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Pubblicato : 04-08-2015 | Autore : murantico
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 1746 | Votazione :


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

Sono sempre quello de "Una gradita ospite" su rubrica prima volta, il trasportatore, insomma, e, quel giorno, recatomi al centro commerciale per acquistare una lavatrice nuova di zecca, dato che "la vecchia" era durata solo ... ventottanni!! Lì, dopo una lunga riflessione, acquistai una LG che ha la caratteristica di essere silenziosissima. Già pregustavo notti silenziose, senza sonore vibrazioni che non fanno dormire in pace. Che bello!! Stavo per caricarla nel mio furgone, quando un signore mi si avvicinò e disse:"Vedo la sua pubblicità di trasportatore sugli sportelli del suo mezzo: Io sto per acquistare una cucina componibile e non ho un mezzo per portarmela a casa. Lei potrebbe farmi questo servizio?" "Certamente!" gli risposi. Decidemmo quindi di andare insieme al reparto cucine, insieme a sua moglie che aspettava noi per entrare. Giunti al reparto, loro furono molto decisi, veloci, tanto da concludere l'acquisto in meno di mezz'ora. Con pochi viaggi col carrellino, caricammo l'intera cucina sul furgone, senza difficoltà alcuna. Poi, lui mi chiese a chi poteva rivolgersi per farsela montare. Mi offrii personalmente e lui ne fu assai felice: aveva risolto tutto. Loro due partirono con la loro automobile ed io li seguii col furgone. Giunti alla loro casa, scaricai i componenti della cucina, accordandomi che al mattino seguente sarei venuto a montargliela, munito di attrezzi. Volle darmi un anticipo dell'importo stabilito e, dopo una birra fresca, salutai loro e tornai a casa. Al mattino dopo, alle otto e mezza ero sul posto e suonai alla porta con la valigetta degli attrezzi. Venne ad aprirmi una ragazza alta, mora, molto carina: Si presentò" Sono Giulia e sò già di lei per la cucina".  Io risposi:"Io sono Franco!". Mi fece strada fino alla cucina ed io iniziai ad aprire tutti i componenti imballati. Lei rimase a guardare, poi si allontanò da lì: Iniziai a guardare il disegno fattomi dal papà della morettina per vedere quali pensili e dove dovevano essere installati sulle pareti: Ero intento a prendere le misure e vidi ritornare Giulia, così le chiesi se poteva aiutarmi a tenere il metro dritto sulla parete. Lei prese il metro in mano poi:"Veramente io sono Claudia ed è chiaro che noi siamo gemelle!" Rimasi un attimo confuso poi sorrisi e le dissi che erano molto carine ambedue. Feci i buchi col trapano, poi inserii i tasselli con gancio, poi presi il pensile per appenderlo alla parete. Claudia venne subito a prendere metà pensile, aiutandomi a posarlo sui ganci. Dopo che terminammo la ringraziai per l'aiuto e lei chiamò sua sorella per aiutarmi al montaggio. Giulia arrivò ma era mezza nuda, con la maglietta alzata sui seni e con solo le mutandine addosso. Ingoiai saliva quasi strozzandomi e loro, capita l'antifona, continuarono a sollevare i mobili da appendere in alto. Mentre io ero accosciato a regolare i piedini dei mobili base, sfiorai col braccio la coscia di Giulia ed ebbi subito un'evidentissima erezione, tanto che se ne accorsero tutt'e due e, senza indugi, mi aiutarono a rimettermi dritto in piedi ma Claudia prese d'assalto i miei pantaloni, slacciando la cintura e, abbassandomi le mutande, si trovò accosciata davanti al mio cazzo. Se lo mise in bocca con naturalezza ed anche Giulia non perse tempo, abbracciandomi ed infilandomi la lingua in bocca. Dopo vari slinguamenti in bocca e  al cazzo, mi presero per mano e mi condussero alla camera da letto dei loro genitori. Finirono di spogliarmi, poi fecero altrettanto anche loro e mi spinsero sul letto: Prima ci fu un doppio bocchino, poi io passai a metterle una a fianco dell'altra, le allargai le cosce ed iniziai a leccare le belle fighine, pelose, folte e profumate. Dopo un lungo leccare, le misi il cazzo in figa alternendomi l'una con l'altrae, dopo averle riempite di sperma, mi fermai un poco ma loro non mi davano tregua. Addirittura mi dissero che erano ancora vergini al culetto e volevano che le sverginassi. Quale invito migliore di quello poteva esistere? Ero un poco preoccupato perchè, mentre mi parlavano della loro verginità anale, le aveo infilato ad entrambe mezzo indice nell'ano ed era strettissimo. Ricordai però che nella cassetta attrezzi, avevo un tubetto di gel che avevotolto dal piano di carico del furgone: lo stesso gel che mi aiutò a sodomizzare Giovanna ed Annalisa. Presi il tubetto e, dopo averle leccate nell'ano a lungo, le spalmai molto gel e iniziai ad infilare il cazzo a Giulia che era tesa come una corda. Procedetti lentamente, ma senza fermarmi, dopo spinsi con più decisione e lei ebbe un sussulto che precedette un urletto ma che poi si tramutò in gemito di piacere. Poi, come stessi eseguendo un lavoro certosino, sfilai il cazzo da Giulia e passai a Claudia, un poco spaventata per l'urletto di Giulia. Stessa maniera con Claudia ma lei era prevenuta per il dolore di sua sorella e, invece di rilassarsi, strinse l'ano quasi da soffocarmi il cazzo. Le toccai subito il clitoride e lei, poco dopo, era quasi per raggiungere l'orgasmo. Insistetti ancora e lei se ne venne godendo ed io approfittai per sfondarle il culo. Solo dopo che se lo sentì interamente dentro urlò ma Giulia le accarezzò un seno e lì detti per certo che le sorelline lesbicheggiavano! Stavamo per ricominciare a scopare, quando sentimmo giungere una macchina al cancello e Giulia corse ad aprirlo. Intanto io e Claudia, di portavamo in cucina dove fingevamo di dare gli ultimi ritocchi al montaggio dei mobili. Avevo lasciato i pantaloni aperti ma nessuno lo notò. Il papà delle ragazze si complimentò con me per il bel lavoro eseguito ma io ci tenni a fare presente che era anche merito delle sue brave figliole che mi avevano molto aiutato. Dopo che ebbi l'importo pattuito, lasciai una ricevuta e salutai tutti. Giunto a casa, rimasi un poco a ripensare a quanto era accaduto con le gemelline, per mia fortuna maggiorenni, poi ripresi la monotonia del lavoro di sempre. Al mattino dopo, erano le dieci circa, suona il mio cellulare. Non ho il tempo di chiedere chiè in linea e sento una voce a me nota:"Ciao, Franco, sono Giulia, che hai da fare stamattina?" Ripresomi dallo stupore, rispondo:"Veramente ho un impegno ma se ci vogliamo incontrare nel pomeriggio, potremmo adattarci nel furgone".  Lei mi risponde:"Accordato, vediamoci dopo le villette vicino alla mia  per le tre. Arrivo puntuale sul posto, ed eccole ad attendermi. Salgono a bordo e prendo la strada dei monti Quella strada ci vide passare molte volte.



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