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A diciott'anni ero monaca, dopo due anni di noviziato ed ero illibata fino alla conoscenza di suor Natala avvenuta quando fu inviata presso il nostro convento appena avevo preso i voti. La conobbi quando la Madre Superiora la presentò nella sala delle riunioni, mi colpì molto poiché aveva un ciuffo di fuori dal copricapo, mi ricordò Geltrude di Manzoni, era bellissima ed io che già avevo fantasticato su Geltrude mi eccitai subito, Lei come magnetizzata mi fisso negli occhi ed io diventai tutta rossa e mi sentii vogliosa dentro il sesso. La seconda volta che la rividi fu quando, dopo pochi giorni, busso alla mia stanza, aprii, e mi consegnò un biglietto e sparì.Con molta curiosità chiusi a chiave la porta della mia stanza e lessi: " mi piaci molto, verrò alle due di stanotte , tu non preoccuparti come faccio. Erano appena le 20 avevamo desinato da poco, mi buttai sul letto togliendomi la tonaca ed il sotto vestito, rimasi in mutande e con i miei piccoli seni all'insù, mi toccai la fica sopra le mutande, l'avevo fatto molte volte, e pressai senza avere il coraggio mai di toccarmi la carne del clitoride e delle labbra. Mi strofinavo , mi battevo la fica piano con un pugno chiuso e riuscivo ad avere piacere molto piacere, ora avevo voglia di farmi violentare da Natala. Dopo diverse toccate, anche nel culetto del buco sempre con le mutande sentii grattare la porta, capii subito mi alzai, misi una magliette ed in mutande aprii. Era Lei che entrando velocemente chiuse la porta. Aveva con se una borsetta. Mi disse: mi piaci assai voglio farti provare gioia e così dicendo si tolse la tunica e rimase con i seni grandi all'insù e con delle mutandine strettissime che io ignoravo che esistessero, si volto mostrandomi il culetto che era rotondissimo con una fascia sottile delle mutande in mezzo le natiche. Ti piaccio mi fà.--tantissimo, risposi. L'hai mai fatto? No risposi se non a 15 anni quando feci all'amore con mio cugino che mi sverginò. Si mise a ridere: così verrà più facile si avvicinò e avvicinandosi alle mie labbra ed insinuò la sua lingua nella mia. Io era umida nelle mutande che lei subito toccò e mi disse che ero maialina, posò il pacco che aveva in mano e mi face sdraiare sul letto. Mi tirò le mutande tolse le sue e si sdraiò sopra di me. Le due fiche si incontrarono. Lei mi baciava e mi strofinava la sua fica sulla mia baciandomi, leccandomi le orecchie, io ansimavo, poi mi cominciò a leccare la fica dopo:---mettiti alla pecorina autoritariamente, lo feci. Lei continuò a leccarmi ora anche il buco del culo, mi ci in filò un dito poi due dopo aver sputato nel mio orifizio, poi infilò le dita nella mia fica e mi leccò il culo.Morivo----ahi ahi ...sto morendo. -Sei troia ma voglio godere anch'io chiavandoti. Nel pacchetto prese un grosso membro e mi fece sdraiare si infilò una parte di esso che aveva un terminale nella sua fica e mi invitò ad allargare le cosce, lo feci e subito sentii il suo cazzo di gomma dentro la mia fica, piano piano mi sbattevo, poi più forte, gridavo quasi----hai...ahi...ti amo dissi- anch'io rispose me ne sto venendo. Poi:--aspetta girati alla pecorina. Sfilò il cazzo della mia fica rimanendo però il pezzo del suo sempre dentro la sua fica. Mi misi in posizione di pecorina però col culo in alto e le mani in faccia. Mi sputò nel buchetto e poi piano piano mi incominciò ad in filarmi il cazzo,ahi--mi fa male----Lei, aspetta e vedrai--Con dolcezza mi entrava piano piano poi tutto e si muoveva a ritmo lento. Mi piaceva---ahi...ahi che bello-feci. Ora-disse devi menarti il clitoride mentre ti chiavo il culo. Così feci. Sentii una sensazione di forte goduria l'ano si sincronizzava con lo sfintere e il clitoride ero tutta bagnata. Tu mi piaci-fece- Io sono innamorata gridai. Mentre lei mi sfondava io godetti più volte. Siamo state assieme fino alle 4. Dopo mi disse ciao me ne debbo andare, stai attenta a non fartene accorgere del nostro rapporto, ciao ti amo. |