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Pubblicato : 23-12-2008 | Autore : adex
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 53840 | Votazione :


  
adex
leggere, conoscere gente nuova, sesso, immaginare e scrivere storie non solo a sfondo sessuale

2

 

La relazione con Paola proseguiva meravigliosamente, oltre a studiare ci si divertiva assieme e delle serate ci si dedicava a fare sesso sia a casa mia che nella sua abitazione. Anche se ci si comportava come una coppia, eravamo liberi da ogni sentimento che poteva compromettere la nostra voglia sia di stare assieme che quella di liberarci da ogni tensione corporea. C'era complicità e voglia di stare assieme, ci amavamo con intensa passione e studiavamo superando anche gli esami più difficili con estrema facilità. Non eravamo gelosi, eppure, sia che Paola che io non si desiderava altre persone: forse era amore, o solo la mente che, libera dai paletti rigidi di una vera relazione sentimentale, non ci faceva guardare altre donne o uomini perché stavamo bene così: senza promesse,senza vincoli, senza divieti che inevitabilmente vengono infranti o c'è la tentazione di farlo, a meno che non si trovi l'esatta metà della mela. Assieme a Paola, col tempo, conobbi pure sua madre; Graziella, una donna di 43 anni, bella e intelligente, di classe oserei dire, con un savoir faire che poche altre donne hanno. Come Paola non era tanto alta, sul metro e sessantacinque, di carnagione meridionale, aveva due grandi occhi neri e profondi, capelli mossi che li portava slegati alle spalle. Aveva un fisico seducente, un seno prosperoso e un fondo schiena rotondo e modellato. Era alla mano, socievole e simpatica, una grande lavoratrice e sapeva darti sempre un buon consiglio. Purtroppo perse suo marito, il padre di Paola, qualche anno prima in un incidente automobilistico e anche se aveva molti pretendenti, non era intenzionata a risposarsi; pure lei voleva essere libera, oppure, il suo marito era insostituibile nel suo cuore.

Un tardo pomeriggio mi recai a casa di Paola per studiare, mi aprii la porta Graziella che mi accolse con un sorriso e tanta simpatia:

-          Entra pure Luigi, Paola è in camera sua.

-          Ti credevo al pub

-          Stasera tengo chiuso per dei lavori, resto in casa, ma non vi disturbo nel vostro intenso studio. L'importante è portare a casa dei bei voti e superare gli esami.

Graziella lo disse con aria provocante, quasi come avesse capito che ero li non solo per i libri. Comunque, salì le scale ed entrai nella camera di Paola dove lei era già sulla sua scrivania con i libri aperti; subito dopo i convenevoli saluti e una superficiale slinguata,  ci immergemmo nello studio per più di tre ore, poi, basta, la testa ci stava per scoppiare ed io non ci vedevo più dalla fame. Paola si stiracchio sulla sedia e poi si sbottonò la camicetta facendomi intravedere il seno e mi disse:

-          Tastami le tette..

-          Si, e che credi che lo si faccia con tua madre in casa?

-          Embhè, che c'è di strano? Non facciamo niente di male, non trovi?

-          Vorrai scherzare, vero?

-          No! Intanto mi spoglio, te fai come credi

Paola si alzò e si tolse i vestiti e completamente nuda si mise a sedere sul letto.

-          Non vorrai non accettare l'invito della mia carne?

Alla sua visione, svestita, il suo corpo che invogliava di possederla, il suo palpeggiarsi il seno, il suo volto e la sua voce provocante mi eccitarono che decisi di andare da lei; Paola si tiro  su con la schiena e mi apri i pantaloni, me lo tirò fuori e mi disse:

-          Non hai resistito al brivido di essere scoperti da mia madre, vero?

Non feci in tempo a rispondere che lei stava già lavorando con la bocca lungo il mio cazzo che s'induriva  man mano che lei succhiava con particolare dolcezza. Il suo sguardo smaliziato mi provocava uno stato d'ansia incontenibile, avevo un leggero terrore che sua madre potesse entrare da un momento all'altro, ma questo non sembrava che le importasse per come succhiava e mordicchiava il mio pene. Mi chiese di contrambiarle il piacere; si sdraiò sul letto e divaricando le gambe mi offriva la sua delizia calda e inebriante. Mi accovacciai  come da lei desiderato e mi tuffai pigramente nel suo piacevole mondo leccandole il timido clitoride nascosto nella leggera peluria nera. La mia lingua non era mai sazia di quel sapore forte che ubriacava i miei timori e che, inaspettatamente, li trasformava in pura eccitazione quasi come se volessi che Graziella entrasse per poi partecipare al nostro rito. Le mie dita penetravano la caverna del piacere procurando sussulti e gemiti di Paola che ondulava il bacino. Lei voleva la penetrazione, me lo chiese, come un'imposizione e a quel punto l'accontentai. Si mise a carponi sul letto e volle che la montassi dal dietro per rendermi più difficile il tapparle la bocca qualora lei si mettesse a gridare dal piacere. Il mio pene scivolo lentamente nel suo ano facendosi strada tra le sue chiappe sode,  la cavalcai afferrandola al bacino sbattendola adagio, Paola voleva che aumentassi il ritmo, ma per me era impossibile farlo: il timore, un vero terrore comunque era il mio padrone in quel momento.

Stavo cedendo al piacere un poco alla volta, mi dimenticavo della strana situazione e mi dedicavo sempre di più a Paola che godeva nella penetrazione anale tanto che era lei a spengere verso di me. Cambiai il foro d'entrata e spinsi il pene nella sua vagina, Paola sussultava dall'impeto che ci mettevo finché il gelo mi prese d'improvviso e il battito cardiaco sembrava quasi fermarsi all'udire la voce di sua madre al di là della porta:

-          Paola, posso entrare, vi ho preparato uno spuntino?

La voce di Graziella era forte e decisa, quasi non lasciava facoltà di scelta; pregai Paola di non farla entrare in quel momento ma…

- Si mamma, entra pure, abbiamo finito di studiare…

Certo, studiare avevamo finito, ma non di scopare

-          Ma che sei scema? Che ti salta in mente

-          Continua Luis, non badare a lei…

Come avrei potuta ignorarla e come Graziella avrebbe potuto non badare a noi, non stavamo mica giocando a carte…

Vidi la maniglia girare, e piano piano la porta si apriva facendo apparire la figura di Graziella con un vassoio in mano; io levai il cazzo dalla fica di Paola e sudavo freddo, il cuore aveva ripreso a battere ma come se volesse uscire dal  mio corpo, guardavo dritto il volto di Graziella che non fece nessun minimo cenno alla nostra situazione e cammino verso la scrivania senza batter ciglio. Paola si drizzò su e mi accarezzo il collo e le spalle e mi sussurrò all'orecchio:

-          Com'è bella mia madre, vero?

-          Paola? Stai bene?

 

Graziella si chinò sulla scrivania e vi appoggiò il vassoio facendo spazio tra i libri chinando leggermente il fondo schiena all'indietro.

-          Non t'invita a palpare il suo sedere? È bello rotondo e duro

Non ci stavo credendo a quello che sentivo; in effetti il sedere di Graziella, anzi, tutto il suo corpo era un invito alla lussuria ma in quel momento non sapevo dove mi potevo spingere: ero in bambola, non stavo reagendo a nulla, Paola mi prese per le mani e me le appoggiò sul sedere di sua madre che non si scostò di una virgola. Assieme le si palpeggiava il fondo schiena e la situazione mi prendeva sempre più. Ero in piedi, dietro di lei quando Graziella si voltò di scatto, si radrizzò, mi guardò dritto negli occhi e mi disse:

-          E adesso che intenzione hai?

-          Non so…

Dissi con voce tremolante

-          Questi uomini.

Mi schiocco la lingua in bocca e con una mano mi afferrò l'uccello che s'induriva di   nuovo. La sua lingua s'intrecciò con la mia in vortice di passione scatenata; mi spinse sul letto e sdraiato la guardai togliersi il maglione di lana celeste e sganciarsi il reggipetto e poi si buttò sul mio cazzo afferrandolo nel suo soave e generoso seno facendomi una spagnola prima di impugnarlo alla base e leccarlo con decisione. Paola mi slinguò,  non facendomi pensare al momento, ma Graziella sapeva lavorare il cazzo con la bocca, lo bagnava più volte con la saliva e non si fermava un attimo.

La lingua di paola continuava a attorcigliarsi con la mia mentre sua madre lavorava con il seno oltre che con la bocca facendomi sentire l'esplosione dell'orgasmo percorrermi su tutto il corpo: la schiena mi si incurvò sospinta dai brividi di piacere che si concentrarono nell'addome facendomi spingere il succo di vita come un getto violento fra il seno di Graziella  e il suo mento.

Graziella si ripulì facendosi aiutare da Paola e guardandomi con sguardo amorevole mi disse:

-          Adesso tocca a te a farmi godere.

-          Non credo di avere le energie necessarie per farlo

-          Rilassati e non preoccuparti, Paola ti darà una mano…

Graziella si  mise sul letto sdraiandosi sul fianco, alzò in aria la gamba sinistra e fece spazio fra le sue superbe cosce vellutate, Paola si sistemò a destra di sua madre e le iniziò a leccarle la fica, poi, con un gesto m'invitò ad assaporare l'odore di sesso che sua madre sprigionava dalla passera. Graziella mi accarezzava dolcemente il mio membro, che era ancora stravolto, e gemeva lievemente mentre le si leccava la vulva introducendole ogni tanto le nostre dita. Paola ed io incrociavamo le lingue e bagnavamo con la saliva la passera di sua madre. Il mio cazzo si stava riavendo poco a poco tra le dita di Graziella che lo punzecchiava pure con le unghie. Paola mi sorrideva di tanto in tanto e mi sussurrava delle frasi dolci e piene di significato affettivo. Graziella si mosse, era stufa a stare con la gamba in aria, rivoluzionò il tutto, mi fece sdraiare e si  mise sul mio cazzo che era ormai diventato duro, lo iniziò a cavalcare adagio; Paola si mise sulla mia faccia, con la passera aperta per essere bagnata dalla mia lingua che si allungava nel suo pelo. Madre e figlia si strinsero in un abbraccio e si baciarono in bocca sul mio corpo; entrambe gemevano dal piacere che quel momento provocava. Graziella aumentava il ritmo e anche Paola ondeggiava sul mio volto facendosi penetrare più possibile dalla mia lingua che non rimaneva senza liquidi; madre e figlia godevano assieme, sentivo le loro passere bagnarsi dall'orgasmo che avevano. Vollero mettersi a 69, Graziella sotto e Paola su di lei, si leccarono la fica reciprocamente, gemevano dolcemente, provocarono in me una sensazione strana, mi misi dietro a Paola e la penetrai nella fica aiutato da Graziella che me lo spingeva fino in fondo, la montai con voga, sentivo lo battere delle nostre carni, la madre me lo lubrificava di volta in volta con la sua bollente lingua, me lo succhiava e me lo rifilava nella passera di sua figlia che non smetteva di urlare dal piacere. Sentivo di nuovo il mio seme raggiungere la cappella, stavo godendo e prima di farlo Paola si girò su sua madre, aprirono le loro bocche e assieme lo leccarono finché il cazzo non iniziò a sgrondare di sperma che scivolava nelle bocche delle due donne. Paola e Graziella si baciarono appassionatamente; m'invitarono pure me nell'incrocio delle lingue. Graziella mi guardò di sbieco e mi domandò se mi era piaciuto, le risposi di si e mi promise che poteva risuccedere nuovamente se avevo una mentalità aperta e non gretta e meschina; per loro il sesso era uno sfogo dei nostri impulsi, una conoscenza totale delle persone che non aveva bisogno di grandi sentimenti, ma solo una vera e totale amicizia correlata con  il rispetto e reciproca lealtà. M'invitarono a restare a cena così si parlò della loro filosofia sessuale alla quale Graziella si avvicinò quando sua marito era ancora in vita in un loro viaggio in Giappone in cui conobbero delle persone che praticavano questa arte senza vincoli di sorta e nemmeno volgarità.



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Autore : balzac
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