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Pubblicato : 27-01-2012 | Autore : linafiga
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 5126 | Votazione :


  
linafiga
tragressioni con coppie

Sposata da 20 anni, ancora molto attraente e anche un pò puttana, è la descrizione che fa di me,  mio marito. Ho 45 anni, e ancora mi  sento molto attiva sessualmente, anzi attivissima.
Mio marito, fa il suo ”dovere” come si suol dire, e io il mio. E’ inutile che vi racconto tutto quello che abbiamo fatto insieme… di tutto! Ancora oggi riesco a sedurlo con le mie armi letali, perizoma, reggicalze, reggiseno a balconcino, ecc.
Ma adesso vi voglio raccontare questa storia…
Suo nipote un bel ragazzo di 20 anni, figlio di sua sorella (noi non abbiamo figli), mi chiama zia, ma i suoi sguardi da un po’ di tempo sono molto intriganti. Vedo nei suoi occhi una voglia matta di scoparmi, lo percepisco molto bene e la cosa non mi dispiace.
Siccome viene spesso a casa mia con mio marito, ho cominciato a provocarlo, per vedere alcune sue reazioni. L’altra sera è rimasto a cena da noi, e dopo cena zio e nipote si sono messi sul divano a guardare la tv.
Io avevo addosso una bella tuta molto comoda,  a casa mi tolgo il reggisen,o lasciandomi il perizoma  per stare più comoda. Gli preparai il caffè è mi abbassai un po’ la zip della tuta, mettendo in mostra i miei meloni, ho una bella 4 un po’ moscia ma ancora soda.
Quando gli portai il caffè feci in modo di abbassarmi un po’ di più, e vidi il suo sguardo che frugava tra le mie tette. Mio marito non si accorse di nulla, lui non vede queste cose o meglio non può pensare che il nipote mi salterebbe addosso.
Poi andai in cucina, dal divano si vede tutta la cucina e mentre rassettavo i piatti, mi abbassai volontariamente facendo finta di prendere qualcosa sotto il lavello. Mostrando il mio perizoma e le mie natiche , anche perché mi ero tirato un po’ giù i pantaloni della tuta.
Il mio caro nipotino sbirciava con un occhio, mentre parlava col zietto.
Mi piaceva sapere che mi guardava e sapevo cosa immaginava il caro nipotino.
Per le feste di natale andammo a cenare in casa della cara sorella di mio marito. Mi preparai alla grande, misi un abito rosso scollato dal davanti, poi mi misi una guepiere nera e delle calze nere, il perizoma lo scelsi apposta bianco, per far risaltare il colore in mezzo alle cosce. Mio marito guardandomi mi disse: cazzo sei bellissima e sembri una gran puttana accarezzandomi il culo e  infilandomi un dito nel buchetto, ebaciandomi appassionatamente. Mi ero già bagnata.
Arrivati a casa di mia cognata, dopo i soliti convenevoli, prima di sederci a tavola cominciammo a prendere un aperitivo, e mi sedetti sul divano, aspettando che il mio caro nipotino passasse davanti a me.
Mi accavallai le gambe facendo salire il vestito, pronta a girarmi per far vedere le mie cosce  fino alla figa. Dopo poco il ragazzo mi passo davanti e mi scosciai per bene, mostrandogli la mia merce, lo vidi che guardò allibito e diventò un po’ rosso, mi alzai indifferentemente,e presi posto a tavola.   
L’amo l’avevo teso, adesso dovevo continuare ad avere pazienza per farlo abboccare.
Mi sentivo eccitata, volevo farmi quel ragazzo, la puttana che era in me reclamava quel cazzo giovane.

Mi sedetti di fronte a lui e lo guardavo ogni tanto, il ragazzo abbassava gli occhi, ma sotto, sotto, osservava i miei seni che prepotenti si disegnavano sul mio vestito.
Dopo un po’ di giorni mio marito decise di andare a passare la sera di capodanno in un bel ristorante, dove oltre alla cena c’era una sala per ballare, naturalmente portò i suoi familiari compreso suo nipote.
Stavolta avevo deciso di osare di più.
Con uno stratagemma mi sedetti vicino a lui, lo misi in mezzo a me e mio marito.
Cazzo lo dovevo fare eccitare ed ero decisa a rischiare un po’. Mi sedetti e cominciai ad alzarmi la gonna, sapevo che lui avrebbe guardato e cosi fù. Mentre sistemavo il mio tovagliolo, lo feci cadere sulla sua coscia, e quando lo presi lo accarezzai. Durante il pranzo gli strusciavo la coscia alla sua, e lui ricambiava.
 Appena mio marito si alzò per andare in bagno abbassai la mia mano sotto la tovaglia e toccai il cazzo di mio nipote, era duro sotto i suoi pantaloni, e lui era eccitato, il suo viso era rosso, e la mia dolce cognatina gli ripeteva: non bere molto caro, ti può fare male!
Odiavo quella donna, il suo perbenismo mi faceva schifo.
Mio nipote, era come imbambolato e io con molta dolcezza materna lo accarezzavo e lo abbracciavo ogni tanto, dicendo ma che bel ragazzone ti sei fatto caro nipote, vedendo la compiacenza di sua mamma, come per dire, Si! io ho un bel figlio.
Quando lo abbracciavo poggiavo il mio seno sinistro sulla sua spalla e accarezzavo i suoi capelli stringendo un po’ la mano.
A un certo punto si comincio a ballare io rimasi seduta, mio nipote pure, tutti gli altri andarono in pista. Cazzo! Era il momento, mi toccai la figa umida mettendo dentro il mio dito medio, e guardandolo, gli dissi: avvicinati!  Guarda cosa ho in questo dito? Non gli diedi nemmeno il tempo di reagire, gli misi il dito sotto il naso e  con sguardo da puttana glie lo ficcai  in bocca, assaggia la mia figa nipotino!
Rimase imbambolato il giovanotto, mentre guardava con occhi stralunati, gli presi la mano e me la portai in mezzo alla figa, con la mia sopra la sua mi feci accarezzare e quando ritirò la sua mano, era bagnata dai miei umori.  
Si alzò e scappo via al bagno.
Quando tornò al tavolo, gli altri erano seduti, sua madre lo guardò domandandogli se si sentiva male.
No, no, rispose lui, sto bene, solo un po’ sudato, sai la confusione mi dà un po’ fastidio.
Ma quale cazzo di confusione pensai, era andato sicuramente a spararsi una sega.
Gli dissi con voce materna, andiamo un po’ fuori caro nipote, prendiamo un po’ d’aria, si è una buona idea affermò mio marito, vai con la zia fuori cè un bel giardino di là.
Mi misi sottobraccio il mio caro nipote e lo portai fuori in giardino, mi buttai sopra le spalle la pelliccia, non perché faceva freddo, ma perché mi poteva servire.
Mio nipote di sedette su un muretto basso che delimitava un patio, io rimasi davanti a lui, in piedi dando le spalle alla porta da dove eravamo entrati, una bella vetrata faceva vedere tutto il ristorante illuminato, ma da dentro non si poteva vedere l’esterno.
Mio nipote mi guardava, mentre io fumavo una sigaretta, non diceva nulla,  io sorridevo maliziosamente, buttai la sigaretta e gli dissi: guarda se entra qualcuno. Mi tirai fuori un seno e glie lo misi in bocca, e gli ordinai: succhialo. Lui si attaccò al capezzolo e sentivo un immenso piacere mentre aspirava.
 Mi tirai fuori l’altro seno e misi la sua faccia in mezzo, il ragazzo succhiava e leccava come un forsennato.
Mi scostai calmandolo, fermati, aspetta, lui si blocco. Adesso tua zia ti fa una cosetta. Gli aprii la patta dei pantaloni e tirai fuori quel bel cazzo duro, cominciai a masturbarlo lentamente e prendendo la sua mano mi feci infilare le dita nella figa… il mio caro nipote venne riempiendomi di sperma le mani e io venni come una troia con quelle dita nella figa.
 Mi asciugai con il dentro della mia veste, ci componemmo e mi accesi un’altra sigaretta, appena in tempo… mio marito e la sorella, arrivarono dietro di noi. Chiedendo come stava il ragazzo. Bene, risposi, l’aria fresca gli ha fatto bene, mio marito compiaciuto disse: vedi come è brava tua zia e quanto ti vuole bene?
Si farfuglio il ragazzo si, zio è vero…
Guardavo mio cognata con dolcezza, e lei, mi disse: grazie cara sei stata molto gentile… si cara certo…
Ma la mia opera da puttana era appena cominciata…
continua.... 

 




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