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Pubblicato : 01-08-2010 | Autore : Biancaneve
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 2306 | Votazione :


  
Biancaneve

Racconto collegato: Sedotta da Lisa

 

Primavera e poi estate. È questa la stagione dell’anno che più preferisco. Non per il caldo o per il sole ma perché mi permette di mettere in mostra le mie forme e parti del mio corpo che per mesi interi sono rimaste nascoste. Sono innamorata del mio corpo. Ogni mattina vado in palestra e mi sottopongo a duri esercizi di ginnastica. Poi faccio una sauna e via di corsa nella sala massaggi dove un energumeno si prende cura dei miei muscoli. Una doccia e via per la città a far impazzire uomini e, perché no, anche donne. Vedo nei loro occhi il desiderio di portarmi a letto. Questo fa miagolare la mia micina. Sento i miagolii salire dalla vagina lungo il corpo e arrivare al cervello. Ho 19 anni, sono alta 175 cm. Bruna con capelli neri e lucidi tagliati cortissimi. Occhi blu. Viso leggermente ovale con zigomi non molto sporgenti. Bocca sensuale con labbra grosse. Due gambe lunghe e affusolate. Fianchi larghi e ventre piatto. Un culetto che è un mandolino. Due tette che sono uno spettacolo solamente a vederle. Sono una terza (34D) con due capezzoli grossi come ciliege che, imperterriti, si ergono al centro di due aureole color caffellatte. Quando le guardo allo specchio vado in estasi. Infine la prima meraviglia dell’universo: la vagina. la natura si è divertita a disegnarla. Due grosse e polpose grandi labbra proteggono le piccole labbra che fanno da ali all’orifizio vaginale. Infine l’uretra sormontata dall’organo genitale più sensibile alle stimolazioni: il clitoride. Quando sono eccitata sembro una donna di scimpanzé  bonomo. Il clitoride si indurisce e si allunga tanto da sembrare un cazzetto. Quando mi masturbo lo tratto proprio come se fosse un cazzo. Lo stringo con le dita e mi sparo una sega. Vivo con mia madre: Catherine e la sua amante: Lisa. Con noi c’è anche il figlio di Lisa: Peter. E’ di un anno più piccolo di me. Lisa è stata ed è la mia seconda madre. Quando nacque Peter, avendo abbondanza di latte: nonostante la voracità del figlio che non riusciva a svuotare le poderose mammelle. Lisa trovò in me l’aiuto che le serviva. Quando Peter smetteva di succhiare ero io che mi attaccavo ai grossi capezzoli e succhiavo latte fino a svuotarle le mammelle. Lisa mi ha fatto succhiare le sue tette anche dopo che Peter fu svezzato. Posso affermare che Peter è il mio fratello di latte. Le condizioni di vita sono agiate. Mamma e Lisa sono proprietarie della più famosa boutique della città. La gestiscono personalmente. Mia madre mi disse che l’amante era l’unica proprietaria e che un anno dopo la loro oramai affermata convivenza Lisa le propose di dividere con lei le fortune della boutique. Costituirono una società con quote paritarie che rilevò la boutique. Poi nacque Peter. Gli anni passano. Raggiungo l’età adolescenziale. Il mio fisico incomincia a svilupparsi. Per mia madre è giunto il momento di farmi conoscere i miei natali e raccontarmi delle traversie che ha affrontato fino al giorno in cui ha conosciuto Lisa. Con, molto tatto, e utilizzando le giuste parole mi parla del rapporto che ha con Lisa. Mi dice che si amano e che dormono nello stesso letto. Che lei ha trovato in Lisa il vero amore. Tutte cose che non mi sconvolgono più di tanto. Che fra Catherine e Lisa c’è un sano rapporto lesbico non sconvolge la mia vita. Lisa si assume il compito di farmi da mentore. Oltre che a seguirmi negli studi mi parla anche del corpo: in particolare di quello femminile. A sedici anni conosco alla perfezione ogni cm del mio corpo e dei suoi terminali erogeni. Alla fase teorica fa seguire la fase pratica. Un giorno che è rimasta a casa mi fa dire da Geraldine (una delle due cameriere) di raggiungerla nella sua stanza. Si fa trovare nuda e distesa sul letto. E’ una visione celestiale quella che mi si para davanti. Lisa è bellissima. Tende le braccia verso di me. “Vieni. Spogliati e stenditi sul mio corpo.” Ho la sensazione che qualcosa di speciale stia per accadere. Mi spoglio e lentamente distendo il mio corpo sul suo. Sento il calore del mio corpo miscelarsi al suo. I miei seni si schiacciano sulle sue mammelle. I suoi grossi e duri capezzoli si scontrano con le mie inturgidite ciliegie. Un brivido mi percorre il corpo. Lisa mi circonda con le sue braccia e mi stringe forte facendo schiacciare il mio corpo contro il suo. “Sei una bella è stupenda ragazza. Sei venuta su molto bene. I ragazzi faranno a gara per essere tuoi accompagnatori. Qualcuno cercherà anche di portarti a letto. Stai attenta. Con questo non voglio dire che non ci devi andare. Al contrario farsi una sana chiavata di tanto in tanto oltre che scaricare la propria libidine è anche salutare. Tu sei vergine e questo per te è un privilegio. Bada a scegliere bene l’uomo a cui regalerai la tua verginità. Non farti infinocchiare dall’uomo che ti parla d’amore e di famiglia. Può capitarti quello che è capitato a tua madre.” Quella meravigliosa creatura mi parla guardandomi fissa negli occhi. “Sophie, mi daresti un bacio?” Avvicino le mia bocca alla sua guancia e le do un bacio delicato. “E questo lo chiami bacio?” Avvicina la sua bocca alla mia. Le sue labbra si dischiudono e la lingua guizza fuori e spinge contro le mie labbra. Riesce a farmele schiudere e come un serpente invade la mia bocca. La sento vorticare intorno alla mia lingua. Ingaggiamo un dolce e focoso duello. Lentamente ritrae la sua lingua nella sua bocca. La mia lingua la insegue. Valica le sue labbra  che si chiudono intorno alla mia lingua. La succhia. È il mio primo bacio. Il cuore mi batte forte. Dio come mi piace. Quando stacca la sua bocca dalla mia è come se stessi affiorando da una immersione in apnea. Ho bisogno d’aria. La ingurgito a grandi boccate. il respiro diventa di nuovo normale. Con una spinta Lisa mi fa ruotare sulla schiena. Sono sotto di lei. Si solleva sulle braccia e mi cavalca. Le sue mani sono poggiate sulle mie tette. La sua figura mi sovrasta. Le sue mammelle dondolano davanti ai miei occhi. I suoi grossi capezzoli sono come un richiamo. Li fisso. Mi attraggono. La mia mentore se ne accorge. Si china in avanti. I capezzoli sfiorano le mie labbra. “Lo so che ti è sempre piaciuto succhiarmi le tette. Eccole. Te le sto offrendo. Sono tue. Non fartele scappare.” È una sollecitazione cui mi premunisco di soddisfare. Apro la bocca e con le labbra aggancio un suo capezzolo. Prima lo mordo e poi lo lecco e lo titillo facendo vorticare la punta della lingua intorno al succoso frutto. Lo succhio. Un secondo ed un nitrito le esce dalla bocca. “Vedo che non hai dimenticato. Continua, non ti fermare.” Faccio di più. Sollevo la mano e con il pollice e l’indice artiglio l’altro capezzolo. Lo strizzo e lo tiro come se volessi allungarlo. Le strappo un grido di dolore misto ad un urlo di piacere. Il suo corpo incomincia a vibrare. Sembra attraversato da scariche elettriche. Nella mia mente affiora una scena che ho visto in un film porno. La mia mano libera si insinua fra le sue cosce. Raggiunge la sua vagina. Con le dita vado in cerca del suo clitoride. Lo trovo. Lo picchietto con la punta del dito indice. Lo sento indurirsi e crescere. Lo avvolgo con le dita e le sparo una sega. Un lungo ululato mi annuncia che sta per godere. Viene. I suoi umori invadono la mia mano. Li raccolgo nel palmo e vado a spalmarli sulle sue mammelle che lecco lappando i suoi gustosi succhi. “Questa è una cosa che tua madre non ha mai fatto. Dove l’hai vista fare?” “In nessun posto. Mi è venuto spontaneo.” “Hai una fervida fantasia. Sei un’amabile porcellina  Mi piaci sempre di più. È il mio turno.” Si sposta e si posiziona fra le mie gambe. Mi sussurra di aprirle. Le dilato al massimo e le offro in visione la mia fighetta coperta da una foresta di peli. Lisa poggia le dita sulle grandi labbra e, operando una pressione, le dilata portando alla luce le piccole labbra ed il raggrinzito clitoride che sovrasta l’uretra. Vedo la sua testa flettersi in avanti. La sua bocca raggiunge la mia micina. La bacia. Le sue grosse labbra agganciano, una alla volta, le mie grandi labbra. Le morde. Le lecca. Le succhia. Un primo tremito scuote il mio corpo. Nitrisco. Sento la sua lingua vorticare sulle piccole labbra. Le succhia. Ululo. La mia vagina si riempie di secrezioni. Lisa le lappa e le ingoia. Con la punta della lingua penetra il mio orifizio vaginale e mi fotte. Raggiungo il mio primo orgasmo. Diluvio e inondo la sua bocca di copiosi fiotti di umori che beve con ingordigia. “Sophie sei squisita.” Sposta la sua attenzione sul clitoride. Lo lambisce con la lingua e lo lecca. Lo sta piacevolmente stimolando. Il clitoride risponde alle sue sollecitazioni. Cresce e si indurisce. Lisa lo circonda con le labbra e lo munge. La sua lingua si muove veloce. Incomincia a succhiarlo. Mi sta facendo un pompino. È stupendo. Mi abbandono. Il piacere invade il mio giovane ed acerbo corpo. Non resisto. Lancio un urlo da riempire il vuoto della stanza. Uno sconvolgente orgasmo percorre il mio corpo. La mia uretra si preoccupa di dare sfogo al mio piacere. Come un vulcano erutta potenti bordate di cremoso e denso liquido nella bocca di Lisa che ingoia tutto e lappa anche le ultime gocce. L’amplesso è giunto alla sua conclusione. Lisa si distende al mio fianco. “Ti è piaciuto?” “Sì, molto. Finalmente capisco perché mia madre ti ama. Dimmi. Lei è altrettanto brava?” Prima che mi risponda la porta della camera si apre e mia madre, avvolta in una vestaglia di velo nero trasparente, fa il suo ingresso. Dietro di lei c’è, completamente nudo, il figlio di Lisa che tiene per mano. Al vederci nude distese sul letto un sorriso le si allarga sul volto. “Vedo che l’addestramento continua. Ne sono contenta.” Dietro di lei Peter ha gli occhi abbassati ed è tutto rosso in viso. Non è la nudità della madre a metterlo in imbarazzo. Fin da piccolo è abituato a vederla gironzolare per casa coperta da sole vestaglie trasparenti. È il mio corpo a metterlo in imbarazzo. Lui non mi ha mai vista nuda e per di più nel letto di sua madre. Lisa accortasi dello sconcerto del figlio scende dal letto e gli si avvicina. Gli solleva il viso con un dito e gli da un bacio sulle labbra. “Ciao. Come stai?” Peter non le risponde. I suoi occhi sono puntati sul mio corpo. Vedo il suo giovane fallo inalberarsi. Però. Per un ragazzo della sua ètà è ben fornito. La madre se ne accorge. Gira la testa e mi guarda. Sto ancora nella posizione in cui mi ha lasciata prima che entrassero nella stanza mia madre ed il mio fratello di latte. Ho le gambe tirate verso il corpo e le cosce dilatate. Vedo Lisa sorridere. “Oh, oh, Catherine vedo che il tuo allievo non è insensibile alle belle donne.” Mia madre segue lo sguardo dell’amante e vedo il fallo eretto di Peter. “Eh, sì. Il bello si fa sempre ammirare. La tua figlioccia ne ha da vendere. Per loro due è presto. Hanno ancora da imparare.” Esce dalla stanza trascinandosi dietro il fringuello. Lisa gli chiede di rimandarlo da lei quando la lezione sarà finita. Ritorna sul letto. “Vuoi sapere se tua madre è altrettanto brava a letto. Perché non lo chiedi a lei?” La risposta mi sorprende e mi sconcerta. Perché lo devo chiedere a mia madre? “Lisa, cosa intende mia madre quando dice che dobbiamo ancora imparare?” “Uno di questi giorni saprai. Adesso puoi andare. Per oggi basta così.”  Raccolgo i miei indumenti ed esco dalla stanza. Nell’attraversare il corridoio per raggiungere la mia stanza devo necessariamente passare davanti alla camera di Peter. Quando sono sul davanti sento dei gemiti provenire da dietro la porta. Incuriosita, mi avvicino ed accosto l’orecchio alla porta. I gemiti sono forti. Conosco quel tipo di suono. Qualcuno dietro quella porta sta godendo. Lentamente e facendo attenzione a non fare rumore dischiudo la porta quel tanto che basta per avere una visione d’insieme dell’interno. Al centro della stanza c’è Peter, in piedi e completamente nudo. Piegata sulle ginocchia, davanti al ragazzo c’è mia madre. Anche lei completamente nuda. Peter ha una mano dietro la nuca di mia madre ed accompagna il movimento che Catherine sta facendo con la testa. Mia madre sta succhiando il cazzo del figlio della sua amante. Gli sta facendo un pompino. Conoscendo mia madre non mi scandalizzo più di tanto. Così come Lisa è la mia maestra di sesso, mia madre lo è di Peter. Con movimenti furtivi entro e vado a sedermi in una poltrona dove ho una visuale più nitida dell’avvenimento. Vedo il cazzo del mio fratello di latte affondare, veloce, nella bocca di mia madre per poi uscirne lentamente. Catherine sta dando fondo a tutta la sua maestria. Il pompino che sta facendo è qualcosa di superlativo. Lo si capisce dall’intensità dei guaiti che escono dalla gola di Peter. Mamma fa durare quel favoloso atto per diversi minuti. Poi accelera il movimento della testa e Peter con un ruggito viene. Vedo la gola di mamma deglutire. Sta ingoiando lo sperma del ragazzo. Quando è sicura che l’eruzione ha fine ritrae la bocca e libera il fallo. Quello che vedo è qualcosa di superlativo. Un magnifico fallo si erge maestoso davanti ai miei occhi. Mia madre mi vede. “Ti è piaciuto lo spettacolo?” Peter, crede che la domanda è a lui rivolta. “Catherine è stato magnifico.” Senza proferire parola le sorrido e le faccio un segno di assenso. Mamma si alza. “Il seguito ti piacerà ancora di più.” Prende il ragazzo per mano e lo trascina sul letto. lei è sotto di lui. “Su, amorino, ora tocca a te farmi godere.” Peter come una furia si posiziona fra le gambe di mia madre e fionda la testa sulla vagina. Dalla posizione in cui mi trovo non riesco a vedere cosa sta facendo il puledro. Dai mugolii che mia madre emette è facile immaginare le varie fasi del lavoro che la bocca ed in particolare la lingua di Peter sta operando sulla vagina di mia madre. La stanza si riempie di suoni eccitanti. I mugolii di piacere di Catherine si fondono con i grugniti del maialino. Il mio corpo incomincia a fremere. La voglia mi assale. La mia mano corre ad infilarsi fra le mie gambe. Con le dita carezzo le grandi labbra della mia polposa vagina. Circondo il clitoride con i polpastrelli e lo strizzo. Lo picchietto con la punta di un dito. Lo sento indurirsi. Mi sparo una sega che ha il suo apice nel raggiungimento di un possente orgasmo. Nello stesso istante un lungo nitrito esce dalla gola di mia madre. Il maialino è riuscito a farla godere ed ora sta lappando il nettare che mamma ha prodotto. Vedo i due corpi ruotare sul letto. Mia madre è sopra e Peter gli è sotto. Vedo il cazzo che si erge imperioso. La mia lingua lecca le mie labbra. Ho una voglia matta di precipitarmi sul letto ed unirmi a loro due. Sono certa che quel favoloso cazzo troverebbe una gradita ospitalità nella mia bocca. Lo succhierei fino a fargli perdere tutta la sua irruenza. Mamma, invece, ha ben altri propositi. Solleva il bacino quel tento che basta per far si che il luccicante glande si trovi tra la fenditura che divide in due le grandi labbra. Dio! Mamma è sul punto di farsi penetrare. Questa è una cosa che non voglio perdermi. Mi precipito sul letto e posiziono la testa in modo tale da poter vedere tutta la penetrazione. Mamma sa che sono dietro di lei. Lentamente abbassa il bacino e il cazzo di Peter inizia il suo cammino verso l’interno del ventre di mia madre. Lo vedo sparire, mm dopo mm, fra le grandi labbra della grossa vagina di Catherine. Il percorso giunge alla fine. I due ventri si sono uniti. È stato uno spettacolo meraviglioso. Non riesco a trattenermi. Sollevo la testa e poggio la mia bocca su una delle fulgide natiche di mia madre. La bacio e la lecco. Catherine gira la testa. Mi guarda. Mi sorride. Il mio gesto gli è piaciuto. Ritorno nella mia posizione. Mamma incomincia a cavalcare il grosso cazzo del giovane puledro. Lo fa con lentezza. Sa che sono dietro di lei a guardare. Vedo la grossa asta di carne uscire ed entrare dal ventre di mia madre. La superficie del cazzo è impregnata delle secrezioni vaginali di Catherine. Quello a cui sto assistendo è la rappresentazione scenica dell’amore. Il modo in cui mia madre si fa chiavare dal giovane amante non è solamente sesso. È anche amore. Sì, sono sicura che mamma è innamorata del suo allievo. I gemiti di piacere si fanno più serrati. La cavalcata di mamma sul cazzo di Peter diventa più veloce. Prima diventa trotto e poi galoppo. Il dentro fuori del cazzo di Peter dalla vagina di mia madre è talmente veloce che fatico a tenerne il ritmo con gli occhi. La voce di Peter richiama la mia attenzione. “Catherine. Non ce la faccio più.” “Piccolino. Mio amore. Un ultimo sforzo. Trattieniti ancora un poco.” Pochi attimi e un grido squassa il silenzio della stanza. Mia madre si irrigidisce. Il corpo è attraversato da scosse. Sta godendo. Anche il puledro sta godendo. “Catherine, sto godendo.” “Vieni. Non trattenerti. Non preoccuparti. Scarica pure il tuo seme nel mio ventre. Riempimi. Sono tua. Ti appartengo.” Con queste ultime parole l’amplesso ha fine. Il corpo di mia madre si abbatte su quello di Peter. non ho più niente da vedere. Scendo dal letto e mi avvio verso l’uscita. Sulla soglia della camera c’è Lisa. “Da quando sei qui?” “Fin da quando sono saliti sul letto. Ti ho vista quando ti sei messa in posizione per vedere meglio quello che i due si accingevano a fare. Eri stupenda con quel tuo culetto alzato ed invitante. Ti è piaciuto quello che hai visto?” La sorpasso e mi avvio verso la mia camera. “Oh! Lisa. È stato meraviglioso.” “Il mio Peter ti piace?” “Molto.” ” Lo cavalcheresti?” “È una domanda inutile e in questo momento non appropriata.” “Ti preoccupa tua madre? Non devi. È solo la sua maestra.” Raggiungiamo la mia camera. “Da quello che ho visto e sentito non direi proprio.” “Vuoi farmi credere che Catherine è innamorata di mio figlio?” “Non voglio fartelo intendere. È così. Mia madre ama tuo figlio. Mi meraviglierebbe se da questo rapporto non nascessero conseguenze.” “E quali potrebbero essere queste conseguenze? Io e tua madre ci amiamo e non saranno certamente le chiavate che Catherine si fa con mio figlio che ci porteranno a dividerci.” “Diresti lo stesso se ci fosse una gravidanza?” “Peter ingravidare tua madre? Catherine diventerebbe la madre di mio nipote? Io sarei nonna? Oh! Dio. Ti rispondo istintivamente. Non mi dispiacerebbe anche se il mio sogno è un altro.” La guardo con occhi indagatori. Lisa abbassa lo sguardo. “Per caso faccio parte del tuo sogno?” L’amante di mia madre mi guarda con i suoi bellissimi occhi. “Sì. Vorrei che tu e Peter vi uniste. Il mio sogno è diventare nonna di un figlio tuo e suo.” “Nel tuo sogno hai tenuto conto che non sono più una tua allieva ma sono diventata una tua amante?” “Anche tua madre è mia amante. Questo non le impedisce di chiavarsi mio figlio e, come tu dici, farsi ingravidare. Se tu e Peter contribuiste a realizzare il mio sogno la nostra famiglia sarebbe più unita.” “Lisa tu mi piaci e sono felice quando mi ospiti nel tuo letto e facciamo sesso. Anche tuo figlio mi piace. Dal suo modo di guardarmi so che non gli sono indifferente. Ben volentieri gli regalerei la mia verginità. Ma a farmi ingravidare non se ne parla. Io, prima voglio divertirmi e poi, forse, sfornerò bambini.” “Però non ti dispiacerebbe farti sverginare da Peter?” Un pensiero assurdo mi attraversa la mente. “Lisa, ti chiedo scusa in anticipo per quanto sto per domandarti. Per caso sei innamorata di tuo figlio e vuoi che Peter entri nel mio letto pensando che sia il tuo di letto?” La mia mentore diventa rossa. Il suo viso sembra un tizzone di fuoco. Non riesce a parlare. La incalzo. “Ho visto giusto? Tu vuoi che tuo figlio entri nel tuo letto. Desideri che Peter alloggi il suo cazzo nella tua vagina. Vuoi chiavarlo.” “Come ti saltano in mente pensieri così assurdi. Io chiavare mio figlio? Sei impazzita.” Con uno scatto si gira e veloce esce dalla mia camera. Aspetto alcuni minuti ed anch’io esco dalla stanza. La mia direzione è verso la stanza di Peter. La raggiungo ed entro. Dio. I due piccioni sono ancora in pieno battaglia.    Catherine è carponi sul letto e Peter le sta dietro con le mani poggiate sui fianchi di mia madre e le sta pompando il suo cazzo nella vagina. Dalla intensità dei movimenti e dalle grida che rimbombano nella stanza entrambi sono prossimi all’orgasmo. Vedere mia madre farsi chiavare  dal giovane stallone è uno spettacolo meraviglioso. Gli affondi che Peter mena col suo cazzo nella fica di Catherine sono potenti come bordate sparate da un cannone contro una fortezza. Mamma, ad ogni colpo che riceve,  lancia un sonoro nitrito di piacere.  L’epilogo di quella fantastica chiavata giunge improvviso. Vedo Peter bloccarsi e grugnire. Il suo cazzo è tutto dentro la vagina. Ha la testa alzata. I suoi occhi sono rivolti verso il soffitto della stanza. Lo stallone sta scaricando nel ventre di mia madre tutto il suo piacere. La sta riempiendo di denso e cremoso sperma. Dio come vorrei essere al posto di mamma. Quando l’amplesso ha termine i due si lasciano andare distendendo i loro corpi sul letto. Sono esausti. Ovvero lui lo è certamente. Mamma, invece, sono certa che è già pronta a farsi nuovamente montare. Mi avvicino al letto dal lato di mamma la quale nel vedermi si sposta verso il centro del letto e mi fa segno di stendermi al suo fianco. Mi libero dei vestiti e salgo sul letto. Lei mi abbraccia. Il suo corpo è caldo. “Sophie, piccola mia. Ho visto che ti sei fermata a guardarmi mentre il figlio di Lisa mi montava. Ti ha dato fastidio?” “No, mamma. Al contrario. Mi è piaciuto molto. Ho goduto molto nel vedere Peter chiavarti.” “Davvero? Sai. Lo amo.” “L’ho capito. L’ho detto anche a Lisa.” “Hai parlato di me ed di Peter con la mia amante? Cosa vi siete dette?” Sollevo la testa e guardo Peter steso sull’altro lato del letto. Ha gli occhi chiusi ed il suo respiro è regolare. Bah. Forse si è addormentato. “Non preoccuparti parla liberamente. Sta dormendo Oggi è stato molto prolifico. Mi ha regalato il suo seme per ben tre volte. Quando siamo soli parliamo spesso di sua madre.” “Le ho detto che tu sei innamorata del figlio e questo potrebbe avere degli esiti imprevisti.” “Quali esiti?” “Ad esempio farti mettere incinta. Ho notato che hai smesso di prendere la pillola.” Mia madre mi stringe a sé. “Se così fosse ti dispiacerebbe? E Lisa cosa ha detto?” “No, non mi dispiacerebbe avere un fratellino e anche Lisa sarebbe contenta di avere un nipote. Certo saremmo una famiglia abbastanza anomala ed allo stesso tempo depravata. Tu sei l’amante di una donna che, a sua volta, è madre di un bel ragazzo di cui ti innammori e ti fai ingravidare. Io sono innamorata, e questo lo hai sempre saputo, della tua amante e frequento il suo letto regolarmente. Lisa vorrebbe che mi facessi montare da suo figlio e regalargli un nipotino. Lo sai. Sono ancora vergine. sto seriamente pensando di porre termine a questo mio stato. Non mi dispiacerebbe che la mia verginità la prendesse Peter. E’ un bel ragazzo e mi piace molto. Solo che per il momento non voglio avere figli. Ma la cosa più strabiliante è che la tua amante è innamorata di Peter. Lisa desidera farsi chiavare dal figlio. Tu lo vedi Peter mentre chiava sua madre?” “Un problema alla volta. Anche a me farebbe piacere che tu mi dessi un nipotino. Preferirei che fosse Peter ad ingravidarti. In quanto a Lisa so che vorrebbe cingere i fianchi del figlio con le sue cosce ed incrociare le gambe sulla sua schiena. Ne abbiamo parlato.” “Perché non lo fa?” “Ha paura di traumatizzarlo. Il bello è che anche Peter desidera chiavare sua madre. Non si è ancora lanciato per timore di una reazione violenta da parte di Lisa. Dobbiamo essere noi due ad aiutarli ad incontrarsi.” “Mi credi se ti dico che se Peter si recasse, in questo momento nella stanza di Lisa la troverebbe distesa nuda sul letto pronta ad accoglierlo fra le sue cosce?” “Ti credo. Il problema è che non né ha la forza. L’ho spompato parecchio. Ed ora veniamo a me. Sei la prima a cui lo dico. Hai visto giusto. Io amo questo cucciolo d’uomo disteso dietro di me. Anche lui mi ama. Vuole che io gli dia un figlio. L’ho accontentato. Sono incinta.” Balzo a sedere sul letto. Spalanco la bocca. Sto per gridare. Mamma mi fa cenno di non gridare. “Sei gravida? Mamma è bellissimo.  Mi darai un fratellino. Spero proprio che sia un maschio. Ti aiuterò a crescerlo. Da quanto sei incinta?” “Sono già tre mesi. Ci sarà anche sua nonna ad aiutarmi. Un ultima cosa. Non è solamente Lisa ad essersi innamorata di suo figlio. Anche a me è capitato di innamorarmi della mia bambina. Sophie desidero che tu mi ami così come ami Lisa.” Sono sbalordita. Mia madre vuole scoparmi. Il solo pensiero di sentire la sua bocca sulle mie labbra mi fa girare la testa. Infatti ho un attimo di sbandamento. “Tu vuoi che ti faccia entrare nel mio letto. Vuoi fare sesso con me. Ti rendi conto di quello che stai dicendo. Sono tua figlia.” “Questo non è un problema. Anche Lisa vuole farsi chiavare da Peter ben sapendo che è suo figlio.” “Davvero lo vuoi? Non è un capriccio?” “Sophie, devi sapere che il mio più grosso desiderio è stato quello di voler essere io la tua maestra nell’educazione sessuale. Ho sempre sognato di stringerti contro il mio corpo; succhiare le tue tette; leccare la tua vagina e soprattutto accogliere nella mia bocca il tuo clitoride. Lisa non me lo ha permesso.” “Mamma anch’io ti voglio. Non ho avuto mai il coraggio di dirtelo. Sono contenta che tu abbia espresso il desiderio di volermi scopare. Aspetterò con ansia una tua visita. Prima noi due dobbiamo aiutare il padre del tuo futuro figlio e sua madre ad incontrarsi. Voglio vedere Peter chiavare Lisa.” In preda ad una forte eccitazione scendo dal letto e vado a rifugiarmi nella mia camera. Da quel momento resto in attesa della visita di mia madre. I giorni passano senza che niente accade. Catherine ha interrotto i suoi incontri con Peter. In un momento in cui siamo sole mi confessa di aver, per il momento, rinunciato a chiavarlo per dargli modo di ricaricarsi in modo da essere pronto per quanto verrà la fatidica ora in cui si accoppierà con la madre. Mi dice anche di aver comunicato a Lisa dell’amore che il figlio nutre per lei e di tenersi pronta perché quando prima Peter si recherà da lei e le dirà di amarla. La vita scorre tranquilla nella villa. Tutto sembra tornato alla normalità. Mamma e Lisa sono tornate a dormire insieme. Io dormo da sola aspettando mia madre. Peter dedica sempre di più a trascorrere il suo tempo libero a gironzolare intorno a sua madre che, sapute delle intenzione del figlio, lo sottopone a continue provocazioni la più feroci delle quali è quella di chiamarlo per farsi insaponare la schiena mentre è immersa nuda nella vasca da bagno. Un’aria carica di afrori sessuali aleggia per tutta la casa. Lisa, pensando all’incontro con il figlio, ha la fica in fiamme. La mia vagina, in attesa della bocca di Catherine, lancia muti miagolii e lacrima in continuazione. Mia madre, con la scusa della gravidanza, sembra dedicarsi alla cura del suo fisico. È solo apparenza. La carica sessuale della sua amante l’ha profondamente cambiata. È diventata un’assatanata del sesso. Il giorno tanto atteso da Peter arriva improvviso. È sabato. Siamo tutti seduti a tavola. Durante tutto il tempo del pranzo lo sguardo di Peter è incollato sulla profonda scollatura del vestito che indossa la madre. Le tette di Lisa sono compresse in un reggiseno che sembra voglia scoppiare. È di una misura più piccola. Lisa lo ha indossato con lo scopo di scatenare la libidine del figlio. Prima che il pranzo finisca ha inizio la farsa di Lisa. “Dio. Questo reggiseno è uno strumento di tortura. Peter, per favore, vieni a sganciarlo?” Lancio uno sguardo a mamma che mi sorride. Il ragazzo si alza e si porta alle spalle della madre. Con le dita di una mano scosta il vestito mentre l’altra mano si intrufola tra la stoffa e la pelle e scende fino al gancio del reggiseno. Lo scorrere della mano del figlio sulla sua pelle provoca un tremito nella madre. Vedo il viso di Lisa assumere una smorfia di compiacimento. Guardo Peter e noto alcune goccioline di sudore imperlargli la fronte. Riesce ad aprire il gancio. “Ecco fatto. Sei libera.” “Aspetta non andare via. Devi sfilarlo. Così mi da fastidio.” “Come faccio a sfilartelo?” “Dal davanti. Infila la mano nella scollatura e tiralo via.” Peter è tutto rosso in viso. Vedo una sua mano che da sopra la spalla di Lisa scivola lentamente nella scollatura e si ferma solo quando raggiunge la punta del seno. Lisa mugola. Peter non resiste e, nonostante la presenza mia e di mamma, infila anche l’altra mano. Ora ha le mani ancorate alle mammelle della madre. Dai movimenti che il vestito trasmette si capisce che la sta pastrugnando le tette. Lisa chiude gli occhi. Le si vedono le narici allargarsi e stringersi. Peter è completamente partito. La invoca. “Mamma? Mamma? Perdonami! Non ce la faccio più. Devo dirtelo. Ti amo. Ti desidero.” Finalmente è riuscito a dirlo. La reazione di Lisa non si fa attendere. Si libera dalla stretta delle mani del figlio; si solleva dalla sedia; si gira verso il figlio  lo circonda con le braccia e lo stringe a se. “Dio. Quanto ho atteso questo momento. Peter, figlio mio, anch’io ti desidero. Vieni. Andiamo in camera tua.” Lo prende per mano e insieme vanno via. Prima di uscire dal salone Lisa si gira. “Ragazze voi mi scusate se vi lascio sole, ma non posso lasciarmi scappare questa favorevole occasione. È troppo tempo che l’aspetto.” Spariscono. Guardo mia madre la quale abbandona la sedia. Mi invita ad alzarmi. “Andiamo.” “Dove.” “Non vuoi vedere Lisa farsi chiavare da suo figlio?” Al solo pensarlo un urlo prorompe dal centro delle mie cosce e percorre il mio corpo provocandogli forti scosse. La seguo.                        

 
continua.
 
P.S. Questo è un racconto di pura fantasia. Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti e pura casualità. 




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