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Pubblicato : 27-04-2017 | Autore : murantico
Categoria : Dominazione | Totale Visualizzazioni : 689 | Votazione :


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

Erano le venti circa ed io, da solo in casa, cercavo di trascorrere il tempo da solo: Mia moglie era da sua madre ammalata! Avevo cenato e scorrevo i programmi in televisione. Squilla i telefono ed ero certo fosse mia moglie, invece era una voce maschile: "Lei ha un furgone per trasporti?"- "Sì, certo!" rispondo io. "Avrei bisogno di vederla per vedere insieme quanta merce entra nel suo mezzo!" Ci accordiamo per incontrarci subito ed eventualmente far il trasporto l'indomani. Prendo l'indirizzo e vado subito lì. Arrivo in periferia e suono il campanello della villetta isolata. Sento un suono di schiocco di frusta e segue un lamento fioco. Risuono ma i rumori interni coprivano il suono del campanello. Decido di suonare più intensamente e, dopo qualche minuto, la porta si apre e una gran bella signora, col viso rigato da lacrime mi si presenta davanti. Mi fa entrare ed andiamo dritti dove ci sono vari scatoloni pronti per essere caricati. Arriva il signore che mi aveva contattato ed insieme osserviamo gli scatoloni e poi il piano di carico del furgone. Conveniamo il prezzo per il trasporto e lui mi da l'indirizzo del luogo di consegna per il mattino dopo, facendomi presente che lui non ci sarà perchè lavora in ufficio, così avrò l'aiuto della signora. Preso un digestivo d'erbe fatto in casa, mi congedo daloro ed al mattino dopo, per le otto sono lì alla porta. Suono e la signora subito mi apre. Lei è una mora d infarto, formosissima e due occhi verde smeraldo che incanterebbero anche pezzo di ghiaccio. Alta, gambe da infarto e seno rigoglioso con un culo da favola. Lei mi chiede di darci del tu: si chiama Chiara. Mi offre un caffè con dolcini fatti da lei e, mentre si muove in cucina, l'ambiente è cosi piccolo che varie volte mi sfiora con le sua ammalianti curve. Struscia ora e poi anche dopo, ... io non reggo più e la abbraccio ai fianchi, alzandomi in piedi, infilandole la lingua in bocca. Lei fa una breve resistenza ma poi molla subito e va con la manina affusolata sul mio cazzo che estrae rapidamente dai calzoni ed inizia a masturbare. Mi afferra il cazzo e mi guida alla camera da letto e, prima di sdraiarcisi insieme, mi guarda con gli occhi languidi e:"Mio marito mi maltratta, mi sculaccia, mi frusta ma non mi scopa a dovere. Fammi la festa tu, ti prego!" Non me lo faccio ripetere e la spoglio rapidamente. Le spalanco le cosce e le lecco la fighina che sbrodola subito e lei inizia ad ansimare invitandomi a scoparla con vigore ed io inizio a darle dei colpi di cazzo da farla sussultare e tremare, vibrare dal piacere. Le schizzo sperma dentro la figa e sulle cosce, poi, raccolto lo sperma ed i suoi umori vaginali, mi metto a lubrificare il suo culo e la sodomizzo con un colpo secco da farla gridare di dolore e piecere insieme. Lei spruzza umori dalla sua fighina mentre le sto spaccando il culo, considerando le dimensioni non indifferenti del mio batacchio, geme, soffocando gli urli di piacere, con la mano intenta a soffocare le grida che le uscirebbero dalla bocca. Le vengo più volte nel culo e lei non mostra segni di stanchezza. Poveretta, poi mi confessò che era tempo che non godeva come oggi. Mi inorgogliai e ricominciai a scoparla per concludere con un bocchino che mi fece veramente da artista che mi dette goduriaincontrollabile. Ero sfinito ma al solo riosservarla nella sua magistrale bellezza, sono certo che avrei potuto riprendere i giochi ma ... prima il dovere, prima il trasporto, poi si poteva sempre ricominciare daccapo. Ci mettemmo a caricare il furgon, poi partimmo alla volta della destinazione che Chiara mi indicava. Arrivati a destinazione, scaricammo il tutto nel garage, poi lei lo chiuse e ripartimmo per tornare alla villetta. Appena entrammo a casa, Chiara mi si spogliò interamente e passò a slacciarmi i calzoni. Ci tuffammo sul lettone completamentenudi ed iniziai a leccarle i capezzoli già duri. Poi scesi aala fighetta che sapeva di prugna dolce ed acida insieme, svegliandomi così i sensi e, appena la sentii venirsene con gli umori che inzuppavano i miei baffi, le infilai il cazzo in figa e pompai a lungo fino a schizzarle un fiume di sborra. Lei fece una pausa che aveva lo scopo di invitarmi a sculacciarla perchè l'essere frustata e sculacciata le duplicava gli orgasmi. Mi passò un frustino e, dopo averle arrossati le natiche con venti sculacciate, la frustai a lungo fino a  sentirlaurlare di piacere e dolore insieme. A domani la seconda puntata.



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