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Pubblicato : 02-08-2015 | Autore : murantico
Categoria : Prima Volta | Totale Visualizzazioni : 1983 | Votazione :


  
murantico
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Dopo la telefonata rivelatrice di Giovanna, sia pure scatenandomi con mia moglie, ero morbosamente curioso di vedere come si trovava il culo della mia dirimpettaia, dati i continui assalti di suo marito. Tanto feci da riuscire ad incontrare "casualmente" Giovanna mentre era al supermercato, chiedendole di trovare una scusa per un prossimo incontro. Lei s'inventò con i suoi una visita dal dentista, causa uno strano dolorino ad un molare e, chiamandomi al cellulare, chiese se l' appuntamento con il Dottore si poteva anticipare il prima possibile. Io compresi il suo gioco e le dissi la mattina dopo alle 8,30. Lei confermò che era disponibilissima ed io "segretaria del dentista" confermai il suo nome nella mia fantomatica tabella degli appuntamenti. Alle 8,30 ero già nel furgone, davanti all'ingresso del nostro palazzo e, quando vidi uscire Giovanna e la chiamai, offrendomi, ad alta voce, di darle un passaggio per dove voleva andare. Lei mi rispose di avere un appuntamento dal dentista e, dopo che la vidi salutare con un cenno i suoi figli che stavano affacciati alla finestra, mi disse la via che doveva raggiungere ed io l'invitai a salire a bordo e ... via dal dentista. Ma dal dentista non ci andò mai Giovanna perchè presi la strada dei monti per arrivare allo stesso posto dell'altra volta e, una volta giunti a destinazione, passammo nella nostra alcova, dove ci spogliammo rapidamente e, dopo una lunga seria di baci in bocca, passammo ad un rovente sessantanove ed io intanto infilavo un dito al culo a lei, verificando quanto poteva aver ceduto agli assalti coniugali. In effetti il mio dito entrò senza sforzare tanto il culetto muscoloso della bella Giovanna. Cambiammo posizione e lei, capita l'antifona, si mise alla pecorina e mi offrì il culetto. Consapevole di non avere neanche un poco di gel, provvidi a leccarle a fondo l'ano, poi, insalivandomi il glande, appoggia la punta sul forellino, spingendo lentamente e notai con piacere che la lubrificazione fu utile, infatti la penetrai senza farle cacciare un urlo. Era proprio veramente sfondata per fare entrare senza dolore la sberla del mio cazzo! Mi fermai un attimo, poi iniziai a penetrarla di continuo, senza sosta e, finalmente ebbi la soddisfazione di sentirla gemere di piacere. Dalla vagina colavano gli umori come da una fontanella ed io, eccitato dalla sua pioggia, lle schizzai in culo non sò quanta sborra. Dopo che estraetti il cazzo dal suo culo, mi misi sdraiato di schiena e lei andò subito a mettersi il cazzo in bocca, pulendolo da lunghe slinguate e, in poco tempo, ero di nuovo con una notevole erezione e la feci stendere sul materasso, aprendole al massimo le sue cosce vellutate, una pelle liscissima, e le infilai in fica il cazzo, stantuffandola fino a farla godere, sentendomi il cazzo intriso dai suoi umori vaginali. Quando urlò di piacere, allora mi lasciai andare e vidi straripare dalla sua fighina i miei fiotti di sperma. Visto che era passata più di un'ora, decidemmo di riprendere la strada di casa e, giunti in città, la lasciai all'angolo del nostro palazzo per non farci vedere nuovamente insieme. Lei andò dritta a casa ed io persi tempo con una birra al bar, dopo chiamai al cellulare Paola, chiedendo se dovevvo prendere qualcosa per cena o aveva provveduto già lei, così lie mi ringraziò per le mie attenzioni ed io risi sotto i baffi ... . Arrivai a casa e trovai Paola alle prese con una chiacchierata con Giovanna, sul pianerottolo: Diedi un bacio a mia moglie, salutai Giovanna chiedendole come stava dopo il dentista. Lei mi rispose"Non hai idea di come mi sento bene adesso. Che bravo dentista quello lì, mi ha rimesso al mondo senza dolore!" La osservavo mentre mi parlava: Che brava attrice invece lei! Mi congedai da loro ed andai  a farmi una doccia. Il giorno dopo, mentre stavo per partire col mio furgone per il lavoro, mi sento chiamare da Annalisa alla finestra:" Mi porti con te? Sono sola e mi annoio" Rimasi un attimo a pensarci sopra, poi, dopo averle raccomandato di lasciare un biglietto ai suoi, chiamai al cellulare Paola per essere certo che Giorgio e Giovanna ne fossero al corrente. Eccoti arrivare Annalisa con una minigonna da infarto ed una maglietta che rivelava i suoi capezzoli ben tosti. Un cenno di saluto a Paola che si era affacciata alla finestra e le chiedo di informare Giovanna. Lei mi tranquillizza ed io parto con Annalisa che, con una sola occhiata, mi aveva fatto capire di non avere voglia di fare consegne con me ma altro ... . Presi la strada dei monti e, giunto al mio posto preferito, scesi ed invitai lei a seguirmi. Entriamo nel piano di carico del furgone e lei si mette ad annusare dapertutto:" Dopo che ti scopi mia madre ... almeno sii furbo a cambiare l'aria qua dentro, si sente il suo profumo che io le frego sempre perchè mi piace!" Rimango allibito. E lei:" Tua moglie non la porti mai con te al lavoro, mio padre è troppo fesso per accorgersi di certi movimenti, passaggi a mia madre e ... corna!" La prendo e la pongo sulle mie cosce ed inizio a sculacciarla fino a farle smettere di ridere ed iniziare a frignare dal dolore. Poi le dico:" tu fatti i fatti tuoi. Che ne sai se il tuo paparino magari, oltre a tua madre fa la festa anche alla mia?" Annalisa si mette a ridere:"Ma te ne sei accorto?" Le rispondo:" Meglio cornuto e vendicatore che cornuto e coglione!" Poi, stufo delle chiacchiere, la avvicino e le infilo la lingua in bocca ed inizio un'altra lezione di sesso gratuita. Passiamo più di due ore a scopare divinamente, poi, entrambi stremati ed affamati, ci rimettiamo i vestiti e raggiungiamo un bar sulla strada. La barista ci guarda preoccupata: le stiamo svuotando il bancone-vetrina con un appetito da lupi. La colazioncina mi toglie trenta euro dal portafogli ma chi se ne frega. Che goduria ragazzi!



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