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Pubblicato : 01-07-2008 | Autore : Voyeur
Categoria : Esibizionismo | Totale Visualizzazioni : 3911 | Votazione :

  
Voyeur
Orgie la mia passione
Dopo due giorni, pur intrattenendosi durante la giornata con altre coppie a parlare e fare brevi escursioni, non avevamo legato con nessuna di esse in modo particolare. Cosi', io e Francesca, decidemmo di trasformarci in veri e propri voyeur. Ovvero, la sera tardavamo a rientrare in camera nostra per fare un giro tra i bungalows alla ricerca di mugalii sospetti ed ululti di piacere. La prima sera, per la verità, giungemmo a poco. Solo qualche deicos mugolio che sentimmo provenire dal bungalow di una coppia cinquatenne francese. Ci dirigemmo sul retro del bungalow dove vi era una finestrella, ma quella era, oltreche' chiusa, oscurata con tende ed asciugamani. Decidemmo cosi' di rimandare alla notte successiva, magari avremmo avuto piu' fortuna. La sera del mercoledi', intorno alle 24 cominciammo il nostro giretto. Nessun mugolio, cosi' decidemmo di spingersi verso i bungalows piu' vicini alla spiaggia. Fummo attirati dai sensuali rumori provenienti dal bungalow n.43 nel settore , quello occupato da una coppia multirazziale. Ovvero, da Chiara, pierre milanese bionda con un fisico minuto ma con due tette da sballo, e da John, ragazzone nero, alto circa quanto me, con un fisico degno di un vero atleta, californiano di Santa Barbara. Da fuori sentivamo Chiara che godeva come una porca e che John che la invitava a godere i piu'. Ci dirigemmo sul retro e fortuna volle che la finestra, seppur socchiusa, non fosse del tutto oscurata, ma consentiva una perfetta visione di cio' che accadeva all'interno. Rimanemmo sbalordito nel vedere i due, nella classica posizione del missionaro, scopare come ricci. Vedevamo molto bene Chiara, che sdraiata sul letto, era avvolta da una sensazione godereccia inimitabile. Le sue due grosse tette sballonzolavano su e giu' al ritmo dei colpi di John. Il ragazzo nero, pero', potevamo vederlo solo di spalle. Aveva un culo sodo che si stringeva ogni volta che spingeva verso Chiara, e due spalle quadrate e robuste. La sua pelle nera era lucidissima, il suo sudore rigava quel corpo statuario. Ad un tratta John cesso' di scopare Chiara. I due parlottarono un po', poi John si diresse verso il frigobar. Tiro' fuori una birra ghiacciata e la bevve tutta d'un fiato. Anche da dietro era eccitantissimo, figuriamoci se si fosse voltato. Chiara, intanto si era messa seduta sul letto, con le gambe accavallate. Aveva proprio due belle tette, che sul quel corpicino, risaltavano ancora di piu'. Poi, John, si volto' per tornare da Chiara. Tra le gambe penzolava un pezzo di carne nera gonfia ed umida degli umori sessuali di Chiara. Seppur moscio, quell'uccello, sarà stato almeno 16 o 17 centimetri. Sbatteva sulle coscie di John al ritmo dei suoi stessi passi....che uccello, e che fortuna Chiara. John si fermo' in fondo al letto, proprio di fronte a Chiara, e rimanendo in piedi, comincio' a roteare goliardicamente il bacino e dunque il cazzo. Nel roteare, il cazzo, pareva crescesse nelle dimensioni. Chiara si sedette poi sul letto ed ancora moscio, ingoio' quel cazzone. John pareva non prendere sul serio la cosa, tant'e' che il cazzo sembrava non drizzarsi. Basto' pero' che Chiara aumentasse il ritmo, menasse le palle di John e le accarezzasse il culo, che quel pezzo di carne nera assumesse dimensioni surreali. Quell'uccello era ora al massimo della sua lugnhezza, 23 o 24 cm, dritto a 90°, apparentemente duro e lucidissimo. A quel punto Chiara strinse quel cazzo tra le tette e comincio' a segarlo. Quelle magnifiche e grosse tette...come le invidiavo!!! Chiara continuo' anche a lavorare di bocca, succhiando la cappella e quel che rimaneva dell'asta. Il ritmo divento' sempre piu' veloce e poco dopo John sbrodo' sulle tette e sul viso di Chiara una quantita' industriale di sborra. Chiara continuo' a segare quel cazzone con le tette fino a che i due non si dissero qualcosa. Ritengo che Chiara gli avesse detto che era l'ora di dormire, tant'e' che i due, nudi, si sdraiarono sul letto e dopo poco si appisolarono. Potevo ancora vedere il cazzo di John, che era voltato verso la finestra. Riposava sulla coscia destra del giovane nero, e seppur moscio quasi la superava fio a toccare il letto. Che finale...di voyerismo. Ah, dimenticavo, Francesca era quasi venuta menandosi la fica alla vista di quel . Ci volle poco, dopo, in camera nostra, a farla sbrodolare di piacere.



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    Racconto a Caso
Autore : Mimo
Una sera come capita spesso, ero in chat, una chat sadomaso-feticistica che ha principalmente lo scopo di far incontrare persone, che come me, la pensano in questo modo “particolare” circa il sesso.

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