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Pubblicato : 04-11-2017 | Autore : murantico
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 480 | Votazione :


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

Quel mattino mi recai al deposito corrieri per caricare il mio furgone. Le consegne furono solo due ma mi riempirono il piano di carico interamente. Partii e alla prima lasciai due colli, poi mi recai in periferia, dove una strada tortuosa mi portò alla sommità di una collina e, superate varie villette, arrivai a destinazione. Suonai al citofono e il cancello automatico si aprì. La porta di casa si aprì e mi apparì una signora alta, mora, con un corpo formosissimo, le gambe rivestite di calze grigio fumato, un viso da massimo trentenne, insomma, bellissima, da sogno, una super fica, tanto per dire! Mi ripresi presto dallo stupore, così le feci presente chi ero e la merce che dovevo lasciarle. Venne al piazzale davanti casa e mi aprì il garage. Capì subito che un aiuto non lo avrei certo rifiutato, così iniziò a prendere due carrellini ed insieme iniziammo a scaricare il furgone. Mentre si muoveva, sembrava che la camicetta stesse per strapparsi per la abbondante misura di seno ed il salire e scendere dal furgone, lasciava scoperte le sue meravigliose cosce che tanto mi dettero da pensare. Lei, chiaramente notò che i suoi involontari movimenti mi stavano procurando un'erezione assai vistosa ed io non feci nulla per celarla. Terminato lo scarico dei colli, la sorpresi che stava fissando il mio voluminoso cazzo ben delineato dai pantaloni un poco stretti. Io le porsi le ricevute da firmare e lei mi chiese di seguirla in casa. Entrammo e mi fece accomodare in salotto. Si assentò un attimo e tornò con i soldi da consegnarmi. Mi chiese se gradivo una birra per smorzare il caldo di Settembre ed io annuii. Tornò con due birre e, mentre sorseggiavo, lei svuotò il bicchiere velocemente ed iniziò a slacciarsi la camicetta. Io sgranai gli occhi e lei mi fece presente che era preoccupata per la mia insistente erezione al cazzo e che voleva constatare di persona quanto avevo nei calzoni. S'accosciò e slacciò i miei pantaloni, Il povero dolente cazzo svettò in alto e lei non perse tempo: iniziò a succhiarmelo e, abbassatimi gli slip, mi stuzzicò con l'indice l'ano, facendomi aumentare ancora di più l'erezione e, proprio quando stavo per schizzarle un fiume di sborra in faccia, interruppe l'operazione e si spogliò completamente. Un vero corpo da sogno e ... mentre si sdraiava sul divano, allargando le cosce, mi disse di dirle quanti anni le attribuivo. Le risposi meno quaranta e lei scoppiò a ridere, affermando che aveva appena compiuto sessant'anni. Una strafica, lasciatemelo dire. Dopo la stupefacente affermazione, mi fiondai a leccarle la fighina che era così fresca, saporita da farla attribuire ad una, al massimo, ventenne e, quando non potei più resistere, le spalancai la cosce ed infilai il cazzo interamente. Pompai a lungo ed i suoi gemiti di piacere, contornati da spruzzi interminabili di umori vaginali, rimbombavano nella stanza. Quando me ne venni in lei, nel silenzio creatosi, non mi sfuggì un lamento e, giratomi alle mie spalle, notai una sagoma che svettava nella porta che separava il salotto dal corridoio. Decisi di ignorare il tutto e, dopo che il frenetico amplesso ebbe fine, andammo insieme a farsi una doccia e lei si vestì per uscire. Alla porta d'ingresso ci scambiammo un profondo bacio e poi lei mi disse di dovermi lasciare per un appuntamento dal suo parrucchiere. Prese la sua automobile ed io, dopo che lei andò via, invece di partire rientrai in casa dove sentivo molto vicino, un lamento di piacere ed irruppi in cucina dove trovai una ragazzina seduta sul tavolo a cosce spalancate, intenta a masturbarsi, affatto conscia della mia presenza. Diedi un colpetto di tosse e lei sussultò, convinta di trovarsi sola. Il vedere un corpo così giovane, sodo, formoso da infarto, mi provocò un'altra erezione e, visto che lei era lì a cercare piacere, mi avvicinai per abbracciarla ed infilarle la linga in bocca, impedendole di parlare ma non certo di sentire il cazzo contro le sue cosce. La feci interamente spogliare e, dopo averle leccato la figa, stavo per aprirle di più le cosce per penetrarla ma lei gridò che aveva una gran paura: era vergine! Mi disse che aveva una gran voglia di sentire un cazzo dentro lei ma anche una paura da non dominare. Capii che in fondo non era contraria all'amplesso ma che doveva essere preparata a ricevere quella sberla che mi trovavo nei calzoni.mi spogliai ed andammo in camera sua dove lei si draio sul letto a gambe spalancate, dandomi la sensazione di sentirmi il macellaio che sgozza un agnellino. La feci standere, rilassare, carezzandola dappertutto, sgrilletandole il clitoride. quando capii che stava godendo per il piacere dello sditalinamento, chiamiamolo così, le appoggiai il cazzo sulle labbra vaginali e, lentamente all'inizio per poi dare in deciso colpo in seguito, la penetrai facendola urlare dal dolore della lacerazione dell'imene, ma, in breve tempo il dolore si tramutò in piacere. Dopo che la possedetti per tre volte, mai stanco nel sentirla gemere dal piacere, le dissi che dovevo continuare la mia giornata di lavoro e mi feci dare il numero del telefonino suo, ... quello di casa, della biondona, ce l'avevo nella fattura della merce consegnata. Lei mi chiese di cercarla dinuov presto che voleva imparare tutto sul sesso da me ed io le promisi che avremmo avuto presto la seconda mia lezione di sesso. Dopo un lungo bacio in bocca, a malincuore girai le spalle e filai via senza osservarla più, ma giurai a me stesso che presto la bambolina avrebbe avuto la sua seconda esperienza con me!!



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