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Pubblicato : 19-08-2015 | Autore : murantico
Categoria : Dominazione | Totale Visualizzazioni : 1679 | Votazione :


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

Sono sempre Franco, l'autotrasportatore (vedi:una gradita ospite), questa volta diretto al magazzino di un centro commerciale dove lascerò l'intero carico. Giunto sul posto trovo una ragazza bionda molto corposa, alta, bellissima di viso con due spalle da corazziere, alta quasi due metri. Prende il montacarichi e si affianca al mio furgone. Insieme scarichiamo tutta la merce e la mettiamo a posto in magazzino. Dato che tra lo scarico el'annotazione sul computer se ne vanno due ore, ci accorgiamo che era passata l'ora di chiusura serale, e lei doveva ancora sistemare altri scaffali. Mi offro di aiutarla ancora e avviso Paola, mia moglie, che non mi aspetti a cena perchè ritarderò. Teresa, la commessa statuaria, mi ringrazia per l'aiuto e mi offre la cena a casa sua. Finiamo il lavoro, chiudiamo il magazzino e, inseriti i molteplici antifurto, lei prende la sua auto ed io la seguo col furgone. Giunti a casa sua, mentre lei impronta una cena veloce, io vado a lavarmi al bagno. Lì vengo attirato da una cosa che spuntava da sotto un mobiletto che sembrava, di prima occhiata, la coda di un serpente. Beh, oggi non è insolito trovare gente appassionata di rettili ecc.Mi piego per vedere sotto il mobile e vedo che si trattava di una innocua frustina. La prendo in mano e provo a schioccarla su un asciugamano. Mentre sto facendo ciò, arriva Teresa che voleva chiamarmi a tavola ma, visto cosa avevo in mano, arroscisce e confessa che le piace essere lievemente dominata dall'uomo in genere. Le sorrido e andiamo atavola. Lei aveva preparato un classico piatto veloce: penne all'arrabbiata, condite con molto peperoncio ed aglio con pomodoro. Squisite ma mi avevano scaldato dentro e fuori, infatti sudavo e, il fino all'ora dormiente cazzo, s'inalberò maestosamente e Teresa lo notò subito, essendomi seduta a fianco. Dopo le penne seguiva uno spezzatino di carne di vitello, anche questo condito col peperoncino. Fortunatamente il tutto annaffiato da vino rosso, ben corposo: Teresa ammise di gradire un buon bicchiere nei suoi pasti ed insieme non contammo i bicchieri che riempivamo e vuotavamo in seguito. Conclusa la cena infuocata, mi fece spostare in salotto in attesa di un caffè in preparazione. Mentre la bevanda procedeva, Teresa si sedette difronte a me ed io, maliziosamente caricato dal peperoncino, iniziai un discreto interrogatorio per capire come aveva iniziato ad apprezzare l'essere sottomessa nei giochi erotici. Lei racconto dal primo all'ultimo suo incntro ed io aumentvo il rossore sulle mie gote ed i pantaloni stavano per scoppiare col cazzo teso come una corda di chitarra... .Teresa si avvicinò a me ed iniziò a slacciarmi i pantaloni. Il cazzo si presentò a lei ben rigido e lei si avvicinò con la bocca ma io la fermai ed andai a prendere la frusta che portai in salotto. Lei si era intanto spogliata completamente e, abbassando gli occhi si mise sdraiata sulle mie cosce, esponendomi il suo fran bel culo. Lasciai perdere la frusta ma iniziai a sculacciarla. Non l'avevo mai fatto in vita mia e scoprii perciò che la cosa mi eccitava bestialmente. Continuavo a sculacciarla e, dopo una breve pausa, durante la quale le accarezzavo le natiche, lei m'implorò di passare alla frusta. Lo feci e lì iniziai ad eccitarmi ancora di più, sentendo i suoi gemiti, i suoi lamenti. Stavo quasi per sborrare così ma lei, intuito femminile, mi fermò la mano e si prese in bocca il mio cazzo. Brevemente scaricai non sò quanta sborra nella sua bocca, ma subito dopo il mio fedele cazzo si risvegliò e potei scoparla da farla urlare di piecere. Dopo che lei m'innondò sulla pancia dai suoi copiosi umori vaginali, le sborrai in fica per la seconda volta e crollammo stanchi ma felici. Dopo una brece pausa, riprendemmo a scopare e, stavo quasi per venirmene quando lei mi chiese di infilarglielo in culo. Lo feci senza esitare e la riempii fino all'ultima goccia di sperma. Vista l'ora, mi rivestii ela salutai baciandola con passione. Ci accordammo per un prossimo incontro, poi ripresi la strada di casa. Giunto lì, vengo accolto da Paola con abbracci e baci focosi, poi mi domanda se ho cenato e lì m'invento di aver già mangiato al centro commerciale e che avevo una cena offerta per il lavoro svolto lì. Ce ne andiamo a letto e Paola, la mia mogliettina, reclama la sua dose di cazzo giornaliera. Riesco a scoparla per due volte ma poi dichiaro di essere fuori gioco e ci fermiamo accarezzandoci ancora. Mentre parliamo dello svolgimento della giornata, mi dedico ad accarezzarle il  bel culo. Ad un certo punto le domando:" hai mai pensato a farti sculacciare per provare se si sente piacere?" Lei si mette a ridere ma io la prendo con decisione sui fianche e la giro a pancia sotto. Le abbasso lo slippino e provo a sculacciarla: Lei, in un primo momento tenta di svincolarsi ma poi passa dai gemiti di  dolore a quelli di piacere. Io mi fermo e le dico: "lo vedi che sto gioco ti piace? Adesso lo facciamo con più impegno". Inizio a sculacciarla con più foga e lei, dopo una decina di colpi, già è bagnata da sborrarmi sulle mie cosce. Mi alzo dal letto e vado aprendere in cucina un mestolo. Quando lei mi vede col mestolo in mano, già protesta per il dolore che proverà ma io son super eccitato e, dopo averle dato varie mestolate sulle natiche sode e arrossate, la giro e la possiedo un poco in fica per poi passare al culo dove la penetro in un solo colpo, facendole emettere un grido di dolore misto a piacere. Gli inontri con Teresa si ripetono varie volte e tra lei e Paola, con questo nuovo gioco, godo da morire.



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