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Pubblicato : 20-09-2017 | Autore : murantico
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 58 | Non Valutato


  
murantico
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Dopo un'intera giornata di lavoro da corriere, ero sbragato sul divano in salotto, ad attendere la cena preparata dalla mia mogliettina. Intento a seguire un TG alla televisione, sento vibrare in tasca il mio telefonino. Rispondo e sento subito una voce molto garbata :"Sono il Generale. Lei è il signor Franco ?" Gli rispondo affermando il tutto e lui mi chiede di raggiungerlo l'indomani alla sua vicinissima abitazione. Ambedue mattinieri, stabiliamo un incontro alle ore otto. Alle otto precise sono a suonare al suo interno e lui mi accoglie in casa. Sorseggiando un ottimo caffè, mi espone il suo problema: ha una nipote di diciott'anni, convivente con lui in seguito alla morte dei suoi genitori causata da incidente stradale. La ragazza, sconvolta dal tragico evento è piena di problemi, di  adattamento e caratteriali. Il medico le ha prescritto delle iniezioni ricostituenti che la dovrebbero aiutare negli studi universitari e nel saper dominare le emozioni. Venuto a sapere delle mie "mani di fata", mi ha convocato per propormi di arrotondare le entrate mensili. Difronte a tali eventi tragici che mi scuotono l'animo, rifiuto compensi in merito e, proprio per non metterlo in imbarazzo, notando in salotto una seria collezione di bottiglie di grappa, gli propongo di ricambiare il mio gratuito "servizio" con un assaggio di grappa giornaliero. Sorridendo per averlo tolto dall'imbarazzo con maestria, mi stringe la mano e poi passa subito a prendere due bicchierini per gustarci unasquisitissima grappa. Brindiamo alla salute della nipotina e rimaniamo che la cura inizierà dopo cena, così io non sconvolgo il mio lavoro giornaliero e lui potrà andare tranquillo al circolo degli ufficiali a giocare a carte con i suoi colleghi. Alla sera, dunque, sono al numero venti e suono il campanello. Sono attratto dalla targa sulla porta, dove tante sigle a me ignote,  precedono il cognome Baudassi. Roba da militari! La porta si apre e quasi mi prende il coccolone nel vedere che schianto di biondona avevo difronte. Lei mi porge la mano e mi fa entrare. Ci accomodiamo in cucina dove lei stava cenando e mi offre una grappa che suo zio aveva scelto per me. Mentre sorseggio, osservo la biondona: Alta, slanciata, curve da strada pericolosa, cosce da infarto, fianchi e culo da favola, cosce velate da una microgonna, una bocca sensualissima ed occhi da ipnotizzare chiunque. Un vero gioiellino! Ed io già pregustavo il potre osservare le sue natiche esposte solo per me! Che sbalzo di pressione arteriosa, ragazzi! Finita lei la cena ed io la grappa ..ero al secondo bicchierino ... mi chiede di seguirla in camera sua e mi fa vedere l'occorrente per l'iniezione. Lei va a stendersi a pancia sotto sul letto ed io preparo la siringa, il cotone, ecc.. Inizio a massaggiere la natica e le faccio notare che è rigida, tesa da non permettermi di poterla bucare. Lei risponde: " intanto chiamami Luisa e non signorina, dammi del tu. Seconda cosa io sono masochista e mi piace ricevere il dolore, perciò m'infilerai l'ago lentamente e poi sparerai il liquido con velocità, che già ho letto che c'è la vitamina B12 e brucia da matti, perciò io godo così!" Rimango un attimo sbalordito ma lei mi fa notare che o faccio quanto mi dice lei, oppure, al ritorno in casa del suo zio, gli riferirà che io le ho messo le mani addosso e mi sono approfittato di lei. Risultato: denuncia, processo e galera: Se invece seguirò i suoi ordini e desideri, ce la spasseremo tutt'e due. Annuisco e, presa la siringa, le infilo l'ago lentamente e poi svuoto la siringa in un colpo solo, facendola urlare dal dolore ma anche di certo godere, infatti a cosce divaricate, notai ina macchia di umore vaginale sulla coperta del letto suo. Posata siringa ed il resto sul comò, lei mi si avvicina e si spoglia completamente, passando poi a spogliare anche meche ero rimasto imbambolato dalla sua bellezza. Mi ficca la lingua in bocca, mi afferra il cazzo già durissimo e paonazzo, gonfio da far paura. Mi trascina sul suo letto esi sdraia allargando le tornite cosce. Io le sono sopra ed infilo il cazzo in figa, pompando fino a sentire il sopraggiungere dell'orgasmo. In un attimo di lucidità le chiedo se usa anticoncezionali e lei mi dice di andare sicuro, prende la pillola. Le innondo la vagina di un fiume di sborra e lei lancia gridolini di piacere. Esco dalla sua figa e mi sdraio accanto a lei. Dopo una sigaretta ambedue, lei si mette a pancia sotto e mi chiede si sculacciarla a mano prima e dopo con una paletta che, dopo svariati colpi, le ha reso il culo rosso violaceo, poi, dopo avermi spalmato gel sul cazzo, mi chiede di incularla con vigore e senza preamboli, insomma, gode nel soffrire, nel godere. La possiedo brutalmente mollandole spesso sculacciate facendola nuovamente sborrare da rendere il letto una pozza di umori. Mi rimetto a pancia sopra e le stringo i capezzoli creandole dolore e lei geme con urletti di dolore e mi prende poi il cazzo in bocca fino a farmi venire per la terza volta. Giunto all'orgasmo, si lascia schizzare sborra sul viso e sul seno. Io più godo e più mi rieccito nuovamente, così le spalanco le cosce e la possiedo prima davanti, poi la rigiro e la inculo senza gel o altro: lei grida ma piange di dolore e di piacere insieme. " E chi ti molla più!" mi dice. Intanto si avvicinava l'ora del ritorno del Generale e Luisa mi chiede di filare a casa mia per rivederci la sera dopo. Lei dirà a suo zio che io ho una mano di velluto e non le ho fatto sentire nulla. Ridendoci sopra la bacio e filo a casa. Il gioco durò per due settimane e ne ero assai felice. Anche dopo la cura, continuavamo ad incontraci dopo cena e con mia moglie ufficialmente io dovevo fare ancora altre iniezioni alla ragazzina. Fino a qui nessun problema ma il mio vero problema era Paola, mia moglie, giustamente, ... anche lei voleva la sua razione giornaliera di cazzo. Insomma, vuoi vedere che ora sono io ad avere bisogno di una cura ricostituente?! Eh sì, i proverbi parlano chiaro:" Chi troppo vuole ... ecc., ecc. ." 



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    Racconto a Caso
Autore : Biancaneve
Mi sta guardando. La conosco. È Jasmine, mia nonna. Ricordo tutto. Non è stato un sogno. Ho fatto sesso con mia nonna.

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