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Erano le 11 di un mattino freddo d’inverno ,ero appena un ragazzo alle prime curiosità,quando giocando a carte con un amico più grande ho perso tre partite consecutive a scopa .
Per punizione avrei dovuto fare una penitenza e così lui scelse di passarmi sopra mentre ero sdraiato ,gli dissi “ma sei matto ..con le scarpe mi farai male !” lui soggiunse non con le scarpe mi sdraio su di te e ti passo addosso col corpo.
Così Gerardo si adagiò su di me e lo fece con dolcezza ,si strofinava ,ed io non capivo cosa facesse ,poi si spostava su e giù sul mio culo e li mi accorsi che qualcosa di duro e caldo cercava di insinuarsi dietro i miei pantaloni.
Non conoscevo il cazzo di un uomo,ero appena un ragazzo e sentivo parlare i miei amici delle donne ,spiavamo ovunque un polpaccio,ci scambiavamo i giornali con le femmine nude ,ma l’eccitazione provocava appena un accenno di turgore alla testa del pisellino che si ergeva ,non senza far male nel tirare la pelle.
Provare il godimento neppure se ne parlava ancora ,qualche goccia che scendeva a bagnare lungo il pisello, nulla di più –
Gerardo era diventato lì sempre più duro e quindi mi chiese se poteva continuare a punirmi con le chiappe nude ,io non capivo ma avevo immaginato volesse sculacciarmi e non ero troppo d’accordo ,poi il senso della penitenza del gioco mi suggerì di dire ,”va bene ma fai piano a picchiare “non come il papà quando cinghia!-
Lui mi disse stai tranquillo ti piacerà …Così in un attimo ma con estrema dolcezza Gerardo mi tirò giù i pantaloni e le mutande
Ed altrettanto fece con se stesso ,vidi che tra le sue gambe si ergeva un palo di carne ,non un pisellino come il mio su delle palline minute e timide ,ma un piolo dal capo rossissimo ,come una prugna matura e sotto di esso due palle turgide e dure che per curiosità gli volli toccare .
Mi fece rimettere giù come prima ed io gli chiesi preoccupato se non vi fosse pericolo che venisse qualcuno,Gerardo mi rassicurò ,sono tutti via e non torneranno prima di sera.
Lui sapeva cosa fare io non ci pensavo neanche a cosa dovesse avvenire.
Lui si recò verso la credenza della cucina e prese la bottiglietta dell’olio di cucina ,col quale mi spalmò per bene tra le chiappe e dopo si unse quello strumento di tortura ancora più paonazzo e gonfio .
Mi fece distendere a terra lì in cucina e mentre mi sollevava la pancia tenendomi con una mano sul pisello ,mi insinuava tra le chiappe quel matterello d carne calda ,rovente,poi si adagiò sopra di me cominciando a muoversi lentamente .
Sentivo la cappella del suo cazzo spingere sul mio buchino stretto,una spinta più forte ,improvvisa ,quando si sentì sicuro di aprirmi ed un caldo infinito mi invase ,un dolore pungente e poi una strana sensazione ,lui che mi diceva di stare calmo ed io sentivo il cuore in gola
La cappella pulsante dentro ,profonda calda ,ed in un attimo un piacere enorme mi pervase il pisello che non riusciva a stare in se e si gonfiava, ma veramente ,divenendo grande quasi quanto quello di Gerardo ,superando con la carne la pelle tesa ,scappellandosi e iniziando a gocciare.
Bellissimo ,un attimo dopo una corrente calda e vischiosa mi invadeva le viscere ,Gerardo in numerosi sussulti mi scaricava dentro un fiume di sborra ,calda ,vischiosa la sentivo scendere come uno sciroppo dentro di me ,stanco si distese ,attendendo un nuovo vigore .
Dolcemente mi prese in bocca il pisello eretto e cominciò a leccare e succhiare fino a che quasi svenendo le lasciai tra le labbra tutto quanto avevo dentro ,lui bevve tutto e mi disse che ero fantastico .
Nel frattempo il suo cazzo era tornato ad erigersi ,Gerardo non mi fece girare ,per non farmi perdere la sborra dal culo invaso ed irrorato ,ero di fianco mi fece mettere a pancia in giù ed in un sol colpo mi entrò dentro come una spada nella sua faretra ,sentivo persino il caldo dei suoi coglioni tra le chiappe dilatate.
Quindi mi disse di sollevarmi in ginocchio lentamente e senza uscire da me ,prese a muoversi ,fu cosi che a pecorina mi sbattè ,mi sbattè e mi sbattè ,sentivo la verga entrare ed uscire dalla mia carne senza sosta ,nell’uscire girava letteralmente la pelle dello sfintere ma un attimo dopo un colpo della stessa carne me lo rimetteva al suo posto.
Così colpo dopo colpo tanto da non finire mai di pisciare dal mio pisello liquido caldo ogni colpo di quella cappella sempre più turgida mi rovistava dentro ,rigirarsi ed alla fine di tanto piacere la sua estasi di convulsi in un mare di sborra che mi riversò dentro.
Poi tranquillamente ci siamo lavati e rivestiti e dati appuntamento all’indomani con la promessa di non giocare a carte per paura che vincessimo l’un l’altro ed il desiderio che Gerardo mi disse di perdere lui ,così l’indomani fui io a prendergli in mano il pisello per fargli sollevare le chiappe dopo averle unte ed infilarci il cazzo ,lo godetti a lungo per due o tre volte ,ma il suo era un'altra misura e cosi lo ospitai nelle sue sborrate .Anche quando andavamo al cine a vedere film spinti e lo sentivo eccitato non perdevo certo la sua sborra ,di corsa lo prendevo per mano e via nei bagni ,si dice a pisciare insieme ,ma era solo lui che pisciava copiosamente dentro il mio culo ,ormai accogliente.-
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