|
Zio Willi è stato il primo ed unico uomo della mia vita. L'ho desiderato sin dal nostro primo incontro in casa di mia zia Maria che da poco era la sua compagna. Avrei potuto chiamarlo anche "papi Willi" dato che una volta entrato in famiglia si scopava anche la porcona di mia madre. Mia madre e zia Maria, entrambe vedovelle, hanno sempre avuto il fuoco fra le gambe. Willi mi fulminò con il suo sguardo intenso, carico di messaggi sessuali. Più mi guardava più aumentava in me il desiderio di poterlo avere tutto mio. Sin dal primo incontro decisi che gli avrei confessato senza indugi il desiderio di concedermi a lui. Fisico possente, viso sempre abbronzato, capelli brizzolati ma dal taglio giovanile, petto villoso, bocca da tira baci con due belle e grosse labbra da succhiare. Ogni qual volta lo vedevo montava in me il desiderio di essere posseduto da lui. Evidentemente non riuscivo a nascondere la mia agitazione se zio Willi maliziosamente faceva di tutto per evidenziare quanto grossa fosse la mazza che aveva fra le gambe. Del resto ne avevo avuto conferma proprio da zia Maria: una volta mentre le stavo tirando un ditalino e lei mi faceva una sega – fra noi c'era un rapporto intimo ma mai andato oltre quegli scambi erotici– esclamò, forse vicina all'orgasmo:ora vorrei quel gran cazzo di Willi. Avevo assodato quindi che l'occhio per una esperienza omosessuale l'avevo messo sull'uomo giusto. Tale si rivelò quando accadde la "prima volta" fra me e zio Willi.
Andai a trovarlo una sera che era rimasto solo a casa sua. Non fu sorpreso della mia telefonata con cui gli preannunciavo la visita. Quasi avesse intuito le mie intenzioni si fece trovare in disabiliè, avvolto in una vestaglia rossa. Sotto, il suo corpo completamente nudo. Mi agevolò ogni cosa. Mi attrasse a se e volle la mia bocca nella quale infilò la sua lingua. Ci rintanammo in camera da letto. In silenzio senza parlarci. Sapevamo oramai cosa volevamo l'uno dall'altro. Lui si tolse la vestaglia mentre io mi spogliai in un batter d'occhio. Non volevo sciupare tempo in convenevoli o smancerie inutili. Il cazzo di zio Willi, bello grosso ma non tanto lungo, con una capocchia già umida faceva bella mostra di se sopradue palle gonfie.
Era come lo avevo immaginato. Mi inginocchiai e comincia ad accarezzargli la cappella rendendomi conto quanto fosse dura. Mi avvicinai e cominciai a succhiare quel cazzo tanto desiderato. Zio Willi interruppe il mio lavoro di bocca.
Si avvicinò al comodino, da una scatolina tirò fuori una liquirizia e me la porse: "è al gusto della violetta. Mettila in bocca.Saràun pompino alla violetta. E d'ora in poi tu sei la mia violetta.
Il suo cazzo era nuovamente a mia disposizione. Lo ripresi in bocca, lo tenevo stretto fra le labbra facendo su e giù mentre lui mi carezzava i capelli. Poi di colpo zio Willi mi chiese di accelerare.Il pompino era alla fine e la mia bocca fu inondata di calda sborra. Un nettare mai provato prima di quella sera. Zio Willi mi allontanò dal suo cazzo, mi tirò su e mi baciò nuovamente, con fare libidinoso. Ora la sua lingua nella mia bocca infuocata raccoglieva la sua sborra ancora rimasta. Ci staccammo e mi disse:"E' solo l'inizio." Ci sdraiammo sul letto. Lui cominciò a tastarmi il culetto, dicendomi: "sei proprio deciso a darmelo? Sei vergine?"
"Si voglio darti il mio culo vergine. Non farmi soffrire."
"Farò piano."
Ripresi a masturbarlo e lui accarezzava il mio cazzo fino a farlo diventare duro.
Mi posizionò pancia sotto e sentì che con la lingua stuzzicava l'inizio del mio culetto. Poi infilò girandolo dentro con gentilezza un dito. Lo tolse e avvicinò il capocchione facendomi il solletico. Mi chiese: "Lo vuoi?"
"Si dammelo tutto dentro questo cazzo da sballo. Dai, infila."
Non resistevo più sentivo che avrei goduto anche io.
Zio Willi spine dentro e cominciò a far girare nell'ano il cazzo.
Un po' di dolore e poi tanto piacere. Godemmo. Il mio culo era pieno di sborra. La sentivo calda e piacevole. Ci riposammo e poi andammo insieme sotto la doccia. Avvenne una cosa impensabile. Quando ero convinto che zio Willi riavrebbe nuovamente inculato invece mi ritrovai davanti al mio cazzo indurito il cuolo di zio Willi. "Dai violetta mettimelo dentro e godi." Gli e lo infilai e ne venne fuori una scopata indimenticabile. Ancora una volta godemmo entrambi gridando dal piacere.
Capì che è bello essere inculato ma ancora di più lo è inculare un uomo. Quella notte indimenticabile ebbe un seguito per un paio di mesi. Poi all'improvviso zio Willy lasciò il nostro paesino in Calabria, lasciò zia Maria, mia madre e naturalmente me. Prese il volo verso il Brasile. Dall'ora non si hanno più notizie di lui. A noi il ricordo del suo gran cazzo.
Mentre sto raccontando la prima volta con il cazzo di zio Willi il mio pene si erge tutto fra le mutande. Lo libero dalla morsa e so già che alla fine proverò il piacere e sborrerò. Magari mi sarò pure infilato un dito nel culo pensando al cazzo nerboruto dell'unico uomo che mi ha inculato ed al quale ho fatto pompini da sballo diventando ma solo per Willi "violetta".
A zio Willi devo dire grazie anche perché mi ha fatto provare godimento nel chiavare io un culetto di maschio:il suo.
violetta |