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Pubblicato : 08-07-2017 | Autore : murantico
Categoria : Confessioni | Totale Visualizzazioni : 406 | Non Valutato


  
murantico
fantasie sessuali-cucina-faidate-viaggi.

Terminati gli esami universitari, Paolo, il mio amico e compagno di facoltà, (Medicina), m'invita a trascorrere un mese alla sua casa in campagna e così, da Perugia partiamo in sella alle nostre moto, diretti in Abruzzo, dove campagna e mare ci attendevano. Paolo mi aveva anticipato che non mi sarei certo annoiato e, col tempo interpretai il suo commento con risatina sotto i baffi. Lì in Abruzzo c'erano i nonni di Paolo che abitavano in un grande casolare, convivendoci con una bella signora cinquantenne, alta, bionda, formosissima, che si chiamava Gloria, con cosce da infarto e culo a mandolino da sogno! Poi c'era Marina, la figlia di Gloria, rossa di capelli e lentiggini sul rosso, naturalmente.  Tredicenne ma ben formata come la sua mammina. Poi ancora Giovanna, brunetta, ventenne, strafica anche lei, cugina di Marina. Paolo, dopo le presentazioni, mi scrutò a fondo e mi confermò che non ci saremmo certo annoiati! Occupammo la nostra camera, accompagnati da Gloria che ci consegnò asciugamani e accappatoi, facendoci poi presente che, essendo prossima l'ora di cena, potevamo farci una doccia e presentarsi a tavola. I nonni esigevano la puntualità. Dopo mezz'ora eravamo già a tavola e Gloria iniziò a servire la cena.  Dopo un piatto di spaghetti con provola e mortadella, squisitissimi, arrivò Marina con salsicce e verdura. Mentre la bambolinami riempiva il piatto, standomi a fianco, mi strusciava la coscia contro la mia e mi guardava mangiandomi con gli occhi. Dopo un dolce stupendo. Paolo mi fece da guida, conducendomi a vedere gli animali che suo nonno curava. Mentre eravamo incantati a vedere un agnellino nato poco prima, vedemmo arrivare da noi Marina e Giovanna, anche loro "attratte dal piccolo agnello"... .Non mi accorsi neanche di Paolo e Giovanna che si infrattavano tra i mucchi di paglia nella stalla e, girandomi, vidi Marina che era accosciata ad accarezzare l'agnello, mostrando le tornite cosce che subito diedero la sveglia al mio povero cazzo che avanzava disperatamente tra slip e calzoni, mostrando un'erezione notevole che Marina ne fu come attratta, infatti si alzò in piedi e afferrò il gonfiore sotto i miei calzoni. Mi chinai ad osservarla in viso e, senza pregiudizi, preamboli ecc., le infilai la lingua in bocca, tastandole il formoso culetto per poi risalire ai seni gia induriti. Ci spostammo in mezzo alla paglia e lei slacciò i miei calzoni, tirndone fuori il tesissimo cazzo. Si inginocchiò e lo prese in bocca. Dopo un lungo bocchino, le riversai in gola una quantità di sborra da farla tossire. Poi prese sempre lei l'iniziativa e, toltasi le mutandine, spalancò le cosce e mi chiese di leccarle la fighina. Lo feci subito e dopo pochi minuti, lei mi riempì la bocca dei suoi umori, gemendo di piacere. Io non ci vedevo più dalla foga e le infilai il cazzo nella fighina, scopandola a lungo ma, quando capii che stavo per godere, le sfilai il cazzo, la feci mettere a pecorina e, dopo averle leccato il buco del culo, le infilai il cazzo nell'ano, facendola gemere di dolore e piacere insieme. Lì mi lasciai andare e le riempii il culo di sperma ma così tanto da strabordare e uscire dal buchino martoriato. Lei mi infilò la lingua in bocca e dopo che mi fece vibrare anche lì dal piacere, mi prese il cazzo e lo infilò nella sua fighina. La scopai con ancora più foga e, senza preamboli, la feci girare e le sborrai un fiume nel culo.
Nel frattempo ecco arrivare Paolo e Giovanna. Senza che io potessi rendermi conto di quanto stava accadendo, Marina si alzò, andando da Paolo e Giovanna venne dritta da me. Paolo e Marina sparirono nuovamente e Giovanna mi abbracciò ai fianchi, per poi infilarmi la lingua in bocca. Cedetti alla "violenza. Lei si spogliò completamente ed io mi tuffai letteralmente a leccarle la fighetta che sborrò dopo lunghe slinguate. Mentre le leccavo i seni, lamisi a cosce aperte, infilandole poi il cazzo in figa. Stantuffai fino a sentirla vibrare dal piacere, poi la girai sfilandole il cazzo che passò al suo culetto senza insalivate o unguenti, così le feci un gran male ma il cazzo vinse sul dolore ed il piacere vinse la lotta. Sborrai tanto da vederne uscire un fiume dal suo forellini elei, porca, lo raccolse sulla mano e leccò fino all'ultima goccia. Poi, con la bocca impiastrata, mi infilò in bocca la lingua ed io andai a stuzzicarle il clitoride. Se ne venne godendo e tremando dal piacere. Poco dopo, mentre Giovanna ed io riprendevamo fiato, arrivarono Paolo e Marina. Andammo tutti ognuno al suo letto, sapendo che non avremmo potuto giocare ancora nella notte perchè la nonna di Paolo girava per casa, soffrendo d'insonnia.
Paolo russava come motore senza silenziatore e così, al mattino, chiesi se potevo avere un letto lontano da lui e Gloria, dopo colazione, mi fece trasferire accanto alla sua camera e, mentre io sistemavo le mie cose, lei si avvicinò e mi fece notare che sapeva già cosa era accaduto alla stalla delle pecore dopo cena, perciò reclamava la sua porzione di cazzo. Approfittando che i nonni erano in città per tutta la giornata, per come ero preso dalle sue forme, la strinsi ai fianchi e la baciai in bocca. In un attimo ervamo entrambi nudi eci lasciammo travolgere da un sessantanove furioso. Dopo che le sborrai in bocca e lei se ne venne ugualmente, la misi a pecorina e, dopo insalivato il forellino, la inculai senza freni, facendola gemere dal piacere. La nostra vacanza andò avanti sempre così, mangiando, scopando e poco riposando. Quando tornai a casa mia madre mi guardò e commentò che le vacanze di solito rimettono in forma ma io invece sembravo assai stanco!! Comunque, detto tra me e voi lettori, ricomincerei subito un altro mese di vacanza così!



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    Racconto a Caso
Autore : Biancaneve
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