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UNA MAGNIFICA TROIA
Ho sempre odiato andare alle riunioni dell’assemblea
generale della società. In particolare mi hanno sempre urtata le occhiate e i
commenti sottovoce dei colleghi azionisti. La mia è sempre stata una presenza
dovuta, ma contemporaneamente muta e i miei interventi nelle decisioni erano
sempre guidate o da mio marito o chi per lui. Infatti non sono mai stata edotta
in campo manageriale.
Devo pero’ dire per capirci, che sono diventata azionista
grazie alla generosità di mio marito nel periodo in cui eravamo appena sposati.
Bene questa sarà la mia ultima riunione, infatti ho
recentemente ceduto la mia quota al mio ex marito in cambio di una interessante
contropartita.
Il taxi si è fermato davanti all’albergo, il viaggio mi ha
un pochino sfiancata, la stanza prenotata è quasi pronta, una ragazza sta espletando
gli ultimi accorgimenti atti a rendere la camera elegante e confortevole.
-
buongiorno, le dico entrando
-
buongiorno signora, ho terminato or ora, le serve
qualcosa?
-
Grazie, mi potrebbe far avere un caffe’ per cortesia?
-
glielo porto subito signora.
Mi tolgo l’orologio che appoggio sul comodino, chiudo
noncurante il cassetto semiaperto, siedo sul letto, mi tolgo le scarpe, ne
metto un paio più consone, vado in bagno, arriva il caffè.
-
Lo poggi li grazie, vengo subito, mi aspetti.
Un attimo dopo vado a bermi un caffe’ che mi rigenera,
mancia alla ragazza e mi appoggio al cuscino.
Solo due minuti prendo la borsetta per le sigarette e
fumando mi risiedo sul letto.
Ero convinta di aver chiuso il cassetto del comodino.
Incuriosita guardo dentro, caspita dei profilattici e dei
depliant.
Ok ho pensato, non fanno mancare niente, i depliant zeppi di
riquadri pubblicitari indicavano ristoranti, musei, parchi, teatri, cinema,
negozi, ecc..
Ho bisogno di una doccia richiudo il cassetto e ritorno in
bagno.
Questa maledetta riunione è domani, ho tutto il tempo per
riposarmi e magari dare uno sguardo alle vetrine dei negozi limitrofi.
Sono pronta andiamo a conoscere la città.
Ho fatto degli ottimi acquisti, torno in albergo.
Ho un certo appetito, già vediamo al depliant i ristoranti
dovrebbero essere della zona immagino.
Ecco qua questo sembra fatto al caso mio specialità ittiche,
chiediamo al consierge.
-
Si pronto, sono la signora della camera 119 ho visto il
depliant e vorrei da lei un consiglio….
-
Ah, si ho capito, se vuole posso interessarmene io, mi
risponde il tizio dell’hotel interrompendomi.
-
Appunto intendevo se il ristorante descritto nell’opuscolo
è vicino all’albergo.
Un attimo di silenzio…..
-
pronto?
-
Si scusi signora, il ristorante è proprio vicino,
-
Grazie, e chiudo.
Scendo nella hall e mi faccio indicare dal consierge dove si
trova il ristorante.
Alla domanda pareva imbarazzato, ma non ci faccio caso e mi
indica il ristorante.
Ora e’ pomeriggio e sono sdraiata sul mio letto in camera
fumando una sigaretta e ripassando nella mente i buoni momenti al ristorante.
-
Bè il deplian diceva bene, si mangia divinamente, vago
con la mente, che strano il consierge perché era imbarazzato? Di cosa voleva
interessarsi? Del ristorante?
-
No non ne avevo parlato. Vediamo cosa ho detto…….?
Di scatto mi siedo sul letto allungo la mano verso il
comodino e mi sfoglio bene il depliant.
Lo avevo quasi del tutto letto quando un riquadro rosa
cerchiato, mi ha fatto strabuzzare gli occhi.
“Non indugiare chiamaci, se ti senti sola noi siamo la
soluzione per te, diceva testuale e seguivano 2 numeri telefonici.
Wow, improvvisamente la mia mente si mette in moto mi sento
tutta stranamente accaldata e tremolante.
-
insomma che mi prende? Roberta che cosa hai? Penso
Sono nervosa mi accendo un’altra sigaretta e cammino per la
stanza respirando affannosamente.
Vuoi vedere che si tratta di quello che penso io? Ma se è
quello che penso io, mia cara Roberta, significa che si potrebbe realizzare uno
dei tuoi sogni erotici oggetto di tante masturbazioni?
Eh già tra dire e il fare ce ne passa, anzi tra il sognare e
il fare ce ne passa.
Mi guardo e mi riguardo l’opuscolo colorato……
Passo almeno un’ora pensando fra caffè e sigarette, infine
la decisione, ma si ora o mai piu.
Tremolante faccio il numero.
Mi risponde una voce decisamente gentile, parliamo per
almeno una mezz’ora in modo alquanto amichevole da farmi sentire a mio agio.
-
naturalmente siamo persone assolutamente sane e
certificate, prosegue il giovanotto, lavoriamo sul sicuro e non costiamo poi
tanto per quello che offriamo,
Gli dico l’albergo dove mi trovo, che conosce bene e infine
mi chiede:
-
vuole solo una persona o piu di una?
Mi viene un colpo.
-
perché potete essere anche piu di uno? Rispondo con
voce soffocata.
-
Due, tre, quanti ne vuole
Sto zitta un po’ ci penso…………………
-
Va bene, a che ora arrivate? Chiedo, e intanto la testa comincia a girarmi.
-
entro un’ora siamo da lei. A piu tardi, e chiude.
Appoggio il cellulare e comincio a camminare per la stanza, rimuginando su quanto avevo
fatto. Ma ti rendi conto Roberta che paghi per essere scopata? Si, si la
fantasia erotica, vabbè balliamo. Vado
in bagno faccio la doccia e mi preparo. Trucco sobrio, labbra rosse, capelli a
coda di cavallo, autoreggenti, slippini bianchi pizzati e merlati su parte
intima rasata, seno al vento, scarpe bianco vernice con tacchi a spillo, elegante
vestaglia bianca trasparente aperta.
Sono pronta da un po’ fumo nervosamente e apro il
mobile-bar, bevo un paio di cognac e continuo a pensare. Bene Roberta, ti fai
scopare e poi paghi e sorrido maliziosamente davanti allo specchio.
Bussano alla porta.
Apro e mi appare un giovanotto dall’apparenza abbastanza
normale, chissà perché pensavo a certi marcantoni, piacevole a vedersi, ci
scambiamo un ciao e lo faccio entrare.
-
Come è che sei solo tu? chiedo
-
Non entriamo mai tutti insieme
-
Ah capito.
Di li a poco arriva l’altro, un ragazzo non bello proprio,
ma decisamente grosso, un fascio di muscoli, sembra fatto apposta, tipologie opposte,
per sensazioni diverse.
Parliamo un poco, mi mostrano i loro documenti certificati,
chiedo loro se desiderano qualcosa da bere, gentilmente rifiutano e mi metto in
piedi pronta ad offrirmi a loro.
In quel momento ribussano alla porta, mi viene un colpo, uno
dei due che era vicino apre la porta ed un altro corpulento ragazzo mi appare
alla vista lasciandomi a bocca aperta, non per il ragazzo, ma per il numeri
degli stessi.
Ovviamente non avevo niente da ridire, ma
- come mai? chiesi
- Sono sicuro che ci vuoi tutti, risponde, l’ho capito al
telefono.
Sorrido e mi avvicino a loro.
Mi lascio palpare mentre uno mi bacia il collo con maestria.
Si limitano a palparmi i seni dei quali noto il loro
gradimento, a turno mi baciano in bocca tutti e tre ripetutamente, ho mani sul
sedere sui fianchi fra le cosce, mi sfilano la vestaglia, sto notando che
eseguono quanto raccontato per telefono secondo le mie fantasie sessuali, sono
già bagnata e preda di già di una confusione mentale, uno continua a palparmi e
baciarmi, mentre gli altri due si stanno spogliando.
Mi inginocchio davanti ad uno, il suo membro non è
particolarmente grosso, ma è molto lungo e lo prendo in bocca, sbocchinando con
piacere quel membro non ancora del tutto teso che sento crescere ancor di piu
in bocca. Intanto ho in mano i membri degli altri due, accidenti uno
addirittura non mi chiude la mano intorno, l’altro normale nelle dimensioni ma
pur sempre un bell’attrezzo.
Con le mani occupate tengo il primo fino in fondo alla bocca
e lui mi spinge la testa per farmi ingoiare quel suo lungo uccello. Lo sento
penetrare in gola, intanto uno inginocchiatosi dietro di me mi afferra le
mammelle stringendomele, dopo qualche piccolo conato il cazzo è tutto in gola.
Mi spinge bene la testa verso di se, le mie labbra toccano
il suo ventre ed intanto un rivolo di lacrima scende lungo la mia guancia.
Una mia mano è appoggiata sulla coscia del tipo in piedi e
ne approfitto con la mano libera per passarmela sulla figa strizzandomi il
clito’ gonfio e pregno dei miei umori.
Mi ritraggo dal membro e subito un altro l’ho in bocca, piu
facile da ingoiare e lo succhio con passione.
Molto difficile ingoiare quello grosso, infatti non ci sono
riuscita nonostante i tentativi, col risultato di provocarmi ulteriori e grossi lacrimoni.
Dopo aver indossato ciascuno dei ragazzi un preservativo, mi
accompagnano sul letto, mi sdraio ed uno solo si avvicina a me, come se ce ne
fosse bisogno, mi stimola il clitoride e mi infila prima uno poi due dita nella
vagina.
Mi prende una specie di tremolio, forse è una buona dose di impazienza, ansimo
sempre di piu.
Si mette sopra di me, col pene gioca con la mia patatina, lo
struscia, da colpetti e finalmente mi penetra.
Un lungo mio sospiro accompagna il pene mentre entra nella
mia pancia, mi bacia sul collo e delicatamente mi scopa, indi accelera e le mie tette si muovono
all’unisono.
Dopo un po’ di penetrazione martellante riprende ad essere
delicato e dopo qualche istante esce da dentro di me e si allontana.
Pronto il suo collega col membro bello eretto la cui luce
del giorno riflettendosi sopra il profilattico lo faceva sembrare piu grosso,
si avvicina a me sorridente io riapro (la sensazione che provo nello spalancare
le cosce è impagabile) le cosce e penetrandomi mi da un bacio fuggente sulle
labbra.
Un gridolino di piacere mi scappa stringo le gambe intorno
alla sua vita, sentendo il suo cazzo profanarmi la vagina, vengo copiosamente
in quel momento e delicatamente, ma decisamente affonda il pene profondamente
nella patatina. Rallenta sempre piu sino a fuoriuscire da me.
Il terzo sale sul letto, senza degnarmi di uno sguardo, si
mette sopra di me e mi infilza in un sol colpo. Urlo di piacere e meraviglia, mette
le sue mani a fianco alla mia testa mi scopa come se stesse facendo delle vere
flessioni.
Accidenti mi penetra con forti colpi di inguine che mi fanno
sbattere su e giu disordinatamente le mammelle.
Sempre cosi per qualche minuto, poi come è entrato dentro di
me ugualmente se ne esce e prima di scendere dal letto mi fa l’occhiolino.
Sorrido e mi siedo sul letto, e chiedo:
-
avete un limite di tempo? Perché vorrei fumare e bere
qualcosa.
-
Non c’è problema fumiamo pure.
Dopo un paio di bicchieri io, loro no, ma tutti una
sigaretta, mi fanno inginocchiare e succhiare i loro cazzi puliti dal
profilattico, uno appoggia una gamba sul letto e mi preme la testa sotto di lui
facendomi leccare e baciare i testicoli e una cosa mai fatta mi fa, aiutato
dagli altri due, mi indirizza per leccare la zona dell’orifizio anale.
Devo dire che la cosa mi ha un pochino come dire, non
shockata, ma quasi, poi ricordandomi che è prassi normale per me farlo con la
mia amica, ho pensato che non fosse poi cosi diversa. Tutti e tre ora indossano
profilattici di colore nero. Li preferisco trasparenti, probabilmente fanno
parte della loro procedura.
Il tipo corpulento mi vuole in piedi, obbedisco al mio
amante e messami in piedi davanti al letto uno mi si avvicina dietro e mi
penetra cosi in vagina, un altro mi allarga le gambe facendomi cadere meglio
sopra il cazzo che avevo dentro, uno si siede sul letto in modo che chinandomi
potevo succhiarglielo. Mentre succhio, a turno gli altri mi scopano, sino a
darsi reciprocamente il cambio nelle posizioni.
I cazzi dentro di me in quella posizione, specie se mi
rimettevo in piedi con lui che si teneva per le mie tette stringendole ,
strizzandole anche con forza, mi provocavano fiotti di umori i quali
cominciavano a colare fra le cosce.
Di nuovo sul letto, mi metto alla pecorina ed ecco che nella
mia posizione preferita iniziano a chiavarmi
in figa. I membri dei miei amanti si alternano nella fichina
bagnatissima e intanto succhio alternativamente gli altri sul lettone. Altro
orgasmo non meno potente del precedente, scuote il mio corpo, gocce di sudore
dei miei amici si mischiano sulla mia schiena. I colpi di nerchia sono ora
fortissimi, mi sento la vagina aprirsi sempre piu, tutti e tre mi montano
continuamente senza sosta alternandosi e ora con colpi forti uscendo e
ripenetrandomi con colpi unici che scuotono il mio corpo e mi fanno urlare.
Lui è in piedi dietro di me sento che si avvicina a me, gli
altri due mi accarezzano il seno mi baciano in bocca sul collo. Mi entra in
figa piano piano si muove dolcemente, sento il suo cazzo uscire da me e
appoggiarsi li sul buchino, respiro affannosamente sapendo cosa mi aspetta, il
desiderio è grande, tendo a spingere il sedere indietro, ma loro mi fermano,
baciandomi tutta a colpetti di labbra sulla schiena, spinge, sento il mio
orifizio aprirsi, sento il cazzo farsi strada e scivolare dentro, i testicoli
che sbattono sulla mia vagina mi dicono che il pene è tutto dentro.
Sta fermo un attimo per farmi rilassare le pareti anali, poi
come una supplica incito, daiiiiii.
Incomincia cosi una interminabile chiavata nel mio sedere,
delicata, con accompagnamento di colpi
decisi, facendomi sobbalzare e mugugnare di piacere.
Toglie il membro e poi lo rimette con forza un colpo solo e
ad ogni fendente è un gridolino.
Tocca all’altro, mi mette di fianco, sono al settimo cielo,
mi scopa in vagina un poco, poi sento che fruga col dito come cercare il buchino,
ed infatti un attimo dopo e dentro il mio intestino scopando con vigoria, gli
altri due sono vicini con i loro membri alla mia bocca, strana sensazione il
pompino col preservativo, con il pene ben piantato nel retto mi tiene e si gira
quel tanto per stare di schiena sopra di lui. L’amico è vicino a me, allargo le
gambe in modo che possa posarsi sopra, entra in me deciso e i due mi scopano
uno in culo l’altro in figa all’unisono, mi sento piena e con ancora meno
ritegno sfogo il mio godere in una serie di mugugni e urla, ma ecco che quello
che stava nella mia vagina dal il cambio al terzo ragazzo che mi apre la figa
in un sol colpo, sono pervarsa da un calore penetrante in ogni mia parte del
corpo e tra i colpi dei loro martelli di carne ecco un altro orgasmo scuotermi
le viscere.
Ora mi siedo a smorzacandela , e mi riempio la vagina, seduta
sopra il cazzo di uno mi muovo saltellando aiutata dalle molle del materasso,
quando una mano sulla schiena mi spinge verso il basso. Quel membro enorme
stava per sfondarmi ancora di piu il mio sedere, ora sento la capella
sull’orifizio, un colpo solo, urlo come una cagna in calore ed ecco che l’ho
conficcato tutto dentro di me. Le sue mani sulla mia schiena le altre due mani
sulle mie tette e due cazzi dentro di me fanno a gara a chi mi penetra con piu
forza. Ora è il turno dell’altro che è pronto a frugare nelle mie interiora e
come prima si muovono forte fra gridolini e mugugni vari della sottoscritta.
Infine scendiamo tutti dal letto e stiamo in piedi, uno da
dietro mi infila bene il suo membro dentro il sederino e poi con mestiere mi
solleva prendendomi per le gambe, un altro davanti mi infila il suo arnese in
vagina ed entrambi mi tengono sollevata e mi scopano, uno mi bacia in bocca
l’altro mi bacia sul collo. Sono al settimo cielo.
Mi prendono in tre e mi mettono sul divano, apro le gambe, il
primo subito mi scopa in figa, piano ma poi sempre piu veloce, capisco che è il
momento, si sfila da dentro di me, io mi inginocchio lui toglie il profilattico
e me lo mette in bocca, la mia mano va a stuzzicare la mia martoriata vagina,
lui smanetta il cazzo e mi scarica una serie di schizzate di sperma da
riempirmi la bocca. Con la mano sto masturbandomi perché è in arrivo l’ennesimo
orgasmo il cui suo culmine lo faccio coincidere col momento dell’ingoio di
tutto quello sperma.
Wow, sono distrutta, mi rimetto sul divano spalanco le cosce
aspettando l’ingresso dell’altro cazzo, ancora colpi in velocita’ esce si alza,
mi inginocchio tolto il profilattico ancora un pompino, ma una volta tolto mi
schizza tutta in faccia riempiendomi come di solito gli occhi di sperma.
Mezza acceccata sono di nuovo seduta per l’ultimo atto, ultima
penetrazione che assaporo con piacere ed ecco che al culmine mi viene un po’
sulle labbra un po’ in bocca, con la lingua pesco un po di sperma quindi con
fare incerto mi rimetto in piedi.
Sono stanca sfinita, con la faccia piena di sperma che
scivola verso le tette, mi riprendo un poco accendo una sigaretta, con me
fumano i miei bravi amanti. Vado allo
specchio, sono stravolta, guardo la mia
faccia ricoperta da schizzi di sperma, un occhio semichiuso da uno schizzo,
continuando a rimirarmi allo specchio, appoggio la sigaretta alla bocca e mi
viene un brivido che non so descrivere.
Doccia per tutti, un caffè e al momento del commiato nel
consegnare l’assegno dico loro:
-
Ecco ora si, sono una troia
-
Una magnifica troia, mi rispondono sorridendo. |