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La
benzina era ormai salita alle stelle, quindi dal mese successivo decisi
di andare a lavoro con i mezzi pubblici. Già in passato avevo preso
questa decisione ed effettivamente era più stancante, ma mi dava la
possibilità di distrarmi un po' dalla mia frenetica vita familiare e
lavorativa. Dedicarmi alla lettura, leggere un giornale in
tranquillità, guardarmi intorno e capire che al mondo esiste anche
altra gente oltre i miei familiari e colleghi. Mi feci anima e coraggio
e andai a comprare l'abbonamento. Dopo la prima settimana di treno e
pullman mi ero ambientato a meraviglia, non tanto sul treno ma sul
pullman i posti erano come assegnati, ognuno di noi si sedeva quasi
sempre allo stesso posto, così finì che due file davanti a me
sull'altro lato c'era sempre una donna sulla 40ina, ben messa, sempre
ben preparata e vestita molto giovanile. Io salivo alla fermata dopo di
lei ed ormai ogni volta che le passavo davanti era un semplice
buongiorno e buonasera. Un giorno l'autista disse che l'indomani ci
sarebbe stato lo sciopero e tra i vari commenti uscì che sia io che lei
non potevamo mancare a lavoro, io avevo la macchina, ma lei già stava
pensando di prendere un taxi (assurdo, quanto le sarebbe venuto a
costare?) così mi proposi di andarla a prendere io, tanto dovevo fare
la stessa strada del pullman e poi lei lavorava a due isolati prima del
mio ufficio. Il giorno dopo alle 7.30 ero puntuale alla fermata dove
saliva lei, la feci entrare e ci mettemmo in moto. Lavorava presso uno
studio notarile e quel giorno doveva fare un atto che l'avrebbe fatto
ottenere una promozione e non poteva mancare. Pure io avevo una
importante riunione di lavoro per discutere sull'esito dell'azienda che
rischiava la bancarotta. Per la sera alle 7 entrambi avevamo finito
così passai a prenderla sotto lo studio e ci avviammo verso casa. Per
strada c'era un bel bar con i tavolini fuori e decidemmo di prendere un
aperitivo. Tra una chiacchiera e l'altra parliamo un po' di noi, così
abbiamo la possibilità di conoscerci meglio, dopo un'oretta
l'accompagnai a casa e ci salutammo. Il giorno dopo quando salii sul
pullman e mi stavo recando al mio solito posto, lei mi fa cenno di
sedermi accanto, tanto ormai tra noi non era più un semplice buongiorno
o buonasera. Andò così per oltre un mese, ci furono altri
scioperi, così spesso capitò che la sera tornavamo assieme in macchina.
Un giorno che mia moglie stava fuori città mi invitò per una pizza a
casa sua, naturlamente alla pizza abbinammo un po' di birra, poi un
gelato, del limoncello fresco... insomma una serata di fine settembre
passata al fresco sulla terrazza di casa sua. Si fece tardi e ci avevo
dato un po' su con il bere, non potevo azzardarmi a tornare a casa,
visto che lungo la strada del ritorno i controlli di polizia e
carabinieri non scarseggiavano. Rimasi a dormire da lei, aveva una
cameretta dove spesso andavano a dormire i suoi nipoti, aveva anche un
pigiama e della biancheria della mia misura del nipote, così mi feci
una doccia e andai a dormire (fortuna a casa non ho il telefono
fisso, così mia moglie ignara di dove mi trovavo mi chiamò sul
cellulare per darmi la buonanotte... e devo dire che fu proprio una
buona notte).
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