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Gli ubbidisco senza saper neanche io il perché. Eseguo come in trance; la mia bramosia mi aiuta a vincere la timidezza: più per vergogna che altro, le ho chiesto di abbassare le luci. Una volta al buio mi sono inginocchiato davanti a lei, ritrovandomi a fissare la sua erezione ipnotizzato; non riesco a distaccare lo sguardo. Senza dire una parola libero il suo pene dall’involucro delle mutandine, lo prendo in mano e comincio a massaggiarlo sapendo bene dove mi porterà tutto questo. L'avvicino con timore alla bocca e con le labbra socchiuse sfioro la punta del cazzo. Sandra mi afferra per i capelli, spinge con decisione la testa verso il basso e appoggia il suo membro alle mie labbra: - "Vedo con piacere che apprendi presto il tuo ruolo di femminuccia. Però… adesso basta con tutte queste smancerie da verginella. E' il momento di fammi sentire la tua lingua!". Non me lo sono fatto dire due volte ed ho chinato la testa in avanti per accoglierlo. La sua cappella sbatte contro le mie labbra serrate. Incomincio timidamente a baciarlo, poi prendo coraggio. Passato il momento di insicurezza mi decido ad aprire la bocca e tratto il suo pene come fosse un ghiacciolo, guardandola negli occhi come a cercare il suo consenso. La pressione della sua mano sulla mia testa mi insegna il ritmo giusto.... un pò lento e poi svelto alternativamente... Stuzzico il glande all’interno della bocca, lo faccio uscire molto lentamente e accompagno il movimento con la lingua umida. "Adesso chiudi le labbra intorno al cazzo e stai ferma che penso a tutto io" - dice, continuando ad avvicinarmi e allontanarmi la testa dal suo membro in modo che lo ingoi tutto. Così facendo quasi mi soffoca. Sandra comincia a preoccuparsi: “Qual è il problema… non ce la fai?… è troppo grosso per te?…”. Per tranquillizzarla lo ingoio nuovamente e ripeto ancora il rito di prima. Lo lecco a lungo seguendone il contorno, scorrendo l’asta per tutta la lunghezza, mentre lei passa ai complimenti - "Che brava che sei. Hai visto che non è difficile… continua a succhiarlo così, non lo mollare! Impari in fretta… sapevo che eri una bocchinara di talento" - queste le sue parole di incitamento che fanno esaltare il mio ego. Ero consapevole che tra non molto avrebbe desiderato qualcosa di più: il culo sarebbe stato violato subito dopo il pompino. Infatti, quando ha ritenuto che fossi cotto a puntino mi ha sussurrato sottovoce vicino all'orecchio: "Lo vorresti sentire dentro di te… vero?… Allora mettiti alla pecorina. Adesso prendo la vaselina e ti lubrifico per bene… così non ti farò troppo male”. Ubbidiente mi sono appoggiato sui gomiti a novanta gradi con il sedere ben sollevato come una gatta. Sandra si mette dietro di me. Mi solleva la gonna scoprendo le natiche e sfila via il perizoma: il culo indifeso è denudato da quel minuscolo lembo di stoffa. Mi fa allargare le cosce e comincia ad accarezzarmi con la crema il solco tra le natiche per prepararmi... Lubrifica esternamente tutto intorno allo sfintere servendosi del dito. Poi con molta delicatezza mi infila la punta dell'indice, strappandomi un leggero ansito. Sentivo che il mio buchino la stringeva ed ho avuto paura. Se quella era la sensazione che mi provocava il dito, figuriamoci dopo... Sandra ha avvertito che mi stavo irrigidendo e con voce dolce mi ha invitato a rilassarmi: "Stai tranquilla, non ti può succedere niente di brutto. Fidati di me... non voglio farti del male...". Lentamente ha cominciato a spingere il dito fino a farlo scomparire tutto dentro. Ormai, la corolla violacea dell'ano ha cominciato ad abituarsi al maggiore diametro. Poco alla volta, con un po' di dolore, le dita diventano anche due… Le ho detto di fare piano perché mi sta facendo male e lei ha rallentato un poco la pressione, fermando il ritmo del ditalino solo per farmi riprendere lucidità: "Ti piace se ti tocco così?". "Si, mi piace tanto... ti prego, non smettere... scopami con le dita... spingile in fondo" - gemo con la voce arrochita dal piacere mentre lei continua a farle andare su e giù. Il mio anellino è ben lubrificato e non oppone nessuna resistenza. Così entra ed esce comodamente, senza che io provi alcun fastidio: alterna le penetrazioni a movimenti rotatori che contribuiscono ad allargare il buchetto. Le sue carezze lascive sono molto piacevoli e resto lì a godermele. La mia voglia di essere posseduto è cresciuta a dismisura così che inarco la schiena e apro le natiche a mo' d'invito, in modo da facilitarle il compito. Sandra si sistema dietro di me e comincia a parlarmi in tono suadente: “Rilassati Selen... respira profondamente... lasciati andare... non manca molto. Lo so che sei vergine, ma sarò delicata… prometto!!!”. E’ riuscita a calmarmi di nuovo… Sento le sue mani che mi prendono per i fianchi e mi tengono fermo. Raggiunge il buchino rilassato dal ditalino. Appoggia il suo membro al mio sedere; me lo strofina contro con un movimento alternato verso l'alto e il basso, dilatando sempre di più il foro d'ingresso. Succede in un attimo: il tempo che passa dal rendermi conto che all’ultimo passaggio il glande si è soffermato in corrispondenza dell’ano, che viola la mia intimità più profonda. Ho un sussulto provocato dal dolore e mi ritraggo in avanti: “Se fai così è peggio, non ti irrigidire tutta. Stai tranquilla… è solo la cappella… non arriverò fino in fondo…”. Cerco di rilassare la muscolatura dell'orifizio anale: avevo l’impressione che una lama di fuoco mi stesse entrando dentro, subito sostituita dalla insolita sensazione di qualcosa di grosso nelle mie viscere. All'inizio stringo i denti in preda a lancinanti sofferenze, ma basta poco perché questa sensazione diventi un piacere totalmente appagante.
“La parte più difficile e' passata… tra poco sarà molto bello” - dichiara soddisfatta Sandra. Quindi ha cominciato a muoversi con cautela avanti e indietro, spingendolo dentro molto lentamente. Mi penetra un po' di più ad ogni spinta, amplificando il ritmo dell'inculata con le mani appoggiate ai miei fianchi. Quando arriva a metà, lo estrae fino quasi a farlo uscire. Poi, con un altro paio di affondi mi apre completamente fino a che non sento le sue palle toccarmi le chiappe, facendomi sentire del tutto pieno: “Ecco tesoro… ce l’ hai completamente dentro di te… sei stata bravissima”. A questo punto, dopo avermi lasciato alcuni secondi per farmi abituare al senso di pienezza, ha cominciato a pompare dentro e fuori, prima con movimenti lenti e corti e poi sempre più lunghi e veloci.
Chiudo gli occhi ed una marea di brividi di piacere mi assale trascinandomi in un mondo estatico, mai visitato prima. Ormai più nessun dubbio mi assale, sono in preda al piacere di quella penetrazione, ed i suoi gemiti ansimanti mi rendono ancora più folle di eccitazione. Sandra va avanti in questo modo a lungo: pompa velocemente, schiacciandomi sul letto con il peso del suo corpo. Quando è vicina all’orgasmo, mi fa inginocchiare nuovamente ai suoi piedi e appoggia il cazzo alla mia bocca: - "Adesso preparati, perché ti vengo in faccia" - non è una sorpresa particolare, ma quella frase, proprio per la sua inutilità e la sua durezza, mi mette in agitazione - "So che ne hai voglia" - continua convincente. Sa bene che è il mio Primo Pompino ed è eccitatissima: ha serbato il suo sperma per me; per celebrare degnamente l’evento come si fa con lo Champagne. Era venuto il momento… quello per cui avevo subito tutte le sue pulsioni. Avevo immaginato mille volte tutta la sequenza, in una sorta di scena al rallentatore. Desidero sentirlo subito in bocca, ma lei mi fa aspettare. E' consapevole di quanto l'attesa mi ecciti e se la prende comoda, lasciando che il dubbio mi inebri lentamente. Passa il cazzo su tutto il mio viso: sulle guance e sul mento; poi ancora sulle labbra, dove lascia le tracce del suo calore. E' una sensazione tattile sottile e sconvolgente, amplificata dalla posizione sottomessa in cui sono; già più che sufficiente a farmi eccitare. Il mio desiderio aumenta...sempre di più...sempre di più...Quanto deve durare ancora questo supplizio? Biascico sottovoce un - "... ti prego... vienimi in faccia… voglio vedermi allo specchio tutta sporca… voglio sentirmi una puttana…" - ma lei mi fa aspettare ancora impaziente. Si avvicina ancora d’un mezzo passo mentre continua a spararsi una sega di fronte a me. La sua mano mi tira per i capelli, strattonandomi in avanti. Mi piazza la cappella a pochi centimetri dal volto. Poi tutto accade in un attimo: - "Eccomi..." - mugola con un grosso rantolo di soddisfazione. Istintivamente apro un po' le labbra per accoglierlo. Un istante dopo si lascia andare ad una sborrata liberatoria.... un primo fiotto di sperma improvviso e violentissimo mi ha colpito poco sopra il labbro superiore. Non so esattamente cosa ho pensato in quel momento. Era la prima volta… ma non era poi così sgradevole sentirmi sulla pelle quel liquido caldo. Soprattutto, sentivo che era una cosa molto porca. Allora, in una frazione di secondo, ho deciso di appoggiare la cappella sulla mia lingua, che intanto mi ero affrettato a tirare fuori. In questo modo il secondo schizzo, più abbondante e denso, lo scarica dentro la mia bocca aperta. Gli schizzi si sono succeduti gli uni agli altri imbrattandomi tutta la faccia. Ingoio tutto ciò che esce dal suo membro; ne assaporo un po' mentre pulisco con la lingua il resto che sta colando sulle labbra dagli angoli della bocca. Ancora ricoperto di sperma biancastro raccolgo con la mano le ultime gocce, poi mi lecco le dita fissandola negli occhi. Resto sdraiato ansimante di piacere, poi mi giro a guardarla: "Il mio primo ingoio... Non avrei mai immaginato di averne il coraggio!!!" esclamo sgomento. "Non succede nulla…" - prova a rassicurarmi lei - "Salvo che non ti abbia dato disgusto...." "No... mi è piaciuto sentirlo così... ha un sapore strano, leggermente salato... ma è denso e caldissimo" - replico sorridente. La mente vaga tra le fantasie erotiche che più mi eccitano. Mentre Sandra si ritrae per ripulirsi mi alzo e corro verso il bagno con il seme, orami schiarito e semi trasparente che mi ricopre la faccia. FINE |