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Pubblicato : 02-02-2009 | Autore : xxxxx
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 3231 | Votazione :


  
xxxxx

mi accolse nello studio una donna sui 45 anni, bionda, era alta quasi quanto me, bocca sottile, occhi azzurri non troppo grandi, il suo sguardo mi dava l'impressione che fosse una gran porca, indossava una giacca con mini i seni non sembravano molto grossi, anzi tendevano al piccolo, le gambe sembravano sode, sicuramente faceva sport, mentre le diedi quella veloce guardata da capo ai piedi, facemmo le dovute presentazioni, lei era la fotografa, mi fece accomodare in un separè, mi spogliai e indossai un costume, purtroppo dopo quella veloce squadrata che le avevo fatto, i miei pensieri, anzi le mie fantasie erano andate a mille allora e il mio coso in pochi secondi diventò duro, anzi durissimo, e con mio imbarazzo andai nel salone con l'uccello che mi fuoriusciva dal costume, lei sembrò rimanere impassibile alla situazione, forse le erano già capitate situazioni del genere, e disse "così non posso fotografarti" io "eeehhh lo so, mi devi scusare, forse è meglio rimandare a un'altra volta" lei "non è possibile rimandare, le foto le devo consegnare entro questa notte, e per oggi un altro modello non riuscirò a trovarlo" poi aggiunse "vai in bagno e mettici un pò di acqua fresca sopra, dovrebbe calmarsi" feci come lei aveva detto, ma sapevo già che non avrebbe funzionato, al mio coso per calmarsi sarebbe servito ben altro che un pò di acqua fredda, dopo una decina di minuti tornai nel salone ancora con il cazzo duro, lei si mostrò ancora impassibile, mi fece sedere su una poltrana e m'invitò a masturbarmi, mentre me lo menavo, la fotografa si attaccò al telefono e la sentivo che prendeva appuntamenti di lavoro per le giornate successive, pensai che quella donna era veramente tosta, aveva davanti agli occhi un uccello delle dimensioni come il mio e non le faceva nè caldo, e nè freddo, ero giunto alla conclusione o che era talemente abituata a vederne a quantità industriali che oramai ci aveva fatto l'abitudine, oppure ero incappato in una lesbica e quel pomeriggio sarei andato in bianco, dato che mente mi masturbavo con la mente fantasticavo mentre me la scopavo, ci mise una decina di minuti a venire, quando sborrai riuscii ad attirare la sua attenzione, vedendo il lungo getto che avevo fatto, e la quantità di sperma che mi usciva dal cazzo, la tipa rimase a bocca aperta, si staccò dal telefono velocemente, mi si avvicinò offrendomi una salviette per darmi una ripulita, poi rimase in piedi a guardarmelo sperando che iniziasse ad abbassarsi, come previsto, mi rimase in tiro, figuriamoci se mi si sarebbe abbassato per una sega, al mio coso per calmarlo ci voleva ben altro, la tipa disse "forse è il caso che te ne fai un'altra" e no se lei pensava che passassi tutto il pomeriggio a farmi delle seghe si sbagliava di grosso, così con aria infastidita le dissi "guarda oggi il mio coso non vuole abbassarsi, e sicuramente non si abbasserà con una semplice masturbazione, se vuoi lasciamo perdere, vado via e tu provi a cercarti un nuovo modello, altrimenti prova tu ad abbassarmelo" lei sempre con aria distaccata, disse "va bene provo io" s'inginocchiò davanti a me, lo impugnò e cominciò a menarmelo, dopo vari minuti disse "ma quanto ci metti a venire? mi sto stancando" non so come ma senza pudore le dissi "usa la bocca" le dissi quella frase, con un tono molto menefreghista, che riuscii a spiazzarla completamente, la vidi molto incerta sul da farsi, poi disse come per giustificarsi "se servirà a fartelo calmare" finite di dire quelle parole aprì la bocca e si fece scivolare dentro il cazzo, mmmhhhhhh succhiava bene, moooolto bene, esclamai "mmhhhhhhh che bel pompino" la biondina voleva arrivare subito al sodo, succhiava come una sanguisuga, senza perdersi nei vari leccaggi alla stanga o alla palle, succhiava leccando la cappella e basta, voleva farmi venire il prima possibile, riuscì nel suo intento, in pochi minuti mi portò all'orgasmo, ma quando ero pronto a sborrare con una mano le tenni ferma la testa, così quando lo sperma caldo le arrivò in bocca, fu costretta a ingoiarlo, non le tolsi l'uccello dalla bocca fino a quando non deglutì l'ultima goccia, poi mollai la presa lei si alzò quasi incavolata, e disse "sei un porco mi hai costretta a bere tutto" a dire il vero da come aveva mandato giù il mio seme la cosa non le era dispiaciuta, lei riprese a fissarmi la verga e disse "ancora non si abbassa?" io "difficile che si abbassi per un pompino di pochi minuti" intanto allungai una mano e la feci scivolare sotto la sua mini, raggiunsi le mutandine in un attimo, e in pochi secondi ero sotto le mutandine che gli accarezzavo la fica, lei con un tono poco convincente disse "fermo cosa vuoi fare? non vorrai mica che per stancare il tuo coso bisogna fare quello che intendi" la tipa diceva di no, ma non vedeva l'ora di farlo, aveva la fregna fradicia le dissi "a me pare che la cosa non ti dispiacerebbe, anzi non vedi l'ora di farti dare una ripassata dal mio arnese, visto che sotto sei bagnatissima" lei "no daiii non insistere mi sono sposata da pochi mesi" io "se vuoi non insisto ma il servizio con il mio coso in questo stato non riuscirai a farlo, e per calmarlo deve essere stancato parecchio" lei "noooo dai non dirmi così, ti prego" la spinsi verso di me, sopra di me, la feci scendere sopra al mio cazzo, quando con la fica arrivò a tiro della mia cappella gonfia le scostai le mutandine, sentìì la fica appoggiarsi alla punta della mia cappella e comiciai a penetrarla, in pochi secondi le fui completamente dentro, lei mugolò "mmmhhhhhh che bel cazzone" senza dirle niente, la mogliettina fedele di sua iniziativa cominciò a danzare sopra al mio palo carne, le sbottonai la giacca, saltarono fuori i seni, non mi ero sbagliato, non li aveva grandi anzi, come avevo previsto erano tendenti al piccolo, allungai le mani e mi ci aggrappai, erano durissimi, li strinsi forte, poi le appoggiai le mani sui glutei per accompagnarla in quella danza che stava facendo sopra al mio cazzo, la porca si chinò verso di me offrendomi i seni da succhiare, aveva i capezzoli talmente duri che sembravano dei piccoli cazzi e io li succhiavo simulando un pompino, con un dito avevo iniziato ad accarezzarle buco del culo, i suoi gemiti di piacere si facevano sempre più alti, quasi urlava, il dito che le accarezzava il buchino dietro, lo spinsi dentro, così mentre la scopavo nella fica le sditalinavo il buco del culo, la fotografa non riusci più a trattenersi, le pistonate che le stavano arrivando nella fregna le fecero raggiungere l'orgasmo, da come urlò e da come si dimenò sembrava che era parecchio tempo che non raggiungeva un orgasmo, col cazzo non le diedi tregua continuavo a pistonarla, dopo alcuni minuti decisi di cambiare posizione, mi alzai dalla poltrona lei rimase avvinghiata al mio corpo per non cadere, mi girai e misi lei sulla poltrona, la feci stare sotto di me, si godeva i colpi di verga che le arrivavano nella sorca con gli occhi socchiusi, la sposina aveva la fregna talmente lubrificata dei suoi umori che il cazzo le scivolava avanti e indietro a velocità massima, oramai era giunto anche per me il momento di venire, la misi a pecorina, e gli ultimi colpi di verga li diedi in quella posizioni, le arrivavano nella fica dei colpi di cazzo molto profondi che lei non tiuscii a resistere a lungo e sbrodolò prima che io iniziassi a sborrare, anzi appena lei fini di sbrodolare io le tolsi l'uccello dalla fica e cominciai a schizzarle sulla schiena, sui glutei, poi appoggiai le l'uccello in mezzo alle chiappe, e lo sperma cominciò a scivolarle lì in mezzo, quella galaoppata le aveva procurato due orgasmi, lei aveva il fiato grosso come se avesse fatto una maratona,  a me il cazzo continuava a rimanermi in tiro, e vedere il suo buchino dietro lì a disposizione, con lo sperma che le era colato sopra, mmmhhhhh non ci pensai due volte, ci appoggiai la mia cappella gonfia, lei appena si accorse delle mie intenzioni provò a fare un piccola obbiezione dicendo "non vorrai mica entrare anche lì dentro?" ma era troppo tardi stavo già entrando, la scopata precedente aveva talmente rilassato e forse anche distratto la biondina, e non si aspettava che il suo punto g era rimasto a portata di mano, meglio dire alla portata del mio cazzo, il suo buchino cedette quasi subito alle insistenze del mio arnese, in poco tempo aveva raggiunto la dilatazione neccessaria per far entrare il mio bastone di carne, e  poi con lo sperma che fungeva da lubrificante, le scivolò dentro in un attimo, lei mugolò "mmmmhhhh con un cazzone così mi sfondi tutta" a me pareva che lei fosse già abbastanza sfonda, forse io avevo completato l'opera già iniziata, da un altro o da altri, le diedi cqualche colpo di verga molto soft per farla abituare al mio bastone, ma col passare dei minuti la verga le si muoveva nel culo sempre più velocemente, con le mani mi aggrappavo alle zinne, fino a strizzarle con molta forza, la tipa aveva ripreso a urlare e ad agitarsi come se fosse impazzita, mi disse che aveva l'orgasmo pronto a esplodere, le ordinai di riuscire a trattenersi, perchè questa volta sarebbe dovuta venire con me, se non ci fosse riuscita, l'avrei scopata nel culo fino a tarda sera, lei quasi piagnucolando mi pregò "ti prego sbrigati a venire, non ce la faccio più, non resisto, vieniiiii" io "devi resistere ancora qualche minuto" lei "non ci riesco sono al limite" la poveretta da come si contorceva e da come subiva i colpi di verga era proprio al limite delle resistenza, non vedeva l'ora di liberarsi, accellerai al massimo il ritmo della scopata, per lei fù il colpo di grazia, non riuscì più a resistere e cominciò a sbrodolare, i suoi gemiti di piacere riuscirono a trasportarmi che anch'io sborrai quasi subito dopo di lei, la tipa si sdraiò per terra sul tappeto a riprendere fiato, io ne approffitai per andare in bagno a lavarmi l'uccello, quando tornai in sala lei era ancora sdraiata, le avvicinai l'uccello alla bocca e la invitai a succhiarmelo, questa volta mi fece un pompino meno frettoloso di quello precedente, mi leccò le palle, la stanga, mi baciò ogni cm del cazzo, quando sborrai le schizzai sul viso e sui seni, poi mi misi sopra di lei e me lo strombazzai in quella posizione, fino al raggiungimento dei nostri orgasmi, finalmente la stanga decise di abbassarsi, e così si potè fare il famoso servizio fotografico, prima di congedarmi la fotografa mi fece un altro pompino, quando arrivai a casa era ora di cena, ci avcevamo messo un pomeriggio intero per scattare due rullini, mentre cenavo pensai che difficilmente mi avrebbe richiamato per altri servizi fotografici




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