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Pubblicato : 24-02-2010 | Autore : doppiosenso
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 13147 | Votazione :

  
doppiosenso
scrittore- fotografia-scopare

La piacevole e peccaminosa esperienza sessuale vissuta con mia madre mi aveva provocato in entrambi uno sbandamento morale. Evitavamo quanto era possibile di fare incontrare i nostri sguardi.  Sul telefonino mi arrivò un sms dal suo cellulare: “Difendiamo il nostro terribile segreto. Ti desidero ardentemente ma so che devo rinunziare a te. Continua volermi bene.” Per tutta risposta anche io le inviai un sms “E’ stato meraviglioso quello che abbiamo fatto. Ho paura di non resistere alla tentazione di averti ancora. Ti voglio bene e ti rispetto. Per un po’ di tempo vado a vivere ospite di zia Tiita.Con gli altri inventa una scusa. Ad esempio che devo studiare per una ricerca ed ho bisogno di tranquillità.” Telefonai a zia Titta. “Zia, mi ospiti per un po’ di giorni?” La risposta della troiona fu immediata: “Da stasera stesso. Ti preparo anche una buona cenetta. Ma mia sorella (mia madre) lo sa di questa tua fuga? Cosa è acceduto.Mi racconterai dopo, anche se lo immagino. Ciao!”

Ficcai il necessario in una valigia e senza salutare alcuno, anche perché in quel momento in casa c’era soltanto mia sorella chiusa nella sua stanzetta magari a scopare con il fannullone di suo marito, uscii. Zia Titta mi aspettava a braccia aperte. Il suo “affetto” per me in parte è dovuto al piacere che le faccio provare quando me la scopo o comunque le infilo il pene in ogni suo buchetto. Alla vecchiaia zia Titta sta vivendo una seconda giovinezza sessuale. Devo ammettere che a letto se la cava benissimo. Fa delle cose meravigliose. Con il culo, la bocca, la figa. Da quando si è legata al mio pene e scopiamo ho notato che si trucca, fa di tutto per nascondere qualche ruga. Si tinge persino la peluria sul pube.Devo confessare che mi strizza fare l’amore con lei. Mi sono ripromesso appena  avrò scopato con almeno altre due o tre donne della mia cerchia familiare che fanno a gara per farsi sbattere dal mio bel cazzo, di stilare una classifica. Ancora è presto, sono a quota due: mia madre e sua sorella, mia zia Titta.  La troiana porca sessantenne di mia zia mi accolse a braccia aperte. Il bacio in bocca era oramai un rito. Aveva succhiato una caramella di menta e fu piacevole sentire la sua lingua nella mia bocca.

Mi accompagnò nella sua grande stanza.Non c’erano più i due lettinu ma un solo grande letto. Disse la zia: “E’ più comodo. Sicuramente si scopameglio.” Di rimando  aggiunsi: “Lo vedremo stanotte.” Zia Titta non perse tempo: “Proviamolo subito. Stanotte sarà un altro giro.O forse hai dato tanto con questo pene che oggi sei stanco?”

Ho pensato per un attimo che alludesse a mia madre.Ma mia madre non poteva essersi tradita confidando il nostro rapporto intimo a sua sorella.”

Zia Titta è una porcona ed anche pettegola. Non poteva essere. Non mi diede il tempo di rispondere e mi buttò sul letto venendomi accanto. La sua libidine si sentiva anche nel respiro. Era veramente prota per una scopata ad alta intensità. Saltando persino i prelimari. “Dai tiralo fuori.Muoio dalla voglia di vederlo,baciarlo quel tuo cazzo lungo. Ci facciamo una sveltina,”

Mi bassai i pantaloni, lo sip e misi a nudo l’asta arrittata. Zi Titta  tirò via la camicetta e mi mise in faccia il suo seno che cominciai a leccare in attesa che terminasse lo spogliarello. Nuda mi faceva un certo effetto. Quella taglia 46 mi arrapava. Mi misi nudo completamente anche io. Lei era supina non aspettava atro che la penetrassi. Aveva tanto desiderio di sentirselo dentroil mio pene che si allargò le labbra della figa con le mani. Io presi ilcazzo con la destra e lo avvicinai alle sue grandi labbra e poi di colpo il capocchione entrò nella figa. Ci dimenavamo tutti e due. Io sopra dilei facevo lo stantuffo. Quando era vicina al piacere zia Titta amava sentirsi baciare le tette e gridare tutto il suo orgasmo: “Sto venendo, fai più forte.No,piano,piano. Ora ora forte.Godooo.” Gridai anche io come piaceva a ei:”Si, si vengo,ti sborro troia, troia.” E le sborrai dentro. Una doccia ci rimise in sesto. Prima di tornare in salotto zia Titta mi ricordò: “Sono una troia,la tua troia. Ti piace sfottere lamia vecchia figa.”

“Si, mi piace tutto di te. Stanotte te lo dimostrerò con più ardore.”

Già pensavo alle porcherie che avremmo fatto . A quando le avrei  fatto leccare lamia sborra. Non potevo immaginare che con il mio invece avrei dovuto acconteare anche l’altra sorella di zia Titta e di mia madre, la zia Gina. Che venne a cena e poi restò per trascorrere tutta la notte, nel grande letto,con zia Titta e me. Un triangolo da morire,per me. Ancora sto recuperando tutta la sbora che ho dovuto far bere alle due porche zie. Tanto porche ma mai puttane le tre sorelle:mia madre, zia Titta e zia Gina.       




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    Racconto a Caso
Autore : ninfotimido
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