|
Un giorno felice
Erano le 11,30 di un giorno qualunque che difficilmente avrei più dimenticato .
Rientrando a casa dal lavoro inaspettatamente presto rispetto il consueto,ho aperto il portoncino del mio appartamento ed appoggiata la borsa sul mobile del primo ingresso ,scorgevo la camera da letto con le tende chiuse ,illuminata dalle sole abat-jour.
Con un poco di sorpresa mi sono fatto sull’uscio ed ho visto mia moglie seduta sul lato del letto che si dedicava con pazienza al cazzo di un uomo,mai conosciuto.
Un senso di rabbia misto ad eccitazione mi pervase e decisi di rimanere li a guardare .
Luisa scappellava lentamente quel cazzo che sempre più turgido avvicinava alle sue labbra,lo reincappucciava con la pelle ,cogliendo sulla lingua le prime gocce ,continuando a menarlo su e giù fino a farlo gonfiare.
La grossa cappella violacea muoveva piccoli scatti di eccitazione ,un attimo dopo quel cazzo diventato enorme spariva nella sua figa ,madida di umori ,per ricomparire e sprofondare un attimo dopo tra i suoi gridolini e la musica degli sciacquettii della sua figa che ormai ammiravo a favore di luce girare le grandi labbra all’esterno ad ogni ritrarsi del cazzo.
Lui la fece mettere a pecorina e di li in poi la sentii gemere come non mai fino all’orgasmo che seguì,lui le sfilò piano il cazzo dalla figa grondante di liquidi ,lei adagiandosi a pancia sotto sul letto,spandeva lentamente fiotti di sborra calda tra il lenzuolo celeste ed i peli del suo pube.
Roberto andò a sciacquarsi in bagno,lei lo raggiunse per fare pipì,io nel frattempo ero tornato all’altro ingresso.
Roberto ammirandole il culo ,iniziò ad inturgidirsi più che prima della scopata ,se lo menò un poco per scappucciarlo e quindi si avvicinò a Luisa,dopo qualche bacio lei iniziò a eccitarsi di nuovo e le offrì la figa ,lui con maestria la girò e prese a leccargli il buchino tra le chiappe .
Luisa le disse che non voleva che lui era troppo grosso ,bastò qualche altro bacio ed un poco di crema ,presa dal mio cassetto ,di quella che usavamo quando mi donava il culo ,la impiastricciò per bene ,se la spalmò copiosamente sul glande rosso d’amore e lungo tutta l’asta turgida a scoppiare ,la stessa cappella e la stessa asta di quel cazzo ,non meno di 20/23 centimentri ,che sparì con quattro o cinque colpi ,tutto nel suo godurioso buco.
Roberto le affondo dentro come in un pane di burro ,per sbatterla selvaggiamente tra i suoi “si” ,ed “ancora”,fin quando lei lo sentì gonfiarsi ed io lo capiì vedendolo inarcarsi un attimo prima del diluvio di sborra con il quale le riempì buco ed intestini,continuando a fotterla con tutta la lunghezza del suo cazzo ,dentro e fuori ,massaggiando e spalmando la sua sborra ovunque dentro di lei.
Lui poi si vestì .lei gli disse di andare perché sarebbe tornato il marito.
Approfittando di Roberto che usciva e lei si andava a vestire per andare in cucina a preparare ,io fingevo il rientro.
Tremavo dall’eccitazione incontenibile,dopo il bacio di bentornato le abbassai le mutandine che non riuscivano a contenere il godimento affidatogli e dopo averla riversa sul tavolo ,lei sorpresa ma per nulla dispiaciuta veniva invasa dalla mia lingua,i suoi umori e lo sperma di Roberto mi scivolavano ovunque tra la lingua che si faceva spazio,nella sua figa che temeva di aprirsi ,dilatata com’era e la bocca che godeva.
Il mio cazzo gonfio come mai prima ,scoppiava nei calzoni .
La scopai con forza e con amore ,navigai letteralmente nella figa e nel culo aperti da quell’ariete di carne che l’aveva spalancata ,per nulla il mio cazzo si dispiaceva della sborra che trovava in lei,mi aiutava a scivolarle dentro a sentirla palpitare,seguito degli orgasmi ricevuti qualche minuto prima . Godemmo non so quante volte ed io scoprii un'altra strada per goderla appieno,vederla puttana come non lo sarebbe mai stato
Proprio come inconfessabilmente l’avevo desiderata e la desidero. |