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Pubblicato : 28-09-2017 | Autore : murantico
Categoria : Prima Volta | Totale Visualizzazioni : 255 | Votazione :


  
murantico
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Ero alla mia ultima consegna di corriere. Il mio furgone era colmo di sacchi di disinfettante per allevamenti. Giunto a destinazione, vedo dei capannoni e suono le trombe del mio mezzo, come stabilito telefonicamente. Una breve attesa, poi arriva la titolare, una giovanissima biondina, messa malconcia, "profumata di essenza di maiale" che si propaga nell'aria e poi, a vederla bene, per niente invitante ma da evitare, sciattataavvolta in una tuta da lavoro che la rendeva attraente come un sacco di patate! Scendo dal furgone e le vado incontro. Le consegno la bolle e lei si offre per aiutarmi a scaricare i sacchi col muletto in poco tempo. Accetto la collaborazione, apro gli sportelli e, in pochi minuti, il pianale è privo di carico. Dato che non avevo più consegne, mi propose di entrare in casa dove mi offrì un ottimo vino prodotto da lei ed i suoi fratelli. Mi lasciò in compagnia della bottiglia di vino e corse a farsi una doccia. Quando tornò strabuzzai gli occhi, rimanendo incantato dalla sua fresca bellezza: un angelo biondo in vesti femminili, curve da sogno, ... , insomma, molto ben accessoriata tra seni e culo da infarto. La bocca era da maestra di bocchini! Che sventola, ragazzi!! Mi strinse la mano presentandosi:"mi chiamo Anna, piacere!" Mi presentai anch'io:" Io Franco, ...incantato dalla sua bellezza!" Si versa un bicchiere e brindiamo insieme. Parliamo del suo lavoro, poi, nel riporre la bottiglia al suo posto, inciampa ed io in un lampo la afferro ai fianchi, evitandole una rovinosa e dolorosa caduta a terra. Mi fissa negli occhi, ringraziandomi per averla salvatadal duro impatto e, dato che le reciproche labbra erano quasi a contatto, mi faccio ardito e la bacio con delicatezza. Lei risponde sfiorandomi le labbra con la lingua ed io le ficco la mia in bocca; l'abbraccio con più vigore e, attratto dal suo culo da favola, le afferro una natica e lei geme, provocandomi un'erezione da manuale che stava per bucare i miei ed i suoi abiti. Mi prende per mano e mi guida in camera sua. Un letto ad una piazza e mezza ci accoglie ed iniziamo a spogliarci mentre le nostre lingue si attorcigliavano tra loro. Siamo completamente nudi e lei interrompe il mio impeto, dicendomi di dovermi confessare di essere, a venticinque anni, ancora vergine ma con me avrebbe fatto volentieri il salto del fosso. Uno schianto di biondina, così formosa, sensuale e, per di più ancora maggiormente attraente per la primizia che mi stava offrendo ... che volevo di più dalla vita? Cosa aspettavo? Iniziai a carezzarla, dappertutto, a baciarla sui seni, sui fianchi, sulle cosce, allargandogliele per leccarle bene la sua serratissima fighina, arrivandole poi al buchino del culo e lì lei ebbe il suo primo orgasmo, schizzando umori dalla vagina, che bagnarono il letto come accade quando i bambini fanno la pipì a letto! Approfittando degli umori suoi che aiutarono la mia saliva, mi misi sopra e, senza appoggiarmi di peso, le misi il cazzo mostruosamente eretto, a contatto con le labbra della sua fighina. e spinsi delicatamente, aprendomi un varco. Con ancora più delicatezza, le infilai parte del cazzo, facendo una sosta per farla adattare alle mie dimensioni assai voluminose, poi ripresi ad avanzare, fino a sentire la barriera dell'imene, il marchio della sua verginità. Baciandola in bocca con foga, spinsi il cazzo più profondamente con un colpo deciso che le provocò un dolore acuto, tanto da farla urlare ma il lamento doloroso si tramutò in breve tempo in gemiti di piacere e lei iniziò ad implorarmi di sfondarla con più vigore ed io iniziai una cavalcata mista di piacere e dolore per lei ma, per me, solo di piacere di godimento che causò un'erezione ancora più tosta. Terminammo la piacevolissima lotta ma, solo dopo pochissimi minuti, riebbi l'erezione e la possedetti dandole, questa volta solo piacere. Schizzava umori che bagnarono letto, pancia mia e sua. Dopo il secondo reciproco orgasmo, rimanemmo abbracciati, baciandoci voluttuosamente. Per me si era fatto tardi e, scambiatici i numeri dei cellulari, ci rivestimmo ed io la salutai slinguandola da farla quasi sborrare ancora. Mi accompagnò al furgone e le feci presente che in un prossimo futuro, le avrei dato ancora lezioni di sesso, facemdole conoscere ed applicare, l'arte del pompino e della deflorazione anale. Le brillavano gli occhi e mi disse di avere presto il prossimo incontro. La ribaciai e presi la strada di casa.



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leggetelo e abbastanza eccitante...

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