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Pubblicato : 23-10-2008 | Autore : sara82
Categoria : Travestirsi | Totale Visualizzazioni : 853 | Votazione :

  
sara82

Da molto tempo osservavo un ragazzo molto carino, morettino con gli occhi chiari, non particolarmente alto, ma molto, ripeto, molto carino che, come me, partecipava ad un corso di tennis indetto dal nostro comune di residenza. All'inizio non ero assolutamente del suo interesse, e la cosa mi metteva quasi in ansia. Nonostante fossi più grande: io 30 anni e lui appena 19, mi domandavo perchè, nonostante i miei sguardi che erano di una chiarezza incontrovertibile, lui non mi degnasse neanche di uno suo. Mi sarei al limite aspettato un ''ma che cazzo vuoi, nono mica finocchio come te, io!''. Invece non arrivava niente, niente di niente e la cosa mi faceva oltretutto anche rabbia. Allora provai a ''pigiare sull'acceleratore''. Come altre volte avevo fatto quando andavo in piscina, sotto le docce mi toccavo un po' e mi facevo allungare il cazzo. Li' per li' non era mai successo niente di particolare però la cosa mi era servita per capire quale fosse il tasso di interesse verso il mio cazzo dall'altra parte. Era un sistema che avevo sempre messo in uso dal momento che sono molto ben dotato e sempre stato invidiato da tutti i miei amici.
Passai quindi a quel sistema per capire (visto che le occhiate non bastavano..) se c'era un interesse oppure no nei miei confronti. In fondo non cercavo che un po' di sesso e nient'altro. Non volevo che lui mi si affezionasse o cose del genere. I maschi mi sono sempre piaciuti fin da piccoli perche' li ho sempre trovato molto più amanti del sesso rispetto alle donne, che prima vogliono l'amore e poi te la dànno. Invece i maschi prima vogliono fare sesso e poi...si vedra'.
Insomma il giorno della prova del nove era arrivato e mi decisi che sotto la doccia mi sarei messo di fronte, ma non vicino (per non destare sospetti) e gli avrei mostrato tutta l'attrezzatura...
Lui, da parte sua, non aveva una gran cosa fra le gambe, ma non era quella la cosa che mi interessava di più. Semmai era quel bel faccino, quel corpicino senza peli e il suo culetto bello ritto.
Non fu difficile, toccandomi e guardandolo, far si' che il mio cazzo cominciasse a diventare duro quella volta li', il 15 di marzo. Ma dal momento che c'erano ancora altri ragazzi(brutti!) e non desideravo mostrare niente a loro, cercavo di far vedere e di nascondere allo stesso tempo. Tutto questo in modo che chi dovesse accorgersene fosse soltanto lui: Francesco!
Diversamente dalle altre volte, Francesco passo' un po' piu' tempo sotto la doccia, gli altri ragazzi piano piano se ne andavano e io avevo piu' possibilita' di far vedere il mio cazzo che piu' Adv lo toccavo e piu' si allungava. Ripeto: il mio cazzo si allugava e non si erigeva. Avendo un cazzo piuttosto lungo, prima il sangua fa si' che esso si allungo e che poi diventi eretto. A me funziona cosi', agli altri non so! Questa cosa rende il mio cazzo come quello di un negro: lungo, fino a mezza coscia.
Notai abbastanza chiaramente che la cosa non aveva lasciato indifferente il mio amico e che gli sguardi che gli avevo fatto durante i giorni precedenti stavano dando i loro frutti tramite il gioco dell' ''allungamento del pene''.
Buon sangue non mente! Insomma, molti, tanti ragazzi sono interessati a vedere, osservare i cazzi dei loro compagni. Se poi possono dare un'occhiata al cazzo di un tipo piu' grande, beh, appena vanno a casa sono sicuro che si sparano delle seghe supersoniche e che vengo dopo 30 secondi che hanno il cazzo in mano. Vengono pensando che ti potrebbero segare o, al massimo, prendertelo in bocca. Poi, dopo venuti, si asciugano e cercano di dimenticare l'accaduto. Loro non sono finocchi e non farebbero mai tutto cio'. Era solo una fantasia sessuale e niente altro! Una cosa che non faranno mai. Con la quale ci si puo' al massimo segare, ma niente piu'!
Insomma, Francesco guardava, non ne poteva fare a meno. E lo spettacolo si faceva sempre piu interessante poiche' il mio cazzo cominciava a drizzarsi anche perche' il suo stava facendo lo stesso...
La venuta sotto la doccia di altri due ragazzi fece si' che io dovessi naturalmente girarmi dall'altra parte e cosi' dovette fare lui. Il gioco era finito, pensai. A questo punto o la va o la spacca: mi dissi.
La cosa non ando' per il suo verso giusto perche' lui continuava a non guardarmi (se non sotto la doccia!). Io tutte le volte, una volta arrivavo a casa, dovevo, assolutamente segarmi e la cosa non mi andava. Avrei preferito fare sesso con qualcosa, farmi fare un pompino, che so....
Una sera, preso dall'inquietudine, andai verso il parco della nostra citta' tanto per fare un giro in macchina e la voglia di sesso era tanta. Dopo aver girato per un po' incontrai un ragazzo, in macchina anche lui, che mi chiese se fossi attivo(la mia risposta fu si') e se avevo un bel cazzo(la mia risposta fu: perche' non gli dai un'occhiata?). La cosa si concluse ottimamente. Mi fece un ottimo bocchino. Si prese tutto lo sperma in bocca ma lo sputo' appena aperto lo sportello della mia auto.
Il bocchino mi era piaciuto, lui meno... NOn che fosse brutto ma io pensavo a Francesco, al suo bel faccino, al suo culo ritto e senza pelo.
Soddifatto al cinquanta per cento, misi in moto la maacchina e, dopo aver salutato l'amico spompinatore, corsi verso casa(dove nessuno mi aspettava, dal momento che vivo da solo).
Passando lungo il viale alberato e pensando gia' al letto caldo che mi avrebbe, notavo i vari trans, trav posizionati alle loro auto in cerca di clienti. Giuro che non ho mai saputo quanto costassero le loro prestazioni anche perche' non ne sono mai stato attratto. Ma la cosa che piu' mi interessava era vedere che coloro che avrebbero potuto diventare da li' a poco futuri clienti, erano ragazzi in genere molto maschili e carini. Insomma il genere che piace a me nella maggioranza dei casi. E poi mi avevano detto che molti di loro andavano con i vari trans perche' desideravano avere un rapporto passivo. Ma non è che sapessi molto altro riguardo a quel mondo per me lontanissimo. Non mi riguardava pero' ero attratto da coloro i quali erano attratti... Fra questi ce n'era uno che assomigliava molto a Francesco.
Mi venne voglia di rifare il giro per riguardare un po' come funziona la cosa. Rivide il primo, il secondo trans e poi una macchina che passava davanti al terzo lentamente, auto che io sorpassai che mi confermo' quello che io avevo poco prima osato pensare: era Francesco, quello!
Ero mezzo sconvolto! Ma come, pensai, ci sono qua io che posso farti divertire e tu vai alla ricerca di quelli li? Quella notte non avrei dormito tranquillo.
Mi girava per la testa quello che avevo visto. Un Francesco che non conoscevo. Accelerai il motore e via verso casa. Ora quel letto lo vedevo ostile, non piu' amico. Il pompino di prima non era valso a niente. Non ero piu' bello rilassato ma deluso, e un po' anche sconvolto. Come se ti avessero rubato qualcosa a te grato e che ora ne sentivi la mancanza.
Beh, fu una nottataccia. Non presi mai sonno e quando finalmente arrivo' era il momento di alzarsi per andare in ufficio. Che nottata di merda!, mi ripetevo.
Sbagliando nel fare il mio lavoro, o quasi, la giornata passo' lenta e inconcludente. Il cafufficio che mancava mi diede una mano e la sera prestissimo ero gia' a letto pronto per recuperare la nottata precedente cercando di non pensare troppo a Francesco e alle sue inclinazioni sessuali. Ma riuscii a prendere sonno solo dopo che, dopo una serie di lunghe discussioni mentali fatte in silenzio ma anche ad alta voce, certe volte, che l'avrei adescato con lo stesso sistema: quello che lui preferiva!
Il corso di tennis continuava e lui continuava ad infischiarsene di me. Sotto la doccia l'occhiataccia me la dava, di sfuggita, ma quello non mi dava nessuna soddisfazione dal momento che sapevo che non mi avrebbe portato a niente. E cosi' passo' un mese. In quel periodo pianificai la mia volonta' di provare a travestirmi ed arrivare cosi' a Francesco. Ormai era diventato un punto di principio, dal quale indietro non si torna.
Spendendo una fortuna, feci acquisti che mi costarono anche tanto, tanto coraggio. Le varie misure che non conoscevo, scarpe che non mi sarebbero entrate, reggiseni che non sapevo neanche allacciare, ecc. Vi risparmio l'acquisto della parrucca... Insomma feci figuracce difronte ai commessi ma dissi a me stesso che intanto li' non ci sarei mai piu' ritornato, per cui il problema non si sarebbe piu' ripresentato.
A casa provai a mettere insieme il tutto. Il corpo non era male, di peli ne sempre avuti pochissimi e con una normale mousse depilatoria tolsi tutto in dieci minuti. Ma il viso non andava per niente. Non sapevo ne' cosa fosse il trucco ne' tanto meno truccarmi. Arrivai a coprire la barba col fondo tinta e provai col rossetto. L'unica cosa che mi faceva andare avanti era il desiderio di Francesco, di incontrarlo, di fare sesso con lui, di stringerlo verso di me, mettergli le mani su quel bel culetto tosto.
Una sera mi sono vestito e sopra misi un impermeabile. Mi portai dietro cose che mi sarei messo una volta sul posto: le scarpe e la parrucca mora. Naturalmente sarei rimasto in macchina, non ne sarei mai uscito. E cosi' feci.
Arrivato sul posto non feci altro che aggiungere i due elementi mancanti e l'operazione era svolta.
Allo specchietto retrovisore diedi un po' di fondotinta, rossetto e via cosi...
Appena ebbi finito col mio lavoretto e voltatomi dalla parte del finestrino, un ragazzo della mia eta' mi saluto' molto cortesemente. Io, che non mi ero dato neanche un nome da donna, lo salutai cercando di aggraziare la mia voce. Il gioco era fatto! Mi invito' ad entrare nella sua auto ma mi assicuro' che non ci saremmo spostati di li'. Io camminando sui tacchi a spillo come uno che non sa andare su quei tacchi li', gli dissi semplicemente: ciao, mi chiamo Simona!. Pensa, neanche io sapevo di chiamarmi cosi'!!!
Lui bel ragazzo palestrato di 29 anni, mi confesso che era sempre stato attratto da quelle....come me.
Con tutto quello che avevo speso e che avevo addosso in quel momento, mi venne naturale parlare di me al femminile. Cominciai dicendo che non ero operata e che fra le gambe conservavo la mia mascolinita'. Lui per niente sorpreso mi disse: meglio cosi!
Insomma, alla fine, ci appartammo con la sua macchina in un posto che lui conosceva e dopo avermi offerto il suo piccolo cazzo e preteso che lo succhiassi, mi chiese di fargli vedere il mio. Era gia' in pole-position e il ragazzo, pur avendo un cazzo da due lire, mi piaceva molto. Appena lo vede, non pote' fare a meno di dire che era enorme! Forse ne aveva visti pochi o forse pensava che fossero tutti come il suo. Un novellino come me, mi dissi. Macche'!! Dopo un po' che mi succhiava mi disse: ma secondo te mi entrerebbe dentro? Non risposi subito. Avevo bisogno di qualche secondo per pensarci e poi dissi: basta provare. Se lo prese tutto e non fece una grinza. Diceva: sei meravigliosa, Simo! Pero' fai piano, te ne prego.. Lo voleva piano ma lo voleva tutto.
Lui ne fu contento, io ne fui entusiasta.
Insomma mi ero scopato un bel ragazzo che aveva appena lasciato la ragazza a letto e che dopo averla scopata, ora lui si era fatto scopare a sua volta! La cosa mi mando' in estasi. La cosa mi sconvolse. Ma ne avrei trovati tutti cosi'?
Mi dimenticai di Francesco, marinai le lezioni di tennis e ogni sera ero pronta per uscire e incontrare qualcuno di nuovo che mi regalasse una nuova sensazione.
Notai che era facilissimo. Bastava stare li' dieci minuti, un quarto d'ora e quelli arrivavano a frotte.
C'è che mi propose anche di pagare, ma non mi piaceva e non lo feci. Mentre quelli giovani mi facevano impazzire: maschi con la voglia di rimanerlo pur facendosi chiavere come avrebbero che la loro ragazza avesse fatto.
Da allora è passato qualche anno. Alla scuola di tennis non ci sono andato piu', nel viale alberato si'. Francesco non l'ho piu' rivisto. Ma conosciuto ragazzi che me lo hanno fatto dimenticare molto facilmente.
Quando ho voglia so come fare per ottenere bei ragazzi e divertirmi con loro e loro con me.



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    Racconto a Caso
Autore : gerry74920
Da un'amicizia a un'amore particolare

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