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Dio
questa casa è diventata una stalla. C’è uno stallone e tre giumente due delle
quali hanno già soggiaciuto alle voglie del focoso destriero. Una è già stata
fecondata; un’altra lo sarà a breve e la terza ha tutte le caratteristiche
fisiche e mentali per contribuire anche lei a rendere numerosa la
famiglia.
È
tardi. Nel salone ci siamo solo io e Brigitte. Sono distesa sul divano ed ho la
testa appoggiata sulle cosce di mia sorella. Lei è tutta presa a vedere uno
spettacolo televisivo che le piace molto. Ogni tanto una sua mano mi accarezza
il pancione. Nonostante sia coperta sento la delicatezza delle sue carezze. Io,
invece ho la mente occupata dal pensiero del come fare per rendere edotta mia
sorella di quando sta accadendo nella nostra famiglia. Non vorrei che
informandola del fatto che mio marito si chiava nostra madre la schioccasse.
Brigitte ama Jacque e sta aspettando il giorno del suo 18° compleanno per farsi
possedere da mio marito. Vuole fargli dono della sua verginità. Mi decido.
“Sorellina
ti devo parlare. Non voglio farlo qui. Andiamo a letto staremo meglio.”
Brigitte
sposta la mano sulle tette.
“Mi
farai succhiare le tue tette?”
“Hai
voglia di farti sbattere?”
“Veramente
sono io che desidero fotterti.”
“Andiamo;
ti fornirò di un attrezzo che ti permetterà di chiavarmi. Pongo una condizione.
Dovrai prima ascoltare quello che ho da dirti.”
Ci
alziamo e, mano nella mano, andiamo nella zona notte; nel passare davanti alla
camera di Jane si sentono provenire dall’interno gemiti e grida di piacere.
Brigitte si ferma costringendo anche me a fermarmi. Per un attimo facciamo
silenzio. Mia sorella mi guarda.
“Dio,
conosco questi gemiti. Mamma si sta masturbando; sta godendo.”
È
l’occasione che aspetto.
“Sorellina
nostra madre non si sta masturbando. Con lei c’è un uomo.”
Brigitte
mi guarda con un espressione di incredulità dipinta sul viso. Le do uno
strattone e continuiamo a camminare in direzione della mia camera.
“Mamma
è con un uomo? Vuoi dire che nostra madre si sta facendo chiavare da uno sconosciuto?”
“Per
la verità non è un estraneo.”
“Tu
lo conosci? Dai, dimmi chi è. Lo conosco?”
Intanto
siamo arrivati davanti alla nostra camera. Entriamo e prima di chiudere la
porta un urlo più forte si sente provenire dalla stanza di nostra madre.
“Oh!
Dio, Alicia cosa le sta facendo?”
“Le
sta facendo quello che fra poco tu farai con me. La sta chiavando. L’urlo che
abbiamo sentito è un grido di raggiunto orgasmo. Non stare a preoccuparti.
Nostra madre aveva bisogno che un cazzo le frugasse la figa. Credo proprio che
fra nove mesi mamma ci farà un bellissimo regalo. La nostra famiglia si
arricchirà di un nuovo componente.”
Brigitte
mi abbraccia.
“Noooo!
Mamma avrà un bambino? Spero proprio che sia un maschio. Mi manca molto un
fratellino. Dio, come sono contenta.”
Il
primo scoglio è superato. Ce ne sono ancora altri due e sono uno più grosso
dell’altro.
“Non
mi hai detto chi sarà il padre del bambino. Insomma Alicia chi è che si sta
chiavando nostra madre?”
“Jacque.
Tuo cognato.”
Brigitte
apre la bocca, ma nessun suono le esce. Indietreggia e si lascia cadere sul
letto. E’ seduta e mi guarda con gli occhi spalancati.
“In
quella stanza l’uomo che si sta sbattendo nostra madre è mio cognato? Il
bambino che nascerà sarà figlio di tuo marito. L’uomo a cui ho promesso la mia
verginità sarà il padre di mio fratello. Oh dio, questa si che è una sorpresa. Da
quando stanno insieme? Come l’hai scoperto?”
Le
faccio un resoconto di quanto sono venuta a conoscenza.
“Mamma
doveva desiderarlo molto per farsi chiavare il giorno del tuo matrimonio. E tu?
A te sta bene che mamma e Jacque sono amanti e che avranno un figlio?”
“Si.
Se mi fossi opposta non avrei perso solo mio marito, ma tu e mamma mi avreste
odiata ed è una cosa che non voglio. Io vi amo. Voi tre siete le uniche persone
a cui ho donato il mio cuore ed il mio corpo.”
E
siamo arrivati al terzo scoglio. Non mi resta che superarlo e poi la vita
continuerà a scorrere senza più ostacoli.
“Anch’io
sono contenta del come si sta evolvendo la storia della nostra famiglia.
Pensaci. Io e te siamo amanti già da un bel pò di tempo. L’entrata in scena di
Jacque non ci ha impedito di continuare ad amarci. Sono incinta e fra poco più
di tre mesi partorirò. Avrò un bambino che si nutrirà del latte che sgorgherà
dalle mie zizze. Tu contribuirai, e non credo che sarai la sola, a svuotarmi le
mammelle. Mamma ha trovato un uomo che l’ama e che la riempirà il ventre del
suo seme ingravidandola facendola fare un figlio che lei desidera avere. Infine
ci sei tu. Il cerchio si chiuderà quando tu giacerai sotto il corpo di mio
marito. Permetterai che ti possieda e spero che ti metta incinta. Il desiderio
di succhiare latte non è solo tuo. Anch’io ho voglia di nutrirmi del caldo
latte sgorgante da stupende mammelle. Ti faccio una domanda. Ti piacciono le
tette di mamma? Ti piacerebbe baciarle e succhiare i suoi capezzoli?”
Brigitte
arrossisce e china il capo.
“Alicia,
devo confessarti che le zizze di mamma mi hanno sempre attirato. Non solo le
tette ma tutta quanta lei mi arrizza. Darei non so cosa per giacere con nostra
madre.”
“Io
l’ho già fatto. E ti dico che non è stato difficile. Ho preso io l’iniziativa e
lei ci è stata. L’ho scopata. È stato bello.”
“Hai
fatto sesso con mamma e lei non ha protestato? Come ti invidio.”
“Non
invidiarmi. Tra qualche giorno Jacque crollerà. Jane avrà ancora voglia. Falle
visita nella sua camera. Non importa se è giorno o se è notte. Falle capire che
vuoi fare l’amore con lei. Vedrai che sarà lei a prendere l’iniziativa.”
Anche
l’ultimo scoglio è stato superato senza che ci fossero traumi. Mi avvicino a
mia sorella. La faccio alzare e comincio a spogliarla.
“Amore,
tutto questo parlare ha scatenato la mia libidine. Ho una voglia matta di farmi
scopare.”
Dopo
averla denudata vado al comodino. Apro il cassetto e tiro fuori una cintura
con attaccato un grosso cazzo di lattice. È uno strap-on. Brigitte lo guarda
affascinata.
“Allarga le
cosce.”
Mia
sorella, senza distogliere gli occhi dal fallo artificiale, allarga le cosce.
Con pochi movimenti sistemo la cintura in modo da farla sembrare una trans
dotata di cazzo vero. Mentre lei continua a fissare l’oggetto che ha fra le
gambe mi libero dai miei vestiti. Il mio pancione mi impedisce di guardarmi fra
le gambe. Mi inginocchio davanti a lei e con la mano afferro il fallo finto che
gli esce dalle gambe e comincio a masturbarlo come se fosse vero;
contemporaneamente l’altra mia mano è fra le mie cosce e le dita sono entrate
nella mia figa. Mi masturbo. La micina mugola e lacrima copiosamente. Raggiungo
l’orgasmo. Mi rimetto in piedi. Mi giro dandogli le spalle. Avvicino il culo al
coso e faccio in modo che mi scivoli fra le chiappe. La invito ad abbracciarmi
e quando le mani sono sulle mie gonfie mammelle le dico di carezzarle. Mia
sorella non solo le accarezza, ma le strizza pure. I miei capezzoli si
induriscono e lei li tortura con le dita. Lentamente mi piego in avanti e
poggio le mani sul letto, allo stesso tempo allargo le cosce al massimo fino a
che la mia vagina è ben esposta, giro la testa e guardo mia sorella.
“Dai
tesoro. Sbattimelo nel ventre e chiavami.”
Brigitte
prende con una mano il fallo di lattice e lo avvicina alla mia vagina;
posiziona il glande fra le grandi labbra e comincia a spingere. Il giocattolo
di lattice, favorito dalle secrezioni che la mia vagina produce, scivola verso
l’interno come un coltello che affonda nel burro.
“Alicia, mi
sembra di stare sognando: ti sto chiavando. Come vorrei essere un uomo vero. Ti
sbatterei il cazzo nella pancia fino a farti impazzire dal piacere.”
“Amore mio,
puoi sempre farmi impazzire. Stantuffa questo coso nel mio ventre e vedrai che
mi sentirai urlare dal piacere.” Mia sorella
poggia le mani sui mie fianchi e comincia a stantuffare il fallo di lattice
nella mia pancia e lo fa con una certa veemenza che in breve tempo mi fa avere
una serie di orgasmi che mi svuotano abbondantemente dalla libidine accumulata
e che mi hanno anche resa esausta. Anche mia sorella, che non ha mai smesso di
pompare nel mio ventre il giocattolo di lattice, è stanca. Insieme ci stendiamo
sul letto e ci addormentiamo abbracciate. Intanto i
mesi scorrono. Mio marito si divide tra il mio letto e quello della suocera.
Puntuale come un orologio, allo scadere del tempo fissato dalla natura, il
bambino che porto in grembo decide di venire alla luce. È un bellissimo maschio.
Con la nascita del bambino si realizza anche il desiderio di mia sorella. Ha la
possibilità di succhiare latte dalle mie mammelle che si rivelano essere sempre
molte gonfie di latte. Intanto mamma è incinta. Il sogno di mia madre di essere
ingravidata da suo genero si concretizza. Dalle ecografie veniamo a conoscenza
che si tratta di un maschietto. Io e mia sorella avremo un fratellastro. Anche
mio figlio avrà un fratellastro e questo perché il padre del bambino che sta
crescendo nel ventre di mia madre è lo stesso uomo che mi ha inseminata
contribuendo a farlo nascere. Il mio fratellastro essendo figlio di mio marito
sarà anche mio figliastro. Basta. Cercare di spiegare i vari gradi di parentela
che ogni componente della famiglia avrà con il bambino che mia madre metterà al
mondo. Brigitte è riuscita ad entrare nel letto di Jane. Mamma non l’ha
respinta. L’ha accolta con amore. Si sono amate e continuano ad amarsi. Da
parte mia ho ritenuto opportuno informare mia madre che sua figlia Brigitte è
innamorata del suo amante e spera che al compimento del suo 18° compleanno il
nostro Jacque possa farla sua. Jane accoglie la notizia con entusiasmo. Ora non
resta che preparare lo stallone facendogli annusare gli odori che una giovane
puledra in calore sta emanando al suo indirizzo. Io e mamma siamo sicure che
non ci sarà bisogno di nessun incoraggiamento da parte nostra. La puledra sa
come coinvolgerlo.
Continua P.S. Ogni riferimento a persone viventi o
decedute è puramente casuale. |