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Pubblicato : 26-04-2011 | Autore : marco.1956
Categoria : Tradimenti | Totale Visualizzazioni : 9877 | Votazione :


  
marco.1956
incesto

Siamo una coppia di quarantenni senza prole; i nostri rapporti sono stati quasi sempre frequenti e regolari. Negli ultimi due anni però abbiamo raggiunto un livello di confidenza e complicità superiore grazie anche al fatto che l'appartamento confinante con il nostro è rimasto libero.
Infatti come in tutti i condomini le pareti sono sempre più sottili e il timore di essere sentiti ha spesso frenato la voglia di sfogare i piaceri del letto. Soprattutto mia moglie si bloccava.
Negli ultimi due anni invece la certezza di non essere sentiti dall'altra parte della parete ci aveva sbloccati. I nostri rapporti si erano fatti più intensi e soddisfacenti, e perciò anche più frequenti. Oramai eravamo una coppia disinibita e alla ricerca di nuove sensazioni piccanti.
Un brutto giorno rientro dal lavoro e mia moglie mi comunica che il vecchio proprietario dell'appartamento accanto al nostro  l'informava della volontà di dare in affitto l'appartamento. Aggiunse che era sul punto di chiudere la trattativa con una coppia di giovani sposi.
La notizia ci procurò un certo fastidio; mia moglie giurò che non avrebbe più fatto l'amore come negli ultimi tempi. La rassicurai dicendo che forse non l'avrebbe affittato o che comunque avremmo trovato una soluzione.
Non era possibile spostare la camera da letto perchè le altre due camere erano troppo piccole per contenervi il lettone e gli altri mobili; quindi bisognava rassegnarsi a restare attaccati alla parete dell'appartamento vicino.
Qualche settimana dopo di ritorno dall'ufficio, mia moglie mi informa che erano presenti nell'appartamneto accanto degli operai che  lo rimettevano a posto e presto sarebbero venuti ad abitare i nuovi inquilini.
Qualche giorno dopo avvenne il trasloco, al solito mia moglie mi riferì del trambusto, mi disse di avere conosciuto i ragazzi, belli e simpatici entrambi. Mi esortò anche a propormi di aiutarli se ne avessero bisogno perchè le erano sembrati piuttosto confusi.
Dopo pranzo andai a bussare dai nuovi vicini, venne ad aprirmi il maritino. Aveva un martello in mano e mi sembrò subito piuttosto alterato.
Chiesi se avevano bisogno di aiuto proprio mentre dall'altra stanza la mogliettina chiedeva ad alta voce chi avesse bussato. Mi esortò ad entrare nella staza interna e ci presentò: era molto carina, occhi grandi e verdi, seno prosperoso e all'insù e soprattutto un culetto da meraviglia: sodo, carnoso e all'insù.
Ripetei anche a lei per non mostrarmi indiscreto per lo sguardo che le avevo messo addosso se avevano bisogno di qualche aiuto. Il maritino, erano entrambi piccoli di statura, disse di no e ringraziò. La mogliettina invece replicò un pò indispettita: "come no ! se non riesci a montare il letto !" A quel punto mi avvicinai per osservare qual era il problema e vidi che le assi che uniscono la testiera e la pediera del letto erano prive dei bulloni necessari. Il maritino confessò che forse si erano perduti nelle fasi del trasloco ma sorridendo li informai che forse avevo la soluzione del loro problema.
Tenevo nel ripostiglio di casa una valigetta di attrezzi completa di diverse misure di viti, dadi e bulloni tra cui certamnete avrei trovato quello che serviva. Rientrai a casa mia in tempo per sentire dal loro appartamento arrivare la voce indispettita di lei che lo rimproverava per la sua dabbenaggine e incapacità. Ritornai nel loro appartamento felice di aiutarli arisolvere il loro problema. In pochi minuti montai il letto e li aiutai a poggiare un'enorme rete ortopedica di buona fattura e un altrettanto grande materasso ortopedico. Commentai quel lavoro dicendo a bassa voce: congratulazioni ! Lui finse di non capire, lei invece sorrise con un pò di amarezza, lasciandomi intuire che forse il loro rapporto non era proprio come sperava.
Li aiutai ancora per un pò finchè bussò anche mia moglie. Chiese a che punto eravamo con i lavori e li invitò a cenare da noi perchè non avrebbero finito in tempo e poi... era necessario riposare per la notte.
Lui si schermì e tentò di rifiutare, ma lei confessò che avevano nello stomaco solo un panino e ormai non avrebbero fatto in tempo neppure ad andare al ristorante. Chiedemmo allora licenza di tornare a casa, mia moglie avrebbe preparato qualcosa e loro avrebbero avuto il tempo di darsi una rinfrescata.
Arrivarono dopo due orette, era già sera; entrarono intimiditi e scusandosi di non aver portato niente per mia moglie. Non ce n'era bisogno e poi era una situazione particolare per loro. Notai subito che lei si era cambiata: indossava una mini stratosferica e una t-shirt attillatissima  e abbondantemente scollata. Parlammo del lavoro fatto e di quello da fare, che era molto di più. Ci sembrarono molto preoccupati della capacità di finirlo e del come. Perciò mia moglie mi propose di liberarmi dagli impegni di lavoro per l'indomani per aiutare i ragazzi (li chiamò proprio così). Lui al solito si schermì perchè si sentiva mortificato, ma lei invece ringraziò con entusiasmo e disse: "solo così potremo sistemarci prima dell'anniversario". Si rise allegramente e cominciammo a cenare; c'erano stuzzichini appetitosi e piccanti che invitavano a bere, versavo del prosecco nei loro bicchieri e brindammo alla loro felicità. Si continuò a cenare e bere soprattutto e, malgardo l'allegria percepii una specie di delusione nello sguardo e nelle parole appena accennate della mogliettina, la quale invece si mostrava sempre più colpita dalla nostra affabilità e cortesia.
Io lo fui ancora di più perchè il suo corpicino mi ispirava pensieri molto sporchi. A tavola tra un bicchiere e l'altro sbirciavo nella sua scollatura e osservavo le sue gambe, nude quasi sino all'inguine. Vollero vedere il nostro appartamento, commentavano mostrando di gradire le nostre scelte; durante questo giro ebbi modo di strusciare il suo corpo, involontariamente e volontariamente. Ogni volta lei mi dedicava uno sguardo malizioso e complice. Quando vide la nostra camera da letto si sorprese di vedere alle pareti diversi quadri di nudi di donna e tornò a sorridermi senza parlare.
Prima di congedarsi vollero baciarci per esprimere la loro gratitudine; sentii il suo seno duro e appuntito contro il mio petto, le strinsi forte la mano e la guardai dentro i suoi occhioni verdi.
Quando andammo a letto ero molto eccitato per la novità della giornata e per le speranze che alimentavo dentro di me. Mia moglie non avrebbe voluto fare l'amore, ma la convinsi dicendo che gli sposini erano talmente stanchi che non ci avrebbero sentiti oppure talmente innamorati da pensare al modo di soddisfare la loro voglia. Facemmo l'amore con forza e desiderio: lunghe leccate sugli organi reciprocamente, prima la posizione del missionario, poi mi fece togliere temendo che facessi troppo rumore. Si mise lei a cavlcioni su dime, si impalò sul mio cazzo durissimo e caldi di desiderio doppio: mentre la scopavo desideravo ardentemente di scopare la sposina e questo raddoppiava la mia forza, il mio desiderio e le mie stantuffate. Impalata su di me mia moglie gemeva e si contorceva senza limite, caricava forti colpi sul mio cazzo che tardava a venire per prolungare il piacere mio e di lei. Lo scuotimento dei suoi reni agiatava il mio corpo e il letto che cigolò, prima piano poi più forte, mentre la testiera batteva contro la parete confinante.
Presa da lunghi e intensi orgasmi mia moglie non si rese conto della situazione e si abbandonava totalmente al soddisfacimneto della sua libidine. Infine sborrai dentro di lei una quantità eccezionale di sperma che colò presto caldo e burroso sul mio uccello e sull'inguine sino a sfiorare il buco del mio culo e il lenzuolo. Ci stendemmo felici e soddisfatti senza parlare finchè sentimmo dei passi che dall'altra parte si muovevano verso l'interno della casa e poi solo il tonfo sordo dello sciacquone.
Mia moglie commentò: "stavolta l'abbiamo combinato grossa, chissà cosa penseranno "!
Il mattino dopo bussai dai nuovi vicini, mi fecero entrare in cucina che era la stannza meglio attrezzata. Lei indossava un pigiamino in due pezzi, molto leggero e scollato. I seni liberi e nudi si mostravano quasi per intero ai mie occhi. I suoi occhi invece non avevano la stessa lucentezza della sera precedente, segno di una notte non trascorsa bene.
Cominciai a lavorare con il maritino che per la verità non era capace neppure di far bene l'aiutante; era sempre imbranato e confuso, fino a quando mi accorsi che mancavano delle viti speciali per il montaggio dei mobili del soggiorno. Neppure io le avevo nella mia cassetta che la mogliettina chiamava magica. Fu lei stessa a proporre al marito di andare a comprarle, io intanto avrei potuto riposarmi o, se volevo, continuare qualche altro lavoro che non mancava.
Lui obbedì a quello che più che un consiglio era sembrato un ordine da parte della moglie. Restammo in casa da soli: ero un pò in difficoltà e frastornato quando mia moglie mi chiamò al cellulare per dirmi che era uscita di corsa perchè sua madre aveva avuto bisogno di lei e sarebbe tornata per l'ora di pranzo o mi avrebbe ritelefonato. Calcolai che il maritino a piedi avrebbe perso un bel pò di tempo per raggiungere il negozio che gli avevo indicato e pemsavo come attaccare discorso perchè avevo un insopprimibile desiderio di averla.
Non ce fu bisogno: fu lei che, avvicinandosi mentre stavo in ginocchio a guardare come sistemare un mobile da completare il montaggio, mi disse: "stanotte hai fatto un pò di baldoria in camera da letto"!
Non me l'aspettavo, la guardai dal basso verso l'alto, il suo seno destro era quasi completamente visibile e nudo, bianco come la cera e stupendamnete all'insù. Lei sorrideva e mostrava di aspettare una risposta che mi sembrava invece un invito. Intanto tacevo e lei di rincalzo aggiunse: "eravate infoiati... non mi avete fatto dormire... lui invece sì...dormiva come un ghiro; per lui non succede mai nulla".
Allora mi alzai, la guardai ancora fisso negli occhi e nel seno da cui non riuscivo a staccarmi, le presi le mani, le strinsi forte, poi l'abbracciai e le impressi un lungo bacio sulle labbra, piccole ma carnose. La sua lingua veloce piroettò dentro la mia bocca a cercare la mia. La strinsi forte al mio petto; i suoi seni mi sembrarono dolcissimi strumenti di tortura e di eccitazione. Il mio cazzo premeva sul suo pancino con forza mostrando di cercare l'oscuro oggetto del desiderio.
Il suo corpo aveva una gracilità apparente, era invece dotato di una forza interna e nascosta. Allungò il braccio, si scostò solo un pò e strinse tra le dita lo scettro del mio e suo desiderio. Sembrava volesse misurarlo con i gesti lenti con cui risaliva lungo tutta l'asta, si soffermava sul glande, ne sentiva il calore e ne palpeggiava i tremiti. Le tolsi velocemente il pezzo superiore del pigiama, ammirai quel seno interamente offerto ai miei occhi e alle mie mani; trovai solo la forza di sussurrarle: "sei semplicemente eccezionale".
Le sfilai la restante parte del pigiama e tronai ad inginocchiarmi davanti a lei in posizione di adorazione. La chiamava: piccola dea, Venere tascabile e intanto le carezzavo nervosamente gambe, cosce, culetto. Il suo corpo si svegliò come da un torpore antico; la sua pelle si increspò e diventò ruvida sotto le mie dita. Un piccolo rivolo di umori vaginali colò dalla sua fichetta, a denti stretti sussurrò: "FINALMENTE", tremava e gemeva, le sue membra si piegavano come il giunco sotto la pressione delle mie mani. La distesi su un divano, le allargai le cosce e avido bevvi alla fonte del piacere; la sua fica mi inondava le labbra e la lingua di caldi umori, segno di un desiderio intenso e sfrenato. Mi prese la testa per i capelli, me la sollevò privandomi di quella gioia e mi disse, quasi con rimprovero: "quando mi scoperai, ho grande voglia del tuo cazzo, sfondami, quel finocchietto non sa che farsene di questo mio fiore."
Queste parole aggiunsero ancora più impeto al mio desiderio: mi sollevai con il corpo, il mio cazzo la sovrastava davanti ai suoi occhi e alla sua fica, lo puntai contro l'inguine, lo guardò ammirata mentre si leccava le labbra per la goduria che si apprestava a vivere, lo affondai senza ritegno nells ua fica che, fradicia di umori, lo accolse. In un attimo scomparve dentro di lei che lo chiamò:"ora è mio, non sento solo il rumore, vive dentro di me per il mio piacere". Stantuffai alcuni colpi, alternado forti e delicati; mi tiravo indietro fin quasi a sfilarlo, poi riaffondavo per farle assaporare la testa grossa come un macigno e viola di turgore e desiderio. La vagina piccola, ma non tanto da non accogliere, l'intera lunghezza del mio cazzo, si stringeva attorno e lo carezzava e lo aspirava, sino a toccare il fondo dell'utero che sembrava cedere ai colpi inferti dalla mia passione. Infine sborrai in quel copro vergine, in quella vallata paradisiaca un'infinita quantità di sborra; lei continuava a gemere e a stringere i mie fianchi con le cosce capaci di una forza che non immaginavo.
Quando tentai di staccarmi da lei, mi abbracciò, mi baciò sulla bocca e mi disse: "sarai il mio aiutante di letto".         



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Autore : Remo
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