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Pubblicato : 23-03-2017 | Autore : murantico
Categoria : Dominazione | Totale Visualizzazioni : 867 | Votazione :


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

Quella domenica stava iniziando per me una settimana da solo, perchè mia moglie era andata da sua madre. Avendo ancora da consegnare un pacco, ad una signora che conoscevo di vista, abitante di fronte a me, le telefonai, trovando il numero sull'elenco, chiedendole se potevo andare subito da lei. Accettò e mi sbrigai per avere poi la giornata interamente da pantofole, letto e televisione. Dopo il va e vieni per tutta la settimana col mio furgone, pregustavo riposo e solo riposo. Suonai al portone della signora che mi aprì subito.
Suonai poi al suo appartamento e lei aprì. Ebbi un sussulto, trovandomi difronte ad una bellissima signora quarantenne, piena di curve ma anche di lividi sulle braccia e con i segni di frustate sulle gambe. Le porsi il pacco e la ricevuta da firmare ma, invece di salutarla ed andarmene via, le chiesi se andava tutto bene. Non disse nulla ma si spostò, facendomi segno di entrare e chiuse la porta. Sempre in silenzio mi guidò in salotto e sedette sul divano, invitandomi a sedermi vicino a lei. In poche parole mi confessò che il piacere sessuale per lei era solo concepibile se insieme al dolore. In pratica era masochista. Si alzò, facendomi segno di rimanere seduto ed iniziò a spogliarsi completamente, rivelandomi un fisico da capogiro ma tempestato di segni di frusta sulla schiena, sulle cosce e sulle natiche. Poi mi disse di seguirla e, giunti nella sua camera da letto, aprì un armadio contenente falli, fruste, manette e tanto altro per l'abbisogno. Mi cinse i fianchi abbracciandomi e disse che un "fusto come me" (!) la faceva eccitare e mi avrebbe anche compensato se fossi stato al suo gioco. Senza farmi parlare mi spogliò rapidamente e, presomi il cazzo in bocca, iniziò a pompare fino a farmi venire sul suo viso. Poi si sdraiò sul letto, pregandomi di scegliere una frusta nell'armadio e frustarla senza scrupoli. Mai fatto cose simili in vita mia, mi trovai improvvisamente eccitato per il nuovo gioco e, senza esitare, usai la frusta con fermezza, facendola lamentarsi di dolore e piacere insieme. Cribbio, lei soffriva e godeva; io godevo solo. Mi si creò un'erezione dalle dimensioni mai viste e, dopo che le misi un pò di vasellina sull'ano, la possedetti brutalmente da farla gridare dal dolore ma io ero eccitato come mai prima di quel momento. L'innondai di sborra nel culo e, dopo neanche cinque minuti, avevo nuovamente l'erezione e le misi il cazzo nella figa per poi passare al culo dove ebbi il secondo mio orgasmo e lei ancora si lamentava per il dolore, poi però mi abbracciò e disse che io sarei stato il suo preferito "padrone" per sempre! Facemmo una pausa per prenderci un caffè con dolcini, poi tornammo in camera dove la feci accomodare sulle mie gambe e iniziai a sculacciarla facendola lamentarsi e gridare poi di dolore ma anche piacere. La rigirai e la scopai di nuovo ma, quando stavo per venirmene, ,la inculai di nuovo e mi fermai per riprendere energie. Lei, instancabile, prese candele ed accendino, poi si sdraiò sul letto, chiedendomi di versare cera bollente sulla schiena e sulle cosce. Anche lì non esitai, il nuovo gioco mi eccitava e non pensavo affatto di fare del male ad altrui, quindi mi intricava il sentirla lamentarsi e, mentre la cera colava sulle natiche, le davo dei colpi col mestolo preso in cucina. Dopo che mi chiese di fermarci un poco, andai a curiosare nel suo armadio dove c'era l'armamentario e vidi siringhe da clistere, da punture e lei mi chiese di prendere una scatola di dieci siringhe per farle iniezioni di acqua distillata che avrebbe creato bruciore nel suo bel culo. (De gustibus!!). Io che sapevo fare bene le punture, rimasi un poco indeciso ma poi stetti al gioco e le caricai tutte, consapevole del dolore che avrebbe ricevuto ma così voleva, cos' le piaceva! Le infilai cinque aghi per natica e spinsi  gli stantuffi delle siringhe con rapidità, cosa errata nello svolgere iniezioni ma lei così voleva. Cominciavo a sentire i morsi della fame ed era quasi ora di pranzo. Chiesi a lei di indicarmi il bagno e mi ripresentai da lei che poi si chiamava Gloria, vestito e pronto per salutarla, usando come scusa di congedarsi da lei per raggiungere mia moglie in casa. Lei obbiettò, dicendomi che aveva visto mia moglie partire in mattinata, comunque mi dette dalla sua borsa duecento euro e volle il mio numero di cellulare per combinare altri incontri. Riflettei un poco su quei soldi poi mi dissi che me li ero guadagnati e, baciandola in bocca mi congedai da lei. Andai a casa, convinto di essere contattato presto da Gloria.



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