Sono ancora in auto quando
ricevo la tua telefonata, “buonasera cara, questa sera ho una sorpresa per te”,
se il direttore generale telefona è sempre per qualcosa di importante, “voglio
che tu sia pronta in un’ora, se non lo sarai sai cosa ti aspetta”
Ero in ritardo, il traffico,
l’ufficio, oggi era il compleanno di Corinne, abbiamo festeggiato ma tu non
vuoi mai scuse ai miei ritardi. Ogni ritardo, anche solo di qualche minuto,
veniva da te punito con piacere.
Arrivata a casa mi preparo
con cura, un bagno caldo, mi vuoi morbida, profumata, calda e senza nemmeno
l’ombra di un pelo cosi prima di entrare nell’acqua davanti allo specchio alzo
la gamba destra, appoggio il piede sulla vasca ed inizio con cura a togliere la
poca peluria che è cresciuta dall’ultima volta che mi hai voluta incontrare.
Termino il bagno cercando di
recuperare tempo, mi trucco, la matita, l’ombretto, calco con il trucco perché
so che mi vuoi volgare, raccolgo i capelli tirandoli forte sulla nuca e inizio
a vestirmi. Calze autoreggenti nere, velatissime, trasparentissime, gonna rossa
che a malapena copre le cosce lasciate scoperte dalle calze, la camicia bianca,
trasparente che resta aperta sul balconcino nero, i capezzoli ben in evidenza. Il
reggiseno è di una taglia più piccola come vuoi tu e cosi i seni schiacchiati
l’uno contro l’altro mi fanno già male.
Termino allacciandomi al
collo il collare di cuoio che mi hai regalato con l’ordine di indossarlo ogni
volta che tu mi chiami.
Arrivo in soggiorno pochi
minuti dopo il tuo arrivo. Seduto in poltrona, un bicchiere tra le mani
“buonasera cara” “buonasera signore” “vedo che anche questa volta hai
disubbedito al mio ordine, sai cosa ti aspetta quando disubbedisci vero?” “oh
signore, vi prego, non lo fate, non lo farò più, sono in ritardo solo di pochi
minuti” di scatto ti alzi e ti ho al mio fianco, mi porgi il bicchiere cosicché
io possa assaggiare il liquido forte che vi hai versato, è vodka, la riconosco
dal forte odore, con una mano mi aiuti porgendomi il bicchiere e facendomene
ingoiare più di mezzo bicchiere mentre con la mano libera stai risalendo sotto
la gonna, sento la tua mano superare le calze, muoversi lenta sulla mia carne
fino a sentire che afferri forte il gluteo “troia! Ti sei preparata a dovere o
devo controllare con i miei occhi?” la tua mano stringe forte fino a farmi
riempire gli occhi di lacrime “mettiti sulla poltrona, voglio controllare se
sei pronta per questa serata o se deve intervenire il tuo padrone!” mi appoggio
con la pancia allo schienale della poltrona come mi hai ordinato, a gambe
aperte,e mani afferrano i braccioli. Cosi piegata e aperta al tuo volere mi
sento umida di voglia. Mi prendi le braccia tirando i polsi verso il pavimento,
in un attimo mi blocchi mani e piedi con le manette. Ammanettata stretta alla
poltrona, aperta, sempre più aperta, il culo cosi in evidenza, in questo
momento mi sento pronta a qualsiasi punizione e tu lo sai.
Mi sollevi la gonna sui
fianchi cosi da potermi allargare le cosce già aperte, in modo osceno. Sento le
tue mani allargarmi, sento i tuoi occhi scrutarmi, “bene piccola troia, vedo
che hai fatto un buon lavoro qui davanti, peccato tu non ti sia toccata dietro,
li senti questi?” le tue dita prendono quei pochi peletti scappati al mio
rasoio e li tirano forte fino a farmi gridare “peccato tu non sia una bambina
ubbidiente! Peccato, davvero piccola bambina disubbidiente!” vai verso il bagno
e al tuo ritorno vedo che hai con te una di quelle striscie che utilizzo per
farmi la cera sulle gambe. “oh no, signore, la prego, la prego no!” “e cosi la
mia piccola troia disubbidiente mi implora? Sai che lo farò! Devi imparare ad
ubbidire e questo è uno dei modi che più preferisco per insegnarti!” sento le
tue dita schiacciare la striscia sui pochi peletti intorno al mio buchino, le
tue dita schiacciano e si muovono tutt’intorno quasi come ad accarezzare, quasi
tu volessi penetrarmi al di là della striscia che stai incollandomi addosso.
sai bene che cosi facendo la cera si scioglierà e si mescolerà ai peli, sulla mia
pelle. Lasci la striscia li, incollata al mio buchino e ti muovi per venirmi
davanti alla bocca. Ho la tua patta davanti alla bocca. Mi prendi la testa tra
le mani e tenendomi ferma inizi a muovere il pube sfregandomelo sulle labbra.
Sento che ti stai eccitando. Tenendomi ferma ti apri i pantaloni e mi infili
tutto il tuo cazzo non ancora totalmente duro in gola, con una mano ti allunghi
e strappi al cera, un dolore acuto mi fa sussultare, mi guardi negli occhi,
sorridi “bene piccola troia! Ora sei pronta!” continui a soffocarmi tenendomi
il cazzo tutto dentro fino alla gola ed intanto con una mano mi mantieni le
cosce spalancate, sento qualcosa di duro spingere sul buchino già arrossato,
sento una vibrazione, riconosco la punta del vibratore che mi hai regalato al
nostro ultimo incontro, al ristorante, ricordo che hai voluto che aprissi il
pacchetto li, davanti a tutti, mentre il cameriere ci versava del vino, uno
splendido vibratore fatto su misura del cazzo di quel nero da cui mi hai fatta
violentare alcuni incontri fa. Sento il vibratore entrare, lo hai già accesso,
cosi che la vibrazione mi smuove le carni e mi riscalda, lo sento entrare tutto
“stringi il culo troia, non voglio vederlo uscire di un millimetro fino a che
non sarò io a deciderlo” il vibratore è alla sua massima velocità, lo sento
vibrare e mi sento sciogliere e colare fradicia di voglia. Ora che hai di nuovo
le due mani libere con una continui a tenermi con la testa contro di te e con
l’altra sento che ti togli la cinta. “devi essere punita ora piccola troia! Succhia
troia!” mi dai un ceffone “La mia piccola troia ora verrà punita per bene, per
avermi fatto aspettare” una cinghiata mi arrivò dritta sulla natica a pochi
millimetri dal buchino già arrossato e teso dalla posizione scomoda in cui mi
trovo “per non aver ubbidito nel prepararti per me” un’altra cinghiata
sull’altra natica “e per non essere la brava bambina che mi avevi promesso di
essere” le cinghiate si susseguivano, prima su una natica, poi sull’altra, “sei
una piccola troia e devi essere punita per bene questa sera vero?” continui
cosi fino a darmi 20 cinghiate poi mi lasci li, sfinita, con le natiche rosso
fuoco e con il buchino martoriato da quel vibratore tutto infilato dentro fino
in fondo. Il tuo cazzo nella mia bocca si è fatto duro, ti fa impazzire potermi
punire, ti eccita farmi il culo rosso di cinghiate e ora sei pronto, duro, sono
bloccata ancora contro di te quando decidi di scoparmi la bocca, mi tiri per i
capelli, mi tieni bloccata ed inizi il tuo andirivieni dentro la mia gola fino
a goderci dentro “succhia tutto troia, ingoia fino all’ultima goccia sai che
altrimenti avrai un’altra dose di cinghiate peggiore di questa” mi togli il
cazzo dalla bocca solo quando sei certo che ho ingoiato tutto “ripuliscilo per
bene ora troietta”.
Mi ordini di rimettermi in
ordine ma ti dimentichi di togliermi il vibratore che ormai mi ha allargato a
dismisura il buchino con tutte le sue vibrazioni, mi ordini di sbrigarmi, mi
ripeti che hai una sorpresa per me. Davanti ai tuoi occhi che mi osservano
tolgo lo specchietto dalla borsa e mi ripasso il trucco fissando il rossetto
rosso fuoco, esageratamente rosso che tu mi hai regalato.
“Sono pronta”. Ti sono
davanti, tengo stretto il vibratore dentro al culo, invisibile se non fosse per
quel filo che lo tiene acceso e collegato alla tua mano che lo comanda, sento i
tuoi occhi fissi su di me, ancheggio, tu aumenti nuovamente la vibrazione nel
mio culo, mi sento barcollare, sull’ascensore continui ad osservarmi, io tengo
gli occhi bassi, so che è cosi che ti piace, arrivati al piano terra spegni il
vibratore e mi tieni una mano sulla schiena, accompagnandomi all’auto.
In auto mi ordini di sedermi alzando
il vestito e allargando le gambe cosi da mettere le mie nudità a contatto con
il sedile di pelle come tu mi hai insegnato. Dopo pochi minuti ti fermi dal
benzinaio e mentre il benzinaio si avvicina al tuo finestrino abbassato
riaccendi il vibratore “allarga bene le gambe piccola, allargale per bene,
voglio far sentire a questo signore il tuo profumo di troia in calore, perché
sei in calore vero bimba?” il benzinaio mi guarda stupito i suoi occhi si
muovono sul mio corpo sento il suo sguardo infilarsi tra le gambe, le apro, la
gonna si alza ancora di più, il benzinaio ha modo di infilare lo sguardo tra le
labbra aperte “slaccia la camicia piccola, facci guardare quello che c’è li
sotto” mi tremano le mani mentre slaccio un bottone “ancora piccola, vai
avanti, cosi si” un altro bottone “di nuovo si, continua che sei bellissima” un
altro. “forza piccola, apri quella camicia, fatti guardare. Ho i capezzoli duri
totalmente fuori dal balconcino “dai piccola, tirali fuori, sai cosa intendo
vero?” mi osservo le mani andare alle tette, abbassare il balconcino quel poco
che basta per avere i capezzoli bene in vista. “ti piace la mia piccola troia?”
“ohhh! È fantastica!!!” “e allora che fai da questa parte? Sali che ho voglia
di farla giocare un po’ la mia troietta!” in un attimo il benzinaio mi è
contro, fuori è buio ma chiunque potrebbe avvicinarsi “menalo dai troietta!
Tiralo fuori e fallo godere! Questa è la sua serata fortunata!”
“strizzale le tette dai! Sai
come si strizzano due tette cosi?” sento delle mani, le tue, prendermi i
capezzoli, strizzarli, tirarli, “mettiti a 4 zampe dai, fai la cagna per il tuo
padrone!” scivolo dal sedile e mi ritrovo tra le vostre gambe “succhialo dai
troia!” la tua voce è quasi un sussurro e mi scalda. Mi sento mugolare, ho la
tua mano sulla nuca che mi spinge su quel cazzo sconosciuto, “apri la bocca e
tira fuori la lingua dai cagna!” mi spingi verso quel cazzo e mi muovi la testa
cosi da portarmi a leccare il cazzo dello sconosciuto partendo dai coglioni e
poi su, su fino alla cappella e poi ancora giù fino ai ciglioni “ingoiali
piccola, prendi in bocca quei coglioni e succhiali da brava” ho i coglioni del
benzinaio che mi riempiono la bocca, li succhio, li insalivo “cosi troia,
ingoiali quei coglioni che mi fa impazzire guardarti” “ti piace la mia troia?”
“oh si!” il benzinaio si sta menando l’uccello sopra la mia bocca “ora ingoialo
tutto!” mi tiri per i capelli e mi spingi su quel cazzo duro e lucido, la tua
mano spinge, me lo fai ingoiare, mugolo con la bocca spalancata, sento la
cappella spingermi in gola, due spinte e mi sento la gola piena di sborra.
“ingoialo troia, sai cosa fare” mi tieni la testa ferma “succhia tutto e
ingoia” mi lasci andare solo quando sei certo che ho ingoiato tutto, mi
accarezzi la nuca là dove poco fa tiravi e spingevi, il benzinaio scivola fuori
dall’auto, ho la testa tra le tue gambe, il tuo cazzo nuovamente duro spinto in
fondo alla mia gola che lo succhia dolcemente, sento la voce del benzinaio “la
tua puttana vale davvero tanto, meritate sicuramente il pieno”
Proseguiamo cosi per qualche
minuto io tra le tue gambe a succhiarti piano, ti fermi e mi ordini di tornare
al mio posto. Siamo ad un semaforo rosso, accanto al mio finestrino una moto, i
due ragazzi sopra hanno notato i movimenti, le mie tette ancora scoperte, io
quasi del tutto nuda dai fianchi in giù. Ti accorgi di loro e fai segno di
seguirci, loro capiscono e decidono di giocare. Ti muovi lentamente fino ad
infilarti tra due macchine posteggiate sul ciglio della strada, una strada che
conosco, una di quelle ad alta densità di traffico anche nelle ore più scure
della notte. I ragazzi accostano, guardano te prima di ripuntarmi i loro occhi
addosso. Sono a gambe spalancate e il vibratore ha ripreso a muoversi alla
velocità massima dentro il mio ano. Poco più avanti i ragazzi fermano la moto e
vengono verso di noi. “spostati dietro piccola, starai in mezzo a loro fino
alla nostra prossima destinazione”. Scendo nel mentre che loro arrivano, uno di
loro mi apre la portiera, l’altro mi infila subito la mano sotto la gonna da
dietro, con un dito cerca di entrarmi nell’ano già occupato e sfatto. Mi spinge
dentro l’auto mentre l’amico fa il giro e sale dall’altra parte. “buonasera” ti
sento parlare con loro come se io non fossi li, “questa è la vostra serata
signori, la mia piccola troia ha bisogno di qualche lezione stasera e sarete
voi a dargliele se vi sta bene” non dite nulla ma subito le vostre mani mi
spingono indietro sul sedile e mi allargano le gambe. Sento i tuoi occhi
scrutarmi attraverso lo specchietto retrovisore. “alzatele le gambe che voglio
vederla per bene la mia troietta mentre si apre sotto le vostre mani” mi
sollevate le gambe spalancandole e i miei piedi si ritrovano sulle due
spalliere dei sedili anteriori. Mi sento aperta ma soprattutto mi sento schiava
dei tuoi occhi che riprendi a guidare. Con una mano vai al mobiletto e dopo
qualche secondo passi ai due tizi che mi stanno spremendo la figa come fosse un
arancia matura una bottiglia. E’ vino. Una di quelle bottiglie dal collo lungo.
Gli passi il cavatappi. La bottiglia mi viene passata sulle labbra “leccala
troia dai” ancora chiusa e dopo pochi attimi mi viene rimessa tra le labbra
aperta. Ingoio il più possibile il vino che uno dei due mi spinge in gola
alzando la bottiglia che fa scivolare avanti e indietro come fosse un cazzo.
L’amico si diletta intanto a far andare su e giù 3 delle sue dita nella mia
fica aperta. Quando il tizio è soddisfatto della mia bocca mi toglie la
bottiglia e beve lui, poi la passa all’amico che beve anch’egli a garganella.
Vogliono passartela ma tu proponi loro di finire il vino facendomelo bere dal
culo. Ridi piano mentre lo dici. Sai che l’alcool mi farà impazzire la carne
martoriata fino a pochi attimi prima dalle vibrazioni del grosso coso che
ancora ho tutto infilato dentro. Loro pure ridono, mi sento svuotare quando in
un colpo secco mi viene tolto il vibratore e subito dopo sento la bottiglia
spingere nello sfintere. È una bottiglia lunga, stretta, si allarga man mano
fino a diventare di un diametro di 20 centimetri circa.
La sento scivolare tra le mie carni, sento che il liquido scivola fuori riempiendomi
“girati troia, mettiti con il culo alto che vogliamo guardarti per bene” mi
girano e mi ritrovo inginocchiata, le gambe aperte, la bottiglia infilata per
più della metà nel mio ano, una mano mi prende la testa e mi ritrovo con un
cazzo quasi duro spinto in gola. “succhia piccola troia che poi giocheremo
anche qui dietro, stanne certa”.
Autore : pipistrello72
…….sono in un momento di profondo godimento…..lui inizia a mugolare….sta per avere l’orgasmo……sento che anche io ne sto per avere un altro e per un attimo spero che lui possa ritardare di qualche secondo per far sì di avercelo ancora dentro di me quando mi arriverà……