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Pubblicato : 01-02-2017 | Autore : murantico
Categoria : Tradimenti | Totale Visualizzazioni : 1138 | Votazione :


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

La giornata sta per concludersi con l'ultima consegna in una villetta vicino al mare, a Fiumicino. Arrivo al cancello e suono. Viene ad aprirmi il cancello una ragazza molto affascinante: Mora, alta, seno formato melloncino, gambe appena celate da una cortissima gonnellina, muscolose, tornite, ... da infarto .. ..Quando arriva al mio furgone, rimango senza parole nell'osservare i suoi occhi verdi e la sua bocca dalle labbra sensualissime. Lei se ne rende conto nel vedere la mia espressione stupita e mi sorride mentre la sua lingua scorre tra le sue labbra carnose. Mi riprendo dallo stupore e le porgo il documento accompagnatore della merce che si riferisce ad una scrivania da montare. Lei salta di gioia perchè attendeva con ansia la scrivania per la sua camera e, vista l'ora , le diciotto circa in Giugno, mi chiede se ho tempo per aiutarla a montare il mobile. Visto che con lei concludevo la giornata, scaricammo i pacchi ed iniziammo lì nel giardino a montare la scrivania. Ci passavamo i pezzi e spesso ci urtavamo involontariamente; lei per avere in fretta il mobile montato ed io la voglia di andarmene a casa mia. Varie volte, dato il ristretto spazio per muoversi, ci trovammo quasi coi volti ad urtarci ed io, nell'osservarla, stavo armando un'erezione da paura e lei lo notò bene. Il montaggio finì ed eravamo ambedue soddisfatti ma sudati da sembrare due fontanelle.Entrammo in casa con la scrivania e la piazzammo al centro della camera. Lei, che si chiamava poi Sonia, mi condusse in cucina dove mi offrì una birra fresca. Mentre bevevo, Sonia mi si avvicinò e chiese come poteva sdebitarsi per il servizio fattole. Io, ridendo le dissi che io le avrei fatto anche un altro servizio e, dato che lei non era scema, si venne a sedere sulle mie gambe e m'infilò la lingua in bocca. Dopo un bacio favoloso, la presi in braccio e la portai nella sua camera dove troneggiava un letto a due piazze. La spogliai tutta e poi toccò a me e lo fece lei. Sdraiati sul lettone iniziai a baciarle i seni, poi scesi sull'ombelico, raggiungendo poi la sua fighetta molto pelosa e ricciuta. Mentre le ciucciavo il clitoride lei mi disse che era la sua prima volta e ansimava alle mi leccate, tremando dal piacere. Io, quando mi resi conto di quanto mi aveva appena detto, ebbi un lungo brivido ed un'erezione mai provata fino a quel momento in vita mia. La baciai in bocca poi riscesi giu a leccarla ancora di più. Non potendo resistere più, visto poi che lei ansimava da piacere provato, le aprii bene le cosce e le misi il glande sulle labbra vaginali. Iniziai a spingere il cazzo dentro la sua fighina e, quando sentii la membrana dell'imene opporsi al mio ingresso, le diedi un spinta decisa e le ruppi la barriera alla sua integrità sessuale. Lei gridò dal dolore provato ma poco dopo il lamento di dolore si tramutò in urla di piacere e scalciava con le cosce forti e tornite, senza pudori sciocchi. Insomma, dopo mi confessò che il dolore all'inizio era insopportabile e si era anche morsa le labbra che vedevo ancora con gocce di sangue che cercava di pulire con la lingua, però dopo il piacere fu tale da quasi farla svenire. La abbracciai con ardore e passione, fiero di quello che ero riuscito a provocarle. Quando avevamo esaurito le nostre energie fisiche ed eravamo alla sua terza scopata, le chiesi se abitava lì da sola ma lei mi parlò dei suoi genitori che dovevano arrivare lì alle otto di sera ed anzi, era il caso che noi ci rendessimo presentabili e vestiti soprattutto. Velocemente mi rivestii e, quando le chiesi quanti anni aveva, quasi mi prese il coccolone, rispondendomi lei che aveva diciassette anni. Cribbio! Minorenne ed io non avevo preso nessuna precauzione (preservativi e informarmi sull'uso della pillola!) Comunque lei, tranquillamente, mi disse poi che avrebbe preso la pillola già prescrittale dal suo Medico: Decisamente rinfrancato, superai i tabu e la mia incoscienza. Conclusione: le detti il numero del mio cellulare e lei lo scambio col suo. Consci entrambi che avremmo avuto tante giornate intere da godersele a casa sua, dato che i genitori gestivano un negozio a Roma, perciò avevamo tutta la nostra libertà. Dopo un lungo bacio, ripresi la strada di casa mia.



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