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Pubblicato : 16-06-2010 | Autore : Biancaneve
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 19762 | Votazione :


  
Biancaneve

Episodi precedenti: seduco mia suocera – mio marito entra nel letto della madre -

 

Gli ho promesso che mi sarei fatta sodomizzare. È una promessa a cui non verrò meno. La mia ginecologa, a cui ho confidato il desiderio di farmi sodomizzare, mi ha consigliato di farmi impalare lentamente in modo da non subire danni rilevanti. Ha suggerito che sarebbe meglio che fossi io ad impalarmi. Sono mesi che sto allenando il mio didietro a ricevere il fallo di Peter. Al solo pensarlo i miei ormoni impazziscono. Un mattino prima di uscire Peter viene a salutarmi. “Quando rientri vieni da me. Ho un regalo per te“ ”Mamma diventi sempre più bella”. Mi da un bacio sulla bocca e va via. Nicole, che questa notte ha dormito nel mio letto, apre gli occhi. “Ha ragione, sei una bella donna. Mi piaci sempre di più. Cosa regali a tuo figlio?” “Oggi è il giorno in cui un altro dei desideri di Peter si realizzerà” “Amanda! non dirmi che…” “Si! Amore, tuo marito oggi avrà, finalmente, il piacere di trapanarmi il culo. Oggi il batacchio di mio figlio suonerà dentro il mio culo” “Sarebbe meglio fargli indossare il preservativo” “Ci avevo già pensato. Farò come hai detto anche se desidero sentire la sua carne strofinare contro la mia carne. Devo anche rinunciare a sentire il suo sperma innaffiarmi l’intestino?” “Ti aiuterò a pulirti il buchetto del culo e tutto l’intestino retto”. Mi prende per mano e mi conduce in bagno. Entro nella vasca e mi chino in avanti allargo le gambe. Le mammelle pendono in avanti. Sono grosse e sode. I commenti che sento sulle mie tette mi hanno sempre eccitato. “Amanda, hai delle natiche stupende. Niente smagliature e niente buccia di arancia. Il tuo sfintere sembra un fiore di campo. Sei sicura di volere che tuo figlio ti sodomizzi?” “Gliel’ho promesso. Tu conosci lo strumento che userà, al mio posto rinunceresti?” “No! Mi guarderei bene dal farlo”. Si alza. Va verso l’armadietto, lo apre e tira fuori un clistere di plastica. Lo riempie di acqua tiepida. Avvita la cannula. “Sei pronta?” “Sì!” Con una mano mi allarga le chiappe e con l’altra guida la cannula verso il buco del mio culo. La sento entrare. Quando è tutta dentro, Nicole apre la chiavetta e l’acqua scorre nel mio culo. Risale lungo il condotto anale irrorando il mio intestino. Aspetta circa dieci minuti e poi mi sfila la cannula dal culo. Un uragano si precipita fuori dal mio culo. Ad intervalli di circa trenta minuti ripete l’operazione per altre volte. Mi sento sfinita ma finalmente il culo, il condotto anale e l’intestino sono liberi da impurità. Apre l’acqua, mi insapona e mi lava fregandomi il corpo con un guanto di crine. Mi libera dalle impurità che sono uscite dal mio culo. La pelle diventa rossa. Mi fa uscire dalla vasca e mi conduce sul letto. Con un asciugamano mi friziona il corpo provocandomi piacevoli sensazioni. La mia pelle diventa bollente. Le mammelle si induriscono. Prende dell’olio profumato e lo spalma su tutto il mio corpo. Le sue dita giocano con i miei capezzoli che si rizzano e diventano duri come il marmo. La micetta miagola e si bagna. “Bambina. Basta. Mi sento impazzire. Baciami. Voglio sentire la tua lingua frugare nella mia passera. Scopami.” “Amanda, ti desidero”. Finisce in un 69 da mille ed una notte. Le nostre fiche scaricano la nostra libidine l’una nella bocca dell’altra. Ci sentiamo appagate. Verso sera Peter rientra in casa. La moglie lo accoglie con un bacio sulla bocca. “Amore come è andata la giornata?” ”Bene” “Vai da tua madre. Ti aspetta”. Peter viene nella mia camera. “Ciao mamma. Eccomi” “Chiudi la porta. Non voglio che qualcuno ci disturbi. Spogliati e vieni a stenderti al mio fianco”. Il ragazzone non se lo fa ripetere. Si distende su di me. Avvicina la sua bocca alla mia, poggia le sue labbra sulle mie e introduce la sua lingua nella mia bocca. L’avviluppo con la mia e la succhio. L’avvinghio. Il mio nido di passera è già pieno di umori. Lo circondo con le gambe e imprigiono la sua schiena. Le mie mammelle sono schiacciate contro il suo petto. I miei capezzoli sono diventati d’acciaio. Sento il suo cazzo premere contro il mio ventre. Con una mano prendo il suo passerotto e lo conduco verso l’apertura della mia vagina. Con un colpo di reni mi penetra e scivola dentro fino a quando le sue palle sbattono contro il mio culo. “È questo il regalo?” “Nooo! Questo lo considero un tuo regalo. Chiavami e fammi godere” “Mamma, ti farò impazzire. Ti sbatterò fino a farti svenire” “Sì! Amore di mamma, sbattimi, fammi svenire”. Sfila il cazzo dalla fica. Mi fa girare sulla pancia. Mi dilata le gambe e mi penetra da dietro. Affonda il suo pistone nel mio orifizio vaginale. Si distende sul mio corpo. Con le mani artiglia le tette e con i denti aggancia il collo e lo morde. Sono una vacca che sta subendo l’assalto del toro. Il mio cervello sta già navigando nello spazio infinito. “Sì! Amore. Così. Bravo. Oh! Che meraviglia. Non ti fermare.” Lui muove il suo pistone in modo incredibile. Dà grossi fendenti in successione e poi si ferma. Le sue dita mi torturano i capezzoli. Le mani strizzano le mammelle. Il suo cazzo sta affogando nell’oceano dei miei umori. Dalla mia gola escono gorgoglii, grugniti, barriti, grida. Gli orgasmi si susseguono uno dietro l’altro. Mio figlio continua a stantuffare. Non si ferma. Non riesco a trattenermi. Un ultimo orgasmo mi sta squassando tutta. Un forte tremito assale il mio corpo. Il mio cervello è un esplosione di fuochi artificiali. Quando il tutto ha termine lancio un ultimo grido e svengo. Impiego circa un’ora per riprendermi. Il risveglio è accompagnato da una dolce sensazione. Devo riconoscere che mio figlio è stato di parola. Mi ha sbattuta fino a farmi svenire. Una chiavata così intensa non l’ho mai fatta. Ho vissuto un’altra piacevole esperienza. “Amore, sei stato grande, nessuno mi ha mai fatto godere cosi come lo hai fatto tu. Meriti un premio. Chiedi e te lo darò" “Mamma, posso chiedere qualsiasi cosa?” “Certamente. Io le promesse le mantengo” “Voglio il tuo culo. Desidero chiavarti nel culo” “Che il tuo desiderio si concretizzi. Prendilo. Il mio culo è tuo. Sodomizzami”. Il guerriero emette una esclamazione di stupore. “Davvero ti farai impalare?” Rido fragorosamente. Lo afferro per le spalle e lo tiro su di me. “È una decisione che ho preso il giorno stesso che esprimesti il desiderio di farmi il culo. Comunque è un premio perché ti do la verginità del mio culo”  “Stai dicendo che sarò il primo a godere del tuo culo? Il primo ad incularti?” “Sì! Tuo padre ha sempre tentato di sodomizzarmi fin da quanto mi ha conosciuta. Non c’è riuscito perché mi sono sempre ribellata. Ma poi sei arrivato tu e l’ospite che alberga fra le tue gambe avrà il privilegio di farmi il culo. Dovrai indossare il preservativo e dovrai essere dolce. Non mi devi far male. Mi devi chiavare nel culo e non lo devi rompere”. Ho deciso che sarà lui a penetrare il mio culo. È una soddisfazione, un piacere che non voglio togliergli. Lo merita. Mi accorgo che la mia pussy sta di nuovo urlando. “Peter, non parliamo più del mio culo. Voglio che tu mi faccia ancora godere; che tu rovisti la mia fucina con il tuo idrante e che spegni il fuoco che la pervade; voglio succhiare il tuo cazzo e riempirmi la bocca dei tuoi ormoni” “Mamma, non ti ho mai sentito parlare in modo così osceno” “È il mio desiderio di te che mi fa sragionare. È il mio desiderio smisurato di sesso che mi fa essere volgare. Eppure la mia passera l’ho data unicamente a chi ho deciso di darla. Nella mia fica sono entrati solo due cazzi: quello di tuo padre ed il tuo che è quello che mi piace di più” “Ecco, adesso ti riconosco. Vieni che ti farò svenire di nuovo”. Si alza e porta il suo randello in direzione della mia bocca. Il grosso glande, già rosso e pulsante, si fa strada tra le mie labbra e mi penetra la bocca che è già pronta per accoglierlo. Lo avvolgo con la lingua e lo lecco. Lui continua a spingere ed altri cm di quel splendido cazzo entrano nella mia bocca. Il glande arriva a toccarmi l’ugola. Sono ormai abituata ad ospitare nella mia bocca quel mostro. Il senso di soffocamento non lo avverto più. La mia bocca si è adeguata a quella grandezza e sa in anticipo come accoglierlo. Mi piace sentire la punta del suo pene che mi stuzzica l’ugola. Le sue mani afferrano le mie tette e le stringono forte. Con le dita artiglia i capezzoli e li strizza, li torce. I fuochi si stanno accendendo. La caldaia da segnali di ebollizione. Con un movimento veloce si gira portando il suo corpo nella posizione del 69. Lo ha fatto senza che il suo cazzo esca dalla mia bocca. Affonda la testa tra le mie cosce, che ho dilatato al massimo, e mi bacia la fica. La sua lingua rivolge le sue attenzioni al mio clitoride. Lo stuzzica e lo titilla. Lo sento crescere ed indurirsi. Lo afferra con i denti e lo morde. Di riflesso do un morso al suo cazzo. È talmente duro che non lo avverte. Con le labbra avvolge il clitoride e inizia un pompino. La fucina è diventata incandescente. Mio figlio la penetra con tutta la mano e accarezza le pareti che liquefano come una sorgente di un torrente in piena. Sto godendo e vengo. Le grida che mi salgono alla gola sono soffocate dal pene che sto ciucciando. Di colpo si alza, mi gira a pancia sotto. Mi fa assumere la posizione alla “pecorina” e mi penetra la figa con quel marmoreo cazzo. Numi dell’universo è fantastico. Lo sa usare bene il suo bastone. Si stende sulla mia schiena e mi abbranca le tette. “Mamma, Ti chiaverò fino a fartela diventare incandescente. Mi dovrai supplicare di smettere.” Non sa, il pargoletto, che può benissimo farmi svenire dal piacere ma mai e poi mai lo avrei supplicato di smettere. Quando il suo cazzo mi fruga la fica sono una vera puttana. “Non parlare e dimostrami di cosa sei capace. Sbattimi più forte che puoi. Fammi vedere quanto vali.” Lui non ha ancora goduto. Basta che lo faccia godere ed il suo proposito va in fumo. Con i muscoli vaginali incomincio a mungere il suo cazzo. Lui stantuffa il suo pistone nel mio cilindro con violenza crescente. La mia vagina ormai è diventata un lago. Gli orgasmi si susseguono in continuazione. Riprendo a mungere il randello. Lo sento grugnire. Finalmente. Dalle grosse spinte che da mi accorgo che sta per venire. Un muggito annuncia il suo godimento. “Mamma, sto venendo. Vengooo!” Inarca la schiena e viene. Sento le vibrazioni del cazzo che spara fiotti di abbondante sperma nella mia pancia. Mi riempie. Se non avessi ripreso a prendere la pillola sono sicura che mi avrebbe ingravidata. Il suo cazzo, lentamente, perde consistenza. Si affloscia. Lo sfila dalla mia fica e si distende al mio fianco a pancia in su. Il lago che ho dentro, composto dal mio e suo sperma, dilaga sul letto. Restiamo, una accanto altro, distesi sul letto senza proferire parola. Non un suono esce dalle nostre bocche. Il tempo trascorre. Passa un’ora. Mi giro su un fianco e poggio la testa sulla sua pancia con il viso rivolto verso il suo basso ventre. Con la mano afferro il suo cazzo che è in posizione di riposo. Anche in quello stato è grosso. Lo accarezzo. Si muove. Continuo ad accarezzarlo. Cresce. Si sta indurendo. Si raddrizza. Svetta verso il cielo. È diventato di granito. La sua testa è viola e punta verso la mia bocca. Le sue pulsazioni sono frenetiche. Vederlo è uno spettacolo. Lentamente gli vado incontro. La bocca si apre e accoglie dentro di se quel spendente glande. Sollevo la testa e faccio entrare il resto. Lo sento scivolare dentro la mia bocca. E’ tutto dentro. Lo ciuccio, lo lecco. È una meraviglia. Gli faccio un lento pompino. Lui mugola e geme. Dopo 15 minuti circa lo sfilo dalla mia bocca. Prendo il preservativo dal comodino. Glielo calzo. Mi alzo. Mi metto alla pecorina. Allargo le cosce al massimo. “Dai Peter è venuto il momento. Fammi il culo. Inculami”. Lui si posiziona dietro di me. Prende il randello con la mano e ne indirizza la testa contro il centro del mio sfintere. “Sì! Così. Adesso fai piano. Ti aiuterò a farlo entrare. Non essere precipitoso. Quando ti chiedo di fermarti fallo. Ora dai una piccola spinta" “Mamma non entra. Sei troppo stretta” “Bagnalo nella mia vagina e riprovaci”. Esegue il mio suggerimento. Affonda il suo cazzo dentro la fica. Lo lascia per pochi secondi. Lo tira fuori e lo porta sul buco del culo. Da una spinta un poco più forte e il glande riesce ad entrare per metà. Stringo i denti per non urlare per il dolore che avverto. “Fermati. Non muoverti. Lascia fare a me”. Faccio roteare il bacino dando ogni tanto dei colpi all’indietro. Il glande riesce ad entrare tutto. La strada è aperta. “Peter, continua tu. Fallo lentamente. Ricordati che anch’io voglio godere”. Sostenendosi con le mani sui miei fianchi incomincia una lenta e stupenda penetrazione del mio ano. Cm dopo cm il possente e duro ariete avanza nel tunnel anale. Dopo diversi minuti sento le sue palle sbattere contro la mia fica. È stata una trapanatura lunga e laboriosa. Finalmente. Il mio culo sta ospitando il tanto agognato alieno. “Peter, non muoverti. Fa che il buco del culo si abitui al tuo pistone. Io continuerò a roteare il bacino per farlo adattare. Tu sta fermo.” “Mamma. Non puoi immaginare che stupenda sensazione che avverto. Non credevo che incularti fosse cosi bello. Ho il cazzo nel culo della più bella donna del mondo. Sto chiavando il culo di mia madre.” Dopo queste parole si piega sulla mia schiena. Passa le braccia intorno al torace e con le mani mi afferra le tette. Le strizza. Con le dita aggancia i capezzoli. Li torce facendoli fare un giro completo su loro stessi. Un grido di dolore mi esce dalla bocca. Lascia una tetta e porta la mano tra le mie gambe. Va in cerca del clitoride. Lo trova e lo artiglia. Lo strizza. Le sue dita si muovono veloci sul mio clitoride. Mi strappa gemiti di piacere. Raggiungo un orgasmo. La mia fica eiacula nella sua mano. Lui la porta alla mia bocca. Lecco i miei umori. Ritorna a giocare con il clitoride. “Mamma. Che meraviglia” Altri orgasmi squassano il mio corpo. Dei dell’Olimpo non credevo che si potesse godere anche con un cazzo piantato nel culo. I muscoli anali si stringono intorno al corpo del mostro. Ne saggiano la consistenza e la grossezza. Si sono adattati. Sono pronta. Il mio culo è pronto a farsi stantuffare. “Forza figliolo. È il momento. Chiavami. Pompa il tuo cazzo nel mio culo.” Peter senza smettere di titillare il mio clitoride incomincia a stantuffare il suo pistone nel mio culo. L’attrito mi provoca un iniziale bruciore subito superato da sensazioni piacevoli. Sento le sue palle gonfie sbattere contro la mia vagina. E’ indescrivibile il piacere che sto provando. Peter aumenta il ritmo. Incomincia a sbuffare come un toro. Un grido mi sale alla gola. Un altro orgasmo mi assale. Godo. Vengo. Sbrodolo nella sua mano. Anche lui viene. Il suo cazzo erutta una quantità enorme di sperma che solo il preservativo gli impedisce di invadere il mio condotto anale. Sfinito si abbandona sulla mia schiena. Allungo le gambe e mi distendo. Peter adegua il suo corpo al mio. Il suo randello è fermo nel mio culo. E’ rimasto duro. La stretta dei muscoli anali gli impedisce di afflosciarsi. Un altro tabù è caduto. Ho permesso a mio figlio di fottermi il culo. Ho goduto. È stato meraviglioso. Peter mi chiava nel culo ancora due volte. La seconda volta lo fa tenendomi a pancia in su e con le mie gambe poggiate sulle sue spalle. Dice che vuole guardarmi in faccia quando mi incula. Vuole vedere l’espressioni del mio viso. Il motivo è anche un altro. In quella posizione può facilmente introdurre la sua mano nella mia vagina. E lo fa. Muove la mano come se fosse un cazzo. Mi chiava la vagina con la mano e il culo con la bestia. L’altra mano è sul mio clitoride. Lo stringe con le dita. Sono sensazioni meravigliose. Grido a più non posso. Godo. Vengo. Sono un diluvio. Anche Peter raggiunge l’orgasmo insieme a me. Peccato che il suo sperma è trattenuto dal preservativo. È uno spreco. Resta in quella posizione per circa 5 minuti e poi, piano, sfila il suo cazzo dal mio culo. Si distende sul letto quasi sfinito. Uso il termine “quasi” perché il suo randello è ancora duro come il marmo. Lo libero dal preservativo. Vado in bagno, mi siedo sul bidé, apro l’acqua fredda e mi irroro il didietro. Raffreddo il buco del culo che è infuocato. Con la mano vado a tastare lo sfintere per verificare eventuali danni. Il buco è dilatato ma la dilatazione con il tempo dovrebbe ridursi. In ogni caso sono contenta di essermi fatta sodomizzare da mio figlio. Riempio una bacinella d’acqua e ritorno in camera. Mi avvicino al letto. Poso la bacinella sul comodino. Prendo la spugna e opero una accurata pulizia di quel stupendo cazzo liberandolo dal suo stesso sperma. “Peter, sono contenta che tu mi abbia chiavato il culo e sono contenta che ti sia piaciuto” “Mamma. Io sono stato sempre innamorato del tuo culo. Avevo 11 anni quando incominciai a masturbarmi e le prime immagini che contribuirono a farmi godere sono state il tuo favoloso culo e le tue meravigliose poppe. Ma il tuo culo aveva il sopravvento. Ho sempre desiderato incularti. Chiavarti nel culo era diventato un incubo” “Amore. Mi stai dicendo che sono sempre stata l’oggetto dei tuoi desideri sessuali. Ti tiravi le seghe pensando a me?” “Sì! Mamma. Ti invocavo. Ho sognato la tua bocca che ciucciava il mio cazzo. Che penetravo la tua vagina e ti chiavavo. Che bevevo il tuo nettare direttamente dalla fonte. Che mi allattavi con le tue stupende mammelle. E soprattutto il tuo culo mi toglieva il sonno” “Poverino. Anch’io ti amo. Ti ho sempre amato. Il mio amore è aumentato quando mi hai chiesto di darti un figlio. Non puoi immaginare la gioia che mi hai dato. Ma non posso esaudire il tuo desiderio anche se l’animale che è in me mi dice di accontentarti. Io ti voglio e vorrò sempre averti nel mio letto”. Mi ispira tenerezza. Lo afferro per le spalle e lo attiro contro il mio petto. La sua testa entra in contatto con le mie mammelle. Dopo un paio di minuti sento la sua bocca afferrare un capezzolo e succhiarlo. Ha un modo di ciucciare che è proprio di un bambino affamato. È vorace. La suzione mi provoca delle piacevoli contrazioni al basso ventre. L’utero si contrae e si rilassa allo stesso tempo. La figa parla da sola. Inizia il suo monologo. Con le dita della mano tormenta l’altro capezzolo. Alza la testa e mi guarda sorridente. I suoi occhi esprimono gioia. Chino la testa verso la sua. Le nostre bocche si incontrano. Le labbra si dischiudono. Le lingue guizzano fuori, si incrociano e duellano. Afferro la sua lingua con le labbra e la succhio. Lui fa lo stesso con la mia lingua. Andiamo avanti per parecchio tempo. Poi mi sollevo e distendo il mio corpo sul suo e con la testa rivolta verso il suo cazzo. Allargo le gambe in modo da far spazio alla sua testa e di sbatterla contro il nido della mia passera. Uno sfrenato ed apocalittico 69 ha inizio. La sua lingua fruga l’interno della mia vagina e, frenetica, titilla il mio clitoride. Io lecco e succhio la sua borsa dello scroto dove sono racchiusi i suoi grossi e gonfi testicoli. La sua asta vibra. Con la lingua risalgo, leccandola, fino alla cima dove un grosso e violaceo glande è in attesa di entrare dentro la mia bocca. Gli do accoglienza prima baciandolo e dopo lo faccio entrare aprendogli la porta. Con i denti lo trattengo e con la lingua gli lecco la punta. Lo sento gemere. Gli faccio spazio e lui entra tutto dentro. Lo succhio. La mia pussy sotto l’azione esploratrice della sua lingua si è riempita e rompe gli argini. Rovescia nella sua bocca una quantità enorme di fluidi limacciosi e biancastri. Sento il caratteristico suono di quando un liquido viene ingoiato. Non gli sfugge neppure una goccia. Gli orgasmi si susseguono. La mia bocca inizia a chiavarlo. Sollevo ed abbasso la testa sempre lentamente, molto lentamente. Il suo cazzo scivola tra le mie labbra. Entra ed esce dalla mia bocca. Solo il glande resta dentro. Di colpo inarca la schiena e un fiume di sperma invade la mia bocca. E’ denso, salmastro e gustoso. Lo bevo tutto e con la lingua lecco i residui che continuano ad uscire dalla fessurina che ha in cima al glande. Soddisfatti restiamo in quella posizione e ci addormentiamo. Che notte. Al mattino, verso le undici, Nicole viene a darci la sveglia. Io ho ancora le labbra appoggiate sul cazzo di Peter. Lui sta con la testa tra le mie gambe. Nicole ride. “Vedo che ve la siete spassata. Come è andata” “Bene. Il culo lo ha visitato per tre volte consecutive” “Hai sentito dolore? Te lo ha rotto? Ti è piaciuto?" “Non ho sentito molto dolore. È stato gentile. Non lo ha rotto, mi ha trapanata con lentezza. Mi è piaciuto tanto che ho goduto. Non credevo che si potesse godere anche quando si viene chiavata nel culo. E’ stato bello. Mi brucia un poco” “Adesso sparisci. Resterò qui a sorvegliare tuo figlio. Farò in modo che abbia un dolce e piacevole risveglio”. Rido. Mi alzo, le do un bacio, indosso la vestaglia e, sculettando, esco dalla stanza sotto lo sguardo divertito di mia nuora. Questa notte mio figlio mi ha fatto riscoprire le gioie ed i piaceri di essere posseduta da un maschio. Gli ho permesso di farmi il culo e mi è piaciuto molto. Non so più cosa dargli ancora. Un figlio? La cosa mi spaventa e allo stesso tempo mi eccita. Vedremo. Sarà il tempo e il fato a decidere.

P.S. Questo è un racconto di fantasia. Ogni riferimento a persone viventi è puramente casuale.



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