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Pubblicato : 13-08-2016 | Autore : murantico
Categoria : Tradimenti | Totale Visualizzazioni : 677 | Votazione :


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

La notte avevo sognato La biondona, Vania. Nel risvegliarmi pensavo alla ragazzina, sua figlia Luisa. Cribbio, dovevo ritornarci, ma come però? Idea: il meccanico, suo marito, mi aveva dato il suo biglietto da visita, così presi il cellulare e vi memorizzai quel numero. Dopo che feci l'amore con mia moglie Paola, usanza che manteniamo dal giorno del matrimonio, preso il rituale e quotidiano caffè, salii sul furgone e partii. Girato l'angolo del palazzo, mi fermo e telefono al meccanico, con una scusa plausibilissima: la sera prima avevo dimenticato il mio portafogli a casa sua. Lui mi fa presente che non può fare nulla per me, non trovandosi a casa ma da un suo cliente, però mi da il cellulare di sua moglie per sentire lei in merito. Lo ringrazio e mi affretto a chiamare Vania la quale, sbalordita, mi chiede come ho il suo numero: Semplice, le dico, a tuo marito ho detto del portafoglio lasciato, forse, lì; così l'avvisai che se lui telefonasse, per farle sapere che avrei telefonato, lei poteva già dire sì che l'oggetto cercato da me era proprio lì. Arrivai da Vania in poco tempo e, quando trovai il portone accostato, entrai silenziosamente e ... quasi mi prende un infarto: La sventolona era difronte a me con slip, reggicalze rosso e calze a rete fittissima ed un reggiseno che semicelava due bocce da bowling. Da infarto!! La abbracciai ed in silenzio mi portò in camera da letto. Mi spogliai e la raggiunsi sul lettone, le spalancai le coscione he si ritrovava ed iniziai a leccale la figa, poi salii ai notevoli seni (7/8 misura? Boh!). Le infilai la lingua i bocca, giocando con la sua lingua e, con la mano mi presi il cazzo, puntandolo sulla sua figa e penetrandola con foga. Vania, nel sentire che stavo per raggiungere l'orgasmo, mi prego di tirerlo fuori e se lo prese in bocca iniziando un bocchino che mi diede un piacere tale da sborrarle in bocca una gran quantità. Poi la girai e le acciuffai con energia le sode natiche, infilando la lingua nel forellino che separava i due globi. Lei, intuendo che la stavo preparando per incularla, mi supplicò di essere molto delicato perché lì era ancora vergine. Sbalordito la osservai nel notare i suoi occhi supplicanti di non farle sentire un gran dolore. Mi spiegò che non aveva mai avuto tra i suoi spasimanti da ragazza e poi da donna, un amante del culo e neanche suo marito, nel breve periodo di sposini trombanti, aveva mai manifestato interesse al suo meraviviglioso culo. La invitai a prendere creme per mani o roba simile per favorire l'ingresso del mio ragguardevole, per cm.30 di lunghezza e cm.8 di diametro. Lei si alzò ed andò in bagno, ritornando con u tubetto di vasellina che spandei sul mio indice ed iniziai lentamente ad infilarglielo in culo. Lei ebbe un sussulto e strinse le natiche. Mi fermai e mi allungai per baciarla in bocca e tranquillizzarla, poi le sussurrai all'orecchio che non avrebbe sentito un gran male ma solo un poco all'allargarsi dell'anello iniziale. Ripresi ad ungerle l'ano e poi passai al cazzo che cospargei di molta vasellina. Accostai il glande al forellino ed iniziai a spingere lentamente ma Vania strinse le chiappe, impedendomi di avanzare. Pensai ad una diversa strategia per possederla ma il cazzo rovente e la mia mente eccitata al massimo, m'impedirono di pensarci sopra con calma e pace, infatti non ebbi più un minimo di autocontrollo e la possedetti con un colpo secco che le sfondò l'anello e mi permise di entrare in lei completamente. Vania gridò ma io le tappai la bocca con la mano, cosciente della presenza della figlia in casa, la quale dormiva sempre profondamente fino a mezzogiorno. Dopo che si calmò la baciai in bocca ed iniziai a muovermi nel suo strettissimo culo provando un piacere inspiegabile. Lei cominciò a sentire sempre meno il dolore che si tramutò in un piacere che la fece godere schizzando umori dalla vagina. Dopo che le sborrai in culo, i nostri giochi furono interrotti dallo squillo del telefonino suo: era suo marito che le chiedeva se ero stato a prendermi il portafoglio, poi le chiese di raggiungerlo con degli attrezzi a lui necessari. Ci vestimmo entrambi e Vania uscì subito, poi, mentre io stavo uscendo di casa, mi sentii abbracciato ai fianchi: era Luisa che mi fece notare che non potevo scoparmi sua madre senza pensare un poco anche a lei. Mi gira e vidi un gran pezzo di ragazzina, completamente nuda, con forme da capogiro, degna figlia di sua madre, perciò gran sorcona anche lei. Mi prese la mano e mi trascinò, incredulo per quanto mi stava accadendo, in camera sua. Era proprio un invito stupefacente ma  cercai di frenare gli istinti e feci notare a Luisa che Vania sarebbe tornata in pochi minuti, così mi scrissi il suo numero sulla mano e, baciandola in bocca, le proposi di incontrarci previo appuntamento e godercela nella mia "alcova mobile"(il furgone). Lei accettò e, dopo che la baciai di nuovo, volai via rapidamente col mio fedele compagno di lavoro. Tornai a casa dove trovai mia moglie ad aspettarmi dietro la porta d'ingresso e, con uno sguardo lascivo ed invitante, mi abbracciò portandomi in camera da letto. Io, stremato da Vania, non avevo più munizioni da sparare e m'inventai con Paola che la mattinata era stata faticosissima: carica e scarica merce pesantissima, perciò la pregavo di pranzare prima e giocare dopo. Io rimasi sdraiato a letto, lei corse in cucina e approntò un pranzo "caricabatterie" con spaghetti al peperoncino, peperoni fritti con una gigante bistecca, innaffiando il tutto con vino rosso. Mangiammo con appetito e, dopo l'amato caffè e l'apprezzatissima grappa, mi fumai un sigaro, mentre Paola stava in camera a prepararsi per l'incontro. Finito di fumare, vado dritto in camera e, quasi rimango paralizzato: la mia bambolona aveva indossato uno slippino rosso che divideva bene le sodissime natiche, calze bianche e reggicalze bianco, reggiseno bianco merlettato ed aveva risaltato la sua bocca da "mangiacazzi"ed i suoi occhi da angelo. Le saltai letteralmente sopra, senza farle male, naturalmente, ma quando sentì il cazzo contro la sua pancia, si chinò a prenderlo in bocca e mi fece arrivare quasi all'orgasmo. Ma quando stavo per venirmene, mi chiese di infilarglielo in fica e sborrarle dentro. La cavalcai faticando per frenare l'orgasmo e, dopo che la sentii bagnarmi le palle col suo orgasmo, mi lasciai andare e le scaricai non so quanta sborra in fica, infatti, quando feci uscirne il mio cazzo, fu seguito da  un fiume di sborra. Rimanemmo un poco abbracciati poi l'accarezzai in vari punti che sapevo sensibili per lei e, quando arrivai al suo forellino al culo, lei mi chiese di ungerlo molto, prima dell'uso. Presi la sua crema per mani e le unsi bene il grinzoso ano, passando dopo ad ungere il cazzo. Paola mi raccomando di fare lentamente, anche se era già abbastanza rodata, ma le mie modeste dimensioni le davano pensiero, però lei ne era abituata; spesso le piaceva essere sodomizzata. Mi avvicinai col cazzo rovente e lo appoggiai al suo ano, iniziando a spingere piano. Nonostante Paola ne fosse ormai abituata, emise vari gemiti ed un urletto che, invece di frenarmi, ebbe lo stesso effetto del drappo rosso mosso dal torero per eccitare il toro. Ebbene: anch'io ne ero eccitatissimo! La possedetti sempre lentamente ma, infine, a metà dei miei 30 cm., spinsi con un colpo solo: Paola gridò ma di piacere! Dopo i giochi con Paola uscii da casa ed andai a caricare il furgone per le consegne del domani. Uscito dal deposito col furgone pieno, mi fermo ad uo slargo per vedere le bolle accompagnamento merce. Alla seconda trovai lo stesso cognome del marito di Vania e vidi che l'abitazione era proprio vicinissimo a Lei. Preso da curiosità telefono a Vania, dicendole del simile cognome. Lei mi spiega che lì c'è sua sorella che alleva galline nane, infatti io devo consegnarle mangimi. Vania mi fa presente che lì troverò la situazione simile alla sua: marito domatore inesistente e lei belva affamata. Insomma, dovrò sacrificarmi anche lì. Sperai che la sorella non fosse da meno. L'indomani si vedrà!



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