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Pubblicato : 18-08-2010 | Autore : ninfotimido
Categoria : Gay | Totale Visualizzazioni : 10331 | Votazione :


  
ninfotimido
sono quasi un sessantenne dallo spirito allegro, compagnone e molto vizioso, estremamente timido

Avevo comprato una casa con ancora dentro degli inquilini, il prezzo che pagai per questo era veramente basso per cui per me era un vero affare, dopo aver avvisato gli inquilini del cambiamento di proprietà e avergli dato un anno per trovare casa trovai per me stesso per quel tempo un appartamento al 4 piano di un enorme caseggiato.
Il giorno del trasloco faceva un caldo infernale e dopo aver portato l'ultimo baule ero sceso per parcheggiare la mia auto meglio, salendo e arrivando al mio appartamento trovai il mio vicino di casa, mi salutò per primo dicendo di chiamarsi Paolo e quindi mi invitò in casa sua a bere una birra bella fresca, accettai subito perchè avevo u na sete pazzesca e secondo per gentilezza; la sua casa era molto carina, molto intima, mi piacque subito molto e glielo dissi apertamente, lui ne fù molto felice e mi disse che potevo andarlo a trovare ogni volta che avessi voluto, che per lui ogni ospite era sacro ed i vicini ancora di più, dopo aver bevuto la birra ci alzammo perchè voleva farmi vedere il resto della casa, lui mi mise subito un braccio al collo, rimasi meravigliato ma quell'uomo cominvciava a piacermi, io avevo 28 anni lui forse sui 50, alto un pò più di me, ma il suo corpo era più imponente del mio, portava i capelli biondi molto lunghi che lui teneva a coda di cavallo, era vestito leggero con pantaloni bianchi di lino ed una camicia a maniche corte color rosso di cotone, ai piedi sandali, mi portò così in camera, un locale ancora più intimo, ricco di cuscini di ogni colore, il letto che era di una piazza e mezzo aveva un copriletto di un rosa molto acceso come pure erano di un rosa tenue anche le pareti, quella casa mi piaceva, avrei voluto che fosse la mia, avevo gli stessi suoi gusti,"Paolo lo sai che io e te abbiamo gli stessi gusti in fatto di arredamento della casa, vorrei che la mia fosse una fotocopia della tua", "Mi fà piacere Ivano, allora c'è una grande intesa fra me e te, speriamo che diventi ancora più assidua, più intima":
Senza accorgecene ci eravamo dati subito del tu, come se fossimo grandi amici da chissà quanto tempo.
"Senti Ivano mi piacerebbe che tu rimanessi a cena con me questa sera, sarai stanco e magari non avrai neppure voglia di cenare e poi come senti, io ho acceso l'aria condizionata, dai accetta ", "Paolo non vorrei disturbarti"
"No, tu non disturbi, anzi mi fà molto piacere la tua vicinanza, sarò felice di averti vicino a me "
"Paolo ma tu mi stai corteggiando, mi stai facendo il filo?"
"Ivano, veramente tu mi sei simpatico e a pelle mi sono trovato subito bene, se vuoi puoi fare la doccia anche in casa mia", "Paolo, ho anche gli abiti sudati, faccio la doccia e mi cambio e sono da te"
"Questa sera sarai tutto mio, Ivano ".
Forse Paolo ha capito che sono omosessuale e mi vuole provocare.
Rientrai in casa, feci la doccia ma non trovavo il cambio, forse era rimasto in quelle cose che erano rimaste in cantina, allora rimisi i pantaloni e suonai a Paolo, lui mi sorrise compiaciuto, mi accorsi che avevo addosso molto borotalco e avevo messo un accappatoio rosa, "Paolo, scusami, sono sbadato, ho lasciato della mia roba in cantina, mi potresti prestare un paio di mutande ed una canottiera?", "Ivano, le mutande te le presto ma mi piacerebbe che tu rimanessi con l'accappatoio, sei molto carino così", "Ma dai Paolo, non è bello andare in casa di un'altra persona agghindato così!", "Ivano, sono io che ti voglio così, aspetta che ti prendo le mutandine"......dopo 3 minuti Paolo tornò e non credetti ai miei occhi, mi aveva portato un paio di mutande color lillà di pizzo nero, mutande da donna, io le guardai basito e lui mi sorrise "Ivano ho capito che sei gay come me, in più sei giovane, bello, sei mlto sexy con quelle gambe da ballerina senza peli e quel culo alto e sodo e poi guardati il petto è tondo come quello di una donna senza peli pure quello", Paolo mi aveva fotografato e forse aveva anche capito la mia passività, il mio sentirmi femmina, mi prese per mano e mi condusse in camera, mi fece sdaiare sul letto e mi si mise sopra iniziando a baciarmi, poi scese e cominciò a leccarmi il torace, mi solleticò i capezzoli, il collo, con una mano mi tolse la mutandina, poi riprese a baciarmi, io aprii la bocca per farmi entrare la sua lingua, mi prese le gambe e se le pose sulle sue spalle, si era già denudato dopo avermi visto, aveva già capito che ero pronta per lui, mi appoggiò il suo uccello all'imbocco del mio culo e con una lieve pressione fù dentro tutto, lui sorrise compiaciuto e poi mi disse "Ivano il tuo culo è già bello largo, sei abituata ad essere femmina", "Paolo prendimi, voglio essere tuo, ti prego, scopami, prendimi, ptrendimi, voglio essere tuo", "Tesoro mio, che dolce che sei, tu non sei Ivano, tu sei la mia Luisa, la mia troietta Luisa ed ora ti accontento tesoro, sarai mia", Paolo iniziò a scoparmi, alternava ritmi veloci a lunghi affondi, sembrava in quei momenti che volesse entrarmi dentro con tutto il corpo, poi prese un ritmo veloce e costante, io con le gambe lo stringevo a me, volevo che rimanesse così per tutta la serata e la notte, mi sentivo bene con lui dentro di me, ad un tratto dopo circa 15 minuti che mi scopava sentii che perdeva il ritmo, sentii il suo uccello gonfiarsi dentro di me e poi subito dopo mi sborrò dentro una quantità inverosimile di sborra.
Alla fine lui uscì da me, aveva ancora l'uccello sporco allora gli pulii l'uccello con la mia lingua, lui ne gfù estremamente grato e felice.
Ci lavammo insieme nella doccia, cenammo insieme con gli occhi fissi negli occhi dell'altro, mangiammo in fretta e alla fine, lui mi riprese per mano e mi fece indossare un top dello stesso colore delle mutandine e poi andammo a letto, lui provò ancora a scoparmi ma non ce la fece ed io lo abbracciai baciandolo amorosamente, volle però che dormissimo insieme col suo uccelloo nel mio culo.
Scoppiò un amore intenso, trabordante, lasciai il mio appartamento e vendetti quello che avevo comprato per stare sempre con Paolo.
Fuori casa eravamo due grandi amici, ma in casa mi trasformavo nella sua donna, lasciavo i miei abiti maschili per indossare gli abiti della donna che lui mi acquistava sempre più sexy, preesi anche degli ormoni per femmilizzarmi ancora di più, il nostro amore aumentava ogni giorno di più ed un giorno adottammo un ragazzo brasiliano bellissimo di 13 anni, la cosa incredibile è che scoprimmo che anche Raul era gay come noi e quando Paolo diventando vecchio non ce la fece più a scoparmi Raul prese il suo posto a scoparmi e certe volte scopava anche Paolo.
Ora vivo con Raul, Paolo è morto 6 anni fà, ha voluto essere bruciato e così le ceneri le teniamo a casa nostra, ora sono la femmina di Raul che mi ama veramente come donna, sono la sua donna, ci siamo anche sposati in Spagna.




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