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Pubblicato : 05-04-2012 | Autore : Chicca
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 8736 | Votazione :


  
Chicca

Fuori, nonostante l'arrivo della primavera, faceva molto freddo, a causa dell'improvviso temporale scatenatosi nel primo pomeriggio. Avevo quindi deciso di rimanere a casa e di non uscire con le amiche, avevo preferito leggermi un buon libro, al caldo sotto le coperte. Ero in casa da sola ed era da tanto che non mi masturbavo o che facevo sesso. Da almeno un mese.  Arrivata al punto del libro in cui i due fanno l'amore, decisi di cambiare attività. Mi sfilai lentamente i pantaloni e le mutandine, facendo gelare la mia patatina. "Non ti preoccupare, adesso ti riscaldo" le mormorai. Inserii un DVD porno nel lettore della televisione e cominciai ad accarezzarmi il clitoride, a sfiorarlo con le dita: volevo godere come non facevo da tempo. La ragazza del video cominciava a gemere e io, eccitata come non mai, cominciai a sentire quel piacere che pervadeva il mio corpo, non volevo fermarmi, perchè sapevo che la ricompensa sarebbe stata enorme. Ero sul divano, con la mano nella fighetta, e tutto il resto per me non esisteva. Cominciavo a gemere anch'io, sentivo l'orgasmo sempre più vicino e mentre questo si faceva attendere, sentii la porta di casa che si chiuse. "Non mi importa di chi sia" pensai "non posso fermarmi proprio adesso!". Il più grande piacere della vita arrivò e inondò il divano di umori, di quell'erezione femminile che in pochi possiedono. Mi ritrovai con un sorriso da ebete, sdraiata sul divano, e con la vagina che pulsava, le contrazioni si facevano sentire. Girai lo sguardo e vidi mio padre, basito, che mi osservava.
"Scusa papi" gli dissi "davvero, scusa". Aveva visto la sua bambina masturbarsi, compiere atti non degni di una signorina.
Con un tono severo mi disse: "Vai subito a farti una doccia. Io pulisco il divano da ciò con cui l'hai sporcato. Mi hai deluso. Non dirò niente a tua madre, ma sappi che mi hai deluso. E dove hai preso quel film porno?".
"L'ho... l'ho comprato..." dissi con le lacrime agli occhi.
"Vai a lavarti!" urlò.
Mentre ero nella doccia, pensavo a quello che avevo fatto. In fondo non era niente di male, ma per un padre supponevo fosse un duro colpo vedere la propria figlia fare una cosa simile. Intanto era tornata mia madre e stava cucinando. Aveva chiesto a mio padre perchè avesse pulito il divano e lui le aveva risposto che ci aveva rovesciato del succo alla frutta. Aveva mantenuto la parola.
A cena, l'unica che parlava era mamma. Diceva di un nuovo negozio che voleva portarmi a vedere . Io però non la stavo ascoltanto, ero tristissima, e ogni tanto, guardavo in direzione di mio padre. Aveva lo sguardo severo e non parlava. Mia madre, per scherzare, ci disse: "Oh ma come siete silenziosi stasera. Vi è morto il gatto?!" e si mise a ridere. Sinceramente non volevo ridere, volevo trovare il modo di farmi perdonare da papà. Sparecchiai la tavola, pulii i piatti e andai a letto. Non riuscivo, però, a dormire, perchè pensavo al papà, a cosa mi aveva visto fare, al fatto che avrei potuto fermarmi ma non avevo voluto. Stupida, stupida, stupida. Le lacrime cominciarono a scendere sulle guance, non riuscivo a smettere. Ma all'improvviso, quasi come se mi avesse sentito, mio padre aprii la porta della mia stanza. Si sedette sul letto e mi invitò a fare lo stesso. Mi chiese: "Come mai ti stavi... ecco... ti stavi masturbando?".
Tra i singhiozzi riuscì a rispondergli: "Papi... scusa... ma ne avevo bisogno... sono grande ormai, ho vent'anni. É da quando ho 13 anni che mi masturbo... non mi puoi negare una cosa simile. So di averti deluso, ma davvero non volevo. Scusa!" e ricominciai a piangere ancora più forte. Lui mi guardò e disse: "Hai ragione... sei grande, ormai sei una donna. La mia donnina. Ho sbagliato a dirti che mi hai deluso. Non mi hai deluso, non hai mica ucciso qualcuno. É che non me l'aspettavo, tutto qua. Però non farlo più in un posto dove ti può vedere chiunque entri!" e mi abbracciò. Mi diede un bacio sulla guancia e mi abbracciò ancora più forte. Cominciò a sussurrami all'orecchio cose del tipo "Ti voglio bene, piccolina... sei la bimba di papà, non permetterò mai a nessuno di farti del male... Guarda come sei cresciuta" e poi disse una frase che non scorderò mai: "Hai un corpo stupendo, un seno da paura, per non parlare del sederino... I miei amici si girano a guardarti quando passi davanti a loro. Fai impazzire tutti gli uomini.. compreso il tuo papà". Dicendo queste parole, mi levò la maglietta. Rimasi in reggiseno, ancora intontita, avevo appena smesso di piangere. "Tesoro, adesso papà ti fa godere tanto, lo vuoi?". Annuii. Mi baciò il collo, mi tolse il reggiseno e mi baciò il seno. Mi stavo eccitando, stavo per fare sesso con il mio papà. Gli presi il viso, lo baciai dolcemente sulle labbra, e le nostre lingue cominciarono a giocare con passione. Lui intanto continuava ad accarezzarmi il collo, il seno e i fianchi. "Papi, masturbami". Mi sfilò i pantaloni e le mutandine. Sentii la sua mano gelida toccare la mia fighetta calda. "Oh ma sei tutta bagnata, amore di papà". Cominciò a sfregarmi il clitoride, e mi penetrò con due dita. Sentendo i miei gemiti, vedendo il mio corpo muoversi sinuosamente e rispondere ai comandi imposti dal piacere e dalle sue dite, si slacciò i pantaloni e tirò fuori il suo cazzone durissimo. "Con questo, vent'anni fa ti ho creata...". "Oh papi, mi fai eccitare, infilamelo dentro!". Non passarono cinque secondi, che la mia calda vagina stava già accogliendo il suo altrettanto caldo arnese. Mi plasmava, mi faceva fare versi mai fatti e mi stimolava il clitoride. Il mio orgasmo inondò il letto e il suo cazzone. Lui però non ne aveva ancora abbastanza, e andò avanti, leccandomi anche i capezzoli turgidi. Dopo 5 minuti, lo sentii venire dentro di me, la sua sborra calda nella mia vagina. Lecco i miei umori e, mentre si alzava per andarsene, mi disse: "Che gran puttanella la mia bambina, tutta bagnata come una cagnetta. Non scorderò mai questo momento" e mi baciò dolcemente sulle labbra.



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