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Pubblicato : 27-09-2015 | Autore : murantico
Categoria : Prima Volta | Totale Visualizzazioni : 3786 | Votazione :


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

Torno da uno dei miei tanti viaggetti e, passando per l'ingresso della palazzina, vedo che c'era posta da prelevare. Tra la solita invadente pubblicità, trovo una lettera indirizzata a mia moglie Paola. Entrando a casa Paola è lì ad attendermi per abbracciarmi, baciarmi, proprio come quando dieci anni prima facevamo da appena sposati ma oggi ancora resistente. Sì, è vero, di avventure ce ne ho avute tante ma la mia mogliettina stravince tra tutte! Consegno a lei la sua lettera, e vado a farmi una doccia. Uscito dal bagno vado in camera da letto e ... trovo mia moglie completamente nuda ad attendermi. Ovvio che non perdo tempo e, lasciatomi cadere sul letto, l'abbraccio e la bacio con passione. Iniziamo i nostri giochi e giù a fare l'amore. I giochi sarebbero durati molto di più ma i morsi della fame ci richiamarono alla realtà. Mentre pranzavamo, Paola mi svela il contenuto della lettera consegnatale prima: sua cugina Barbara viene a passare una settimana da noi. Io avevo sentito parlare di un'altra sua parente ma certo non immaginavo che si trattasse di una Suora! La sorpresa fu scioccante quando andammo entrambi a prendere Barbara all'arrivo dei pullman: lei era una Suora appunto e, dopo la ripresa dallo stupore, infatti lei non ci aveva detto nulla della sua scelta di vita, passammo agli abbracci di rito. Giunti a casa lei ci mise al corrente di come si svolgevano le sue giornate, poi Paola l'accompagnò nella sua stanza e lei si chiuse dentro per le preghiere del mattino ed una doccia prima di pranzo. Paola scese in garage a prendere vino ed altro, io intanto preparavo la tavola. Ad u certo punto Barbara chiamò ad alta voce ed io corsi da lei subito: Aveva terminato la doccia ma nel suo bagno mancava l'asciugamano. Corsi subito a prendere accappatoio ed asciugamano, ritornando poi da lei che, molto imbarazzata, allugò una mao dalla porta socchiusa ma io potei vedere molto di quanto m'interessava, perchè in camera c'era un grande specchio alla parete: lei aveva un corpo da ventenne pur avendo in realtà trent'anni, con delle forme sode, maledettamente affascinanti! Ci misi una vita per passarle asciugamano e accappatoio ma lei non notò nulla. Paola tornò dal garage e quasi strabuzzò gli occhi notando un'erezione da bucarmi i calzoni. Senza indugiare posò bottiglie ed altro, poi mi prese per mano e mi portò i camera nostra dove mi lasciò cadere sul letto e mi saltò sopra, felice di sentirsi il motivo della mia eccitazione ...ma ... in verità l'obiettivo era Barbara per me! Comuque facemmo la classica sveltina , scopatina, se preferite, e dopo ci ricomponemmo, uscendo dalla camera. In salotto trovammo Barbara in abito borghese, non più, perciò, in divisa da suora. I suo viso era coronato da capelli corti biondi ed il vestito lungo fino alle caviglie non celava a me le sue forme che prima avevo ben veduto. Ci mettemmo a tavola e, dopo pranzo andammo tutti a fare la classica pennichella. io, al pensiero delle forme nascoste dall'abito lungo di Barbara, riebbi una bella erezione e Paola ne approfittò subito. Il pomeriggio andammo tutti in giro per la città per fare conoscere a barbara i monumenti ma lei espresse il desiderio di vedere San Pietro. Andammo lì e poi passammo per il Gianicolo, Colosseo e, fino alla sera, girammo senza sosta. Arrivammo a casa stanchi ma soddisfatti, così venne il momento della doccia e ... : Paola era andata dal panettiere sotto casa, io ero pronto per entrare in bagno già nudo ma no avevo notato che i bagno era occupato da Barbara e, aprendo la porta, per la seconda volta me la ritrovai nuda davanti a me. Lei fece un sobbalzo nel vedermi nudo e rimase incantata nell'osservare il mio cazzo che si era subito maestosamente eretto mostruosamente. Lei fece un urlo ma io le posi la mano davanti alla bocca e la pregai di calmarsi riuscendoci, infatti rimase con gli occhi incollati al mio cazzo, poi s'infilò sotto la doccia, sentendo aprirsi la porta di casa con Paola che ritornava. Io corsi in camera e Paola mi trovò nudo ad attendere ed interpretò il fatto come desiderio per lei, così mi accontentò con un super pompino che le scaricò in bocca un'infinità di sborra. Ci ricomponemmo e poi, sentito liberarsi il bagno, andai a fare la doccia. Quando ci ritrovammo tutti a tavola, notai che Barbara fissava il mio pube arrossendo e paola interpretò il suo rossore dovuto al caldo e andò ad aprire le finestre. La notte scorse tranquilla ma, al mattino, quando svegliandomi trovai un biglietto di Paola:" ho appuntamento col dentista tra due ore, prima faccio la spesa la mercato", mi recai i cucina per la colazione dove trovai barbara che indossava un abitino di paola molto corto, scoprendole le sue tornite cosce. Dopo il buongiorno rimanemmo entrambi a fissarci negli occhi, poi io passai alla colazione sempre osservando lei interamente nella sua bellezza notevole. Lei accennò a volere lavare tazze ecc, ma io le presi il braccio per condurla a sedersi in salotto ma nel trovarsi a passare in u punto stretto, i nostri corpi si urtarono ed io ebbi l'ennesima erezione senza controllo. Lei arrossì nuovamente per poi fissarmi di uovo. Lì non ebbi più il controllo e la strinsi alla vita, baciandola in bocca e lei lì svelò un'innocente inesperta in merito. Cercò poi di svincolarsi da me ma io le misi il cazzo in mano, certo che avesse già avuto tali esperienze ma sbagliavo i pieno. La presi in braccio e la portai nelle sua camera dove la posai delicatamente sul suo letto e ripresi a baciarla in bocca. Dopo il gioco di lingua che lei imparò subito, iniziai a spogliarla completamente e lei rimase immobile ansiosa. Tolto l'ultimo indumento, scesi a baciarle la fighina, la bacia sui seni, poi il forellino al culetto e, dopo che la sentii ansimare forte, le spalancai le cosce, infilandole il cazzo in figa. Lei strinse le gambe con una forte energia ed emise un urlo di dolore nel sentire la sua verginità lasciarla per sempre. Dopo il dolore però sopravvenne i piacere, il godere e lei mi abbracciò grata per averla fatta soffrire ma poi godere. Rimanemmo abbracciati e poi iniziai a stuzzicarle con un dito il suo ano. Le sussurrai all'orecchio che volevo farle il servizio completo, rompendole il culetto, ma lei trasalì e negò di farselo fare. Allora la feci girare a pancia sotto ed iniziai a leccarle l'ano e lì lei provò piacere. Me ne accorsi nel sentire la sua fighina bagnarsi assai e, dopo essere andato a prendere un tubetto di vasellina, le unsi il forellino e ci infilai un dito. Lei non si lamentò, perciò mi sentii autorizzato ad infilarcene un altro insieme e lì iniziò a gemere un poco. Mi cosparsi il glande ed iniziai a fare pressione al suo ano. Lei strinse le natiche per autodifesa ma io la baciai sul collo facendole allentare la sua difesa. Approfittai del suo riposo per infilarle tutto il cazzo molto lentamente ma lei urlò ugualmente. Io diedi dei colpi decisi e ruppi il robusto anello. Mentre lei gemeva dal dolore, continuai a stantuffarla fino a farle allentare le difese ed infine anche lei godette. Ci abbracciammo , rimanendo ad accarezzarci in viso. Paola tornò trovandoci davanti alla televisione e, mentre lei preparava il pranzo, Barbara mi prese di nascosto la mano e se la pose sul suo inguine. Le presi l'altra sua mano e la misi su cazzo che riprendeva vita. Quando Paola iniziò ad apparecchiare la tavola lì, notò che la stavo osservando ed avevo una bella erezione. Andò in cucina poi mi chiamò. Andai da lei e, quando entrai in cucina, la trovai seduta sul tavolo con le gambe allargate e senza mutandine.Non ci vidi più e la possedetti subito fino a sborrarle dentro un fiume di lava. Dopo l'orgasmo la baciai in bocca a lungo, poi tornai da Barbara che ingenuamente non aveva capito la mia breve assenza da lì ed io le sorrisi. Il pomeriggio simulai una telefonata di lavoro e, rivoltomi poi a Barbara, le proposi di venire con me per conoscere una località carina da vedere. Lei accettò e Paola dopo mi ringraziò per come mi stavo occupando dell'ospite. Dopo aver baciato Paola, presi per mano barbara e scendemmo sulla strada dove ci attendeva il mio furgone. Lei era emozionatissima per non essere mai salita a bordo di un mezzo alto e grande e, quando partimmo la vidi che osservava l'interno con i tanti strumenti sul cruscotto. Andai dritto sul monte dove già avevo portato madre e figlia mie vicine di casa e quel giorno toccava a Barbara. Giunti al solito posto, fermai il mezzo ed invitai lei ad accomodarci sul piano di carico dove trovò coperte e materassini. La spoglia completamente e, senza esitare, la leccai sul sesso sentendola gemere di piacere. La scopai più volte, per poi terminare possedendola analmente. Tornammo a casa sfiniti ma felici. Povera Paola quante corna si ritrovava a collezionare! Giunti a casa, vidi Barbara pensosa che ci osservava. Paola dopo pranzo andò a riposare ed io rimasi i salotto con Barbara. Lei iniziò un discorso che mi fece capire chiaramente che non era una Suora decisamente convinta di quanto stava facendo, così mi chiedeva aiuto nel decidere il suo futuro. Quando paola ci raggiunse, le posi il dilemma di Barbara ed anche lei convenne con me che i voti pesavano a Barbara. Termiata la settimana con noi, lei tornò al suo Convento ma dopo neanche due settimane, ci arrivò una sua lettera, quella volta indirizzata a noi due , dove dichiarava di essere in procinto di togliersi il saio ma aveva timore ad affrontare la vita di nubile. Io mi diedi da fare per lei e, dopo pochi giorni le trovai un lavoro di impiegata ad un corriere per cui anch'io spesso avevo lavoro come trasportatore. Le telefonammo per darle la bella notizia che aveva lavoro e da noi ospitalità. Arrivò da noi il giorno dopo ed il pomeriggio stesso l'accompagnai al suo futuro posto di lavoro. Dopo il colloquio, prima di tornare a casa, andammo col furgone sul monte di sempre e lì festeggiammo la sua nuova vita. Giunti a casa Paola era pronta per festeggiare con una eccellente cenetta!



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