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Pubblicato : 21-02-2010 | Autore : doppiosenso
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 29405 | Votazione :


  
doppiosenso
scrittore- fotografia-scopare

La storiella che ero dotato di un pene bellissimo, lungo e sottile, in grado di una erezione immediata e duratura durante una scopata continuava a fare il giro nella cerchia delle donne della mia famiglia. E circolava anche la voce, vera, che mia zia Titta era riuscita a vederlo, toccarlo, prenderlo in bocca e poi infilarselo nella figa.

Fu proprio zia Titta a confidarmi che mia madre era incazzata nera per questa cosa:

"Tua madre mi ha chiesto se veramente mi sono fatta scopare da te. Io ho negato ma lei non ci ha creduto. Ha detto che te lo taglia il tuo pene della discordia.Stai attento."

Qualche sera dopo quella confessione di zia Titta approfittando del fatto che stavo un po' raffreddato mia madre non segui la truppa di famiglia che se ne era andata al mare, a casa di una parente, per vedere la sfilata di carri allegorici. Restammo soli a casa. Eravamo sul divano dinanzi la televisione.Mia madre si avvicinò facendomi sentire il calore del suo corpo, ancora giovane e sensuale. Mi accarezzava il viso, mi scompigliò i capelli. Poi poggiò una mano sopra i pantaloni all'altezza del pene. Quel contatto che sembrava causale ed innocente comunque me lo fece rizzare.Lei se ne accorse: "Perché ti si è rizzato? Sei così sensibile? E poi sono tua madre." Le risposi di rimando: "ma sei anche una donna bellissima, ancora piacente. Sensuale. Evidentemente il mio pene non resiste alla tua sensualità." E lei:" No, sei tu che non resisti e comandi il tuo pene. Cosa ti frulla per la testa?" Ficcai le mani sotto la sua gonna e sdillambrandole le mutandine cominciai a manovrare un dito nella sua figa. Già calda ed umida. Le dissi "ecco cosa mi passa per la mente." Feci per tirare fuori la mano dalla sua passerina ma lei me lo impedi dicendo: "dai, continua,mi piace" e mentre parlava tirò giù la cerniera dei pantaloni,mise le mani dentro lo slip, acchiappò il pene e lo portò fuori. Era arrittato al massimo.Mia madre si piegò e cominciò a baciarmelo:"me lo ricordo piccolino, anche allora ti davo i bacetti sul pene e tu ridevi. Adesso è una bella frusta. Ti piace se lo lecco ancora.Ho tanta voglia si sentirlo in bocca."  Le proposi: "andiamo sul letto. Spogliamoci." Lei: " Si, lo voglio. Sono disperata ma ti desidero. Voglio che mi scopi."

Ci spostammo nella stanza da letto. Fui io spogliarla lentamente fino ad averla completamente nuda dinanzi. La guardavo estasiata. Il suo seno grande con grandi capezzoli, le sue coscioni, i suoi fianchi.La sua bocca carnos. Le feci fare un giro su stessa e l'ebbi di culo. Mi avvicinai, tolsi i pantaloni,la camicia,la canotta, lo slip. Nudo anche io. Il mio pene era in agitazione. Capivo che la situazione era insolita, scabrosa. Mi avvicinai le poggiai la mia frusta sul buchetto. Mi disse con voce lamentosa: "vuoi prima provare nel culetto? Sdoraiamoci." Una volta sul letto la misi pancia sotto e le salìi sopra infilandole il pene nel culo. Un paiodi colpi e venne fuori dal mio uccello tutta la sborra che avevo dentro. Poi lo tirai fuori dal culo, lei si girò: "hai goduto forte,l'ho sentito.ma ora devi fare uno sforzo, dammelo dentro la figa. E' meraviglioso il tuo pene.Frullami nella figa." Le sali nuovamente sopra e gli e lo infilai dentro." Il pene durava ancora grosso, lei fece un movimento, ci girammo.Io sotto e lei sopra. Mi ha scopato gridacchiando: "è meraviglioso, godo, godoooo, ahia,ahia. Sono una troia. Godoo.Muovilo,muovilo sto impazzendo dal piacere." Lei venne ed io anche un'altra volta.

Ci alzammo ricomponendoci. Senza parlare. Mia madre così mi aveva dato veramente tutto di lei. Le dissi:"Scusami, sono uno snaturato". Lei di rimando: "Il pene che hai è anche mio. Lo desideravo. Non mi giudicare troia o puttana. E' il nostro segreto." Abbassò gli occhi sul mio pene ancora alzato. Disse: "lo voglio baciare ancora. Forse per l'ultima volta." Si abbassò, lo baciò, lo prese in bocca e fu pompino." Fecimo una promessa: "quella sarebbe stata la prima e l'ultima volta." Così è stato.Ogni tanto quando siamo soli la battuta di mia madre: "come invidio le mie sorelle, tua sorella, la tua comare Matilde. Loro questo tuo bellissimo pene se lopossono scopare quando vogliono. Io lo penso spesso e ti confesso che mi masturbo. Devi darmi una foto del tuo pene. Almeno quella."

Pensai che una bella foto al mio pene lungo e duro l'avrei fatta scattare a zia Ginetta fra un paio di giorni.Appena suo marito sarebbe partito per lavoro avremmo scopato

Vi racconterò come è andata anche con zia Ginetta.




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