sto seduto sulla scrivania e assisto allo
spettacolo che mi offre. Ho il cazzo già in tiro e lo accarezzo lentamente da
sopra i pantaloni. È passato un anno da quando è iniziata la mia relazione con
mia nonna. Un anno che sul corpo di Jasmine non si vede traccia. Sembra una
statua. Solo le mammelle sono un poco appesantite. Per il resto è ancora tosta.
Dopo essersi completamente spogliata fa un paio di giri su se stessa
mostrandomi ogni lato del suo favoloso corpo. Lancio un piccolo grido di
approvazione.
“Sei
proprio uno scemo. Mi vedi quasi ogni giorno nuda e sembra che per te sia
sempre la prima volta.”
Lei
si avvicina. Allunga le mani e mi slaccia i pantaloni. Introduce la mano nella
patta ed artiglia il mio indurito cazzo.
“Dio
come ce l’hai duro. Ti fa male? Poverino. Adesso gli togliamo un po di forza.”
Con
poche e rapide mosse mi sfila i pantaloni ed anche i boxer. Si inginocchia ed
avvicina la bocca al violaceo glande. Lo bacia soffermandosi con le labbra
sulla sommità. Alza gli occhi e li fissa nei miei. Vedo la sua lingua guizzare
fuori dalle sue labbra ed incominciare a pennellarmi il cazzo. La fa scorrere
su tutta la superficie. Poi apre la bocca e lo accoglie fra le sue labbra. Incomincia
a succhiarmelo. Non riesco a trattenermi. Nitrisco. Sono venuto perché morivo
dalla voglia di chiavarla ed invece è lei che mi sta sollazzando. Eiaculo e le
inondo la bocca con il mio sperma. Jasmine lo ingoia come se stesse bevendo un
succo di frutta.
“Il
tuo seme ha sempre un buon sapore. Un po’ acidulo ma gustoso.”
Aver
scaricato nella sua bocca il mio piacere non mi ha per niente rammollito. Il
cazzo è rimasto duro.
“Dai,
nonna, girati ed appoggia le mani alla scrivania,”
“Cosa
hai in mente?”
“Niente
di particolare. A te piace molto quando ti infilzo da dietro. Voglio chiavarti standoti dietro.”
“Mi
raccomando. Niente culo. Se solo ci tenti griderò come un’ossessa.”
So
che non lo farà Perché le piace farsi chiavare nel culo, ma siamo rimasti di
accordo che dovrà essere lei a scegliere il momento per farsi inculare. La vedo
avvicinarsi alla scrivania e poggiarvi la mani sopra. Con il corpo si allontana
e contemporaneamente si piega in avanti fino ad assumere una posizione ad
angolo retto. Le sue mammelle pendono come due campane.
“Va
bene così?”
“Nonna.
Sei una meraviglia. Non muoverti che ti scatto una foto.”
Cosa
che faccio con la fotocamera del telefonino. Ne scatto più di una e da diverse
angolazioni. Vado a posizionarmi dietro di lei e mi inginocchio. I suoi
fantastici glutei sono lì davanti ai miei occhi. Lei allarga le gambe e
l’oggetto dei desideri di molti uomini fa la sua apparizione. Mia nonna ha una
figa fantastica. È talmente grossa e polposa da fare invidia ad una vacca. Il folto
cespuglio di peli fa da corona alla meraviglia della natura. Resto incantato da
tanta magnificenza. Senza distogliere lo sguardo avvicino la bocca alla
fantastica figa e comincio prima a baciarla e poi passo a leccarla. Jasmine
lancia dei sommessi miagolii. La mia lingua spazia sulle grandi labbra. si
insinua fra di esse. Con le labbra circondo le piccole labbra e le succhio. Un
gemito più forte mi dice che a mia nonna le piace il trattamento che sto
facendo alla sua fonte della vita.
“Dio,
nipote, hai un modo di leccare che è favoloso. Continua così. Non ti fermare.”
Non
ho nessuna voglia di smettere. Il mio proposito è farla godere. La lingua si
inoltra nell’orifizio vaginale. Ne esplora le pareti lappando tutte le
secrezioni. I miagolii.di Jasmine si fanno più intensi. Mi avvento sul clitoride.
Lo trovo turgido e alquanto sviluppato. Lo lecco. Ci gioco titillandolo con la
punta della lingua. Nonna lancia un lungo nitrito. Serro le labbra intorno a
quel stupendo organo e lo succhio. Do inizio ad un pompino. Il gradimento di
Jasmine si manifesta con piccole grida di piacere. Il suo corpo incomincia a fremere.
Un suono che sembra un ruggito mi comunica che nonna sta per raggiungere
l’orgasmo. Il corpo smette di tremare. Si irrigidisce e viene. Riversa nella
mia bocca il frutto del suo piacere. Lo ingoio. Lappo le rimanenti secrezioni
pulendole la vagina fino in fondo. Il suo respiro è pesante. Prima che si
riprenda del tutto mi alzo e metto il mio indurito cazzo fra le sue chiappe.
Con la mano lo guido fino alle grandi labbra. Spingo e il cazzo si inoltra
nella buia caverna di Jasmine. Favorito dagli umori che produce in
continuazione il mio fallo scivola dentro il ventre di mia nonna fino a
toccare, con il glande, il collo dell’utero.
“Bastardo,
figlio di puttana. Dammi il tempo di riprendermi.”
“Nonna
se lo facessi saresti tu a comandare il gioco e non deve essere così. Ho una
voglia matta di chiavarti che non posso più aspettare.”
“Allora
datti da fare. Pompa pure il tuo pistone nel mio cilindro. Portami a spasso
nell’universo. Fammi vedere le stelle
del firmamento.”
Mi
distendo sulla sua schiena e con le braccia le circondo il torace portando le
mie mani ad ancorarsi alle penzolanti grosse mammelle che stringo con forza.
“Jasmine.
Nonna. Sei la donna più arrapante che io abbia mai visto. Non mi stancherò mai
di amarti.”
Un
voce sommessa giunge alle mie orecchie.
“Mirko
mio, uuhhmm, anch’io ti amo. Aaaahhh. Se
fosse possibile lascerei che il tuo fallo fosse permanentemente ospitato nel
mio ventre. Iiiiihhh. Quando sei dentro di me raggiungo le vette del piacere
come non ho mai fatto. Dio come è bello farmi sbattere da un giovane puledro. Quando
mi chiavi non capisco più niente.”
È
la verità. Mia nonna è una donna che ha avuto due figlie in giovane età e poi
ha divorziato. Da allora nessun uomo è più entrato nel suo letto. Dopo anni,
molti anni, troppi, ha trovato in me, suo nipote, l’uomo da poter amare e farsi
amare. Quando siamo a letto si dona completamente. Niente la frena. Per quanto
mi riguarda faccio il possibile per soddisfare i suoi appetiti sessuali
repressi da anni di astinenza. Chiavare mia nonna è sconvolgente. È trascorso
un anno da che vado a letto con mia nonna ed ogni volta sembra la prima volta.
Incomincio a pompare il mio cazzo nella sua polposa vagina. Ad ogni affondo
Jasmine nitrisce. Mi sono prefisso di far durare il rapporto il più a lungo
possibile. Voglio chiavarla fino a farla svenire dal piacere. Conoscendo la
carica di libidine di cui è piena mia nonna è un proposito di non facile
realizzazione. Il mio pistonarla è lento ed è intervallato da lunghe fermate.
Nonna intuisce il mio intento.
“Cosa
è questa novità? Perché mi chiavi in questo modo? Cosa vuoi fare?”
“Nonna,
voglio chiavarti fino a farti svenire.”
“Credi
di riuscirci? Lo sai che stai chiavando una donna che non sente un cazzo nel
suo ventre da molti anni?”
Non
le rispondo. La mia mente è impegnata a raggiungere l’obiettivo. Voglio; devo
riuscire a farla svenire. Stacco una mano da una mammella e la porto fra le sue
cosce. Vado in cerca del clitoride. Lo trovo. Lo sgrilletto con le dita. Lo
strizzo. Nonna mugola. Allo stesso tempo non smetto di chiavarla. Sento il suo
corpo attraversato da tremori. I suoi miagoli sono più intensi. Un grido
soffocato in gola mi annuncia il raggiungimento del suo primo orgasmo. La mia
azione continua. Sottopongo il clitoride ad una vera azione stimolatrice. Il
mio modo di chiavarla la porta ad avere orgasmi uno dietro l’altro. Il mio
cazzo è completamente immerso in un oceano di secrezioni vaginali.
“Basta.
Mi stai uccidendo. Non resisto. Ti prego metti fine a questa tortura.”
Mia
nonna mi sta implorando. Questo è il segnale che aspettavo. Ancora pochi attimi
e sarebbe svenuta. Intensifico l’azione delle dita sul clitoride. Aumento il
ritmo dei colpi nella sua fregna. Le sue grida di piacere aumentano di
intensità. Sento che sta cedendo. Il suo corpo perde la rigidità. Sta godendo.
Di pari passo anche il mio piacere raggiunge il culmine. Riverso nel suo ventre
il mio fiume di sperma che va a miscelarsi con i suoi umori. Sento che è
svenuta. Riesco a trattenerla prima che rovini sul pavimento. Ritiro il cazzo
dalla sua vagina. La prendo in braccio e la porto sul divano. La guardo. È
bellissima. Prendo dalla sua borsa dei tovaglioli di carta e con essi asciugo
il cazzo dai suoi umori. Mi rivesto. Le do un bacio su ognuno dei suoi grossi
capezzoli ed esco dalla stanza dove trovo mia zia Jessica che mi guarda con
aria preoccupata.
“Cosa
è successo la dentro? Cosa le hai fatto? Ho sentito grida da maiale sgozzato.”
Con
un sorriso beffardo sulle labbra le rispondo:
“A
gridare è stata tua madre. Se entri la troverai nuda distesa sul divano. È
svenuta.”
Jessica
mi guarda incredula.
“Mia
madre è svenuta? No! Non ci credo.”
“Entra
e vedrai con i tuoi occhi.”
Mia
zia si gira ed entra chiudendo la porta alle sue spalle. Mi avvio verso
l’uscita. Sono in strada. Dopo circa due ore mi raggiunge una telefonate sul
cellulare. È Jasmine.
“Perché
sei andato via? Non potevi aspettare che mi riprendessi?”
“Nonna,dimmi.
Ti è piaciuto?”
“Se
mi è piaciuto? Sei stato meraviglioso. Mai tuo nonno mi ha chiavato cosi come
lo hai fatto tu? Ho cercato di resistere al tuo proposito ma non ce l’ho fatta.
Sei stato veramente bravo. Dove sei?”
“Sono
contento che ti abbia soddisfatta. Sono in strada. Zia è con te? Quando vieni a
casa mi racconterai di cosa vi siete dette. Nonna, ti amo.”
Spengo
il telefonino e continuo a passeggiare. È tardi quando rientro. La casa è
avvolta nel silenzio e le luci sono spente. Mi dirigo verso la cucina. Passo
davanti al salone.
“Mirko
sei tu?”
È
la voce di Jasmine. Accendo la luce e lei è lì. È distesa sul divano ed è avvolta
in una vestaglia nera trasparente. Non indossa nient’altro. Si vedono le sue
grosse mammelle ed il triangolo di peli nel suo inguine.
“Come
mai non sei a letto?”
“Ti
sto aspettando. Devo parlarti.”
“Non
puoi rimandare? È importante quello che mi devi dire?”
“Sì
lo è. Sono due le cose che devo dirti. Una riguarda tuo fratello. Sono riuscita
a sedurlo. Domani ho un appuntamento con lui nella nostra villa.”
“Come
ci sei riuscita?”
“È
stato ieri pomeriggio. È venuto in ufficio a salutarmi. Con una scusa sono
riuscito a trattenerlo. Ci siamo seduti sul divano. Come sai non porto
reggiseno. Non vista ho sbottonato alcuni bottoni della camicia e gli ho
offerto in visione le mie tette. Lui ha strabuzzato gli occhi. Gli ho chiesto
se gli sarebbe piaciuto baciarmele. Con voce strozzata ha risposto di si. Ho
aperto la camicia e gliele ho offerte. Lui si è avventato sopra e me le ha leccate.
L’ho lasciato fare. Poi l’ho allontanato e gli ho detto che mi sarebbe piaciuto
incontrarlo in un posto senza che nessuno ci potesse disturbare e gli ho detto
di raggiungermi domani sera nella villa. Trascorreremo la notte insieme. Sicuro
di non essere geloso?”
“Nonna
non posso essere geloso perché so che nonostante tu ti farai chiavare da mio
fratello resterai per sempre mia. Piuttosto a te non da fastidio questa
situazione che si sta creando?”
“No!
La posta in gioco è molto allettante. Eppoi per una come me avere a
disposizione due giovani puledri che la cavalcano e quanto di più bello si
possa avere. Mi spieghi perché oggi sei andato via?”
“Jasmine
dovevo andare via. Se aspettavo che tu ti riprendessi non sarei più uscito da
quella stanza con tutte le conseguenze che ne potevano derivare. Pensa ai tuoi
dipendenti. Come ti ho sempre detto tu mi arrapi molto. Tu sei una provocazione
continua.”
“Ti
ringrazio per i tuoi pensieri verso di me, ma hai lasciato che mia figlia
stesse sola con me e per di più completamente nuda e svenuta a seguito di un
amplesso avuto con te.”
“Hai
avuto vergogna? E perché? Jessica è tua figlia. Lei sa del nostro rapporto.”
“Una
cosa è sapere ed un'altra è trovare sua madre nuda distesa sul divano e senza
conoscenza. Certo che mi sono vergognata.”
“Oramai
è fatta. Meglio così. Almeno così non faremo più gli ipocriti in sua presenza. Dimmi?
Com’è andata e cosa ha detto?”
“Questa
è la seconda cosa di cui devo parlarti. Cosa pensi di Jessica? Voglio dire come
uomo?”
“Se
mi stai chiedendo se la porterei a letto ti rispondo di sì. Tua figlia è una
bella donna e qualsiasi uomo farebbe carte false per entrare nel suo letto.
Perché me lo chiedi?”
“La
porteresti a letto anche se sapessi di avere fra le braccia una lesbica?”
“Nonna
stai vaneggiando? Zia Jessica è una lesbica? Non posso crederci.”
“Quello
che sto per dirti deve restare tra noi due. Oggi tua zia non si è limitata a
vegliare sulla mia perdita di coscienza. Quando ho cominciato a recuperare la
coscienza una dolce e piacevole sensazione percorreva il mio corpo. Ho aperto
gli occhi ed ho incontrato gli occhi di mia figlia che fissavano i miei. Ho
realizzato quello che stava accadendo. Jessica era nuda ed aveva la testa fra
le mie gambe e mi stava leccando la fica. Non mi sono ribellata. Al contrario
ho provato piacere. E’ la prima volta che una donna mi scopa. Mi ha portato ad
avere una sequela di orgasmi. Poi si è stesa su di me e mi ha offerto la sua
figa che grondava umori. D’istinto ho tirato fuori la lingua e ho lappato le
sue secrezioni. Abbiamo dato vita ad 69. È stato sconvolgente ed allo stesso
tempo bellissimo. Le ho leccato la figa; succhiato le piccole labbra; titillato
il clitoride che ho anche succhiato. Insomma mi è piaciuto.”
“Hai
fatto sesso con tua figlia? E ti è
piaciuto? Questo non fa di te una lesbica quindi anche tua figlia non è
lesbica. Jessica vedendoti nuda non ha resistito alla bellezza del tuo corpo e
ti ha amata. Nonna dormi sonni tranquilli. Vedrai che ti cercherà ancora.”
“È
quello che ha detto. Vuole avere altri incontri. Cosa mi consigli?”
“Accetta
le sue avance. Divertiti. Dopo tanti anni lo meriti.”
“Questa
notte cosa vuoi fare? Vieni a dormire con me?”
“Nonna,
dopo oggi, vorrei restare da solo.”
“Non
ti dispiace se vado a raggiungere Jessica nel suo letto?”
La
guardo. Leggo sul suo viso il desiderio. Le sorrido. Mi chino sul suo viso e le
do un bacio sulle labbra.
“Portale
il mio saluto. Dille che le voglio bene.”
Continua
P. S.: questo è un racconto di pura fantasia. Ogni riferimento a
persone o fatti realmente accaduti è puramente occasionale. |