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Pubblicato : 21-03-2011 | Autore : Madrigal
Categoria : Esibizionismo | Totale Visualizzazioni : 5683 | Votazione :


  
Madrigal
Tutti i testi che leggerete sono stati scritti a quattro mani, via email, con una carissima amica. Se qualcuna vuole provare, il divertimento è garantito, basta un incipit qualsiasi, tanta voglia di esagerare e un po' di tempo ( un paio di ore al massimo). Scrivete! Ciao a tutti.

« Signore e signori, prego allacciatevi le cinture» gracchiò laconico dall’altoparlante il comandante, ma avrebbe potuto dircelo scostando la ridicola tendina che ci separava dalla cabina di pilotaggio.

Mi allacciai la mia pregando che non succedesse nulla. Odio quei cazzo di minuscoli aeroplani che ondeggiano nel vento come aquiloni. Matteo sembrava tranquillo, incollato al finestrino interessato come sempre alle operazioni di preparazione dell’aereo per il decollo, carico dei bagagli, carburante...

Stipati su quell’aereoplanino c'erano altre due coppie che immaginai sarebbero sbarcate con noi sull’isola. A dire il vero, ripensando al depliant dell’agenzia viaggi, più che un’isola doveva essere uno scoglio in mezzo al Mare Egeo, disponeva solo di tre bungalow e si veniva lasciati li con i viveri e il resto erano affari tuoi, o almeno questo era il programma di ‘una settimana selvaggia’ dell’agenzia Viaggi.

Il velivolo cominciò a rullare verso la pista passando vicino ai mastodontici e rassicuranti aerei di linea e dopo quella che mi sembrò più breve di una corsetta in auto, fummo in cielo.

Il mio leggerissimo abitino di seta bianca mi si appiccicò immediatamente addosso dalla tensione e dal caldo. Guardai Matteo cercando supporto morale, i suoi pantaloncini corti color cachi e la maglietta erano come appena usciti dalla lavanderia.

« te la sei rasata?» attaccò dopo pochi minuti di volo scrutandomi con un mezzo sorriso sulle labbra.

« ma come cazzo ti viene in mente, stiamo svolazzando così bassi che mi sembra di sentire gli spruzzi d’acqua e a te viene in mente se mi sono rasata la figa?» sbottai innervosita

Alzò le sopracciglia e mi sorrise con quel suo sorriso da bambino innocente poi tirò fuori la macchina fotografica e cominciò a fotografare il panorama.

« sei sicuro si possa fare? «  gli chiesi « voglio dire è una digitale no?»

« uh?! Boh, senti, secondo me su questo coso l’unica cosa di digitale sono le impronte del pilota, non credo accadrà nulla» e riprese a scattare.

Le altre due coppie sembravano tranquille, un paio sonnecchiavano e gli altri due guardavano il mare scivolare sotto le ali.

« guarda cosa ho portato.…» disse frugando nella borsa

« un giornale porno?! ma che cazzo l’hai portato a fare?» 

Rise « così per dargli un’occhiata, magari non c’è la tele...»

Rimise la rivista porno nella borsa e tirò fuori la telecamera iniziando a riprendere le onde. Sapevo cosa voleva in realtà, era sempre così, lo stesso cliché; distrattamente alzai la gonna del vestito fino a scoprire la figa e l'obiettivo passò rapidamente dal mare alla fica. 

Me la accarezzai con calibrata indifferenza, giusto per non dare nell’occhio dati gli spazi ristretti « ti piace eh? Meglio del mare no?» gli sussurrai

« Scherzi? Dai brava, così, sì, sì senza mutande e… cazzo, rasata completamente! Ti prego dai continua che mi fai esplodere il cazzo!» mi rispose portandosi una mano in mezzo alle gambe.

Aprii la fica con le dita, separai le grandi labbra e tirai le piccole in fuori sfilando l’indice sul clitoride.

Il caldo nella cabina stava aumentando o forse era solo la mia eccitazione, fatto sta che il sudore mi stava bagnando le tette, spalancai il bocchettone dell’aria e il refolo di aria mi fece inturgidire i capezzoli. Matteo se ne accorse subito e li strinse con forza tra le dita mentre riprendeva. Un brivido mi si arrampicò lungo la schiena.

« Certo che sei proprio un maniaco, nemmeno qui mi lasci un po' in pace…» dissi fintamente incazzata

« Non ti lascio in pace no, mi piace un sacco vedere la tua figa e il tuo culo e i tuoi piedi e ogni scusa è buona per annusarteli e toccarteli. Guarda, solo a pensarci mi viene il cazzo duro anche se siamo in mezzo al cielo con altra gente.»

La coppia dietro di noi doveva aver sentito qualcosa perché si voltò di scatto guardandoci in maniera incuriosita.

Mi chinai in avanti « sst parla a voce bassa, magari queste coppie sono porche come noi, pensa, 7 giorni su un'isola deserta in balia di maniaci... già mi si bagna la figa!» 

Matteo si girò e diede un’occhiata distratta ai compagni di viaggio.

« Quando atterriamo vediamo subito se hai ragione» mi sussurrò sibillino riprendendo a filmare.


Atterrammo tra mille sobbalzi alzando un polverone apocalittico.

Mentre ero chinata per uscire dal minuscolo velivolo, Matteo mi alzò il vestito come se avesse preso un colpo d’aria. Cercai goffamente di abbassarmela ma lo spazio era poco e quindi scesi dalla scaletta con il culo nudo. Eravamo i primi. Tutti mi videro. Nessuno disse nulla ma tutti sembravano aver apprezzato. Erano maiali!

« Che bastardo mi hai fatto fare una figura del cazzo!» dissi fingendomi nuovamente arrabbiata

Matteo rise di gusto « ma piantala!»

Ci avviammo verso un container cotto dal sole che fungeva da terminal. Lì ci vennero consegnate le borse.

« Guarda lì» mi disse Matteo mentre il pilota scaricava le valigie.

Una delle due donne si era chinata per prendere la borsa, aveva i jeans a vita bassa e le si vedeva tutto il culo.

« Ti piace eh? Che fai? ti fai una sega appena arriviamo?” gli dissi scherzando. 

« Magari se me la fai tu è meglio!» rispose chinandosi per prendere una grossa borsa e fu allora che vidi che la cappella gli era uscita dalla gamba dei pantaloncini. Non aveva i boxer e la vista doveva essergli piaciuta davvero. Sollevò la borsa caricandosela sulla spalla e si avviò in un viottolo sterrato che portava un’indicazione inconfondibile ‘bungalow di qua’ scritto a mano su un pezzo di legno.

Lo seguì e mentre ammiravo distrattamente il paesaggio me lo immaginai lì davanti nudo con la borsa sulla schiena sudata, le braccia muscolose abbronzate e quel culo sodo e alto, la fica ebbe una contrazione.

I tre bungalow erano davvero carini con una piscina al centro che sembrava fatta a forma di cazzo!

« Matteo ma hai visto la piscina sembra un cazzo enorme!» 

« Dici? no non mi sembra, mi sai che il cazzo lo vuoi vedere altro che piscina» rispose entrando nel bungalow numero 2. L’aria condizionata fu un sollievo ma uno shock per i capezzoli che divennero marmorei.

Posammo le borse. Matteo come suo solito si spogliò completamente, voleva farmi vedere il cazzo che si era rasato con il rasoio elettrico poco prima di partire. Apri la finestra che dava sul retro e vi si affacciò sporgendosi in modo esgerato. In questo modo gli si allargarono le chiappe e vidi bene anche il buco del culo. Si era rasato anche lì, doveva essere vellutato pensai.

Disfeci il borsone velocemente e senza troppa cura.

« che dici? andiamo a dare un’occhiata in giro?» mi chiese sbandierando la telecamera.


Mentre uscivamo nel verde dell’isola incrociammo un'altra coppia che aveva deciso di fare altrettanto. Li salutammo distrattamente e ci avviammo anche noi lungo quello che pareva essere l’unico sentiero.

« Matteo secondo te non possiamo andare in giro nudi? Vorrei stare praticamente nuda sempre in questi giorni» 

« Mah! vedi tu, e se poi incontriamo gli altri?» 

In quel momento intravidi la coppia che ci precedeva che appoggiata ad un pino marittimo si stavano baciando e toccando senza pudore con i vestiti mezzi abbassati.

« Chi se ne frega vediamo cosa viene fuori, dai divertiamoci!» 

Mi sfilai il vestito e mi oliai tutta dalla cima ai piedi. Mi ero rasata completamente e ora l'olio mi rendeva lucida e liscia. 

Matteo fece altrettanto, lo ripresi con la telecamera mentre si spogliava e la figa cominciò a gonfiarsi e scaldarsi, il suo cazzo sembrava quasi finto sotto il sole. Cominciammo a riprenderci a vicenda mentre perlustravamo l'isola, amo stare nuda.

« Vieni qui bella figa” disse Matteo sbirciandomi da dietro la telecamera « fammi sentire se questa situazione ti piace o ti è indifferente”

Si avvicinò e mi strisciò la figa con due dita per sentire se ero bagnata. Poi si inginocchiò per riprendermi i piedi, si avvicinava sempre più, quindi ne sollevai uno e glielo feci annusare. In questa posizione potevo vedere il suo culo completamente aperto.

« Tira su un po' il culo che voglio annusarlo, il tuo buco è davvero invitante così liscio”

Mi chinai di più e riuscì a dargli una bella leccata.

In quel momento vidi l'altra coppia dietro un albero che ci stava osservando... erano nudi anche loro...

Lei lo stava masturbando mentre ci stavano guardando.

L’uomo aveva un cazzo lungo con una grossa cappella, lei gli tirò indietro la pelle con delicatezza esponendogliela.

« perché non vi avvicinate?» ipnotizzata da quella cappella enorme.

I due ci sorrisero ma non si mossero, non erano italiani!

« Perché non andiamo noi» suggerii

Matteo si alzò, gli afferrai il cazzo duro in mano e ci avvicinammo.

Ci sorridemmo per un po’ guardandoci con crescente libidine, poi lei allungò la mano per toccare il cazzo di Matteo che era più corto ma più grosso di diametro rispetto a quello del suo compagno. Gli tirai indietro la pelle per farle vedere meglio la cappella, imitando il gesto che lei aveva compiuto poco prima e per darle il consenso. Poi, presa dalla curiosità allungai la mano per toccare quella cappella era gigante. Gliela accarezzai dapprima con un po’ di timore e infine mi lasciai andare e gli presi in mano il cazzo con decisione, era più pesante e peloso di quello di Matteo e mi piaceva da impazzire. La fica prese a colare lungo le cosce, avevo sempre sognato di toccare il cazzo di uno sconosciuto, non mi sembrava vero di poterlo fare davvero.

La ragazza mi fissò nuovamente, come per chiedere l’autorizzazione toccandosi le labbra con la punta della lingua, le sorrisi e con un rapido movimento degli occhi accennai al cazzo di Matteo. La allora si chinò e glielo prese in bocca. Ero ipnotizzata, era ala prima volta che mi capitava di vedere Matteo con un’altra. Ci avevo fantasticato sopra un sacco di volte e ora che lo vedevo mi faceva sentire una porca. Mi misi dietro Matteo e da dietro cominciai a massaggiargli le palle mentre lei glielo succhiava. Avevo il culo di Matteo davanti alla faccia e non resistetti, cominciai a leccargli e a masturbargli il buco liscio e pulsante.

Lo massaggiavo con delicatezza dalle palle al culo infilandoci due dita ogni volta. Ogni volta che arrivavo alle palle sentivo la lingua della ragazza avvolgermi le dita. Il suo compagno che dapprima era rimasto a guardare masturbandosi, si mise di fianco a Matteo a la ragazza iniziò a succhiarli entrambi, prima uno e poi l’altro, poi entrambi fino a farsi lacrimare gli occhi. Volli  provare anch’io, mi spostai davanti e cominciai a leccare anch’io i due cazzi. Erano turgidi e venosi. La ragazza prese quello del suo compagno e me lo mise in bocca, la cappella mi riempì letteralmente! Poi cominciò ad alternare il cazzo di Matteo e quello del suo compagno tra la sua bocca e la mia, sfregando le cappelle insieme. Allungai le mani e cominciai a massaggiare le palle di entrambi, accarezzando con l’indice il buco del culo di entrambi.

Ad un certo punto sentii dita della ragazza e del compagno frugarmi il culo e la figa penetrandomi con forza. Matteo si chinò e prese a leccare la figa della ragazza. Faceva caldo, la pelle era morsa dai raggi impietosi del sole e il profumo della macchia mediterranea si mischiava all’odore di sesso, come inizio di vacanza non era male, pensai, proprio niente male.

Io ero eccitatissima e Matteo aveva il cazzo viola tanto era duro e pronto. 

« Giochiamo a nascondino» proposi con voce impastata e rauca « chi viene trovato deve subire!»

Mi pareva un’idea intrigante, Matteo provò una traduzione che comunque fu capita. 

« Voi nascondetevi vi cerco io» iniziò Matteo.

Ce ne andammo tutti quanti in mezzo ad alberi e rocce e Matteo cominciò a contare

«...1-2-3-4…” al dieci cominciò a cercarci.

« Dove siete? belle fighette dove siete? Se vi trovo vi torturo ancora un po'.…» era eccitatissimo, lo capivo dalla voce, anche senza vederlo

“ Eccoti qui bella figa nera ti ho trovata”

Lei rideva come una matta, non la vedevo riuscivo solo a sentirla.

« Vieni chinati che per punizione te la devo leccare.» 

Lei non rideva più ma gemeva di piacere.

« Adesso stai qui che vado a cercare gli altri…”

Sbirciai da dietro la roccia dove mi ero nascosta. Matteo era nudo oliato con il cazzo duro e si stava muovendo tra i cespugli come un uomo delle caverne. Intravidi la ragazza che eccitatissima si stava masturbando con una gamba appoggiata ad una roccia. Cominciò a pisciare, per un attimo mi venne voglia di lasciare il nascondiglio e andare a toccargliela. Ma rimasi in attesa masturbandomi anch’io il culo e la fica. Matteo trovò il tizio accucciato anche lui dietro una roccia. Sbirciai.

“ Succhia!» gli ordinò

Non ci potevo credere, Matteo aveva ficcato il cazzo in bocca ad un uomo! l’altro cominciò a leccarglielo con la lingua, era bravo!  La fica mi esplodeva. Matteo si stava masturbando nella bocca del tizio, che vacanza!

“ Ora basta!”

Matteo sfilò il cazzo e si mise a cercarmi. Il tizio si avviò verso la sua compagna masturbandosi come un matto.

“ Eccoti brutta fica rasata! ora tocca a te! girati voglio pisciarti sul culo mentre ti masturbi.”

Mi girai, allargai il culo e sentii il liquido caldo colarmi dal culo alle gambe.

Gli altri ci raggiunsero, anche l’uomo iniziò a pisciare ma in faccia alla ragazza.

Matteo mi ordinò di leccare la figa alla mentre veniva inondata di pipì. Io mi sdraiai e cominciai a leccarle gli umori mentre Matteo con la telecamera riprendeva da ogni angolo. Chissà quante seghe si sarebbe fatto riguardandomi!

Il tizio ad un certo punto mi afferrò i fianchi e da dietro iniziò a leccarmi il culo. La ragazza si assentò un attimo e tornò con quello che mi parse un tronchetto, ma che in realtà ara un fallo finto, bellissimo, di legno levigato. Me lo infilò lentamente in culo e quando fu alla fine me lo lasciò dentro. Mi rialzai e cominciai a ballare lentamente muovendo le anche e stringendo più che potevo l’ano. Il cazzo di legno mi seguiva, me lo aggiustai un paio di volte perché l’eccitazione mi aveva allargato il buco del culo come non mai in passato. Matteo era al settimo cielo, riprendeva quello spettacolo come un indemoniato. Il cazzo di legno era in realtà doppio, senza inizio e fine così la ragazza mi fece capire di chinarmi in avanti e di succhiare il cazzo a Matteo mentre lei si chinava e facendo combaciare il suo culo con il mio si penetrò con quello che restava fuori del cazzo finto. Eravamo due troie impalate a vicenda. Iniziò anche lei a succhiare il cazzo al suo compagno.

La sborra accumulata dall’aereo e dal pomeriggio mi arrivò in gola e sulla faccia, tra i capelli e mi colò tra le tette. Anche il tizio venne ma invece di sborrare in bocca alla sua compagna il suo schizzo mi arrivò sulla schiena e in parte anche in faccia. Allungai la lingua e lo assaggiai aveva un sapore diverso da quello di Matteo. Mi alzai, il culo indolenzito e una voglia di godere infinita, ma il cazzo di Matteo si era ammosciato.

La ragazza mi baciò ed entrambi si allontanarono, li guardammo allontanarsi mentre lei gli infilava le dita nel culo. Ridemmo.

« wow non male questa isoletta!»  disse Matteo dopo essersi ripreso « che dici rientriamo o facciamo un altro giretto?»


Ci buttammo in acqua per rinfrescarci un po' e in acqua Matteo si avvicinò e cominciò ad accarezzarmi la figa. Era ancora gonfia. Io gli presi il cazzo tra le mani e cominciai a masturbarlo lentamente. Divenne duro in breve tempo.

« mettimelo dentro in acqua dai» dissi. Mi fece girare e mi si piazzò dietro. Infilò il cazzo nella mia figa ancora unta di olio e quindi entrò senza problemi. Cominciammo a nuotare così, uno dentro l'altro e mentre nuotavamo lentamente io potevo sentirlo dentro e quasi mi guidava nella direzione da prendere. Poi mi prese le tette e mi infilzò ancora di più scopandomi come un cane, poi me lo mise nel culo e spinse fino in fondo, fu quasi doloroso, ma dopo pochi colpi iniziai a godere ancora.

Uscimmo dall’acqua e ancora bagnati raccogliemmo i vestiti e nudi ci avventurammo lungo il sentiero.

Arrivammo su alcune rocce a strapiombo sul mare.

Mi oliai ancora per bene e mi stesi al sole. Il sole era ancora alto e mi scaldava la pelle oliata, il contatto del culo nudo con la roccia mi eccitava, spalancai le gambe e la fica verso il sole.

« Posso riprenderti?» 

« Certo, immagino che tu voglia vedermi mentre mi masturbo eh?» 

Mi sorrise ma un leggero movimento del cazzo mi fece capire che era un sì!

La voglia era tanta e cominciai a masturbarmi ficcandomi le dita ovunque.

« Dai bella figa muoviti, infilati le dita in culo brava così, spalancalo così…» 

Sentivo dalla voce che il cazzo di Matteo stava tornando duro.

Mi si mise sopra e mi fece penzolare il cazzo semiduro sulla faccia.

“Annusalo ma non leccare» 

Obbediì dopo pochi istanti venni gridando masturbandomi con spasmi come se fossi stata percorsa da una scossa.

Arrivammo ai bungalow con il tramonto. Ci rimettemmo il costume poco prima di entrare davanti alla piscina. La ragazza straniera ci venne incontro fasciata solo di un pareo, le tette arrossate ballonzolavano. Mi baciò sulla bocca quindi ci indicò l’altra coppia, stavano cucinando una grigliata, e a giudicare dall’abbigliamento degli altri due, dovevano avere avuto il nostro medesimo incontro. La ragazza che ci aveva mostrato il culo al terminal era nuda tranne che per un paio di scarpe con il tacco nere, trovai l’abbigliamento inconsueto ma il cazzo di Matteo le notò immediatamente e quindi pensai che forse non era così sbagliato. L’altro tizio aveva il cazzo più grosso che avessi mai visto, era enorme, era circonciso e aveva la cappella oscenamente esposta, stava rigirando delle salamelle.

Ci avvicinammo e partecipammo alla cucina. Io mi misi a tagliare i pomodori mentre Matteo versò da bere a tutti presentandosi. L'atmosfera si fece in breve allegra e spensierata e dopo qualche sorso ci togliemmo anche i costumi da bagno. Dopo cena, a stomaco pieno e dopo parecchio ottimo vino cominciammo a ballare intorno al fuoco.

I movimenti erano fluidi e senza inibizioni e quando le danze si fecero più veloci e quasi frenetiche cominciammo a toccarci. Le mani seguivano la curva dei nostri corpi prima su noi stessi e poi sugli altri. Cominciai a oliare il corpo della ragazza partendo dalle spalle fino al culo e poi davanti sempre danzando. Il giovane con il cazzo enorme mi venne vicino e mi prese l'olio dalle mani e iniziò a spalmarmi tutta, dentro e fuori, io feci altrettanto con il suo cazzone. Ora ero lucida e di nuovo infoiata, i miei capezzoli sembravano chiodi nonostante il caldo. Il cazzone mi stava vicino, troppo vicino. Matteo mi guardò e mi strizzò l'occhio si avvicinò e mi guidò verso il cazzo enorme mi allargò la figa e fece cenno al giovane di entrarmi dentro. Non ci volle un secondo ordine. Il cazzo scivolò dentro la figa come un coltello nel burro.

Danzammo così, incastrati sotto gli occhi degli altri quattro, ad ogni passo di danza l’enorme nerchia penetrava di più, lo sentivo in gola. Matteo ci guardava eccitato, prese la compagna di quello che mi stava scopando e cominciò a massaggiarle le tette con l'olio. La coppia che avevamo incontrato nel pomeriggio aveva reso a scopare appoggiata al tavolo.

Fu Matteo ad avere l’ultima idea ci fece mettere tutte e tre appoggiate alle sedie con il culo all’aria mentre a turno lui e gli altri due ci scopavano, o in fica o nel culo. Ogni volta che il cazzone mi entrava nel culo mi sembrava di scoppiare, mi masturbai furiosamente fino a godere ancora come una troia mentre il tizio straniero mi stava scopando in fica. Infine i Matteo e gli altri due si misero in piedi davanti a noi e cominciarono a sborrarci addosso; avevo sborra in bocca sulla faccia sulle tette, me la spalmai golosa e mi gettai in piscina seguita dalla altre due.

Poco dopo, sfiniti andammo a dormire.


Sì, sarebbero stati sette giorni davvero selvaggi, aveva ragione il depliant!





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