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Pubblicato : 16-03-2010 | Autore : M69
Categoria : Confessioni | Totale Visualizzazioni : 7658 | Votazione :


  
M69

Il 1995 fu l’anno in cui ebbe inizio una storia di sesso e sentimento con Vera,una ragazza apparentemente timida e poco appariscente ma che presto mi dimostrò di essere una delle più grandi zoccole esistenti al mondo. Era alta 1.70 coi capelli lunghi biondo cenere,occhi chiari e portava una terza di reggiseno;fisicamente era in carne al punto giusto e alcuni tratti del suo viso somigliavano molto a quelli di lady Diana. A quel tempo io avevo 25 anni e Vera 23,era figlia di una sessantenne rimasta in cinta per una serie di motivi poco chiari e pare che non avesse mai conosciuto suo padre. Alla nostra prima uscita da fidanzati ci recammo al mare con degli amici e fu lì che ebbi modo di scrutare bene il suo corpo,i suoi seni erano affusolati come dei lobi,i suoi fianchi erano molto evidenti e soprattutto le si scorgeva un pube talmente peloso che tutti notarono i ciuffetti biondi che gli fuoriuscivano ai lati del bikini. Vera mi confidò che teneva alla sua verginità prematrimoniale e l’unico ragazzo con cui aveva vissuto una storia importante era stato anche l’unico col quale aveva condiviso le uniche esperienze sessuali limitate a semplici seghe;in quella occasione Vera chiese anche a me di rispettare il suo desiderio fino al matrimonio. Promesse a parte dopo qualche settimana anche il mio randello ebbe modo di provare le gesta della sua mano,le mie invece affondavano nel suo reggiseno provocandogli palpeggiamenti alle tette e strizzate di capezzoli. Il tempo passava e le nostre confidenze sessuali si intensificavano sempre più fino a quando una sera in auto riuscii a toglierle il reggiseno e a sfilarle sia i collant che le mutandine,finalmente ebbi modo di vederla completamente nuda: le tette erano flaccide e affusolate (modello porcona) con delle belle areole schiacciate che le contornavano i capezzoli,il pube era composto da una fitta peluria che occludeva la sua verginità e in quella occasione trovai anche il modo di suggerirle a raderselo completamente a zero così come piace a me. In pochi istanti mi denudai anch’io,affidai il mio attrezzo alle sue sapienti manine che prima cominciarono a scappellarmelo poi improvvisamente ed inaspettatamente lo condussero all’interno della sua bocca,Vera cominciò a pomparmelo come una forsennata provocandomi una fantastica eiaculazione. Più tardi anche io ebbi modo di conoscere a fondo la sua passera,dopo qualche intima carezza il suo clitoride si erse sul monte di Venere come un piccolo fallo scappellato,con la mia lingua iniziai a leccargli le grandi labbra fino a quando non cominciarono a produrre filamenti viscosi e biancastri che sapevano di piacere. Qualche giorno dopo Vera mi presentò la sua topa completamente rasata a zero e dopo avermi pompato l’uccello come faceva di solito,prima di farmi venire decise di non sfilarselo dalla bocca provocandomi un rapporto orale completo. Per la prima volta in vita sua Vera assaporò il gusto dello sperma,il mio sperma,che da quel momento in poi divenne per lei una specie di droga da non poterne più fare a meno;spesso prima di ogni orgasmo era lei stessa che mi chiedeva di riempirle la bocca. Le fantasie erotiche tra me e Vera crescevano sempre di più,un giorno le chiesi di masturbarmi il fallo utilizzando i piedi e l’idea fu presa in maniera entusiasta anche da parte sua attuandola ogni qualvolta facevamo sesso. Quando indossava i collant i suoi piedi accarezzavano il mio uccello facendogli raggiungere dimensioni spropositate per poi fermarsi ogni volta che stavo per venire,(ciò mi permetteva di averlo duro per intere ore),una volta saturo a Vera non restava altro che farsi sborrare sui collant che avvolgevano i propri piedi. Un’altra maniera era quella di sfilarsi i collant,posizionare il mio pisello tra l’alluce e l’indice del suo piede destro e con un movimento a pedale me lo pompava fino a procurarsi un vero e proprio pediluvio di sperma. Durante i rapporti orali Vera si era inventata una tecnica che spesso usano le pornostar,afferrava il mio randello e lo sbatteva sulla propria lingua fuori dalla bocca fino a quando il suo viso non veniva irrorato di sperma,altre volte invece dopo avermi procurato delle seghe spagnole si spalmava il mio nettare sulle tette per poterlo tenere addosso anche quando dormiva. Nell’anno che andai in vacanza a Gallipoli con lei e con sua madre,accaddero due episodi molto piccanti,un giorno in spiaggia mentre la vecchia si appollaiò sotto l’ombrellone,io e Vera entrammo in acqua allontanandoci di qualche metro e come di solito accade tra due innamorati iniziammo a scambiarci delle tenere effusioni,con la sua mano,quella destra,Vera tirò fuori l’uccello dal mio costume e iniziò a smanettarmelo come una troietta ai primi calori,quando la vecchia iniziò ad insospettirsi di quello che stava accadendo,pur di non mollare il randello,Vera usò  l’altra mano,quella sinistra,per fare cenno alla madre che era tutto sotto controllo … eccome! L’altro episodio accadde qualche giorno dopo,proprio nella casa dove soggiornavamo. Mentre la vecchia riposava su di un letto posto a mezzo metro dal nostro,io e Vera iniziammo a toccarci a vicenda nelle parti intime. Accarezzai le sue tette rivoltandogliele fuori dal costume e mentre con la lingua gli leccavo i capezzoli,le mie mani accarezzavano la sua topa. Vera non perdeva mai di vista il volto della madre che se solo si fosse svegliata … le divaricai le gambe e scostandole la mutandina del costume leccai ininterrottamente la sua fica rasata finchè non divenne una cascata di piacere. Non appena Vera riprese le sue forze estrasse dal mio costume il suo giocattolo preferito e con la sua bocca iniziò a pomparmelo forsennatamente fino a quando non si riempì di sperma. Molte volte mi sono chiesto se in quella occasione la vecchia dormisse davvero o fu una silenziosa spettatrice dell’evento. Un giorno uscito da lavoro mi recai come al solito a casa sua,mi accolse con una minigonna di jeans e tacchi alti,mi trascinò dentro e capii che era sola,mentre la baciai Vera si sollevò la gonna e con un sorriso da puttanella mi fece notare che era senza mutandine,la chinai a pancia sotto sul bracciolo del divano,divaricai i suoi glutei e gli leccai l’ano,abbassai le brache dei miei pantaloni,estrassi il mio membro e lo condussi sulla soglia del suo retto. Vera era troppo impreparata a quel tipo di esperienza,il suo lato B riuscì ad ospitare solo il mio glande e nulla più,poco dopo la sollevai dal bracciolo e la stesi sul tavolo a pancia in su e senza sfilarle ne gonna ne scarpe cominciai a lavare la topa fino a farmi venire in bocca,lei ricambiò la prestazione,si inginocchiò dinnanzi a me e succhiò il mio membro eretto fino a farsi riempire la bocca di sperma;pochi istanti dopo esserci rivestiti si aprì la porta d’ingresso,era la madre che rientrava da lavoro! Le nostre perversioni non avevano limiti,un giorno chiesi a Vera se qualche sabato sera fosse uscita senza mutandine,lei acconsentì e una sera si presentò nella mia auto solamente con un vestitino di velluto nero e delle calze autoreggenti color carne. Quando ci incontrammo in strada coi nostri amici mi eccitava molto vederla parlare con loro sapendo che sotto quel vestitino era completamente nuda e che la sua passera poteva eccitarsi e sbrodolare di piacere in qualsiasi momento. Vera amava strofinarsi l’uccello ovunque,in bocca,sulle grandi labbra,sotto le ascelle,nelle proprie orecchie,sulla lingua,sui piedi,ma quello che le deliziava il palato era ricevere in bocca la mia sborra che presto cominciò pure ad ingoiare. Una sera mentre eravamo al pub con una coppia di suoi amici mi masturbò l’uccello sotto al tavolo mentre parlavamo con loro,per fortuna non arrivando alla fine. Vera era diventata molto brava nel masturbare il mio fallo coi suoi piedini (calzava il 41…) e mentre agiva su di me le piaceva anche strapazzarsi le tette facendosele arrivare alla bocca per poi leccarsi i capezzoli e spesso prima che raggiungessi l’orgasmo,voleva che accostassi il mio pisello ai suoi capezzoli in modo da poter leccare gli uni e l’altro finchè non fossi venuto su di lei. In quei momenti la vagina di Vera produceva una gran quantità di filamenti biancastri,che finivano per essere raccolti dalla mia bocca quando con la lingua le stuzzicavo il clitoride;raggiunta la pace dei sensi le restituivo tutto il suo nettare attraverso i baci che ci scambiavamo. Alcune sere prima di fare sesso la invitavo a togliersi i collant e le mutandine,poi le facevo rinfilare solo i collant e con la mia lingua infilata nel nylon cominciavo a leccargli la fica e il clitoride,provocandole nello stesso istante pruriti ed orgasmi;quando Vera veniva urlava come una maiala! Nel corso degli anni le nostre perversioni aumentavano sempre più,Vera era capace di accogliere tutti e 19 centimetri del mio fallo nella sua bocca,spesso sentivo addirittura le sue tonsille sfiorarmi il glande e alla fine la sua bocca era sempre tumefatta di piccoli lividi. Una sera per il modo in cui mi stava sbocchinando l'uccello mi venne quasi spontaneo dirgli: sei diventata la mia puttana! Vera si sfilò il mio randello dalla gola,mi sorrise e prima di rimettersi all’opera mi sussurrò: siii,dimmelo ancora! mi eccita quando me lo dici! e poi ancora: voglio essere per sempre la tua puttana! Da quel momento in poi tutte le volte che facevamo sesso,Vera mi implorava che le ripetessi sempre quelle stesse frasi che tanto la eccitavano. Un’estate su di una spiaggia semideserta Vera decise di mettersi in topless,mi eccitai molto a vedere le sue mammelle che ondulavano e quando tornammo a casa mentre eravamo sotto la doccia ci scambiammo dei bellissimi rapporti orali. Una sera in auto la girai di schiena per poterla penetrare analmente ma essendo troppo tesa riuscii a farlo solo in parte,in un’altra occasione invece gli legai i polsi con i suoi collant per farle provare un po’ di sadomaso. Un giorno la nostra perversione superò ogni limite,eravamo nel suo ufficio della procura e mentre lei sedeva sulla sua sedia girevole io poggiai il mio culo sul bordo della sua scrivania,Vera non esitò un solo secondo nell’abbassarmi la zippo dei jeans e tirar fuori il mio attrezzo già turgido e marmoreo,se lo ficcò in bocca e cominciò a pomparmelo fino a farsela riempire di sperma,solo dopo ci rendemmo conto dell’alto rischio corso per la sua carriera e per il suo posto di lavoro. Altri pompini consumati in luoghi insoliti sono avvenuti fuori ad un balcone,mentre guidavo la sua auto,in una cabina di una nave (coi nostri genitori che parlavano fuori al corridoio) e in una sala cinematografica. La nostra storia è durata per quattro lunghi anni 1995/1999 ed ha avuto fine per delle richieste inaccettabili. Personalmente posso solo dire di essermi divertito molto sessualmente anche se abbiamo sperimentato ogni tipo di rapporto tranne quello più logico. Oggi nel 2010 io ho 40 anni e lei 38 entrambi siamo sposati ed entrambi abbiamo lasciato la nostra città d’origine, spesso mi domando se quel baccalà di suo marito avrà mai avuto il sospetto di aver sposato una vergine col culo mezzo rotto e con la bocca che è stata culla del mio sperma per quattro anni?

Un nostro video amatoriale è visibile gratuitamente a questo indirizzo:

http://video.filestube.com/watch,520e29367c4eb7ed03ea/Footjob-Silent-Stroke-With-Toes-For-Cumshot.html







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