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Pubblicato : 29-08-2011 |
Autore : givon
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni
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Quella mattina mi svegliai alle 5 per stare da uno dei più importanti clienti della ditta dove lavoro il prima possibile. Per strada già pensavo di cavarmela con un paio d'orette, finire per pranzo, gustare la bistecca nella locanda che mi aveva indicato un collega, un piccolo giro per la città e poi rientro con tutta calma a casa per la sera. Purtroppo così non fu, io dico sempre che l'informatica ha una vita propria, se decide di non funzionare sono cazzi... Si fecero infatti le 8 di sera, ancora a sbattere contro quella merda di macchina che continuava a sparare risultati a cazzo, stavo con un misero tramezzino a pranzo (uno di quelle cose gommose che escono dai distributori automatici), non so quanti caffè e avevo quasi finito la mia scorta di sigarette. "Basta, ultimo tentativo, poi chiudo tutto chiamo il mio capo e mi prenoto un albergo in paese". Detto ciò premo per l'ennessima volta quel dannato tasto di "OK" e... porca miseria, ecco finalmente che dalla stampante escono i risultati tanto attesi. Era tardi, così mentre andavo in una locanda qui vicino per mangiare un pasto caldo e poi cercare un albergo, chiamo il mio capo: "Assolutamente no, domani mattina ti voglio davanti al mio tavolo alle 8.30!" considerando che ci volevano 5 ore di viaggio... non l'ho mandato a fare in culo solo perchè la situazione in azienda è critica, e non aspetano altro che nostri errori per mandarcene. Ceno leggero e senza vino, dovendo mettermi alle 11 di sera in macchina, e mi avvio con molta calma e prudenza. Mi fermo due o tre volte in autogrill per riposare e darmi una sciacquata. A metà strada mentre mi avvio verso il bagno, vedo un femminone scendere da una Porsche, alta uno e ottanta circa, capelli biondi lisci, mani belle grosse e con un jeans attillato che metteva in mostra le sue cosce belle sode tenute su da un tacco a spillo da 12. Un fisico perfetto che date le dimensioni avrei giurato fosse un trans di quelli tosti tosti. Entrammo insieme in bagno, lei naturalmente va in quello delle donne, io esco prima, ma con la scusa di accendermi una sigaretta l'aspetto fuori, lei esce con le mani bagnate e mi chiede se per favore nel bagno degli uomini c'è un po' di carta per asciugarsi, gliela porgo mentre nelle mie orecchie rimbomba ancora quel suo vocione... sempre più convinto del suo essere trans, comincia a muoversi in me una strana voglia, una curiosità che sento nascere nel mio cazzo che si ingrossa senza passare inosservato alla donna(???) che ho di fronte, che lo guarda e con un sorriso mi dice. "un caffè?". Solite cazzate dette per rompere il ghiaccio... "bella macchina, che fai, dove vai...." mi fa entrare nella sua porsche, nonostante le macchine sportive non mi piacciano (sediolini troppo bassi per me che soffro di shiena) devo dire che era davvero bella è comodo. L'aveva presa al suo ex marito che l'aveva tradita per un uomo... cosa più umiliante credo non possa esserci per una donna, Nel frattempo la stanchezza si faceva sentire, lei se ne accorse e mi invitò a riposare un paio d'ore da lei, abitava li vicino, a due ore dal mio ufficio. Potevo ripartire la mattina alle 6 per andare da quello scassacazzi del mio capo. Manco a dirlo che la sua "casetta" era una villa su tre piani, isolata da tutti che (mi raccontava lei) poteva uscire tranquillamente nuda fuori senza che nessuno la vedesse. Ormai era passata in me l'idea del trans, anche se il fisico e la voce... Una volta a casa si mise in vestaglia e mi porse un pigiama dell'ex marito... in quella situazione non potevo nascondere la mia eccitazione e lei: "ti faccio questo effetto?" ed io: "e non puoi immaginare cosa frulla nella mia mente". Mi chiese di mostrarglielo a cosa stessi pensando, così la feci voltare di spalle e con le mani le calai la vestaglia, sotto aveva solo un paio di mutandine nere (si vedevano già da prima), le bacio le spalle e tutta la schiena, la prendo per le braccia, la volto verso di me e subito vado a levarmi la curiosità che trapelava in me dal primo momento: "donna, e che donna!". Mi guardò e mi disse: "ti aspettavi il ciondolo, vero? e invece hai trovato la patatina". Patatina? quella era una vera e propria patatona, avvolta in quel tanto che basta di pelo per proteggerla, ma il mio desiderio non andava lì, ma alle sue cosce, dovevo massaggiarle, erano troppo invitanti, per non parlare di quel culo da favola. La feci stendere sul letto a pancia sotto e non so per quanto tempo le mie mani andarono su è giù sul suo corpo statuario, con molta foga procedevo i miei massaggi e d tanto in tanto con il mio cazzo che non so come era fuoriuscito dal pigiama la sfioravo, sentendo in lei brividi di sesso. "Basta", mi disse ad un certo punto, "sei il primo che dopo un'ora che mi ha spogliato ancora non mi ha chiesto la figa, il culo o la bocca, forse sei gay, visto che ti aspettavi un trans!". La presi, la rivoltai pancia all'aria, mi stesi su di lei e cominciai a baciarle i seni, mentre con il cazzo mi strofinavo sulle sue gambe, lei alzò una gamba e mi strinse in una morsa che mi faceva quasi male tanto della mia pressione del pene sull'altra gamba. Mi dimenai finquando la punta della capella non raggiunse la parte più morbida della sua patatina, era fradicia e la mia mazza talmente rigida che in un niente le fui dentro. Sentivo i miei coglioni sbatterle vicino, sentivo il mio cazzo sguazzare nei suoi liquidi vaginali, era talmente bagnata che scivolavo in lei senza fatica, provando così entrambi poco piacere. Allora lei mi disse che dietro era più stretta e quindi si staccò da me, si mise a 90 gradi poggiata sul letto e afferrato il mio cazzo da dietro se lo portò al suo buchetto, effettivamente era più stretto della figa, ma non di altri culi che avevo visitato in passato, doveva essere abbastanza consumato. La goduria fu di entrambi che al momento di venire uscii da lei e le venni addosso, cominciai così un nuovo massaggio per tutto il suo corpo, stavolta però stendendole su tutto il corpo il mio sperma che emanava un odore che lei si portava con le dita al naso e alla bocca, provando una eccitazione che le si leggeva negli occhi. Si erano fatte le 4 di notte, così mi stesi vicino a lei e l'indomani mi svegliai alle 8, feci una doccia rinfrescante mentre lei dormiva ancora, le diedi un bacio sulla fronte e uscii. Intanto avevo staccato il telefonino che quando alle 11 arrivai in ufficio acchiappai il cazziatone dal mio capo (non poteva licenziarmi, ero una pedina importante in azienda) ma mai come quella volta fui contento della ramanzina, ne era valsa completamente la pena.
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Racconto a Caso |
Autore : cesta
scopare la suocera |
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