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Pubblicato : 27-12-2009 | Autore : piccolaporca
Categoria : Dominazione | Totale Visualizzazioni : 5526 | Votazione :

  
piccolaporca

Sono ancora in auto quando ricevo la tua telefonata, “buonasera cara, questa sera ho una sorpresa per te”, se il direttore generale telefona è sempre per qualcosa di importante, “voglio che tu sia pronta in un’ora, se non lo sarai sai cosa ti aspetta”

 

Ero in ritardo, il traffico, l’ufficio, oggi era il compleanno di Corinne, abbiamo festeggiato ma tu non vuoi mai scuse ai miei ritardi. Ogni ritardo, anche solo di qualche minuto, veniva da te punito con piacere.

 

Arrivata a casa mi preparo con cura, un bagno caldo, mi vuoi morbida, profumata, calda e senza nemmeno l’ombra di un pelo cosi prima di entrare nell’acqua davanti allo specchio alzo la gamba destra, appoggio il piede sulla vasca ed inizio con cura a togliere la poca peluria che è cresciuta dall’ultima volta che mi hai voluta incontrare.

 

Termino il bagno cercando di recuperare tempo, mi trucco, la matita, l’ombretto, calco con il trucco perché so che mi vuoi volgare, raccolgo i capelli tirandoli forte sulla nuca e inizio a vestirmi. Calze autoreggenti nere, velatissime, trasparentissime, gonna rossa che a malapena copre le cosce lasciate scoperte dalle calze, la camicia bianca, trasparente che resta aperta sul balconcino nero, i capezzoli ben in evidenza. Il reggiseno è di una taglia più piccola come vuoi tu e cosi i seni schiacchiati l’uno contro l’altro mi fanno già male.

Termino allacciandomi al collo il collare di cuoio che mi hai regalato con l’ordine di indossarlo ogni volta che tu mi chiami.

 

Arrivo in soggiorno pochi minuti dopo il tuo arrivo. Seduto in poltrona, un bicchiere tra le mani “buonasera cara” “buonasera signore” “vedo che anche questa volta hai disubbedito al mio ordine, sai cosa ti aspetta quando disubbedisci vero?” “oh signore, vi prego, non lo fate, non lo farò più, sono in ritardo solo di pochi minuti” di scatto ti alzi e ti ho al mio fianco, mi porgi il bicchiere cosicché io possa assaggiare il liquido forte che vi hai versato, è vodka, la riconosco dal forte odore, con una mano mi aiuti porgendomi il bicchiere e facendomene ingoiare più di mezzo bicchiere mentre con la mano libera stai risalendo sotto la gonna, sento la tua mano superare le calze, muoversi lenta sulla mia carne fino a sentire che afferri forte il gluteo “troia! Ti sei preparata a dovere o devo controllare con i miei occhi?” la tua mano stringe forte fino a farmi riempire gli occhi di lacrime “mettiti sulla poltrona, voglio controllare se sei pronta per questa serata o se deve intervenire il tuo padrone!” mi appoggio con la pancia allo schienale della poltrona come mi hai ordinato, a gambe aperte,e mani afferrano i braccioli. Cosi piegata e aperta al tuo volere mi sento umida di voglia. Mi prendi le braccia tirando i polsi verso il pavimento, in un attimo mi blocchi mani e piedi con le manette. Ammanettata stretta alla poltrona, aperta, sempre più aperta, il culo cosi in evidenza, in questo momento mi sento pronta a qualsiasi punizione e tu lo sai.

Mi sollevi la gonna sui fianchi cosi da potermi allargare le cosce già aperte, in modo osceno. Sento le tue mani allargarmi, sento i tuoi occhi scrutarmi, “bene piccola troia, vedo che hai fatto un buon lavoro qui davanti, peccato tu non ti sia toccata dietro, li senti questi?” le tue dita prendono quei pochi peletti scappati al mio rasoio e li tirano forte fino a farmi gridare “peccato tu non sia una bambina ubbidiente! Peccato, davvero piccola bambina disubbidiente!” vai verso il bagno e al tuo ritorno vedo che hai con te una di quelle striscie che utilizzo per farmi la cera sulle gambe. “oh no, signore, la prego, la prego no!” “e cosi la mia piccola troia disubbidiente mi implora? Sai che lo farò! Devi imparare ad ubbidire e questo è uno dei modi che più preferisco per insegnarti!” sento le tue dita schiacciare la striscia sui pochi peletti intorno al mio buchino, le tue dita schiacciano e si muovono tutt’intorno quasi come ad accarezzare, quasi tu volessi penetrarmi al di là della striscia che stai incollandomi addosso. sai bene che cosi facendo la cera si scioglierà e si mescolerà ai peli, sulla mia pelle. Lasci la striscia li, incollata al mio buchino e ti muovi per venirmi davanti alla bocca. Ho la tua patta davanti alla bocca. Mi prendi la testa tra le mani e tenendomi ferma inizi a muovere il pube sfregandomelo sulle labbra. Sento che ti stai eccitando. Tenendomi ferma ti apri i pantaloni e mi infili tutto il tuo cazzo non ancora totalmente duro in gola, con una mano ti allunghi e strappi al cera, un dolore acuto mi fa sussultare, mi guardi negli occhi, sorridi “bene piccola troia! Ora sei pronta!” continui a soffocarmi tenendomi il cazzo tutto dentro fino alla gola ed intanto con una mano mi mantieni le cosce spalancate, sento qualcosa di duro spingere sul buchino già arrossato, sento una vibrazione, riconosco la punta del vibratore che mi hai regalato al nostro ultimo incontro, al ristorante, ricordo che hai voluto che aprissi il pacchetto li, davanti a tutti, mentre il cameriere ci versava del vino, uno splendido vibratore fatto su misura del cazzo di quel nero da cui mi hai fatta violentare alcuni incontri fa. Sento il vibratore entrare, lo hai già accesso, cosi che la vibrazione mi smuove le carni e mi riscalda, lo sento entrare tutto “stringi il culo troia, non voglio vederlo uscire di un millimetro fino a che non sarò io a deciderlo” il vibratore è alla sua massima velocità, lo sento vibrare e mi sento sciogliere e colare fradicia di voglia. Ora che hai di nuovo le due mani libere con una continui a tenermi con la testa contro di te e con l’altra sento che ti togli la cinta. “devi essere punita ora piccola troia! Succhia troia!” mi dai un ceffone “La mia piccola troia ora verrà punita per bene, per avermi fatto aspettare” una cinghiata mi arrivò dritta sulla natica a pochi millimetri dal buchino già arrossato e teso dalla posizione scomoda in cui mi trovo “per non aver ubbidito nel prepararti per me” un’altra cinghiata sull’altra natica “e per non essere la brava bambina che mi avevi promesso di essere” le cinghiate si susseguivano, prima su una natica, poi sull’altra, “sei una piccola troia e devi essere punita per bene questa sera vero?” continui cosi fino a darmi 20 cinghiate poi mi lasci li, sfinita, con le natiche rosso fuoco e con il buchino martoriato da quel vibratore tutto infilato dentro fino in fondo. Il tuo cazzo nella mia bocca si è fatto duro, ti fa impazzire potermi punire, ti eccita farmi il culo rosso di cinghiate e ora sei pronto, duro, sono bloccata ancora contro di te quando decidi di scoparmi la bocca, mi tiri per i capelli, mi tieni bloccata ed inizi il tuo andirivieni dentro la mia gola fino a goderci dentro “succhia tutto troia, ingoia fino all’ultima goccia sai che altrimenti avrai un’altra dose di cinghiate peggiore di questa” mi togli il cazzo dalla bocca solo quando sei certo che ho ingoiato tutto “ripuliscilo per bene ora troietta”.

 

Mi ordini di rimettermi in ordine ma ti dimentichi di togliermi il vibratore che ormai mi ha allargato a dismisura il buchino con tutte le sue vibrazioni, mi ordini di sbrigarmi, mi ripeti che hai una sorpresa per me. Davanti ai tuoi occhi che mi osservano tolgo lo specchietto dalla borsa e mi ripasso il trucco fissando il rossetto rosso fuoco, esageratamente rosso che tu mi hai regalato.

 

“Sono pronta”. Ti sono davanti, tengo stretto il vibratore dentro al culo, invisibile se non fosse per quel filo che lo tiene acceso e collegato alla tua mano che lo comanda, sento i tuoi occhi fissi su di me, ancheggio, tu aumenti nuovamente la vibrazione nel mio culo, mi sento barcollare, sull’ascensore continui ad osservarmi, io tengo gli occhi bassi, so che è cosi che ti piace, arrivati al piano terra spegni il vibratore e mi tieni una mano sulla schiena, accompagnandomi all’auto.

 

In auto mi ordini di sedermi alzando il vestito e allargando le gambe cosi da mettere le mie nudità a contatto con il sedile di pelle come tu mi hai insegnato. Dopo pochi minuti ti fermi dal benzinaio e mentre il benzinaio si avvicina al tuo finestrino abbassato riaccendi il vibratore “allarga bene le gambe piccola, allargale per bene, voglio far sentire a questo signore il tuo profumo di troia in calore, perché sei in calore vero bimba?” il benzinaio mi guarda stupito i suoi occhi si muovono sul mio corpo sento il suo sguardo infilarsi tra le gambe, le apro, la gonna si alza ancora di più, il benzinaio ha modo di infilare lo sguardo tra le labbra aperte “slaccia la camicia piccola, facci guardare quello che c’è li sotto” mi tremano le mani mentre slaccio un bottone “ancora piccola, vai avanti, cosi si” un altro bottone “di nuovo si, continua che sei bellissima” un altro. “forza piccola, apri quella camicia, fatti guardare. Ho i capezzoli duri totalmente fuori dal balconcino “dai piccola, tirali fuori, sai cosa intendo vero?” mi osservo le mani andare alle tette, abbassare il balconcino quel poco che basta per avere i capezzoli bene in vista. “ti piace la mia piccola troia?” “ohhh! È fantastica!!!” “e allora che fai da questa parte? Sali che ho voglia di farla giocare un po’ la mia troietta!” in un attimo il benzinaio mi è contro, fuori è buio ma chiunque potrebbe avvicinarsi “menalo dai troietta! Tiralo fuori e fallo godere! Questa è la sua serata fortunata!”

“strizzale le tette dai! Sai come si strizzano due tette cosi?” sento delle mani, le tue, prendermi i capezzoli, strizzarli, tirarli, “mettiti a 4 zampe dai, fai la cagna per il tuo padrone!” scivolo dal sedile e mi ritrovo tra le vostre gambe “succhialo dai troia!” la tua voce è quasi un sussurro e mi scalda. Mi sento mugolare, ho la tua mano sulla nuca che mi spinge su quel cazzo sconosciuto, “apri la bocca e tira fuori la lingua dai cagna!” mi spingi verso quel cazzo e mi muovi la testa cosi da portarmi a leccare il cazzo dello sconosciuto partendo dai coglioni e poi su, su fino alla cappella e poi ancora giù fino ai ciglioni “ingoiali piccola, prendi in bocca quei coglioni e succhiali da brava” ho i coglioni del benzinaio che mi riempiono la bocca, li succhio, li insalivo “cosi troia, ingoiali quei coglioni che mi fa impazzire guardarti” “ti piace la mia troia?” “oh si!” il benzinaio si sta menando l’uccello sopra la mia bocca “ora ingoialo tutto!” mi tiri per i capelli e mi spingi su quel cazzo duro e lucido, la tua mano spinge, me lo fai ingoiare, mugolo con la bocca spalancata, sento la cappella spingermi in gola, due spinte e mi sento la gola piena di sborra. “ingoialo troia, sai cosa fare” mi tieni la testa ferma “succhia tutto e ingoia” mi lasci andare solo quando sei certo che ho ingoiato tutto, mi accarezzi la nuca là dove poco fa tiravi e spingevi, il benzinaio scivola fuori dall’auto, ho la testa tra le tue gambe, il tuo cazzo nuovamente duro spinto in fondo alla mia gola che lo succhia dolcemente, sento la voce del benzinaio “la tua puttana vale davvero tanto, meritate sicuramente il pieno”

 

Proseguiamo cosi per qualche minuto io tra le tue gambe a succhiarti piano, ti fermi e mi ordini di tornare al mio posto. Siamo ad un semaforo rosso, accanto al mio finestrino una moto, i due ragazzi sopra hanno notato i movimenti, le mie tette ancora scoperte, io quasi del tutto nuda dai fianchi in giù. Ti accorgi di loro e fai segno di seguirci, loro capiscono e decidono di giocare. Ti muovi lentamente fino ad infilarti tra due macchine posteggiate sul ciglio della strada, una strada che conosco, una di quelle ad alta densità di traffico anche nelle ore più scure della notte. I ragazzi accostano, guardano te prima di ripuntarmi i loro occhi addosso. Sono a gambe spalancate e il vibratore ha ripreso a muoversi alla velocità massima dentro il mio ano. Poco più avanti i ragazzi fermano la moto e vengono verso di noi. “spostati dietro piccola, starai in mezzo a loro fino alla nostra prossima destinazione”. Scendo nel mentre che loro arrivano, uno di loro mi apre la portiera, l’altro mi infila subito la mano sotto la gonna da dietro, con un dito cerca di entrarmi nell’ano già occupato e sfatto. Mi spinge dentro l’auto mentre l’amico fa il giro e sale dall’altra parte. “buonasera” ti sento parlare con loro come se io non fossi li, “questa è la vostra serata signori, la mia piccola troia ha bisogno di qualche lezione stasera e sarete voi a dargliele se vi sta bene” non dite nulla ma subito le vostre mani mi spingono indietro sul sedile e mi allargano le gambe. Sento i tuoi occhi scrutarmi attraverso lo specchietto retrovisore. “alzatele le gambe che voglio vederla per bene la mia troietta mentre si apre sotto le vostre mani” mi sollevate le gambe spalancandole e i miei piedi si ritrovano sulle due spalliere dei sedili anteriori. Mi sento aperta ma soprattutto mi sento schiava dei tuoi occhi che riprendi a guidare. Con una mano vai al mobiletto e dopo qualche secondo passi ai due tizi che mi stanno spremendo la figa come fosse un arancia matura una bottiglia. E’ vino. Una di quelle bottiglie dal collo lungo. Gli passi il cavatappi. La bottiglia mi viene passata sulle labbra “leccala troia dai” ancora chiusa e dopo pochi attimi mi viene rimessa tra le labbra aperta. Ingoio il più possibile il vino che uno dei due mi spinge in gola alzando la bottiglia che fa scivolare avanti e indietro come fosse un cazzo. L’amico si diletta intanto a far andare su e giù 3 delle sue dita nella mia fica aperta. Quando il tizio è soddisfatto della mia bocca mi toglie la bottiglia e beve lui, poi la passa all’amico che beve anch’egli a garganella. Vogliono passartela ma tu proponi loro di finire il vino facendomelo bere dal culo. Ridi piano mentre lo dici. Sai che l’alcool mi farà impazzire la carne martoriata fino a pochi attimi prima dalle vibrazioni del grosso coso che ancora ho tutto infilato dentro. Loro pure ridono, mi sento svuotare quando in un colpo secco mi viene tolto il vibratore e subito dopo sento la bottiglia spingere nello sfintere. È una bottiglia lunga, stretta, si allarga man mano fino a diventare di un diametro di 20 centimetri circa. La sento scivolare tra le mie carni, sento che il liquido scivola fuori riempiendomi “girati troia, mettiti con il culo alto che vogliamo guardarti per bene” mi girano e mi ritrovo inginocchiata, le gambe aperte, la bottiglia infilata per più della metà nel mio ano, una mano mi prende la testa e mi ritrovo con un cazzo quasi duro spinto in gola. “succhia piccola troia che poi giocheremo anche qui dietro, stanne certa”.

 




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    Racconto a Caso
Autore : pipistrello72
…….sono in un momento di profondo godimento…..lui inizia a mugolare….sta per avere l’orgasmo……sento che anche io ne sto per avere un altro e per un attimo spero che lui possa ritardare di qualche secondo per far sì di avercelo ancora dentro di me quando mi arriverà……

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